cassinelli ha scritto:...ho indossato molte volte l'Insegna ridotta e la stessa è ben conservata... al contrario, non ho mai indossato l'Insegna in formato regolamentare e quest'ultima si è ossidata!:?
Marcello G. Novello ha scritto:...la croce grande, che ho usato diverse volte, non si è scurita se non nel passante del nastro, mentre la miniatura che non ho sin qui indossato ed è rimasta sempre nel cofanetto è nettamente scurita. Strano, vero?
Nessuna sorpresa dal fatto che gli oggetti d'argento dorato di manifattura recente spessosi conservino meglio maneggiandoli (il contatto con le dita li ricopre di un film oleoso che in pratica é spesso più antiossidante, poiché isola dall'aria, di quanto non sia ossidante per gli agenti aggressivi - es.cloruri del sudore - in esso contenuti).
La doratura, se fosse di spessore adeguato, dovrebbe "sigillare" l'argento sottostante e garantire una conservazione ottimale.
Peccato che le dorature moderne (sottilissime in quanto elettrolitiche, e spesso disuniformi) poco rallentino il processo di
sulfurazione (e non
ossidazione, come comunemente si dice) dell'argento, col risultato che l'alterazione dell'argento risulta ancora più evidente per contrasto con la circostante superficie dorata.
Comportamento a corrosione : l’argento non sembra ossidarsi a temperatura ambiente in aria , ma è attaccato e ossidato dall’ozono . Esistono comunque ossidi d’argento , i quali hanno alta resistività .
I solfuri attaccano l’argento rapidamente , come fanno con il rame e la velocità di ossidazione in atmosfera è determinata dall’apporto di atomi di zolfo perché lo strato di ossido è non passivante . Esso riduce il potere riflettente dell’argento e ne aumenta la resistività , specialmente alle basse correnti , per il suo carattere non ohmico.
La velocità di solfatazione dell’argento indoor in una grande città è di circa 7 mg/m2 . Si è molto cercato una lega avente un alto contenuto di argento che resista all’ossidazione ma si è scoperto che è necessario un alto contenuto di Pt e Au (fino al 70 % ) per una completa resistenza . Sono stati usati vari rivestimenti in questo senso ma quello più efficace , anche se poco usato , è risultato un sottile strato di Rh sopra uno di Ni .
Resistenza ad agenti corrosivi specifici : l’argento puro è resistente all’acido acetico ed è usato nella sua produzione . E’ resistente anche a tutti gli altri acidi organici non contenenti zolfo . E’ attaccato da tutti i metalli a basso punto di fusione quali mercurio , sodio , potassio (e tutti i loro composti ) , piombo , stagno , indio e bismuto . Per questo un uso che può mettere in contatto l’argento con questi metalli va evitato (per esempio negli scambiatori di calore).
E’ resistente agli idrossidi di sodio e di potassio , è usato in laboratorio per fusioni di sostanze caustiche ed è stato preso in considerazione per equipaggiamenti di grandi dimensioni . Purtroppo l’argento subisce un fenomeno di creep alla temperatura di fusione di questi idrossidi , quindi il suo uso in questo campo richiederebbe l’uso di recipienti di supporto .
E’ attaccato da bromuri , ioduri e cloruri in atmosfera umida anche piuttosto vigorosamente . Cianati alcalini , in presenza di aria o altri agenti ossidanti dissolvono l’argento rapidamente . L’acido nitrico contenente tracce di acido nitroso dissolve l’argento . Anche l’acido solforico ha lo stesso effetto .