Ordine Militare d'Italia
Cari amici,
copio quanto trovato sul bollettino del 30/01/2007 dell'Associazione Nazionale Carabinieri.
Spero possa essere d'aiuto a qualcuno.
La decorazione militare italiana più ambita e prestigiosa,dopo la Medaglia d’Oro al Valor Militare,nasce storicamente dall’Ordine Militare di Savoia, istituito il 14 agosto1815, con le Regie Patenti emanate dal Re Vittorio Emanuele I di Savoia,in un periodo di restaurazione subito dopo la fine dell’Impero Napoleonico,poco dopo la fondazione del Corpo dei Carabinieri Reali, avvenuta un anno prima sempre per iniziativa dello stesso Sovrano.
Con il nuovo Ordine «esclusivamente destinato ai Militari» - che assorbiva i precedenti ordini militari dell’Armata Sarda, della «Legion d’Onore» e della Corona Ferrea, nonché l’ordine religioso e militare dei Santi Maurizio e Lazzaro – Vittorio Emanuele I intese riconoscere le decorazioni militari già concesse agli ufficiali del proprio Esercito «per un’azione militare distinta, e rara, o per la segnalata condotta tenuta in servizio attivo» ed ai militari in servizio attivo «per i loro servizi mediante il loro coraggio», che ne avessero fatto specifica domanda.
Successivamente, nel 1833, Carlo Alberto di Savoia apportò alcune notevoli innovazioni nell’ambito delle ricompense militari, istituendo le decorazioni al «Valor Militare» per premiare singoli atti di valore per fatti d’arme e prevedendo la concessione delle decorazioni dell’Ordine Militare di Savoia (O.M.S.) solo «su proposta» e non più «a domanda», e quindi estese tale concessione anche alle Bandiere e agli Stendardi dei Reparti militari, nonché ad azioni compiute in tempo di pace. Interessante ricordare come la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare fu concessa «alla memoria» proprio al Carabiniere Giovanni Battista Scapaccino.
Il nuovo statuto dell’Ordine del 1855 sanzionò in modo definitivo la concessione delle decorazioni dell’OMS solo «su proposta», stabilendo contestualmente la piena ed esclusiva discrezionalità del Re nel concederle per «servigi distinti», ma anche per «egregie azioni di valore compiute in tempo di pace».
La differenza tra le decorazioni «al Valor Militare» e quelle dell’Ordine Militare di Savoia era infatti motivata dall’esigenza di distinguere tra la qualità, il genere ed il livello dei meriti riconoscibili ai militari. Vittorio Emanuele II in proposito scriveva: «Ma se le Medaglie d’Oro e d’Argento al Valor Militare ristabilite da Carlo Alberto nel 1833 sono invidiato compenso agli atti di personale coraggio, non sembrano adeguato guiderdone alle ardite ed importanti azioni di guerra condotte nell’esercizio di alcun comando militare con forza più o meno grande...».
Le prestigiose decorazioni dell’OMS vennero quindi concesse, durante e per la Guerra di Crimea (1855-1856) primo esempio di spedizione multinazionale, ai comandi dei diversi contingenti militari francese, inglese e sardo, ma anche per scopi politico-diplomatici all’Imperatore Napoleone III: delle 47 ricompense assegnate solo 20, infatti, vennero destinate a militari di diversi gradi che effettivamente parteciparono alle operazioni sul terreno. Durante la II Guerra d’Indipendenza ci furono altri decorati e tra questi in particolare, i generali dell’Armata sardo-piemontese, Enrico Cialdini, Raffaele Cadorna e Manfredo Fanti.
Dal 1859 le croci dell’OMS vennero quindi assegnate solo per azioni in battaglia o operazioni contro il brigantaggio. Tra i più famosi decorati possiamo citare «l’eroe dei due mondi», il generale Giuseppe Garibaldi ed il suo luogotenente Nino Bixio. Per la lotta al banditismo, una vera e propria guerra, durata con fasi alterne per quasi vent’anni (1860-1880), ricordiamo il capitano dei Carabinieri Reali Chiaffredo Bergia, leggendario e spericolato cacciatore di briganti, decorato con la Croce di Cavaliere dell’OMS.
Di seguito queste decorazioni hanno premiato, se non tutti, molti dei protagonisti delle alterne vicende belliche della nostra Italia, alcune certamente gloriose, altre più controverse ed altre ancora infelici e molto dolorose: le guerre d’indipendenza, la guerra di Libia, la Grande Guerra, la guerra italo-etiopica e le operazioni di polizia coloniale, la guerra civile spagnola e la II Guerra Mondiale.
In particolare per la I G.M. si possono citare i due Generalissimi, Capi di Stato Maggiore e Comandanti dell’Esercito Italiano, prima Luigi Cadorna e poi Armando Diaz, il «somma poeta guerriero» Gabriele D’Annunzio ed il Maggiore Francesco Baracca, asso della nostra nascente forza aerea.
