
(in alto, insegne dell’Ordine di S. Caterina dell’Impero Russo; in basso insegne dell’Ordine di S. Andrea)
Il risultato è la totale “standardizzazione” di queste insegne, che risultano esattamente identiche le une alle altre e che non consentono (salvo rare eccezioni) alcuna differenziazione tra i vari esemplari prodotti.


(dall'alto, insegne dell’Ordine inglese della Giarrettiera - Giarrettiera, placca e “Lesser George”; in basso insegna dell’Ordine di S.Patrizio)
Nei secoli passati invece, e soprattutto durante tutto il corso dell’ottocento e della prima metà del novecento, la realizzazione di queste insegne veniva affidata molto spesso ad abili artigiani specializzati che, attraverso l’utilizzo dei metalli più preziosi e degli smalti più brillanti, e con l’impiego delle più elaborate tecniche artigianali di incisione, cesellatura, saldatura, fusione e complessi procedimenti di cottura ceramici, riuscivano a realizzare degli esemplari molto più ricchi ed elaborati, e talvolta assolutamente unici nel loro genere.


(in alto, placca dell’Ordine spagnolo di Carlos III e Gran Croce dell’Ordine al Merito Civile; in basso, una preziosa insegna dell’Ordine portoghese del Cristo e di una Gran Croce dell’Ordine della Torre e della Spada)
Durante questo periodo inoltre, si diffuse la consuetudine, soprattutto nelle più ricche e fastose corti monarchiche europee ed extra europee, di far realizzare delle preziose versioni “speciali” delle insegne degli ordini cavallereschi e dinastici, addirittura con l’aggiunta di diamanti ed altre pietre preziose, affidandone la realizzazione alle abili mani dei più esperti e noti gioiellieri del tempo.

(dall'alto, placca di Gran Croce dell’Ordine austro-ungarico di S. Stefano; e due preziose insegne dell’Ordine del Toson d’Oro)
Tale usanza, che vide la produzione delle più ricche ed elaborate placche, croci e collari della storia degli ordini cavallereschi, scaturì da molteplici motivazioni.
Da un lato vi era un’esigenza di tipo politico, soprattutto da parte di quei regnanti che per ingraziarsi i favori di altri sovrani più o meno potenti, nel conferire loro le proprie onorificenze più prestigiose, procedevano alla consegna – anziché delle normali versioni delle relative insegne - di esemplari unici e preziosissimi, veri e propri tesori di alta gioielleria, nell’auspicio di ottenere dal monarca destinatario una maggiore considerazione e un maggior rispetto (ciò ingenerò un effetto indotto che spinse anche altri sovrani a far realizzare delle versioni speciali dei propri ordini da “scambiare” in queste particolari circostanze).


(alcuni esemplari dell’area tedesca preunitaria, placca dell’Ordine della Corona di Ruta di Sassonia, Gran Croce dell’Ordine bavarese di S. Uberto, placca dell’Ordine della Casa Ernestina di Sassonia, Gran Croce dell’Ordine di Pietro Federico Luigi del Ducato di Oldemburgo)
Tra le corti europee più attive in questo settore, segnalo le incredibili insegne cavalleresche realizzate in Austria, Francia, Regno Unito, Germania preunitaria, Danimarca, Portogallo, Spagna, Russia ed alcune nazioni dell’Europa Orientale. In Italia, a parte qualche raro esemplare realizzato nel Regno preunitario delle Due Sicilie, il fenomeno fu sempre piuttosto limitato.

(due diversi modelli di placche con pietre preziose dell’Ordine di S. Gennaro del Regno delle Due Sicilie)
A livello extra europeo, assai preziose furono alcune realizzazioni della corte persiana, di quella ottomana, nonché di altre corti asiatiche come la thailandia o alcuni principati indiani. Nonché diverse corti africane, del continente americano e, addirittura, della corte hawaiana.

