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Ordini cavallereschi oggi

MessaggioInviato: venerdì 11 gennaio 2008, 19:33
da Paolo Bizzozero
Sperando fare cosa utile al pubblico confronto riporto il testo di un articolo apparso ieri su La Stampa e relativo agli ordini cavallereschi:
"La carica dei catto-chic
L'ambizione:diventare cavalieri
in un ordine religioso

F. DI GIACOMO E G. GALEAZZI
ROMA
I catto-chic amano la Chiesa, ma in chiesa non ci vanno spesso. Dichiarano di essere a favore dei valori della tradizione cattolica, ma li lasciano fuori dal posto di lavoro e dalle loro mura domestiche. Se devono farsi vedere in compagnia dei preti, preferiscono ecclesiastici importanti. Per andare a messa, ovviamente quelle «esclusive» a loro riservate, celebrate in latino e cantate al suono di musiche gregoriane, amano sfoggiare cappe crociate ed uniformi settecentesche. La sartoria Barbiconi, noto atelier di abiti ecclesiastici, ha nel suo fornitissmo catalogo anche un'impressionante serie di decorazioni, placche, spadini e speroni.

Il catto-chic non bada a spese pur di coltivare i propri sogni di gloria. E così gli ordini cavallereschi cattolici stanno vivendo una nuova primavera: rinascono da secoli di oblio e dall'estinzione, si moltiplicano, si copiano, si clonano, si fanno concorrenza. E regolarmente fanno partire i severi altolà della gerarchia vaticana. E' l'«Osservatore Romano» ad avvertire (il 4 luglio del 2002) «come già pubblicato in passato dal nostro giornale» che «la Santa Sede, oltre ai propri Ordini Equestri, riconosce e tutela due soli Ordini Cavallereschi: il Sovrano Militare Ordine di Malta - ovvero Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta - e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme». Il «già pubblicato in passato» del giornale della Santa Sede si riferisce alle puntuali, e cicliche, messe in guardia che costellano l'emergere di questo strano fenomeno, ritenuto dal Vaticano «preoccupante» già negli Anni Settanta, Cinquanta, Trenta del secolo scorso. La voglia di inventarsi la patacca in nome di qualche santo è vecchia, ma in questi anni desacralizzati sta assumendo proporzioni esagerate.

Massimo Introvigne, presidente del Cesnur: «Spesso si rivolgono a noi persone che hanno speso somme incredibili per poi scoprire che il titolo di cavaliere acquistato non ha nessun valore. In genere, abboccano ai richiami di uno dei tanti ordini templari, che in Italia sono oltre cinquanta e nessuno dei quali ha una discendenza storica con il vero Ordine del Tempio. Oggi nel nostro Paese sommando tutti i “titolati” degli ordini neo-templari, si arriva a decine di migliaia di persone. Nella migliore delle ipotesi sono appassionati di templarismo che amano coltivare qualche illusione di cappa e spada. Ma ci sono anche personaggi che vendono iniziazioni a prezzi alti e con caratteristiche più o meno truffaldine».

Nel mondo i Cavalieri di Malta sono dodicimila, riuniti in associazioni e gran priorati. Hanno un record dell'autenticità ed un altro, meno piacevole: sono l'ordine più imitato della storia. Attualmente, i veri cavalieri di Malta sono in lite legale con almeno 15 cloni. Talvolta riescono a spedire nelle patrie galere qualche falsario, grazie allo statuto sovrano che l'Ordine vanta davanti all'ordinamento internazionale. Sull'orizzonte della globalizzazione, e grazie alla loro forte carica elitaria ed identitaria, gli ordini cavallereschi cattolici sembrano custodire il segreto per acquisire prestigio, presenza ed influenza sociale. Servono a farsi notare. E servono anche a destare qualche preoccupazione.

