Gran Croce al Merito CRI
Secondo il regolamento approvato con Delibera n. 14/08 del 29 febbraio 2008, recante le norme per il conferimento delle onorificenze della Croce Rossa Italiana, la “Gran Croce al merito della Croce Rossa Italiana” viene conferita “per specialissimo riguardo e importanza dell’azione e dell’opera svolta, ai capi di Stato, ai regnanti, ai Principi di Case Reali, alle altissime cariche dello Stato, ai rappresentanti delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa”.

Non tutti sanno però che questa prestigiosa onorificenza è stata originariamente istituita su iniziativa del Conte Giacomo Cavazzi della Somaglia, Presidente dell’Associazione Italiana della Croce Rossa, nel corso della Grande Guerra con Notificazione n. 365 del 30 novembre 1917.
Inizialmente denominata “Croce al Merito della Croce Rossa Italiana”, era costituita da una croce greca di metallo dorato, smaltata di bianco, caricata al centro da uno scudetto rotondo, smaltato di bianco bordato di blu cimata dalla corona reale d’oro con attaccaglio ad anello. Nel campo dello scudetto al recto, la croce rossa in smalto; nel campo dello scudetto al verso, l’aquila di Savoia dorata circondata da un cerchio in smalto blu. (era prevista anche una variante con il fondo del campo dorato).

(notare la seconda variante con il fondo dorato, ma con il cerchio in smalto rosso)
La stessa Notificazione 365/17 stabiliva anche le caratteristiche del relativo nastrino, che per la Croce al Merito – considerata la decorazione al merito di grado più elevato, a cui seguivano le Medaglie al Merito in oro, argento e bronzo ed un Attestato al Merito – il nastrino prevedeva l’applicazione di una piccola corona reale dorata. Per i conferimenti relativi al servizio mobilitato il nastrino doveva invece recare una palma dorata (fronde di alloro).

Con l’avvento della Repubblica, ovviamente, è stato necessario apportare delle modifiche alla decorazione, che a partire dal 1958 ha visto l’aquila sabauda sostituita dall’emblema repubblicano e la corona reale sostituita da quella turrita.
Qui sotto, la Signora Maria Pia Fanfani, una delle più note personalità italiane insignite di questa decorazione:


Non tutti sanno però che questa prestigiosa onorificenza è stata originariamente istituita su iniziativa del Conte Giacomo Cavazzi della Somaglia, Presidente dell’Associazione Italiana della Croce Rossa, nel corso della Grande Guerra con Notificazione n. 365 del 30 novembre 1917.
Inizialmente denominata “Croce al Merito della Croce Rossa Italiana”, era costituita da una croce greca di metallo dorato, smaltata di bianco, caricata al centro da uno scudetto rotondo, smaltato di bianco bordato di blu cimata dalla corona reale d’oro con attaccaglio ad anello. Nel campo dello scudetto al recto, la croce rossa in smalto; nel campo dello scudetto al verso, l’aquila di Savoia dorata circondata da un cerchio in smalto blu. (era prevista anche una variante con il fondo del campo dorato).

(notare la seconda variante con il fondo dorato, ma con il cerchio in smalto rosso)
La stessa Notificazione 365/17 stabiliva anche le caratteristiche del relativo nastrino, che per la Croce al Merito – considerata la decorazione al merito di grado più elevato, a cui seguivano le Medaglie al Merito in oro, argento e bronzo ed un Attestato al Merito – il nastrino prevedeva l’applicazione di una piccola corona reale dorata. Per i conferimenti relativi al servizio mobilitato il nastrino doveva invece recare una palma dorata (fronde di alloro).

Con l’avvento della Repubblica, ovviamente, è stato necessario apportare delle modifiche alla decorazione, che a partire dal 1958 ha visto l’aquila sabauda sostituita dall’emblema repubblicano e la corona reale sostituita da quella turrita.
Qui sotto, la Signora Maria Pia Fanfani, una delle più note personalità italiane insignite di questa decorazione:

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