(in alto, insegna dell’Ordine napoleonico della Corona Ferrea; insegna dell’Ordine della Legion d’Onore del periodo del II Impero; placca dell’Ordine dello Spirito Santo del periodo monarchico)
Dall’altro lato invece, vi fu un più materiale desiderio – soprattutto da parte dei più ricchi membri di queste corti aristocratiche - di accrescere e “impreziosire” le prestigiose investiture cavalleresche che essi ricevevano sia per la loro appartenenza ai ceti più nobili di quelle società che per l’esercizio di importanti cariche statali. Tale desiderio si realizzava attraverso la sostituzione delle insegne originali degli ordini loro conferiti con delle versioni speciali, particolarmente preziose, che essi stessi usavano commissionare a proprie spese ai maggiori gioiellieri dell’epoca.


(in alto, insegne degli ordini persiani del Sole e Leone e di Agdas; in basso, placche degli ordini ottomani di Ali Imtiaz e di Osmanie)
Questa usanza iniziò a tramontare con la progressiva scomparsa dei regimi monarchici e dei loro fasti e ricchezze dalla mappa geo-politica del nostro pianeta. Nel corso degli ultimi due secoli infatti, a partire dalla Rivoluzione Francese, il susseguirsi di guerre, rivoluzioni, lotte per l’indipendenza e colpi di stato, ha determinato la crescente sostituzione delle corti monarchiche con forme di governo repubblicane, determinando, attraverso il livellamento delle classi sociali e la progressiva perdita di influenza dei ceti nobiliari e aristocratici, il lento abbandono di queste sfarzose e costose consuetudini.


(in alto, insegne degli ordini tailandesi delle Nove Gemme e di Ratana Varabhorn; in basso, insegna dell’Ordine tunisino del Sangue, placca dell’Ordine egiziano di Kamal e Collare dell’Ordine etiopico del Sigillo di Salomone del I tipo)
Molti di questi preziosi “gioielli cavallereschi”, sono oggi conservati nei musei di tutto il mondo o nelle raccolte di ricchi collezionisti privati, a testimonianza di un passato in cui le possibilità di spesa – sia a livello pubblico che privato – sembravano veramente smisurate, ed in cui l’apparenza sembrava assumere maggiore importanza della sostanza.



(alcuni esemplari dell’area americana, insegna dell’Ordine cileno della Legione di O’Higgins, placca dell’Ordine Reale della Rosa del Brasile, una curiosa placca dell’Ordine della Boyaca della Colombia, placca dell’Ordine del Sole del Perù. In ultimo, insegna dell’Ordine hawaiano di Kamehameha)
La consuetudine di impreziosire le insegne degli ordini e delle onorificenze con delle pietre più o meno preziose, è comunque rimasta in uso in alcuni Paesi anche in tempi più recenti. Ricordo, per fare qualche esempio, l’usanza tedesca di aggiungere dei diamanti alle varianti più elevate delle “foglie di quercia” per le croci da Cavaliere della Croce di Ferro, durante l’ultimo conflitto mondiale (la stessa pratica veniva talvolta usata anche nei distintivi di specialità per le varie forze armate, come quello da pilota dell’aeronautica o da comandante di u-boot).

(sopra, le foglie di quercia con spade e diamanti della Croce di Ferro tedesca ed il distintivo con diamanti da pilota della Luftwaffe)
Anche durante il periodo d’influenza dell’Unione Sovietica nell’Europa dell’Est vennero prodotte delle decorazioni con pietre preziose (spesso però di tipo sintetico), come l’Ordine della Vittoria dell’URSS, l’Ordine della Stella di Romania, o l’Ordine della Libertà della Federazione Iugoslava.


(sopra, insegna di I classe dell’Ordine della Stella di Romania del periodo socialista, insegna dell’Ordine della Libertà della Iugoslavia socialista, insegna dell’Ordine della Vittoria dell’URSS)
Mi accorgo però di essermi fin troppo dilungato in questo mio intervento, il cui scopo doveva unicamente essere quello di riepilogare, con qualche esempio pratico, un fenomeno d’altri tempi che caratterizzò l’epoca senz’altro più sfarzosa della storia degli ordini e delle onorificenze. Un’epoca che però appare oggi ormai molto lontana.
Mi fermo dunque qui con l'augurio di non avervi troppo tediato, sperando di leggere i vostri commenti ed interventi in proposito.
Cordialmente,
Mario Volpe











