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Brevetti e corsi (Militari e Civili) conseguiti all'estero.

Inviato:
lunedì 20 agosto 2007, 20:14
da spinnaker
Egregi Amici,
inizio questa discussione, a seguito di una chiaccherata tra commilitoni, nella quale si parlava di "Brevetti Militari stranieri conseguiti all'Estero", il dubbio che ci è venuto è se gli stessi siano o meno trascrivibili a matricola e le relative insegne - metalliche o nastrini - ( qualora esistenti), fossero di libero porto ( dopo l'annotazione ovviamente).
Si è parlato spesso nelle pagine gli questo Forum, di brevetti stranieri, ma sconosco se esiste una normativa univoca per le FF.AA., e se in essa si possano inserire anche i Corsi frequentati all'Estero.
Con osservanza

Inviato:
lunedì 20 agosto 2007, 20:33
da koala
Le mie sono informazioni, riguardano solo Arma Carabinieri.
Per i brevetti esteri si è prevista trascrizione a matricola, con circolari interne Arma, ma solo per quel personale che è stato inviato all'estero dal Comando Generale.
Per esempio se un parà del Tuscania và in Francia e consegue il brevetto militare di paracadutismo, ardimento e altro è autorizzato a trascrizione. Lo stesso non vale per un carabiniere abilitato al lancio o paracadutista militare non incorporato nel Tuscania.
Questo per darti una panoramica per i brevetti stesso dicesi per corsi effettuati all'estero a titolo privato.
Sono le Autorità Centrali per arma Comando Generale a decidere, la trascrizione a matricola per le altre F.A. non conosco la procedura.

Inviato:
martedì 21 agosto 2007, 13:59
da ironmax
Ogni forza armata o corpo armato dello stato ha facolta di disciplinare la materia in questione. La G. di F. attualmente per quanto riguarda i brevetti rilasciati da autorità nazionale come ad esempio in brevetto di paracadutista civile (anpd'i) rilascia autorizzazione al porto sull'uniforme del relativo distintivo sono se il brevetto stesso è stato conseguito per motivi di servizio o in data antecedente l'arruolamento. Per i brevetti stranieri invece fa riferimento al regolamento di disciplina delle uniformi dello stato maggiore difesa.
A mio parere le norme applicate sui brevetti nazionali sono da considerarsi assurde!
Max

Inviato:
martedì 21 agosto 2007, 14:09
da spinnaker
Egregio "ironmax",
l'assurdo è di regola nelle norme riferite alle FF.AA.
Basta pensare che esiste una circolare di Forza Armata, che vieta la trascrizione dei brevetti/corsi conseguiti all'estero a titolo privato se non preventivamente autorizzati.
Cioè vorrebbero che un soggetto chieda l'autorizzazione per una cosa che ricade nelle prerogative del tempo libero e la vita primata.........ma!!!
Comunque grazie l'apporto di notizie.

Inviato:
martedì 21 agosto 2007, 19:06
da ironmax
Mi trovo daccordo con il suo intervento in quanto trovo anche io assurdo che un brevetto conseguito privatamente sia considerato diverso da un medesimo conseguito per motivi di servizio.
Max

Inviato:
martedì 21 agosto 2007, 19:43
da Emibro
A me sembra invece perfettamente logico che una FFAA possa decidere che i brevetti conseguiti privatamente non possano essere considerati allo stesso livelli di quelli conseguiti in maniera "ufficiale".
Ricordo che ci sono societàche organizzano "turismo paracadutistico" pago una quota, mi faccio la vacanza (magari esotica), faccio 3 lanci e torno a casa con un brevetto in più. Non è esattamente la stessa cosa che un brevetto conseguito dopo unarigorosa attività addestrativa, con magari anche un lancio "operativo"....
E*

Inviato:
martedì 21 agosto 2007, 20:42
da spinnaker
Su questo specifico argomento sono quasi completamente d'accordo, certo un Brevetto di Paracadutismo diciamo privato non può essere paragonato ad uno conseguito con la F.A. di un paese straniero.
Ma la questione è più ampia, non si parla solo di Paracadutismo, ma di ogni brevetto e corso conseguito all'Estero.
E poi con vedo che cosa cambierebbe, anche nel Brevetto di Paracadutismo, se che come citato prima, bastasse chiedere l'autorizzazione per fare un'attività privata, non penso che la semplice autorizzazione possa dare un connotato maggiore allo stesso.
Per concludere l'intervento, vorrei aggiungere, che se un'organizzazione abilitata e riconosciuta a livello Nazionale, rilascia un brevetto che in quello stato è paragonabile al nostro similare in Patria, perchè dobbiamo arrogarci il diritto di giudicare.
L'unica considerazione che penso si possa fare, giustamente, è verificare se il Brevetto/Corso, conseguito all'Estero ha tutti i requisiti del paritetico Italiano.

