Pagina 1 di 15

Riforma sistema premiale militare

MessaggioInviato: venerdì 8 agosto 2008, 23:45
da Elmar Lang
Salve,

anche questa volta ci troviamo di fronte all'ennesima riprova che è assolutamente necessario mettere ordine una volta per tutte alla normativa concernente il porto delle onorificenze sull'uniforme delle FF.AA. ed altri Corpi dello Stato.

Mi scuso per il fatto che qui ripeto ciò che ho già detto in altre discussioni su questo Forum: a mio parere, sull'uniforme si dovrebbero portare unicamente le insegne (o i relativi nastrini) di Ordini Cavallereschi e/o Decorazioni conferite dallo Stato Italiano e da Stati esteri sovrani (Ordine di Malta compreso, ovviamente). Ciò chiuderebbe una volta per tutte la caccia all'onorificenza, così ben cantata da Giuseppe Giusti or è molt'anni (e quindi si vede che è storia vecchia).

A ciò si aggiunga un serio sfoltimento tra i Segni d'Onore attualmente conferiti dallo Stato Italiano.

E si tornerebbe finalmente ad ammirare un Soldato per il vero significato dei suoi "onorifici distintivi" anziché per il numero dei suoi nastrini.

A presto,

Elmar Lang

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: domenica 10 agosto 2008, 21:22
da nicolad72
Elmar Lang ha scritto:Salve,

anche questa volta ci troviamo di fronte all'ennesima riprova che è assolutamente necessario mettere ordine una volta per tutte alla normativa concernente il porto delle onorificenze sull'uniforme delle FF.AA. ed altri Corpi dello Stato.

Mi scuso per il fatto che qui ripeto ciò che ho già detto in altre discussioni su questo Forum: a mio parere, sull'uniforme si dovrebbero portare unicamente le insegne (o i relativi nastrini) di Ordini Cavallereschi e/o Decorazioni conferite dallo Stato Italiano e da Stati esteri sovrani (Ordine di Malta compreso, ovviamente). Ciò chiuderebbe una volta per tutte la caccia all'onorificenza, così ben cantata da Giuseppe Giusti or è molt'anni (e quindi si vede che è storia vecchia).

A ciò si aggiunga un serio sfoltimento tra i Segni d'Onore attualmente conferiti dallo Stato Italiano.

E si tornerebbe finalmente ad ammirare un Soldato per il vero significato dei suoi "onorifici distintivi" anziché per il numero dei suoi nastrini.

A presto,

Elmar Lang


Quoto e sottoscrivo!

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: lunedì 11 agosto 2008, 16:36
da Tilius
Piú che sfoltire qui bisognerebbe andare giú di agente orange... :wink:

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: martedì 12 agosto 2008, 9:04
da Fulvio Poli
Chiedo scusa agli illustri Forumisti ma non capisco

la normativa esiste, viene costantemete aggiornata e risulta di facile comprensione.... basterebbe conoscerla ed applicarla.

non mi è chiaro quale sfoltimento potrebbe essere fatto come suggerito dal Dott Lang, attendo proposte.

infine, porte le mie commemorative (numerose) con orgoglio, come i miei superiori, colleghi e dipendenti e non vedo perché non dovrei farlo, o perché tali distinzioni non dovrebbero esistere, se non erro, è da waterloo che esse esistono, con buona pace di chi non le ha meritate.

grazie di cuore

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: martedì 12 agosto 2008, 10:20
da Tilius
...ritengo che si volesse rimarcare solo il fatto che, all'epoca di Waterloo (ma non bisogna tornare comunque tanto addietro negli anni...) la numerosità e la varietà di tali decorazioni al merito/commemorative fosse decisamente inferiore, e non provocasse quella sorta di effetto affollamento sulla divisa. :D
Nessuno ha messo in dubbio il merito specifico di chi ne ha ricevuto il conferimento, né la liceitá del porto delle stesse. :wink:

Con buona pace di chi offre il suo piccolissimo contributo a mandare avanti il Mondo anche senza vestire una divisa. :D

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: martedì 12 agosto 2008, 13:00
da adj
Se tutti meritano tutto, sorge il dubbio che nessuno meriti niente.
Detto in altri termini, concedere tutto a tutti è come non concedere niente a nessuno. Solo che, credo non tutti, ma certo molti, ne sono più contenti.

