Mario Volpe ha scritto: ... particolari distinzioni militari che furono in uso durante l’Impero Romano...
Scopro solo oggi questo spunto - al solito interessantissimo! - proposto dal sempre encomiabile Mario, e visto che si tratta di un argomento per cui ho sempre avuto un grande interesse mi permetto di aggiungere qualche mia considerazione.
Mi sembra di poter dire che i Romani avessero almeno due sistemi "premiali" militari di origini e natura diverse.
Il primo era quello citato da Mario delle
Torques,
Armillae e
Phalerae , che hanno origine rispettivamente dalle collane/bracciali in oro ritorto, dai bracciali a fascia, e dagli ornamenti dei finimenti equestri dei tradizionali nemici Kelti. L'appropriazione di un
souvenir strappato dal corpo del nemico sconfitto da parte del guerriero vincitore per appropriarsi simbolicamente delle sue virtù e forza vitale è - credo - vecchio come il mondo ed ancora praticato : nei secoli ha assunto vari caratteri, da vere e proprie mutilazioni (teste, orecchie, genitali) a gesti più simbolici ma di eguale natura (insegne, armi, capi di uniforme). I sempre pratici Romani istituzionalizzarono questo costume ancestrale e totemico, fortunatamente in una forma simbolica (d'altronde, la collezione di teste all'epoca era prerogativa Kelta e poi dell'area Sarmatica ... quindi costumi "barbari", assolutamente da non imitare!).
Sempre all'interno di questa categoria si potrebbe collocare anche l'
Hasta Pura sempre citata dal bravissimo Mario, originariamente una lancia interamente in legno (senza puntale e codolo in metallo) e poi stilizzata in una piccola riproduzione in argento. In questo caso il riferimento "tribale" è quello al riconoscimento del guerriero così forte e coraggioso da non necessitare (metaforicamente) di vere armi, surrogate dal suo chiaro valore e dalla sua forza interiore (si confronti con gli Ulfhednar e Berskrs vikinghi, che non "necessitavano" di armature).
Il secondo sistema premiale era quello "istituzionale" di età medio/tarda repubblicana, basato sulle "Corone". Ne esistevano parecchi tipi, non tutti di facile collocazione, come segue :
Corona Obsidionalis e
Corona Graminea : il "grado" più alto, conferito al Generale che avesse salvato dalla distruzione l'esercito rispettivamente durante un assedio o una battaglia campale. Era concessa per acclamazione dai soldati stessi e da loro confezionata intrecciando erbe colte sul campo di battaglia, e costituiva il requisito di base per la procedura del riconoscimento dell'
Imperium e del
Triumphus/Ovatio.
Corona Navalis,
Vallaris e
Muralis : di grado inferiore, erano concesse al primo soldato che avesse messo piede - rispettivamente - sul ponte di una nave nemica in un abbordaggio, o avesse per primo scavalcato le fortificazioni speditive nemiche in una battaglia campale o le mura nemiche in un assedio. Non è del tutto chiaro se fossero rappresentate effettivamente da un oggetto fisico (per l'appunto una corona) o da una sua rappresentazione simbolica o fossero semplicemente un "titolo".
Corona Aurea e
Corona Civica : di abbastanza incerta attribuzione, sembra si riferissero a gesta eclatanti sul campo di battaglia, pare riferite rispettivamente all'uccisione di un nemico ed al salvataggio della vita di un concittadino (
cives) verificatisi in circostanze che gli anglosassoni definirebbero
above and beyond the call of duty ed alla condizione che il premiato - a fine battaglia - fosse ancora al suo posto nella linea di battaglia. In modo tipicamente Romano, nonostante i titoli altisonanti, erano le (relativamente!) meno pregiate tra le
Coronae.
I due sistemi, con tutte le mille cautele che bisogna sempre applicare quando si tentano analogie così distanti nel tempo, sembrano simili alla differenza odierna tra le medaglie le onorificenze : motivazioni di conferimento più "ordinarie" e spesso senza implicazioni oltre a quella premiale per le medaglie/
phalerae/
armillae etc, rispetto a motivazioni più "straordinarie" e con implicazioni moralmente più "alte" per le onorificenze e
corone.
Si potrebbe notare l'apparente incongruenza di come i ... repubblicanissimi Romani dell'epoca repubblicana avessero adottato come simbolo del grado premiale più elevato proprio la
corona, simbolo della aborrita monarchia. Ma è solo
apparente incongruenza, visto che la natura del "rex" al di la del suo ruolo politco, ma inteso come tramite collettivo tra l'umano ed il divino, era ancora viva e chiara tra i Romani dell'epoca (vedasi la altissima figura del
Rex Sacrorum), e non a caso il massimo riconoscimento del Generale romano vittorioso, il
Triumphus, vedeva il condottiero ammantato di porpora e con le braccia ed il volto tinti di terracotta, autentica incarnazione fisica di Giove Ottimo Massimo quale appariva nella sua statua nel tempio capitolino.
E forse proprio questa figura del
triumphator i cui meriti lo hanno portato a fondersi ed annullarsi nel divino, ma comunque uomo cui uno schiavo mormora continuamente all'orecchio
memento mori ... memento te hominem esse ... (ricordati che morirai ... ricordati che sei un uomo ...) è in fondo la più alta forma premiale militare Romana ... e forse addirittura una convincente rappresentazione ante-litteram di quello che a tutt'oggi dovrebbe rappresentare una Onorificenza Cavalleresca da un punto di vista simbolico e spirituale.