Sabino Acquaviva, sociologo: «E' significativo che l'odierno revival degli ordini cavallereschi si ricolleghi all'immagine ottocentesca del Cristo Re, il Signore che è sovrano, rispetto all'altro filone prevalente dal Concilio Vaticano II in poi, che ha scelto come orizzonte l'opzione preferenziale per i poveri. Il fatto poi, che riaffiori questo filone trionfalistico e formalistico, a scapito del cattolicesimo sociale e pauperista, è altamente indicativo. Negli ordini cavallereschi si incontrano principalmente professionisti come avvocati, funzionari statali e militari. Ed anche se si associano per perseguire scopi lodevoli come il sostegno ai cristiani di Terra Santa, così come fanno i Cavalieri del Santo Sepolcro, il lato religioso è vissuto con la mano sinistra, quasi strumentalmente, come pretesto. Chi vuol fare un discorso religioso rilevante, e vivere un'autentica esperienza spirituale, non fa certo riferimento a queste organizzazioni».

Il cardinale Carlo Furno, Gran maestro dell'Ordine del Santo Sepolcro dal 1995 al 2007, guarda con occhi paterni ai suoi ex assistiti: «le reclute che entrano svolgono il loro noviziato e vengono istruiti sui fini dell'ordine. L'investitura è preceduta da una notte di preghiera come nel Medioevo. Gli incontri periodici avvengono ogni mese e abbiamo le nostre chiese per la messa domenicale e i festeggiamenti. Poi ci sono i ricevimenti e le attività mondane». Solo tra cavalieri e dame, ovviamente. Come nel medioevo".

Il link all'articolo è questo: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSez ... girata.asp

MessaggioInviato: venerdì 11 gennaio 2008, 19:38
da equites
Non so perchè mi ricorda tanto una vecchia favola che aveva per protagonisti una certa volpe ed un grappolo d'uva.... :roll: :twisted:

MessaggioInviato: venerdì 11 gennaio 2008, 19:47
da andrea bracco
:4: :( ops qualcuno mi ha rubato l'idea di proporvi quest'articolo
l'ho letto ieri su la stampa e sono rimasto sbigottito.....
la mia domande e':ma a chi e' che dovrebbe dare fastidio questa situazione???????????????'

comunque concordo con equites "LA VOLPE E L'UVA"

MessaggioInviato: venerdì 11 gennaio 2008, 19:55
da Alessio Bruno Bedini
Non liquiderei troppo presto la questione, dato che è innegabile che i falsi ordini facciano proseliti come funghi e molti di quelli iscritti in ordini veri sappiano poco o nulla dell'ordine a cui sono iscritti. :roll:

Questo forum serve anche a questo: Cercare di orientarsi meglio tra gli ordini cavallereschi e apprendere un po della loro storia :wink:

MessaggioInviato: venerdì 11 gennaio 2008, 20:00
da equites
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Non liquiderei troppo presto la questione, dato che è innegabile che i falsi ordini facciano proseliti come funghi e molti di quelli iscritti in ordini veri sappiano poco o nulla dell'ordine a cui sono iscritti. :roll:

Questo forum serve anche a questo: Cercare di orientarsi meglio tra gli ordini cavallereschi e apprendere un po della loro storia :wink:


Ha perfettamente ragione!

Ma io non intendevo liquidare la questione....solo l'articolo! :twisted: :P

MessaggioInviato: venerdì 11 gennaio 2008, 20:05
da andrea bracco
ovviamente non bisogna accumunare "TAROCCHI" con veri ordini cavallereschi con un minimo di storia alle spalle

MessaggioInviato: venerdì 11 gennaio 2008, 23:14
da adj
Secondo me è un articolo alquanto appossimativo, dove si fa una gran confusione tra vero e falso, temo con lo scopo non troppo nascosto di infangare il vero ridicolizzando il falso.
Altro obiettivo palese la denigrazione (costante su questo laicissimo giornale di laicissima proprietà) della Chiesa, specie nei suoi aspetti più tradizionali: vedasi subito in apertura l'affondo contro latino e gregoriano, nel tentativo di seminare zizzania nel campo dei fedeli, facendo anche leva sull'impopolarità, vera o presunta, di privilegi e gerarchie.
Detto tra parentesi, io frequento saltuariamente l'unica chiesa di Torino in cui, ormai da anni, si celebra la messa latina secondo il rito antico (detta dell'indulto, data la necessaria autorizzazione del vescovo prima del motu proprio di Benedetto XVI). Posso garantire che tutto si può vedere tranne sfoggio di cappe, uniformi et similia. Al più un certo semplice e discreto decoro, che dovrebbe essere la norma in ogni chiesa.