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: martedì 12 agosto 2008, 15:14
da Fulvio Poli
vestendo con orgoglio una divisa, mi piace che su di essa compaia ciò che fatto e "l'affolamento" su di essa appare tale a chi vuole che tale sia. Quando ho davanti un Soldato voglio sapere chi è e cosa ha fatto e voglio che egli sappia altrettanto di me.
la presenza sul petto della sola croce di "esistenza in vita" (dicasi anzianità di servizio) non è sobria, è triste.

tali distinzioni NON sono di merito o al valore, e se migliaia di soldati vanno a "divertirsi" nelle missioni fuori area o in Patria che abbiano un minimo riconoscimento, con buona pace di coloro che non sono contenti e magari esprimono tale scontentezza a Saint Tropez, Cortina o a Gabicce Mare, non a Kabul, Herat, Decani o Scampia.

io e i miei commilitoni NON vogliamo niente, solo poter fare il nostro lavoro, oscuro e negletto, e perdonateci se dopo mesi, o anni, lontani dai nostri affetti ci danno un pezzetto di stoffa con appeso un ninnolo, che ci riempie di infantile gioia ma, a quanto vedo, turbando i sonni e le veglie di tanti.

grazie di cuore

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: martedì 12 agosto 2008, 16:47
da Barone
GRANDISSIMO FULVIO....!


MI SCUSO PER LA FORMA, MA NELLA SOSTANZA LE PAROLE DEL SIG. POLI MI HANNO TOCCATO NEL CUORE...
CHE VERITA...
...MA QUANTA IPOCRISIA...!

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: martedì 12 agosto 2008, 16:50
da Elmar Lang
Salve,

a voler essere pignoli, le medaglie commemorative (da portare al petto) esistono da ben prima di Waterloo, se vogliamo ad esempio citare le Medaglie Austriache (ovvero del Sacro Romano Impero della Nazione Tedesca) per il Tirolo ed Austria Inferiore del 1796 e 1797, o le medaglie Russe per la campagna contro Napoleone del 1812 e la "Presa di Parigi" del 1814...

La mia idea di "sfoltimento" è determinata dall'impressione che i petti dei nostri Militari in servizio stiano sempre più perdendo quella sobrietà che avevano un tempo. In altra parte di questo Forum, ma sempre in argomento, mi sono permesso di citare il caso a me assai vicino di mio Padre, che al termine della sua carriera di ufficiale con poco meno 50 anni di servizio attivo, aveva sull'uniforme di servizio questi nastrini:

1) Medaglia d'Argento al Valore Militare
2) Croce di Commendatore dell'OMRI
3-4) Croce al Merito di Guerra
5) Campagna 1940-43 (con due stellette)
6) Croce d'Oro d'Anzianità di Servizio nelle FF.AA.
7) Croce di Ferro di I Classe 1939
8) Croce di Ferro di II Classe 1939
cui aggiungiamo i Distintivi di Ferita in Guerra e quello della Scuola di Guerra.

Cosa che, ai suoi tempi (ora ha quasi 91 anni), erano parecchi nastrini.

Suo Padre (mio Nonno), anch'egli ufficiale di carriera, in servizio dal 1911 al 1945 aveva:

1) Medaglia d'Argento al Valor Militare
2) Ordine della Corona d'Italia (Cavaliere)
3) 2 Croci al Merito di Guerra
4) Medaglia di Bronzo al Merito di Lungo Comando
5) Medaglia Interalleata della Vittoria
6) Campagna 1915-18 con 4 fascette
7) Croce d'Oro d'Anzianità di Servizio
cui aggiungiamo il distintivo di Promozione per Merito di Guerra.

Questi miei antenati hanno anch'essi vestito con orgoglio l'uniforme, credo anche onorando la Patria per tanti, tanti anni, in pace ed in guerra, svolgendo il loro oscuro e negletto lavoro. Pure, conosco bene i disagi di una famiglia militare (nei miei primi 18 anni di vita, nei quali mio Padre era ancora in servizio, facemmo 14 trasferimenti... tipico a quei tempi per un Ufficiale di S.M., e senza contare i periodi che trascorse all'estero).

Nessuno vuol togliere nulla al merito ed all'Onore di chi serve valorosamente la Patria; nessun lamento o scontentezza espressa da lussuose località di villeggiatura: parlo solo da appassionato e studioso di Faleristica.

