Il quesito (forse incidentale) del Colonnello Poli, e l’esempio (forse un po’ macabro e remoto) di Guido, mi danno comunque spunto per avviare una discussione su questo interessante tema.
Ma vorrei cambiare un po’ i termini della domanda iniziale in: “
quando, come, dove e perché sono nate le decorazioni ?”.
Molto spesso la storia ci ha insegnato che i popoli antichi avevano inventato già in epoche remote molte di quelle soluzioni, usanze e sistemi che poi la nostra moderna società continua ancora oggi ad impiegare per soddisfare i suoi bisogni. Il sistema monetario, ad esempio, fu inventato in tempi molto antichi e, attraverso successive modifiche e perfezionamenti, rimane ancora oggi il mezzo più usato per trasferire titoli di credito e consentire transazioni commerciali.
Per quanto riguarda le decorazioni, intese come simboli esteriori di un grado raggiunto, di un particolare merito acquisito, di un valore dimostrato in battaglia, o di una condizione particolare conquistata nelle alte gerarchie civili o militari, gli esempi che ci sono pervenuti dall’antichità sono numerosi.
Ma prima di tutto dobbiamo differenziare quei segni distintivi che taluni soggetti – guerrieri, politici, condottieri o semplicemente “potenti” - si attribuivano da se stessi per esternare la propria condizione, da quelli che – invece - venivano loro attribuiti, o meglio “conferiti”, da un’entità superiore quali segni onorifici o di merito da esibire pubblicamente.
In quest’ambito, l’esempio di Guido dovrebbe rientrare nel primo dei due gruppi, essendo riferito appunto a dei trofei di guerra che sono stati conquistati in battaglia da guerrieri valorosi ai danni del nemico (assai simili agli “scalpi” dei nemici sconfitti che gli indiani del Nord-America usavano appendere alla loro cintura). Ma non ancora delle vere a proprie "ricompense".
Quello che invece ci interessa nella nostra ricerca è l’individuazione storica dei primi segni onorifici o di merito creati come testimonianza del riconoscimento pubblico di servizi resi alla comunità o del raggiungimento di una particolare condizione onorifica.
Esaminando le usanze dei popoli e delle civiltà antiche, di esempi ne possiamo citare diversi. Fin dalla nascita delle prime civilizzazioni infatti, si è subito sentita l’esigenza di creare dei segni distintivi riconoscibili per segnalare speciali condizioni di potere o di comando in chi li portava: come mantelli, corone, elmi, scettri, spade, collari, scudi, corazze, stendardi o carri particolari. Ossia dei segni che permettessero di individuare anche da lontano la figura del capo tribù, del capo clan, del condottiero militare, o addirittura del re.
Alcuni di questi simboli furono impiegati già nell’antichità anche quali segni di riconoscimento, come i preziosi collari o bracciali che i faraoni egiziani donavano ai loro sudditi più meritevoli (celebre in quest’ambito la raffigurazione del faraone Akenaton che distribuisce collari dalla “finestra delle apparizioni” del suo palazzo di Tell el Amarna). Da notare che proprio il collare in epoca medievale diventerà la prima vera insegna esteriore portata dai cavalieri degli ordini dinastici (vedi in proposito il topic:
viewtopic.php?t=5181&start=0 ).

E mentre la corona e lo scettro diventarono presto i simboli più evidenti della regalità, altre “distinzioni” cominciarono a svilupparsi come segni distintivi dei meriti raggiunti. Come il “serto di alloro”, nato come premio sportivo in Grecia (almeno credo), e poi sviluppatosi nel mondo romano come segno di vittoria indossato da condottieri militari e imperatori.


E direi che proprio nel mondo romano possono essere individuate le prime vere decorazioni della storia, con l’usanza (ancora una volta di origine greca) di conferire ai militari più coraggiosi delle "falere", ossia delle borchie o placche ornamentali (per lo più in argento) che i valorosi insigniti potevano ostentare orgogliosamente sulla propria corazza.

E’ difficile riuscire a confermare con certezza l’affermazione del Col. Poli sul fatto che le medaglie siano state inventate per premiare i militari. O che queste magari possano essere scaturite da un’esigenza più generalizzata ed allargata anche al mondo civile. Quel che è certo però, è che nel campo delle distinzioni i militari hanno sempre svolto la parte del leone.
Come noto, dopo la nascita della cavalleria cristiana - con Carlo Magno e i suoi paladini - i momenti di maggiore sviluppo nel mondo degli ordini e degli onori si ebbero con la fondazione in Terra Santa dei primi ordini equestri durante le crociate e con la nascita in Europa degli ordini di collana nel XIV secolo.

Ma per assistere al momento più importante nello sviluppo delle decorazioni – soprattutto nel campo militare - bisognerà attendere l’era napoleonica, con il lungo periodo di guerre che stravolse l’Europa tra la fine del 700 e l’inizio dell’800. Fu proprio in questo periodo infatti che nacquero le prime medaglie “portative” vere e proprie.
Ordini di merito (primo fra tutti la Legion d'Onore), onorificenze, decorazioni al valore, medaglie di merito, di servizio o commemorative cominciarono quindi ad essere istituite in Inghilterra, Francia, Spagna ed altri Paesi europei, per poi diffondersi rapidamente anche a tutte le altre nazioni del mondo.

La necessità dell'uomo di distinguersi e di elevarsi nella scala sociale, ha prodotto come abbiamo visto fin dall'antichità l'esigenza di creare dei simboli distintivi da poter mostrare con orgoglio per segnalare pubblicamente la condizione raggiunta.
I sistemi premiali moderni, pur essendo il risultato di secoli di elaborati perfezionamenti, non sembrano però poi così diversi - nel loro scopo primario - da quelli dei tempi antichi.

Buona domenica a tutti.
Cordialmente,
Mario Volpe