Inviato:
martedì 21 agosto 2007, 21:02
da Lord Acton
spinnaker ha scritto:Per concludere l'intervento, vorrei aggiungere, che se un'organizzazione abilitata e riconosciuta a livello Nazionale, rilascia un brevetto che in quello Stato è paragonabile al nostro similare in Patria, perchè dobbiamo arrogarci il diritto di giudicare.
L'unica considerazione che penso si possa fare, giustamente, è verificare se il Brevetto/Corso, conseguito all'Estero ha tutti i requisiti del paritetico Italiano.
Secondo me, rimanendo nel campo del paracadutismo, si dovrebbero autorizzare solo i brevetti che sono migliorativi, dando abilitazioni all'uso di materiali e tecniche diverse, rispetto al nostro brevetto nazionale.
Esempio: il brevetto di paracadutismo USA di base comporta l'utilizzo di tecniche e materiali molto simili ai nostri e, secondo me, non andrebbe autorizzato e nemmeno portato.
Per contro... il brevetto di paracadutismo dei Marines USA o il brevetto inglese o il brevetto spagnolo comportano l'uso di materiali e tecniche diverse dai nostri e, sempre a mio modestissimo parere, potrebbero essere autorizzati e portati.
Lord Acton

Inviato:
martedì 21 agosto 2007, 21:22
da Emibro
Ho visto troppi paracadutisti "turisti" per poter prendere minimamente in considerazione l'autorizzabilità di quei brevetti.
Concordo con Lord Acton, un conto è il lancio dal pallone vincolato, che fanno i Belgi, per cui, mi si dice, ci vuole un buon fegato, con tante persone, magari con esperienza di combattimento alle spalle, che non riescono a saltare. Un altro è il tour eno-gastronomico, con annesso brevetto, fatto nell'europa orientale, oppure in america latina.
Purtroppo, ma è un mio limite, tendo ad associare petti straripanti di oscuri brevetti con ventri prominenti e una scarsa attitudine marziale.
Mi è capitato di vedere i "petti" di alcuni Incursori del 9°. Petti affollati, ma genuini, dato che a ogni brevetto straniero ne corrispondeva uno Italiano. Tutti sudati in egual misura, e alcuni accompagnati da un pezzo di nastro azzurro, o oro, rosso e azzurro.
E*

Inviato:
martedì 21 agosto 2007, 21:56
da Lord Acton
Emibro ha scritto:Un altro è il tour eno-gastronomico, con annesso brevetto, fatto nell'europa orientale, oppure in america latina.
...a ogni brevetto straniero ne corrispondeva uno Italiano.
Pienamente d'accordo... mi conosci e lo sai bene come la penso...
Di brevetti di paracadutismo brasiliani e polacchi se ne stanno vedendo veramente troppi... e non riesco davvero a capire che cosa abbiano di speciale.
Non sono pienamente d'accordo sull'altra affermazione, se ho il brevetto di guastatore italiano non vedo a cosa possa servire esporre quello di specialista esplosivi del SAS inglese... o cose simili... a meno che non vada in visita in una base inglese e allora diventa una espressione di cortesia.
Concludo dicendo... lungi da me sindacare i "petti" dei ragazzi del 9°...
Lord Acton