Quando parlo di "sfoltimento", mi riferisco al fatto che -ad esempio- la moltiplicazione delle croci per le campagne in Medio Oriente (quella conferita all'inizio per il Libano, per intenderci), anziché essere moltiplicata ad ogni campagna, poteva essere munita di "fascette"; il fatto che ora anche le qualifiche abbiano un nastrino, mi pare (opinione personale) eccessivo; il fatto che, mentre una volta era solo parzialmente consentito il porto di onorificenze estere, ora invece si indossa di tutto. Sempre per l'Italia, non riesco onestamente a capire perché esista una decorazione per i "Grandi Eventi" (che non sono, credo, le calamità naturali).

Il collega Poli, giustamente, chiede delle proposte; ed io mi permetto di sottoporre la mia:

1) Ordine al Merito della Repubblica Italiana
2) Ordine Militare d'Italia
3) Ordine Stella della Solidarietà Italiana (non previsto per le FF.AA.)
4) Ordine dei Cavalieri del Lavoro (non previsto per le FF.AA.)
5) Ordine di Vittorio Veneto (ad estinzione per i veterani 15-18 e magari da estendere a tutti i Veterani delle Guerre Nazionali purché a 50 anni dall'evento)
6) Medaglia al Valore Militare (Oro, Argento e Bronzo)
7) Medaglia al Valore Civile (Oro, Argento e Bronzo)
8) Medaglia al Valore di Marina (c.s.)
9) Medaglia al Valore Aeronautico (c.s.)
10) Medaglia al Merito Militare (c.s., destinata a tutte le Armi e Corpi)
11) Medaglia Mauriziana per X Lustri di Servizio Militare (Grande e Piccola come un tempo e per 50 anni di servizio effettivamente Compiuti)
12) Croce di Anzianità di Servizio per Uff.li e Sottuff.li
13) Medaglia al Merito di Lungo Comando (Oro, Argento e Bronzo, uguale per tutte le Armi e Corpi)
14) Medaglia di Lunga Navigazione per la Marina Militare
15) Medaglia di Lunga Navigazione Aerea
16) Medaglia per le Missioni Militari all'Estero (con fascette di Campagna)
17) Medaglia Militare di Benemerenza per il Mantenimento ed il Ristabilimento dell'Ordine Pubblico (con fascette di operazione)
18) Medaglia di Benemerenza in Occasione Calamità Naturali (con fascette per i fatti riconosciuti)
19) Decorazione (o distintivo) per Ferita in Guerra o in Servizio (con stelletta o fascetta per ripetuto conferimento).

Questo per quanto riguarda le FF.AA. Ed inoltre, sempre per essi sia ovviamente autorizzato il porto di ordini e decorazioni conferite da Stati Esteri Sovrani (Ordine di Malta compreso), con tassativa ed assoluta esclusione di qualsivoglia ordine o decorazione conferita da sovrani o dinastie decadute.

A mio avviso, la Croce di Anzianità di Servizio è tutt'altro che un banale distintivo di "stato in vita", ma è un onorevolissimo segno di chi da lunghi anni serve in armi la Patria.

Senza alcuna polemica e con la massima stima e considerazione,

Elmar Lang

P.S.: mi scuso per gli "emoticons" che appaiono al posto del numero "8"... misteri dell'informatica!

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: martedì 12 agosto 2008, 17:32
da Fulvio Poli
a queste, di primo acchitto, convenendo sull'opportunità di lasciar perdere croci e orpelli dinastici, mi permetto di ricordare le medaglie di NU, UEO, CE, UE, OSCE, NATO, UA, OSA, JMC, MFO, ecc., e ricordare le Croci di Guerra e le Medaglie al Valore dell'Esercito e dell'Arma, nonché salute e sanità pubblica

touché invece per le commemorative pre-Waterloo

credo, peraltro, che Suo Padre e Suo Nonno, come i miei Nonni, portassero con orgoglio le Loro commemorative

con osservanza

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: martedì 12 agosto 2008, 21:07
da Giovanni Mattei
Fulvio Poli ha scritto:vestendo con orgoglio una divisa, mi piace che su di essa compaia ciò che fatto e "l'affolamento" su di essa appare tale a chi vuole che tale sia. Quando ho davanti un Soldato voglio sapere chi è e cosa ha fatto e voglio che egli sappia altrettanto di me.
la presenza sul petto della sola croce di "esistenza in vita" (dicasi anzianità di servizio) non è sobria, è triste.

