Salve,
il giorno dopo ogni edizione di Militalia (ma ciò vale anche per altre consimili manifestazioni, tanto in Italia che all'estero), nei vari forums di discussione appaiono le lamentationes dei soliti insoddisfatti.
Come argutamente sintetizzato dal collega Tilius, i soliti si lamentano del "non c'era nulla di interessante, quasi tutto falso, le cose belle erano solo scambiate tra privati o già concordate e non esposte".
Ed io ho una sola parola per commentare questo punto di vista: scempiaggini.
Frequento Militalia dalla fondazione e con essa numerose fiere, tanto in Italia quanto all'estero. A mio parere, in ogni manifestazione ci sono il buono, il meno buono e le schifezze. Altrettanto, non è praticamente possibile che ad ogni fiera si trovi il pezzo agognato.
Anche a quest'edizione di Militalia, ho acquistato qualcosa di gustoso per la mia collezione ed ho avuto il piacere di far quattro chiacchiere con amici e conoscenti, cosa altrettanto importante.
Qualche anno fa, su un Forum dedicato alle Militaria, lessi qualcosa del tipo: "...sono molto deluso, a Novegro non c'era nulla e quel poco che c'era era falso...". Io rimasi molto sorpreso perché proprio in quell'edizione aggiunsi alla mia collezione di ordini e decorazioni austriache una Militärverdienstkreuz di I Classe con Kriegsdekoration, appartenuta al Granduca del Baden; un'onorificenza rarissima e della massima importanza. Scrissi ciò in risposta e seppi che quel collezionista deluso, colleziona esclusivamente gli Aermelband delle divisioni SS composte da volontari non-tedeschi...
Ecco, il problema è quello della generalizzazione.
Io credo che le fiere specializzate, siano il vero "polso" del mercato (anche assieme alle aste di settore); luoghi ove si può esaminare, discutere, confrontare, ecc.
Almeno per la faleristica, la fiera di Novegro è ad un eccellente livello, rappresentata da veri esperti, riconosciuti a livello internazionale per la loro competenza. Posso però affermare che anche ogni altro campo del collezionismo storico-militare è pure ben rappresentato.
L'importante, e questo vale per ogni campo del collezionismo dai tappi di bottiglia ai "fondi oro" senesi, è conoscere la materia e ciò non si fa' in una settimana, ma in anni di ricerca, di letture, di viaggi, di visite a musei, a collezioni private, ecc. Temo che oggi, anche nel collezionismo viga la legge del "tutto e subito", credendo che sbirciare un po' di internet e spendere qualche soldo qua e là, sia sufficiente...
Buona serata,
Elmar Lang


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