da Elmar Lang » domenica 7 giugno 2015, 14:22
Il fatto è che gran parte degli ordini cavallereschi messi all'asta, sono rifacimenti (in parte di qualità eccezionale) della ditta Rothe, Vienna, eseguiti su commissione del Prof. Fattovich, tra gli anni '60 ed i '70. Non si tratta quindi, di esemplari prodotti ante-1918. Per questo, l'autore delle descrizioni di catalogo, non poteva esimersi dal farlo notare. Se non altro, a titolo di curiosità, è riportato quando un determinato pezzo fu usato quale illustrazione sul Mericka.
Parliamo di tempi in cui, specie per gli ordini cavallereschi, non si andava troppo per il sottile e non dimentichiamo che ai tempi in cui il Prof. Fattovich iniziò a collezionare, erano ancora viventi molti decorati, o la loro prima generazione; quindi non era facile come ora, ottenere originali di decorazioni particolarmente rare, specie del periodo 1880-1918.
Penso anche che per scelta abbastanza opportuna commercialmente, si sia deciso di porre in vendita dapprima gli oggetti meno importanti e le riproduzioni (quelle opera della ditta Rothe, comunque piuttosto collezionate) e con tutta probabilità, alla seconda asta, che dovrebbe tenere a fine anno, la parte migliore, con medaglie di notevole interesse e rarità.
Cito da Tilius: "...Scorrendolo, il catalogo, si trova come la dicitura "Rothe-Fertigung nach 1918" ricorra la bellezza di 106 (centosei!) volte...". Io aggiungo: e per fortuna che lo dicono!
Poi, tanto, quando certe splendide riproduzioni (dichiarate come tali in catalogo) passeranno gli Urali, molto probabilmente -come per incanto- diventeranno originali...
In conclusione, quello che manca a questo primo, bel catalogo, a parte la nota biografica così ben scritta dal figlio del grande collezionista, quello che manca dicevo, è la "contestualizzazione" di quanto verrà messo in vendita. Se mi è permessa una piccola critica, qui ci troviamo di fronte alla dispersione di una vastissima collezione, in cui ciascun lotto è unicamente presentato per quello che è (e non è poco, comunque, credetemi), senza che vi sia alcun accenno alle motivazioni, alla provenienza, a quando e da chi proviene un dato oggetto. Il Prof. Fattovich era in contatto con i più grandi studiosi e collezionisti del suo tempo, tra cui Georg Schreiber Sen. (autore, con Waldemar Hesse v. Hessenthal, dell'insostituibile "Die tragbaren Ehrenzeichen des Deutschen Reiches", Berlino, 1940), o Vaclav Mericka, Eduard Holzmair (già direttore del Münzkabinett-KHM, Vienna), Ernst Uhl, Dan Ragsdale, Renato Chiavacci e tanti, tanti altri.
In fondo, anche una bella riproduzione o riconio, può avere una sua importanza o curiosità. E non ci sarebbe voluta molta fatica o perdita di tempo, per riportare qualche dato o informazione in più.
E.L.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)