tali distinzioni NON sono di merito o al valore, e se migliaia di soldati vanno a "divertirsi" nelle missioni fuori area o in Patria che abbiano un minimo riconoscimento, con buona pace di coloro che non sono contenti e magari esprimono tale scontentezza a Saint Tropez, Cortina o a Gabicce Mare, non a Kabul, Herat, Decani o Scampia.

io e i miei commilitoni NON vogliamo niente, solo poter fare il nostro lavoro, oscuro e negletto, e perdonateci se dopo mesi, o anni, lontani dai nostri affetti ci danno un pezzetto di stoffa con appeso un ninnolo, che ci riempie di infantile gioia ma, a quanto vedo, turbando i sonni e le veglie di tanti.

grazie di cuore


Buona sera C.te e buona sera ai gentili forumisti,
sicuramente Lei è in grado di rispondere e difendere al meglio la "ns" categoria (dico ns perchè a tutti gli effetti facente parte della Riserva di Completamento dell'Esercito), ma non posso fare a meno di intervenire per darLe man forte.
Ormai la categoria dei militari in questo forum è bersagliata a 360°...anche e dopo l'intervento del moderatore...forse è veramente il caso di cancellarsi, come paventato dall'amico e collega Francesco Lupo.
Cordialmente

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: martedì 12 agosto 2008, 21:28
da T.G.Cravarezza
Si è già discusso riguardo la scelta di utilizzare nastirni per le qualifiche.
A mio avviso ci possono essere due posizioni.
1) Favorevole. Con un colpo d'occhio (naturalmente per chi è del mestiere) si può riconsocere la vita militare del soggetto.
2) Contrario. I petti si riempiono troppo, si sviliscono le onorificenze al valore e cavalleresche.
Il paragone con il passato non andrebbe fatto. Leggendo i vari volumi dedicati alle decorazioni militari si potrà notare come anche un tempo ci fosse un numero notevole di medaglie commemorative et similia. Anche io rimango stupito, abituato agli anni '80 e primi anni '90, quando noto giovani soldati di truppa e tenenti con due o tre file di nastirni indicanti specialità e missioni.
Bisogna però preciare due questioni. Innanzitutto bisogna considerare che le qualifiche come le missioni fanno parte del vissuto di quel preciso militare. Dopotutto anche lo SMOM ha istituito un nastrino ad hoc per il 50° pellegrinaggio a Lourdes: non si è partiti per la guerra, eppure il nastirno, naturalmente indossabile solo sull'uniforme da pellegrinaggio SMOM, è portato da tutti coloro che hanno partecipato al pellegrinaggio. Non ci trovo nulla di male nè nulla di vanitoso. Quando a Loreto chiedo una mano ad un barelliere, guardandogli il petto posso capire se è la prima volta che partecipa ad un pellegrinaggio o se è già stato a Loreto o a Lourdes, se è cavaliere et cetera.

In definitiva, non trovo del tutto sbagliato l'attuale sistema. Fondamentale deve però essere il controllo dei superiori riguardo alle trasgressioni come indossare nastirni non previsti.
Una maggiore sobrietà, come quella proposta da Elmar Lang, è auspicabile ed alcuni nastrini potrebbero essere eliminati in favore di uno comulativo (tipico esempio già attuato riguarda il nastrino per "operazioni di ordine pubblico", grazie al quale si è evitato di creare un nastrino per ognuna delle operazioni di ordine pubblico effettuate negli anni '90).

Cerchiamo però di non vedere in ogni militare che indossa più di un nastirno, un possibile vanaglorioso collezionista di nastirni, ma semplicemente un servitore dello Stato che ha svolto molteplici attività. Se poi gli vedremo indossare un nastrino indicante il grado di cavaliere dell'Ordine di Pico Palla, potremo magari prenderlo in giro :lol:

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: martedì 12 agosto 2008, 23:44
da Elmar Lang
Salve,

come credo di aver puntualizzato, nel mio ragionamento non vi è alcun desiderio né di sminuire né di togliere alcunché ai meriti ed alle benemerenze di chi tutela in armi la Patria. Sono anche profondamente dispiaciuto che i miei interventi possano aver fatto pensare che io faccia parte di un paventato "accerchiamento" che bersaglierebbe a 360° il prestigio delle nostre FF.AA.

Se non sono stato capito, la colpa è solo mia, perché evidentemente non ho saputo spiegare il mio pensiero.

Pensiero che è peraltro molto semplice, nelle sue linee generali: le decorazioni devono essere secondo tradizione, ovvero essere "Segni d'Onore": Cavallereschi; al Merito; Commemorativi.

