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Gentiluomo di Sua Santità

Inviato:
domenica 2 marzo 2008, 18:17
da Qohelet
Cari amici,
sto raccogliendo opinioni su un argomento che mi stuzzica: come va considerata la dignità di Gentiluomo di Sua Santità? Mi spiego meglio.
E' opinione diffusa che il collare da Gentiluomo sia forse la più alta distinzione che un Pontefice possa concedere ad un laico, apparentandolo alla Sua augusta Casa. In che misura questo altissimo riconoscimento è apparentabile ai cosiddetti cavalierati di collana quali la Giarrettiera o la Santissima Annunziata? Contro questa tesi milita il fatto inoppugnabile che il titolo di Gentiluomo non è, strictu sensu, un grado cavalleresco, somigliando di più ad una forma di nobilitazione personale per avocazione diretta del Sovrano Pontefice. Per contro, discendendo direttamente dalla classe dei Camerieri Segreti e mantenendone i privilegi, mantenendo come insegna il collare con le chiavi decusse, "apparentando" l' insignito alla Casa Pontificia e dandogli la precedenza su ogni altro ordine nelle cerimonie pontificie mi pare che questa dignità sia ben accomunabile ai cavalierati di collana, che difatti hanno tutte queste caratteristiche (specie l' apparentamento con il Sovrano). Che ne pensate?
Andrea
Re: Gentiluomo di Sua Santità

Inviato:
domenica 2 marzo 2008, 19:46
da Elassar
Idea affascinante. Aspetto con ansia le risposte che verranno date al quesito.
Elassar
Re: Gentiluomo di Sua Santità

Inviato:
domenica 2 marzo 2008, 21:39
da nicolad72
Concordo, l'idea è affascinante, ma a mio avviso, reputo che la risposta debba essere negativa.
Un ordine cavalleresco, qualunque sia la sua natura, nasce come tale, non è possibile perciò co-optare altri istituti nell'alveo cavalleresco.
Un Gentiluomo di Sua Santità è e resta ciò che è... non può e non deve essere assimilato ad un cavaliere di collare o altro...
Mi si può obittare a questo punto che si è parlato di "apparentamento", di "comunanza" e non di ri-visitazione della natura di un onore.
La cavalleria non può e non deve divenre il metro di valutazione di altri sistemi premiali od onorifici. Ogni sistema mantiene la sua autonomia.
Re: Gentiluomo di Sua Santità

Inviato:
domenica 2 marzo 2008, 21:48
da Qohelet
Ringrazio per la risposta! La mia curiosità nasceva appunto dal fatto che il Gentiluomo di Sua Santità è, di fatto, una figura sui generis, forse assimilabile ai maestri di palazzo (o marchesi di palazzo, come si chiamavano nelle case sovrane ducali e principesche). Mi affascinava proprio questa sua particolarità, mirabile relitto delle corti rinascimentali giunto intatto a noi perfino attraverso le maglie fittissime della riforma degli anni '70 del secolo passato. Anche considerato che il "titolo" (chiamiamolo così), se non altro per il fatto di ascrivere l' insignito alla famiglia pontificia, viene regolarmente premesso alle dignità equestri.
Andrea
Re: Gentiluomo di Sua Santità

Inviato:
domenica 2 marzo 2008, 21:52
da Guido5
Cari amici,
non entro nel merito ma - se a qualcuno fosse sfuggita la notizia - ricordo che, uscito all'inizio dell'anno, il penultimo fascicolo degli “Acta Apostolicae Sedis” (con data 6 luglio 2007) ha pubblicato i nomi di nove laici che, il 29 giugno, “con biglietto della Segreteria di Stato”, sono stati nominati dal Papa “gentiluomini di Sua Santità”. I prescelti sono, nell’ordine: Francesco Alfonso (già consigliere capo della segreteria del presidente Carlo Azeglio Ciampi); Alfredo Bastianelli (ambasciatore d’Italia a Luanda e componente della delegazione che accompagnò il presidente Napolitano nella visita in Vaticano nel 2006); l'austriaco Ludwig Hoffmann von Rumerstein (ex Gran Commendatore dell’Ordine di Malta); Francesco La Motta (prefetto, già direttore centrale 'del fondo edifici di culto del Ministero dell'Interno); Gianni Letta (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nei governi Berlusconi); Lelio Scaletti (già direttore generale dell'Istituto per le opere di religione); Michele Francesco Screnci (socio da oltre 25 anni del "Circolo San Pietro"); Leopoldo Torlonia (presidente dello stesso Circolo); Mario Agnes (direttore emerito dell'Osservatore Romano). Questi nove “gentiluomini di Sua Santità” sono i primi nominati durante il Pontificato di Benedetto XVI. L'ultimo nominato da Giovanni Paolo II fu, il 10 dicembre 2004, lo spagnolo Justo Carlos Abella y Ramallo, ambasciatore di Madrid presso la Santa Sede.
Re: Gentiluomo di Sua Santità

Inviato:
domenica 2 marzo 2008, 22:10
da marcotabi
Gentili Signori,
Esiste un eleco di tutti i Gentiluomini di S.S.?
Cordialmente
Re: Gentiluomo di Sua Santità

Inviato:
domenica 2 marzo 2008, 23:37
da Guido5
Caro Marco,
i "gentiluomini di Sua Santità" sono elencati nell'Indice dei nomi dell'«Annuario Pontificio» la cui ultima edizione è stata presentata proprio venerdì scorso al Santo Padre e dovrebbe quindi essere presto in libreria. Per elencarli occorre dunque leggersi tutto l'indice. Se può servire, oltre a Justo Carlos Abella y Ramallo, nominato il 1° dicembre 2004, papa Giovanni Paolo II aveva nominato il 16 ottobre 2003 altri sei "Viri honoris Suae Sanctitatis": Francesco Bernardi (Roma), Sergio Carmelo (non più in elenco), Alberto Consoli Palermo Navarra (Roma), Juan Esteban Castelli (non più in elenco), Benedetto Orsini (Mantova), Franco Pecorini (Roma). Va ricordato che la carica è a vita anche se la Santa Sede può deciderne la revoca.
Ciao a tutti!
Guido5
Re: Gentiluomo di Sua Santità

Inviato:
lunedì 3 marzo 2008, 0:15
da marcotabi
in che libreria si puo' trovare l'annuario pontificio?
Cordialità
Re: Gentiluomo di Sua Santità

Inviato:
lunedì 3 marzo 2008, 0:17
da Alessio Bruno Bedini