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 2:54
da MMT
Non sono un sociologo, assolutamente, nè mastico bene la sociologia del viver civile, tuttavia sono un attento osservatore. Come tale, ma sicuramente ve ne sarete accorti anche voi, ho notato che torna di moda, in modo amplissimo, tutto ciò che riguarda il mistero e in questo preciso momento storico il misterio della Chiesa, che in realtà si tratta di un mistero svelato dalla bellezza di 2000 anni.
Torna di moda l'ordine cavalleresco -che c'è sempre stato- torna di moda la cnfraternita, il mantello, la medaglia. Siamo decisamente vanitosi in questo secolo, adoriamo il bello, l'immagine perfetta. E non sono belle quelle medaglie d'oro smaltato che luccicano addosso o al collo? Non sono forse belle quelle uniformi scarlatte con la feluca, lo spadino e le spalline? Non sono forse belle quelle cerimonie? Difficile negarlo. Hanno il doppio fascino: quello antico e quello del bello moderno. Hanno il prestigio in più.
Ma dall'altra parte mi chiedo: è possibile che vi sia solo questo? E' possibile che la gente sia così dannatamente ipocrita da andare a seguire la Messa solo per mettersi addosso una croce d'oro smaltato? E mi rispondo che forse viviamo in un mondo dove le cose perdono molto il proprio vero valore intrinseco e forse, non solo per mera vanità, ma anche per avere un ulteriore stimolo si cerca questo. Vi è poi un altro motivo, questo si sociologico: la gente è classista. C'è poco da fare. E per riunirsi, anche per fare apostolato, ci si trova meglio con gente che la pensa allo stesso modo ed ha un certo tipo di educazione più simile alla propria. Si certamente davanti al Padreterno queste cose sono ancor meno che risibili. Eppure è così.

E' giusto allora svilire questo ritorno al all'immagine ottocentesca del Cristo Re, il Signore che è sovrano, rispetto all'altro filone prevalente dal Concilio Vaticano II in poi!? Assolutamente, per dei motivi molto semplici: 1° Cristo è comunque il Signore che è sovrano; 2° dare un certo valore al riunirsi in un ordine porta al servizio del prossimo, questo resta fermo. Le due cose vanno, sono sempre andate e sempre andranno a braccetto. Gli Ordini sono nati proprio per servire! E cosa ci sarebbe di tanto strano se un cavaliere di Vattelappesca si mettesse a servire il prossimo ad una mensa di barboni? NULLA. La gente è spesso convinta che usare dei modi di servizio e anche di preghiera del passato sia un tornare indietro, fare retromarcia e chiudersi alle novità. Io penso: se questi mezzi servono materialmente a far meglio un servizio, a pregare meglio a vivere meglio sono davvero contro il progresso?

Ecco allora perchè sono pericolosi i falsi ordini: sviliscono e fanno perdere di valore il vero fine dei veri ordini, che è quello di servire e non la patacca in se. E' questo il vero pericolo, non tanto la truffa in quanto tale e patrimoniale :!:

MMT

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 3:29
da equites
adj ha scritto:Secondo me è un articolo alquanto appossimativo, dove si fa una gran confusione tra vero e falso, temo con lo scopo non troppo nascosto di infangare il vero ridicolizzando il falso.
Altro obiettivo palese la denigrazione (costante su questo laicissimo giornale di laicissima proprietà) della Chiesa, specie nei suoi aspetti più tradizionali: vedasi subito in apertura l'affondo contro latino e gregoriano, nel tentativo di seminare zizzania nel campo dei fedeli, facendo anche leva sull'impopolarità, vera o presunta, di privilegi e gerarchie...