Il Ten. Col. Francesco De Pinedo ed il Gen. Umberto Nobile, tra le due guerre mondiali, furono decorati per gli eccezionali meriti acquisiti, rispettivamente per le crociere aeree effettuate in tutto il mondo nel 1925 e per la trasvolata artica nel 1926.
Un altro riconoscimento OMS venne assegnato anche al Gen. Emilio De Bono, triumviro del partito fascista e Vicerè in Libia, per la conquista di quella regione e per le operazioni di polizia coloniale svolte dal 1923 al 1932.
Lo stesso Benito Mussolini, «duce del fascismo», venne decorato dal Re con la massima decorazione OMS per la vittoria e la conquista dell’Etiopia e quindi dell’Impero.
Nel corso della II G.M. vennero concesse altre decorazioni a numerosi militari in particolare ai Comandanti, come i Generali Gazzera, Nasi ed Amedeo Guillet; quest’ultimo, ufficiale di cavalleria, indomabile protagonista di un’eroica epopea di resistenza agli Inglesi al comando di bande indigene a avallo in Africa Orientale, proseguita per circa un anno dopo la resa ufficiale italiana nell’Amba Alagi.
Ed ancora all’Ammiraglio Angelo Jachino, comandante della flotta italiana, per la guerra dei convogli in Mediterraneo ed ai Generali Ettore Bastico e Giovanni Messe, per il valore dimostrato come comandanti in diversi teatri operativi nei Balcani, in Russia ed in Africa.
Durante la guerra di Liberazione (1943-1945) furono assegnate altre decorazioni OMS al Gen. Umberto Utili per la campagna d’Italia, al Gen. Adolfo De Rienzi per la difesa di Roma, al Gen. Marco Guidelli del Corpo Volontari della Libertà ed al Ten. Col. pilota Guido Fanali, comandante di una speciale unità aerea.
Dal 1855 al 1983 per eventi accaduti sino all’ultimo conflitto mondiale furono quindi concesse 3.715 decorazioni, di cui oltre 700 a stranieri, divise per le diverse classi. Con la fine della II Guerra Mondiale e la proclamazione della Repubblica l’Ordine Militare di Savoia, «pur rimanendo inalterato lo Statuto», veniva riformato con apposito decreto legge del 2 gennaio 1947 ed assumeva la nuova denominazione di Ordine Militare d’Italia (OMI), poi riordinato con la legge 9 gennaio 1956, n. 25 che ne prevede la concessione:
- per «azioni distinte compiute in guerra» da unità o singoli militari;
- in tempo di pace alle sole «operazioni di carattere militare... strettamente connesse alle finalità per le quali le FF.AA. sono costituite» e quindi in particolare quelle di:
• polizia internazionale;
• imposizione e mantenimento della pace;
• concorso alla sicurezza interna e protezione civile.
La stessa legge stabilisce inoltre che:
• «Capo» dell’Ordine è il Presidente della Repubblica;
• il Consiglio dell’Ordine assicura un’«uguale rappresentanza delle tre (quattro) Forze Armate»;
• vengono confermate le cinque classi stabilite nel 1857.
La concessione delle diverse classi dell’OMI può quindi avvenire per le motivazioni
indicate nello specchio sottostante:
-Generale d’Armata Gran Croce :Servizi eminenti resi in funzioni di comando,con risultati tali da considerarlo benemerito della Nazione.
-Generale e Ammiraglio Grand’Ufficiale o
Commendatore: Capacità, valore, ardire, responsabilità assunta nell’impartire l’ordine, contribuendo al felice risultato.
-
Ufficiale Ufficiale o Cavaliere :Esercitando comando o incarico devoluto
a grado superiore, con intelligenza, perizia e coraggio, contribuendo alla
riuscita della missione.
-Militare di ogni grado Cavaliere: Durante azione di guerra, assumendo
comando superiore al proprio grado, dimostrando spiccata perizia e valor
militare, concorrendo a risolvere favorevolmente importante azione bellica alla presenza del nemico.
Il primo decorato per fatti estranei all’ultimo conflitto mondiale è stato il Generale dei Carabinieri, poi Prefetto, Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia insieme alla giovane moglie Emanuela nel settembre 1982 a Palermo.All’Ufficiale sono stati riconosciuti meriti straordinari «per la condotta di operazioni contro la criminalità eversiva» ed in particolare contro le Brigate Rosse.
