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Come si acquisiscono i meriti...

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 17:02
da ermes75
Buonasera a tutti i frequentatori del forum...

Dalla lettura di vari post, mi sono accorto che molti degli interventi sono fatti da persone già insignite di varie onorificenze. Ovviamente, senza nasconderci dietro un dito, credo che quelli più giovani come me, sono mossi dalla curiosità di sapere come è possibile acquisire i meriti verso un ordine per poter poi ricevere le onorificenze o entrarne a far parte.

Ad esempio, a me piacerebbe fare qualcosa di concreto per lo SMOM al fine di poter esser decorato con la croce al merito melitense... cosa potrei fare ?

La domanda ovviamente provocatoria è il modo per far conoscere meglio ai giovani questi ordini che spesso non sono presenti in alcune città ma solo in grandi centri.
Molti dei miei colleghi sono convinti che basti pagare... ma spero che non abbiano ragione sarebbe tutto molto riduttivo. Cordialmente FT

Re: Come si acquisiscono i meriti...

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 17:17
da nicolad72
ermes75 ha scritto:Ad esempio, a me piacerebbe fare qualcosa di concreto per lo SMOM al fine di poter esser decorato con la croce al merito melitense... cosa potrei fare ?


Sempre ad esempio cambiando - necessariamente - mentalità. E' obrobrioso che una persona ponga in essere delle azioni solo per poter ricevere una croce al merito melitense o altra benemerenza di chissa quale ordine o sistema premiale.

Molti ordini cavallereschi di ispirazione religiosa pongono in essere azioni che traggono origine e hanno il proprio fine nella Carità (intesa come vitrù teologale). Orbene muoversi al di fuori di questo contesto e quindi per potere conseguire l'ambita latta, costituisce superbia, vanità o cos'altro ancora che rende indegna la persone dell'onore stesso.

Sul punto consiglio sempre di leggere Paolo di Tarso.

Spero di essere stato esaustivo.

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 17:18
da Lord Acton
Luca Bracco ha scritto:Precisazioni sui conferimenti della CRM

il 18 novembre 2007 a Palais sono stati insigniti della Medaglia di Bronzo al Merito della CRM:

Cav.Uff. Vincenzo Palmero, attualmente Presidente Provinciale CRI di Imperia
Luca Ricotta, volontario della CRI di Bordighera
Lando Tonozzi, volontario della CRI di Bordighera

Quanto sopra anche in occasione del 15 anniversario dell'inizio della collaborazione tra la CRI di Bordighera (di cui all'epoca era Presidente Palmero) e la CRM.

Luca Bracco

Questo è, per me..., un esempio, di modi e di tempi, di come si acquisiscano i meriti.

Potrebbe iniziare a frequentare l'Ordine e le sue attività... iniziare a conoscere quali sono le iniziative e parteciparvi.

A Napoli ci sono le attività della Delegazione... c'è il Gruppo Giovanile... c'è il CISOM... veda Lei quale le è più congeniale...

Lord Acton

Lord Acton

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 17:46
da Lupo
Salve,

hai perfettamente ragione; un giovane, animato da buoni propositi e caratterizzato da una forma mentis adeguata ed aderente a quelli che sono i principi cardine degli Ordini Cavallereschi, si chiede, legittimamente, come fare per "avvicinare" l'Ordine per così dire "del cuore", l'Ordine a cui ha sempre sognato di far parte. Nel tuo caso, ritengo che potresti andare in via del Priorato 17 - Napoli, ove ha sede il Gran Priorato di Napoli e Sicilia del SMOM, e quivi chiedere informazioni per divenire "volontario". Il Tempo ed il tuo concreto contributo faranno il resto.
Saluti

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 19:38
da Marcello G. Novello
C'è poi il caso che prenda così gusto, proprio per la sua giovane (e da me invidiata :wink: ) età, a servire il prossimo nelle opere caritative e di soccorso dell'Ordine di Malta, che perda poi di vista quello che è il fine che si pone oggi....

Re: Come si acquisiscono i meriti...

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 21:36
da Tilius
nicolad72 ha scritto:
ermes75 ha scritto:Ad esempio, a me piacerebbe fare qualcosa di concreto per lo SMOM al fine di poter esser decorato con la croce al merito melitense... cosa potrei fare ?