ASSOLUTAMENTE d'accordo! :evil:

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 15:27
da Massoud
Gentili signori,
lettori attenti quali siete non avrete mancato di notare che la comparsa di articoli di tal fatta è ciclica. Ogni qualche anno, vuoi la Stampa, vuoi Repubblica, vuoi il Corriere, vuoi altre testate regionali e locali "scoprono" questa realtà e ci inzuppano il biscotto. Va da sè che nella gran parte dei casi si tratta di articoli raffazzonati e pressapochisti, dove si mescola colpevolmente (e a volte dolosamente) il buono e il meno buono, e dove, invariabilmente, si getta via il bambino con l'acqua sporca. L'articolo de la Stampa che il gentile amico ha voluto condividere con noi non fa differenza con quanto già letto più e più volte in passato. Oltre alla già citata ignoranza vi si nota quella vena che si compone di ironia, compatimento e disapprovazione. Può trattarsi del discorso della volpe e dell'uva, o della volontà di gettare fango, a prescindere, su tutto quello che è il mondo cavalleresco che però, a dispetto di questi signori, è vivo e vegeto a mille anni dalla sua nascita. Ritengo, ad ogni buon conto, che i giornalisti che si avventurano in articoli del genere lo facciano semplicemente per stupire, per fare uno "scoop", per farsi belli con il loro direttore, per crogiolarsi del fatto di aver "scoperto" chissà quali losche, pericolose e segrete consorterie. [i]Non ti curar di loro ma guarda e passa...[/i] Penso che si tratti della cosa migliore da fare, in quanto l'importante è essere consapevoli di quel che si è e di quel che si fa. E naturalmente di essere, nel nostro piccolo, difensori e divulgatori di quanto di vero e bello rappresentano gli ordini cavallereschi e il sistema premiale in generale. Quelli veri e legittimi, ovviamente.
Cordialità.

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 21:51
da equites
Beh.....sul più venduto quotidiano della mia città di questi articoli da massoni non se ne leggono.... :| :shock:


Forse perchè il suo direttore è commendatore del OESSG? :twisted: :lol:

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 22:06
da Lupo
Salve,

non mi trova daccordo. Non ritengo che siano articoli d'impronta massonica perchè non credo che i massoni abbiano tale obiettivo. Lo dimostra il fatto che molti di essi sono anche Cavalieri di svariati e blasonati Ordini Cavallereschi (questo aldilà del fatto che la Congregazione per la Dottrina per la Fede ha dichiarato dal 1983 l'incopatibilità tra la Religione Cattolica e l'appartenenza alla Massoneria). Probabilmente l'articolo, ritengo, è di impronta prettamente Cattolica e non massonica. Denuncia, in sostanza, la non corretta interpretazione ed applicazione - da parte di alcuni Cavalieri - dei principi ispiratori che animano gli Ordini Cavallereschi a base cristiana.

Cordialità

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 22:16
da equites
Caro Lupo,

a me sembra invece che l'articolo sia anticlericale e basta.
Naturalmente rimane una mia impressione, ma chi ha modo di leggere con una certa frequenza la testata di cui stiamo parlando, cioè "la stampa", penso possa essere d'accordo con me.
Quanto alla validità dei principi espressi nel Concilio Vaticano II...beh, potremmo parlarne per un altro centinaio di interventi! ma non su questo Forum, credo... 8)

Ad ogni modo rimane il fatto che ogni opinione è legittima....

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 22:26
da Lupo
Salve,

effettivamente rileggendo l'articolo, in specie nell'ultima parte, una certa nota anticlericale si rileva.
Per la questione del Concilio Vaticano II sono daccordo con te, non è la sede adatta. Tra l'altro, non era assolutamene mia intenzione discuterne.