Si è accennato a decorazioni conferite da NU, UEO, CE, UE, OSCE, NATO, UA, OSA, JMC, MFO, ecc.: esse sono onorificenze create e concesse da enti ed alleanze internazionali, che in certo qual modo "duplicano" quelle che potrebbero già essere conferite dai singoli stati. Ribadisco che le onorificenze, a mio parere, dovrebbero essere conferite -ripeto- da Stati Sovrani e non da enti o alleanze.

Nel caso delle Croci di Guerra (più correttamente, Croci al Merito di Guerra), non erano nella mia "proposta" per semplice omissione, della quale mi scuso. Le Medaglie al Valore dell'Esercito e dell'Arma, le considero un mero "raddoppio" di onorificenze già esistenti.

Vero: le Medaglie al Merito della Salute e Sanità Pubblica sono utili e necessarie nel novero di un sistema onorifico.

I nastrini per le qualifiche: io li trovo -sempre parere mio personale- ridondanti ed inutili: dette qualifiche sono già nelle note caratteristiche del militare; sono quindi conosciute dai superiori ed eventualmente dai colleghi cui la cosa possa interessare.

Confermo al gentilissimo Fulvio Poli, che mio Padre e mio Nonno portavano con orgoglio i nastrini delle Commemorative, che nei loro casi, erano, per il primo la campagna '40-'43 e per il secondo, la campagna '15-'18 e l'Interalleata della Vittoria.

Secondo il metro attuale, per il mio Papà potremmo ipotizzare queste decorazioni da nastro:

"Visita del Führer in Italia"
"Fronte Francese 1940"
"Cattura di Mentone"
"Vittoria sulla Francia"
"Forza d'Occupazione in Francia"
"Difesa Aerea del Territorio Metropolitano"
"Spedizione su Fronte d'Oltremare"
"Campagna d'Africa Settentrionale"
"Difesa Aerea d'Africa"
"Cattura di Tobruk"
"Distruzione di Carri Nemici"
"Specialista nel Tiro Controcarri"
"Benemerenza per Prigionia in Guerra"
"Titolo di Scuola Di Guerra"
"Specialista nella Difesa NBC"
"Servizio di Stato Maggiore"
"Titolare di Cattedra IAS - S.d.G."
"Specialista nell'impiego di Armi Nucleari"
"Pilota di Trattore Pavesi"
"Pilota di Carri Armati"...

E fermo qui il mio "Ludus" faleristico.

Le Decorazioni sono segni destinati ad esaltare lo spirito di emulazione, e non sono parole mie, ma le stesse che possiamo leggere negli Statuti di Giuseppe II quando, alla fine del XVIII Secolo istituì la "Ehren-Denkmünze", poi nota come "Tapferkeitsmedaille", che Vittorio Amedeo III di Savoia volle adottare -pressoché identica nell'estetica- per premiare gli atti di segnalato valore militare e che divenne poi la nostra più illustre decorazione, la Medaglia al Valor Militare.

La critica, quando è costruttiva, non è un attacco all'Istituzione, come teme il nostro Mattei. E' anzi (quantomeno nel senso del mio intervento) un segno di profondo rispetto verso i meriti segnalati dei nostri Soldati, affinché essi siano ben visibili e non diluiti in un profluvio di colori, ridando ad esse decorazioni l'altissimo significato espresso nel motto del Toson d'Oro: "Praetium Non Vile Laborum" o tenendo sempre a mente quelle bellissime parole che possiamo ancora leggere sulla "Heldentor" a Vienna: "Laurum Militibus Lauro Dignis".

Con vivissima stima e cordialità,

Elmar Lang

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: mercoledì 13 agosto 2008, 4:58
da Cronista di Livonia
Anch'io ho una certa tradizione militare in famiglia. Tradizione che a causa di una pessima vista non ho potuto seguire. Mi reputo quindi tendenzialmente pro-militare pur non essendolo.
Proprio perche' sono pro-militare/i mi associo al pensiero di vorrebbe vedere un po' ridotta la foresta di nastrini, medaglie e croci che grondano da taluni petti.

Di esempi come quelli citati dal Signor Lang in famiglia non ne mancano. Entrambi i nonni hanno combattuto nella 1a Guerra mondiale, tre fratelli del nonno paterno erano tutti ufficiali di carriera ed hanno fatto chi la 1a e la 2a chi solo la seconda, per qualcuno campagna di Russia inclusa, i fratelli dell'altro nonno hanno fatto entrambi la seconda come ufficiali. E qui mi fermo, ma non sarebbe difficile andare a ritroso nei secoli.
Morale della favola i piu', a fine carriera, avevano si e no 8-10 nastrini quando andava bene, inclusi Cavalierati e decorazioni straniere.