Sempre ad esempio cambiando - necessariamente - mentalità. E' obrobrioso che una persona ponga in essere delle azioni solo per poter ricevere una croce al merito melitense o altra benemerenza di chissa quale ordine o sistema premiale.

Molti ordini cavallereschi di ispirazione religiosa pongono in essere azioni che traggono origine e hanno il proprio fine nella Carità (intesa come vitrù teologale). Orbene muoversi al di fuori di questo contesto e quindi per potere conseguire l'ambita latta, costituisce superbia, vanità o cos'altro ancora che rende indegna la persone dell'onore stesso.

Sul punto consiglio sempre di leggere Paolo di Tarso.

Spero di essere stato esaustivo.


Approccio intransigente quasi in maniera violenta, che però condivido in pieno :2: :2: :2:

Questo, in linea di principio.
É però un fatto palese che la caccia-alla-medaglia sia uno sport invero molto praticato, in alcuni ambienti più che in altri.
Ergo, trovare qualcuno che persegua una concatenazione diretta di causa-effetto al fine di ottenere la sospirata insegna, la vedo quasi come una coraggiosa forma di onestà intellettuale.
In fondo, si confessa candidamente quello che molti altri fanno (e spesso con successo...) senza il coraggio di confessarlo... :wink:

MessaggioInviato: domenica 13 gennaio 2008, 0:16
da Maramaldo
Il caro Nicola, vedo, ha abbandonato ormai anche la sciabola ben arrotata per passare senza ulteriori indugi alle palle catenate... ;)

Confesso che la questione, così come posta da Ermes -non me ne vorrà, spero, siamo qua per discutere e, ove possibile, imparare l'uni dagli altri- ha lasciato un po' perplesso anche me; trovo, personalmente, il concetto espresso dal nostro nuovo frequentatore, di primo acchito, almeno... alternativo a quello dovrebbe essere l'approccio all'argomento.

Da: "vengo premiato perchè ho compiuto opere"
si passa a: "compio opere perchè voglio essere premiato".
O, se si preferisce, da:
"io amo il retto agire, ed agisco bene per amore delle persone che verranno beneficate dal mio bene agire, quindi vengo premiato"
si passa a:
"io voglio essere premiato quindi bene agisco"
spostando il centro della spinta ideale dal nostro Prossimo ad una pergamena con nastro di seta e piccolo manufatto in similoro e smalti, perchè tale è un Onore quando è fine a se stesso.

Parlando di "acquisire meriti" (rectius:...punti?), mi vengono alla mente Dungeons and Dragons ed altri giochi di ruolo, nei quali l'obiettivo e "salire di un livello"; al giocatore viene data una quest e ad ogni oggetto trovato o nemico sconfitto si sale di livello, diventando cavaliere e così via... la similitudine è a mio avviso assai significativa.

Detto questo non posso tuttavia esimermi dal rilevare come Ermes abbia avuto la franchezza di manifestare in maniera piana ed onesta un atteggiamento che immagino diffuso, ma che chi più lo ha caro e lo condivide, meno manifesta... Siamo proprio sicuri che davvero tutti -magari in una occasione sociale nella quale v'è occasione di fare sfoggio di tutto il medagliere-, nel puntarsi le miniature sull'abito da società, pensano a quello che esse rappresentano, ai valori che vi stanno dietro? Quanti danno veramente importanza allo spirito ed all'azione, dando il giusto peso al segno esteriore dell'Onore e quanti invece si preoccupano di quanto sta bene e.c. la miniatura dell'Ordine Costantiniano con la white tie?... Vecchia questione, ma ripeto: non condivido l'approccio di Ermes, ma gli do atto di avere parlato senza ipocrisia. E poi anche in questo ci si può trovare del buono, in fin dei conti l'ambizion d'elogi è uno dei più potenti motori che abbiamo, una potente spinta ad esercitare virtù che magari rimarebbero altrimenti più a lungo quiescenti... :D :2: ;)

Con viva cordialità,


Antonio

MessaggioInviato: domenica 13 gennaio 2008, 10:58
da ermes75
Grazie a Tutti

Per le considerazioni espresse. La mia oltre che una curiosità era una provocazione proprio per mettere il luce un problema che purtroppo esiste.

Mi spiego meglio...