Re: Ordini cavallereschi oggi

MessaggioInviato: venerdì 18 gennaio 2008, 22:28
da T.G.Cravarezza
Paolo Bizzozero ha scritto:Sperando fare cosa utile al pubblico confronto riporto il testo di un articolo apparso ieri su La Stampa e relativo agli ordini cavallereschi:
"La carica dei catto-chic
L'ambizione:diventare cavalieri
in un ordine religioso

F. DI GIACOMO E G. GALEAZZI
ROMA
I catto-chic amano la Chiesa, ma in chiesa non ci vanno spesso. Dichiarano di essere a favore dei valori della tradizione cattolica, ma li lasciano fuori dal posto di lavoro e dalle loro mura domestiche. Se devono farsi vedere in compagnia dei preti, preferiscono ecclesiastici importanti. Per andare a messa, ovviamente quelle «esclusive» a loro riservate, celebrate in latino e cantate al suono di musiche gregoriane, amano sfoggiare cappe crociate ed uniformi settecentesche. La sartoria Barbiconi, noto atelier di abiti ecclesiastici, ha nel suo fornitissmo catalogo anche un'impressionante serie di decorazioni, placche, spadini e speroni.

Il catto-chic non bada a spese pur di coltivare i propri sogni di gloria. E così gli ordini cavallereschi cattolici stanno vivendo una nuova primavera: rinascono da secoli di oblio e dall'estinzione, si moltiplicano, si copiano, si clonano, si fanno concorrenza. E regolarmente fanno partire i severi altolà della gerarchia vaticana. E' l'«Osservatore Romano» ad avvertire (il 4 luglio del 2002) «come già pubblicato in passato dal nostro giornale» che «la Santa Sede, oltre ai propri Ordini Equestri, riconosce e tutela due soli Ordini Cavallereschi: il Sovrano Militare Ordine di Malta - ovvero Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta - e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme». Il «già pubblicato in passato» del giornale della Santa Sede si riferisce alle puntuali, e cicliche, messe in guardia che costellano l'emergere di questo strano fenomeno, ritenuto dal Vaticano «preoccupante» già negli Anni Settanta, Cinquanta, Trenta del secolo scorso. La voglia di inventarsi la patacca in nome di qualche santo è vecchia, ma in questi anni desacralizzati sta assumendo proporzioni esagerate.

Massimo Introvigne, presidente del Cesnur: «Spesso si rivolgono a noi persone che hanno speso somme incredibili per poi scoprire che il titolo di cavaliere acquistato non ha nessun valore. In genere, abboccano ai richiami di uno dei tanti ordini templari, che in Italia sono oltre cinquanta e nessuno dei quali ha una discendenza storica con il vero Ordine del Tempio. Oggi nel nostro Paese sommando tutti i “titolati” degli ordini neo-templari, si arriva a decine di migliaia di persone. Nella migliore delle ipotesi sono appassionati di templarismo che amano coltivare qualche illusione di cappa e spada. Ma ci sono anche personaggi che vendono iniziazioni a prezzi alti e con caratteristiche più o meno truffaldine».

Nel mondo i Cavalieri di Malta sono dodicimila, riuniti in associazioni e gran priorati. Hanno un record dell'autenticità ed un altro, meno piacevole: sono l'ordine più imitato della storia. Attualmente, i veri cavalieri di Malta sono in lite legale con almeno 15 cloni. Talvolta riescono a spedire nelle patrie galere qualche falsario, grazie allo statuto sovrano che l'Ordine vanta davanti all'ordinamento internazionale. Sull'orizzonte della globalizzazione, e grazie alla loro forte carica elitaria ed identitaria, gli ordini cavallereschi cattolici sembrano custodire il segreto per acquisire prestigio, presenza ed influenza sociale. Servono a farsi notare. E servono anche a destare qualche preoccupazione.

