Un dipinto "templare"...
É un trittico (o, meglio, un altare a portelle) realizzato verso il 1270 per la chiesa conventuale dei Templari a Perugia.
Il dipinto venne poi acquisito dai Francescani (che in quel di perugia curarono il processo a carico dei Templari) e poi, attraverso vari passaggi di proprietà ecclesiastici fino allo soppressioni, pervenne alfine alla Galleria Nazionale dell'Umbria.
La committenza templare é praticamente certa, ed è comprovata sia dalla provenienza del dipinto sia dagli stringenti rimandi iconografici: la croce rossa dei Templari spicca sulla tovaglia d'altare nella scena della Presentazione al Tempio (notare come questo particolare fosse stato volutamente occultato - ridipinto - già in antico, e come sia emerso solo nel recente restauro: un vero e proprio caso di antica censura/epurazione ai danni del simbolo del già potente ordine cavalleresco-religioso).
Il pittore é ignoto, tanto che é stata coniata la denominazione convenzionale di "Maestro del Trittico Marzolini" ovvero "Maestro del Trittico di Perugia", a cui per'altro non é stato possibile riferire con sicurezza nessun uilteriore dipinto che avesse la stessa altissima tenuta qualitativa e stilistica dell'opera in esame, dalle cromie particolarmente accese, dalle tonalità acidule, ed assolutamente atipiche nel panorama pittorico umbro (e più in generale centro-italiano) di quegli anni.

"L'opera, nota anche come Trittico Marzolini, dal nome del monsignore che la detenne prima della musealizzazione, è documentata nel monastero delle clarisse di Sant’Agnese. Tuttavia, è probabile che l’opera sia stata commissionata intorno al 1270-1275 dai monaci Templari, insediatisi a Perugia nella chiesa di San Bevignate.
Lo testimonierebbe la presenza di una croce rossa su fondo bianco, simbolo dell'Ordine, nella scena della Presentazione al Tempio, ma anche di alcuni elementi tratti dai vangeli apocrifi nelle sedici scene della Vita di Cristo e nelle due cuspidi con l’Annunciazione. Accusati di eresia, i monaci Templari di Perugia furono inquisiti dai frati di San Francesco al Prato che nel 1307 ne acquisirono i beni confiscati. A tale data si fa risalire lo spostamento del tabernacolo dalla chiesa di S. Bevignate al convento di Sant’Agnese, che per l’occasione fu iconograficamente aggiornato con la raffigurazione dei Santi Chiara e Francesco sui lati esterni degli sportelli ad opera di un modesto pittore."
Il dipinto venne poi acquisito dai Francescani (che in quel di perugia curarono il processo a carico dei Templari) e poi, attraverso vari passaggi di proprietà ecclesiastici fino allo soppressioni, pervenne alfine alla Galleria Nazionale dell'Umbria.
La committenza templare é praticamente certa, ed è comprovata sia dalla provenienza del dipinto sia dagli stringenti rimandi iconografici: la croce rossa dei Templari spicca sulla tovaglia d'altare nella scena della Presentazione al Tempio (notare come questo particolare fosse stato volutamente occultato - ridipinto - già in antico, e come sia emerso solo nel recente restauro: un vero e proprio caso di antica censura/epurazione ai danni del simbolo del già potente ordine cavalleresco-religioso).
Il pittore é ignoto, tanto che é stata coniata la denominazione convenzionale di "Maestro del Trittico Marzolini" ovvero "Maestro del Trittico di Perugia", a cui per'altro non é stato possibile riferire con sicurezza nessun uilteriore dipinto che avesse la stessa altissima tenuta qualitativa e stilistica dell'opera in esame, dalle cromie particolarmente accese, dalle tonalità acidule, ed assolutamente atipiche nel panorama pittorico umbro (e più in generale centro-italiano) di quegli anni.

"L'opera, nota anche come Trittico Marzolini, dal nome del monsignore che la detenne prima della musealizzazione, è documentata nel monastero delle clarisse di Sant’Agnese. Tuttavia, è probabile che l’opera sia stata commissionata intorno al 1270-1275 dai monaci Templari, insediatisi a Perugia nella chiesa di San Bevignate.
Lo testimonierebbe la presenza di una croce rossa su fondo bianco, simbolo dell'Ordine, nella scena della Presentazione al Tempio, ma anche di alcuni elementi tratti dai vangeli apocrifi nelle sedici scene della Vita di Cristo e nelle due cuspidi con l’Annunciazione. Accusati di eresia, i monaci Templari di Perugia furono inquisiti dai frati di San Francesco al Prato che nel 1307 ne acquisirono i beni confiscati. A tale data si fa risalire lo spostamento del tabernacolo dalla chiesa di S. Bevignate al convento di Sant’Agnese, che per l’occasione fu iconograficamente aggiornato con la raffigurazione dei Santi Chiara e Francesco sui lati esterni degli sportelli ad opera di un modesto pittore."