Oggi chi ha "solo" 8 nastrini? Quasi nessuno perche' sono pochi.

Altro spunto, la Confederazione elvetica, custode di una delle piu' formidabili tradizioni militari del mondo (Francesco I di Francia fece coniare una medaglia commemorativa per la sua vittoria sugli Svizzeri nel 1515 a Marignano tanto l'evento fu straordinario), attualmente non dispone di decorazioni e, mi risulta anche s epotrei essere in lieve errore, ne fece coniare solo 2 commemorative in 6-700 anni si storia (quella per la difesa delle Tuleries e quella dei 100 giorni, c.d. "Ehre und Treue").

Da qui due considerazioni:
1. Sono effettivamente necessarie tutte queste decorazioni ?
2. Tutte queste medaglie di vario genere non finiscono per svilire il significato della decorazione ?

Si noti bene il discorso non vale solo per i militari, ma tra i militari si aggrava. Infatti gia' piu' volte si e' dibattuto su questo forum ed altrove sul "discutibile" approccio di chi pur non essendo un Principe Reale o similia conti una dozzina o piu' di Ordini cavallereschi. Pero' il c.d. civile in genere non riceve le decorazioni commemorative (talvolta concesse anche a chi "ha fortemente contribuito all'opera sul teatro di operazioni X" senza mai essere stato nemmeno vicino a tale teatro d'operazioni? o sbaglio?). Certo taluni civili sono riservisti o d appartengono al CISOM od ai Vigli del Fuoco volontari e cosi via e quindi anche loro possono aggiungere agognati nastrini e decorazioni di vario tipo.

Ora, per tornare ai militari, cosa pensate del Comandante in Capo della Polizia Municipale di Fratta di sotto, Vice-Capo dei VV.FF. volontari, membro del CISOM, magari Cavaliere OMRI, gia' militare di leva, Guardia d'ONORE INGORTP pluridecorata, Ranger d'Italia pluridecorato, Donatore di Sangue pluridecorato, ecc ecc che ostenta 20+ nastrini, un eroe ? un veterano di guerra ? Un Maresciallo dell'URSS? Oppure un ostentatore ?
Il fenomeno non e' circoscritto alle sole Forze Armate, semplicemente li' e' un po' piu' evidente.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia

Re: Di che onorificenza si tratta?

MessaggioInviato: mercoledì 13 agosto 2008, 8:14
da Elmar Lang
Salve a tutti,

il Cronista di Livonia ha perfettamente centrato il problema, anch'egli analizzando precedenti famigliari.

Ha pure citato giustamente il caso della Confederazione Elvetica: solo recentemente essa ha adottato decorazioni da nastro, gran parte delle quali restano solo a nastrino (qualifiche di alta specializzazione, lungo servizio, ecc.), le medaglie si riferiscono solo alla benemerenza in missioni all'estero (Reglement 51.0009/III dfie, pagg. 69-77). Di più, il cittadino Elvetico non può accettare onorificenze estere -qualora ricoprisse incarichi pubblici- ma può esserne autorizzato solo con speciale dispensa.

Se vediamo vecchie immagini del Gen. Guisan (la sua uniforme è pure esposta all'Arsenale di Solothurn), vedremo che -nonstante le sue benemerenze acquisite durante il secondo conflitto mondiale- non vi è alcun nastrino, nemmeno uno. Gli Svizzeri -ancora nel XIX Secolo- servirono in appositi reggimenti (oltre le ben note Guardie del Pontefice) in Inghilterra, in Francia, nel Regno delle Due Sicilie, meritandosi le onorificenze di quei paesi... ma cessando il diritto a portarle, una volta rientrati in Patria!

Senza voler essere troppo polemico, non vedo l'utilità di usare i nastrini come un "cartellone" per far conoscere chi sia e cosa abbia fatto un soldato: I Segni d'Onore (Ordini, Valore, Merito, Commemorativi, Lungo Servizio) si; il resto rimanga nello Stato di Servizio. Ripeto anche che la Croce d'Anzianità non ha nulla di triste (se non forse l'infima qualità con cui essa è ora prodotta, al pari di altre onorificenze).

Cordialmente,

Elmar Lang