Nel frequentare alcuni "insigniti" mi sono accorto che spesso si sceglie l'ordine o comunque l'associazione che comunque possa conferire qualcosa da appiccicare sull'uniforme. Credo onestamente che sia la cosa più sbagliata. Secondo me dovrebbe essere il contrario ovvero:

Dovrebbero essere gli ordini ad avvicinarsi ai giovani e far capire con lo spirito giusto cosa significa "aiutare gli altri"... far capire la loro storia e chiarire che in cambio di "carità" non bisogna aspettarsi nulla in cambio.

A napoli si dice " fai bene e scordati.... fai male e pensaci..."

Il riconoscimento deve essere qualcosa che viene da sè...

Purtroppo attualmente mi rendo conto che non è così... grazie a tutti.

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 11:01
da Cronista di Livonia
Pur comprendendo le feroci critiche alla domanda non mi trovo totalmente in accordo con queste, sia per motivi storici che pratici.
Comprendo come in un mondo perfetto qualcuno d'animo nobile possa decidere di fare del bene fine a se stesso e come un alone di luce sovvranaturale lo renda visibile esempio agli altri e come i Gran Maestri di antichi e prestigiosi Ordini si affannino a colmarlo di ricompense che costui, modesto quanto virtuoso, cerchi di rifiutare per poi accettare per non sembrar superbo.
Purtroppo il mondo non funziona esattamente così.

E questo lo sa bene anche chi fonda un Ordine e che decide di fondarlo nella speranza che la possibilità di guadagnarsene le insegne spinga la gente a fare opere meritevoli. Come esempi storici mi limito a due soli casi (probabilmente ve ne sono altri) dove il Sovrano istituendo l'Ordine auspica chiaramente ciò:

1. Francesco Giuseppe Imperatore d'Austria per l'Ordine di Francesco Giuseppe. Il Preambolo degli Statuti recita "Mosso dal desiderio di onorare con pubblica manifestazione gli eminenti servigi in tutte le condizioni, e di eccitare così tutte le classi di cittadini ad azioni utili alla prosperità della patria, abbiamo..."

2. Papa Pio X nel breve di istituzione dell'Ordine Piano utilizza una formula simile.

Un altra frase celebre (mi sembra attribuita a Vittorio Emanuele II) è "una croce di cavaliere ed un sigaro non si negano a nessuno".

Tutto ciò non per svilire la Cavalleria od i cavalierati, ma per far comprendere come gli stessi fondatori di Ordini auspicassero di poter suscitare atti meritevoli nelle persone con quel semplice gesto.
E' poi così grave fare leva su un minimo di vanità o di desiderio di emulazione pere ottenere opere di bene ?
Se con così poco si porta la gente a comportarsi bene anzichè male non si dovrebbe forse essere lieti del successo dell'istituzione cavalleresca ?
Naturalmente si deve controllare che le persone ammesse siano veramente meritevoli (altrimenti si svaluta l'istituzione).
Comunque non trovo nulla di male in una domanda del genere, un pò ingenua forse, ma almeno è onesta.
Cordialmente ,

Il Cronista di Livonia

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 12:08
da Grimaldi
Interessante dibattito.

Ma, scusate, al di là delle belle intenzioni e dei princìpi,
non è vero, come è stato detto, che tanti personaggi si avvicinano
a Ordini, istituzioni, etc. etc. solo per "conquistarsi" delle croci e delle benemerenze?

Lo stesso inseguire i titoli nobiliari, una volta, non era un modo
per elevarsi?

Perchè mentre essere Cavaliere era una missione
ottenere un titolo era una conquista sociale.

Credo che il concetto sia rimasto quello.
E che oggi spesso i più guardano al titolo di cavaliere come
una delle dette conquiste sociali...

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 13:02
da marcoluca
Questo fa parte dell'umana fragilità! E' un dato di fatto che non si può negare, ma è pur vero che la maggior parte di Cavalieri insigniti portano al petto una Croce che pesa! Un segno d'onore comporta per chi la indossa inevitabilmente un'esposizione pubblica e saranno per forza le sue opere a dar lustro a quella croce che porta, in più poi la sua abnegazione ed il suo comportamento nel sociale.
Si tratta di Carità silenziosa, vissuta nel quotidiano, chi non si ispira a questi comportamenti evangelici... ha già la sua ricompensa!

Entrare a far parte di un Ordine "costa" e costa parecchio perchè si tratta di un impegno formalmente assunto con un giuramento e questo comporta sacrificio: si tratta di Carità, non di elemosina.