Inviato:
martedì 21 agosto 2007, 22:22
da Emibro
Lord Acton ha scritto:Emibro ha scritto:Un altro è il tour eno-gastronomico, con annesso brevetto, fatto nell'europa orientale, oppure in america latina.
...a ogni brevetto straniero ne corrispondeva uno Italiano.
Pienamente d'accordo... mi conosci e lo sai bene come la penso...
Di brevetti di paracadutismo brasiliani e polacchi se ne stanno vedendo veramente troppi... e non riesco davvero a capire che cosa abbiano di speciale.
Non sono pienamente d'accordo sull'altra affermazione, se ho il brevetto di guastatore italiano non vedo a cosa possa servire esporre quello di specialista esplosivi del SAS inglese... o cose simili... a meno che non vada in visita in una base inglese e allora diventa una espressione di cortesia.
Concludo dicendo... lungi da me sindacare i "petti" dei ragazzi del 9°...
Lord Acton
Neanche io volevo sindacare sui "petti" del 9°, anzi, l'esatto contrario, li portavo come esempio.
Personalmente, tranne un singolo caso, che merita un trattazione, diciamo così, non publica, dato che non possiedo abbastanza info, gli unici brevetti "fuori luogo" sono appunto quelli da paracadutista.
Ho alcune foto, che a richiesta potrei postare, di come appare un "petto" del 9°... A cui va tutto il mio rispetto e la mia ammirazione.
E*

Inviato:
mercoledì 22 agosto 2007, 10:05
da Lord Acton
Dei "petti" del 9° basta uno per tutti...

quello del grande Michele...

se ne hai una foto da postare...
Lord Acton

Inviato:
mercoledì 22 agosto 2007, 14:05
da Carnelevario
Emibro ha scritto:A me sembra invece perfettamente logico che una FFAA possa decidere che i brevetti conseguiti privatamente non possano essere considerati allo stesso livelli di quelli conseguiti in maniera "ufficiale".
Ricordo che ci sono societàche organizzano "turismo paracadutistico" pago una quota, mi faccio la vacanza (magari esotica), faccio 3 lanci e torno a casa con un brevetto in più. Non è esattamente la stessa cosa che un brevetto conseguito dopo unarigorosa attività addestrativa, con magari anche un lancio "operativo"....
E*
Cari... colleghi di qualsiasi F.A. o Corpo Armato dello Stato

,
prendo solo spunto dalle parole del gentile Emibrio, e non per entrare in polemica con lo stesso, per ricordarvi che il Regolamento di Disciplina militare attualmente in vigore all'art. 15 recita che:
1. Il militare ha il dovere di conservare e migliorare le proprie conoscenze e le capacità fisiche e psichiche per poter disimpegnare con competenza ed efficacia l'incarico ricevuto e per far appropriato uso delle armi e dei mezzi affidatigli.
2. Egli deve:
a) tendere al miglioramento delle sue prestazioni al servizio delle Forze armate attraverso la pratica di attività culturali e sportive;
b) omississ
3. L'amministrazione militare pone in atto ogni possibile misura al fine di agevolare il miglioramento della formazione militare.
Se teniamo presenti queste parole, non mi sembra di ravvedere alcun comportamento "sopra le righe" da parte dei militari che privatamente frequentano corsi o prendano brevetti, ancorchè abbinati a fantastiche vacanze in paesi esotici.
La problematica forse non è questa, ma quella che da qualche anno a questa parte anche noi militari italiani abbiamo preso la brutta abitudine di fregiarsi sulla divisa di qualsiasi cosa che sbrilluccichi. Io che ormai ho i capelli un po' grigi sulle tempie, mi ricordo che un tempo sul petto di militari che avevano passato anni in guerra, venivano indossate esclusivamente le decorazioni al valore e le campagne di guerra ed, ovviamente le onorificenze che prevedevano una qualche decorazione metallica. I distintivi di specialità erano estremamente pochi, il più bello di tutti il paracadute ricamato sul braccio dei "Ragazzi della Folgore".
Oggi vediamo nastrini e distintivi di tutti i tipi e colori che fanno sembrare le nostre divise degli alberi di Natale in gara con quelle degli Statunitensi e dei Russi.
Atteso che il dettame dell'articolo del RDM sopra citato vada sicuramente rispettato, sarebbe stato più opportuno a mio modesto avviso prevedere la sola trascrizione a matricola dei corsi e brevetti conseguiti al di fuori del proprio ambito di servizio, almeno per quelli conseguiti "privatamente". Questa semplice disposizione, ritengo, non avrebbe innescato la gara a "chi più ne ha più ne metta"!

Inviato:
mercoledì 22 agosto 2007, 14:54
da Marcello G. Novello

Inviato:
mercoledì 22 agosto 2007, 15:21
da Emibro
Heheheh, conoscevo la foto...
Cmq notate lo stile molto diverso dei militari britannici rispetto ai nostri....
E*