Sabino Acquaviva, sociologo: «E' significativo che l'odierno revival degli ordini cavallereschi si ricolleghi all'immagine ottocentesca del Cristo Re, il Signore che è sovrano, rispetto all'altro filone prevalente dal Concilio Vaticano II in poi, che ha scelto come orizzonte l'opzione preferenziale per i poveri. Il fatto poi, che riaffiori questo filone trionfalistico e formalistico, a scapito del cattolicesimo sociale e pauperista, è altamente indicativo. Negli ordini cavallereschi si incontrano principalmente professionisti come avvocati, funzionari statali e militari. Ed anche se si associano per perseguire scopi lodevoli come il sostegno ai cristiani di Terra Santa, così come fanno i Cavalieri del Santo Sepolcro, il lato religioso è vissuto con la mano sinistra, quasi strumentalmente, come pretesto. Chi vuol fare un discorso religioso rilevante, e vivere un'autentica esperienza spirituale, non fa certo riferimento a queste organizzazioni».

Il cardinale Carlo Furno, Gran maestro dell'Ordine del Santo Sepolcro dal 1995 al 2007, guarda con occhi paterni ai suoi ex assistiti: «le reclute che entrano svolgono il loro noviziato e vengono istruiti sui fini dell'ordine. L'investitura è preceduta da una notte di preghiera come nel Medioevo. Gli incontri periodici avvengono ogni mese e abbiamo le nostre chiese per la messa domenicale e i festeggiamenti. Poi ci sono i ricevimenti e le attività mondane». Solo tra cavalieri e dame, ovviamente. Come nel medioevo".

Il link all'articolo è questo: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSez ... girata.asp


In risposta a tale articolo, oggi, 18 gennaio, sempre sulla Stampa, la replica del Presidente dell'ACISMOM.


"La carica dei cavalieri di Malta"

FAUSTO SOLARO DEL BORGO *

Gentile direttore,
l’articolo del 9 gennaio intitolato «La carica dei catto-chic» stigmatizza il fenomeno deteriore di narcisismo sociale che conduce molti a inseguire «decorazioni, placche, spadini, speroni» e relativi sodalizi cavallereschi di riferimento, talvolta fasulli. Tuttavia gli autori incorrono in due gravi inesattezze: fanno confusione tra Ordini religiosi e Ordini al merito (creati al solo scopo di ricompensare benemerenze acquisite), e inseriscono surrettiziamente l’Ordine di Malta e i suoi membri nel «filone trionfalistico e formalistico» di coloro che con ironia chiamano i catto-chic. Una categoria di cacciatori di gloria mondana che vive la religiosità «con la mano sinistra, quasi strumentalmente, come pretesto». Non una parola viene spesa sulla duplice natura che ancora oggi, dopo quasi mille anni di vita, caratterizza l’Ordine di Malta: quella di essere un ordine religioso e ospedaliero. Questi due elementi, che costituiscono le fondamenta dell’Ordine, e dei suoi membri, da soli smentiscono le affermazioni contenute nell’articolo.

Nei suoi oltre nove secoli di tradizionale assistenza ai poveri e agli infermi, l’Ordine di Malta non è mai stato tanto attivo quanto oggi. Siamo presenti in 120 paesi del mondo con ospedali, centri medici, ambulatori, fondazioni e strutture specializzate. In caso di guerre o calamità naturali interveniamo con uno speciale corpo di soccorso in aiuto a coloro che soffrono. I 12.500 membri dell’Ordine insieme con gli 80 mila volontari, coadiuvati da oltre 13 mila tra medici e personale sanitario, si dedicano all’assistenza umanitaria a ogni livello. In questa opera l’Ordine è facilitato dalla sua diplomazia umanitaria, potendo contare su piene relazioni diplomatiche bilaterali con 99 paesi e sullo status di osservatore permanente presso le Nazioni Unite, e su relazioni con numerose organizzazioni internazionali.

A tutti i membri viene chiesto un forte impegno nella pratica cristiana e una partecipazione attiva alle attività assistenziali dell’Ordine; taluni poi sono cavalieri professi, legati cioè ai tradizionali voti di castità, povertà e obbedienza che ne fanno dei religiosi a tutti gli effetti secondo il diritto canonico. Come contropartita per il banale sfizio di appuntare una «decorazione» sull’abito, la ritengo sinceramente un po’ impegnativa.

* presidente dell’Associazione dei Cavalieri di Malta