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 14:10
da ermes75
Mi fa piacere che il dibattito vada avanti...

Io sono fermamente convinto che se una persona vuole "rendersi utile" anche con opere di bene non debba per forza portare una croce o una medaglia.

Tempo fa parlando con un collega facevo l'esempio del caporale e del generale ... ci sono Generali ipermedagliatai che nonostante ciò non riescono a guadagnarsi la stima dei loro uomini in quanto delle emerite teste di legno conditi con una buona dose di superbia ... invece poi ci sono dei caporali nobili d'animo che per il loro corretto comportamento potrebbero guidare vere armate... questo per dire che non si diventa "leader" per il numero di nastrini che porti...

comunque resto convinto che oggi nel 2008 gli ordini dovrebbero un po' avvicinarsi ai giovani e rendere noti i principi della "cavalleria.

cordialmente

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 14:32
da Cronista di Livonia
Non tutti gli Ordini sono religiosi, alcuni sono laici, altri pur essendo religiosi sono magari non-cristiani.
Certo è che ciascuna decorazione va portata con onore, sia per onorare la decorazione stessa e chi ce la ha concessa, sia per non disprezzare se stessi, se ce la siamo guadagnata.
La vanità naturalmente andrebbe evitata (e suggerirei caldamente di evitare di inseguire una data decorazione perchè il colore del nastro dà quel non so che in più al frac).
Nel caso di Ordini cristiani in generale è giusto ricordare che si porta una croce che ha un suo peso spirituale ben rilevante.

Sul fatto che gli Ordini si dovrebbero avvicinare di più ai giovani ho qualche perplessità, dal mio punto di vista sarebbe bene che i giovani si avvicinassero di più agli Ordini e che questi, facendo si la dovuta selezione (che a volte invece manca) non siano ostili a priori.

D'altronde un Cavaliere di Malta di mia conoscenza mi elargì un simpatico commento sul SMOM ricevuto in non ricordo più quale occasione "L'Ordine di Malta ? ah si, quei signori che hanno trovato un modo così complicato per fare un pò di beneficenza", conoscendo l'animo spartano del cavaliere in questione sono sicuro che ne sia rimasto più divertito che scandalizzato.

Trovo però pur sempre interessante che magari quel modo così complicato abbia portato i signori in questione a fare quel pò di beneficenza che altrimenti non avrebbero fatto.

E poi c'è modo e modo di ottenere una decorazione, c'è chi ricorre ad amici potenti, chi paga (magari con soldi mal guadagnati) e c'è chi invece cerca di fare quanto richiesto di meritorio per guadagnarsela, mi sembra che la differenza ci sia.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 14:45
da nicolad72
La cavalleria esiste e resiste da quasi un millennio, non ha bisogno di operazioni di marketing, è, e deve rimanere una esperienza ed un ideale di nicchia, altrimenti perderebbe il suo fascino ed il uso valore (anche di elite - se i diamanti fossero tanti quanti i ciotoli non varrebbero nulla...).

Chi è interessato a questo mondo e ai suoi ideali trova da sé la strada per avvicinarsi a questo modo di vita bello e affascinante, e chi è veramente interessato ai suoi ideali è anche capace di evitare i trabocchetti costituiti dalle latte autoreferenziali, ha la pazienza di attendere e capire quando è giunto il suo momento, sa farsi trascinatore nelle opere di carità svolte, sa gestire l'onere e l'onore di portare la croce che gli è stata affidata.

Chi scalpita, chi brama, chi si indigna, chi si adopera più del dovuto o del necessario, chi parla troppo o oltre il necessario... forse ha sbagliato strada, e comunque sarà (qualora ci riuscisse) solo formalmente un cavaliere.

largo ai giovani

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 15:38
da Fulvio Poli
Gentile Ermes75 (credo che la cifra stia per l'anno di nascita),

neanche Lei si nasconda dietro un dito e La invito pertanto a declinare le Sue generalità, grado compreso (che spero non sia caporale d'armata).
ci sono modi e modi per approcciare un argomento e non credo che il Suo sia stato corretto
è vero che al neofita non si facciano ponti d'oro per l'avvicinamento alla cavalleria, ma lo stesso neofita sappia come e quando chiedere, nel rispetto di forme e tradizioni

Le auguro fortuna e prosperità, dicendoLe che le Sue armi devono essere pazienza, umiltà e perseveranza