L’effettiva rivitalizzazione dell’OMI avviene però a seguito delle missioni di pace svolte dall’Italia dal 1990 in poi. Le ambite decorazioni OMI in questi ultimi anni(86 dal 1983 al 2005) sono state assegnate ai Comandanti di ogni livello di tutte le FF.AA., distintisi in queste operazioni, alcune molto difficili e rischiose, e che hanno comportato talvolta anche dolorose perdite. Servono in definitiva ad ispirare,sollecitare ed incrementare le migliori qualità morali, spirituali, professionali e militari dei nostri Comandanti in pace ed in guerra, nelle situazioni più disparate e nelle imprese più complesse e delicate che oggi sono certamente quelle dirette al ristabilimento e mantenimento della pace internazionale.
Per dare maggior valore alle decorazioni mi pare indispensabile che l’Istituzione OMI sia rilanciata sotto il profilo mediatico e sia conosciuta soprattutto dai giovani, militari e non. Le decorazioni dovrebbero inoltre premiare indistintamente ed effettivamente i più meritevoli di ciascuna Forza Armata, tenendo conto delle peculiarità istituzionali di ciascuna di esse, evitando così difficili parificazioni, date le diverse caratteristiche e capacità operative, ma anche e soprattutto esclusioni che appaiono ingiustificate nel quadro dell’importante contributo e ruolo che tutte, proprio tutte, le Forze Armate (compresa quindi l’Arma dei Carabinieri) danno ed hanno dato nelle missioni di pace nel mondo.(M.C.)
Articolo a cura del Cav. Leonardo Leso .
Cordialmente
Francesco Chiarizia de Molise
copio quanto trovato sul bollettino del 30/01/2007 dell'Associazione Nazionale Carabinieri.
Spero possa essere d'aiuto a qualcuno.
La decorazione militare italiana più ambita e prestigiosa,dopo la Medaglia d’Oro al Valor Militare,nasce storicamente dall’Ordine Militare di Savoia, istituito il 14 agosto1815, con le Regie Patenti emanate dal Re Vittorio Emanuele I di Savoia,in un periodo di restaurazione subito dopo la fine dell’Impero Napoleonico,poco dopo la fondazione del Corpo dei Carabinieri Reali, avvenuta un anno prima sempre per iniziativa dello stesso Sovrano.
Con il nuovo Ordine «esclusivamente destinato ai Militari» - che assorbiva i precedenti ordini militari dell’Armata Sarda, della «Legion d’Onore» e della Corona Ferrea, nonché l’ordine religioso e militare dei Santi Maurizio e Lazzaro – Vittorio Emanuele I intese riconoscere le decorazioni militari già concesse agli ufficiali del proprio Esercito «per un’azione militare distinta, e rara, o per la segnalata condotta tenuta in servizio attivo» ed ai militari in servizio attivo «per i loro servizi mediante il loro coraggio», che ne avessero fatto specifica domanda.
Successivamente, nel 1833, Carlo Alberto di Savoia apportò alcune notevoli innovazioni nell’ambito delle ricompense militari, istituendo le decorazioni al «Valor Militare» per premiare singoli atti di valore per fatti d’arme e prevedendo la concessione delle decorazioni dell’Ordine Militare di Savoia (O.M.S.) solo «su proposta» e non più «a domanda», e quindi estese tale concessione anche alle Bandiere e agli Stendardi dei Reparti militari, nonché ad azioni compiute in tempo di pace. Interessante ricordare come la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare fu concessa «alla memoria» proprio al Carabiniere Giovanni Battista Scapaccino.
Il nuovo statuto dell’Ordine del 1855 sanzionò in modo definitivo la concessione delle decorazioni dell’OMS solo «su proposta», stabilendo contestualmente la piena ed esclusiva discrezionalità del Re nel concederle per «servigi distinti», ma anche per «egregie azioni di valore compiute in tempo di pace».
La differenza tra le decorazioni «al Valor Militare» e quelle dell’Ordine Militare di Savoia era infatti motivata dall’esigenza di distinguere tra la qualità, il genere ed il livello dei meriti riconoscibili ai militari. Vittorio Emanuele II in proposito scriveva: «Ma se le Medaglie d’Oro e d’Argento al Valor Militare ristabilite da Carlo Alberto nel 1833 sono invidiato compenso agli atti di personale coraggio, non sembrano adeguato guiderdone alle ardite ed importanti azioni di guerra condotte nell’esercizio di alcun comando militare con forza più o meno grande...».
Le prestigiose decorazioni dell’OMS vennero quindi concesse, durante e per la Guerra di Crimea (1855-1856) primo esempio di spedizione multinazionale, ai comandi dei diversi contingenti militari francese, inglese e sardo, ma anche per scopi politico-diplomatici all’Imperatore Napoleone III: delle 47 ricompense assegnate solo 20, infatti, vennero destinate a militari di diversi gradi che effettivamente parteciparono alle operazioni sul terreno. Durante la II Guerra d’Indipendenza ci furono altri decorati e tra questi in particolare, i generali dell’Armata sardo-piemontese, Enrico Cialdini, Raffaele Cadorna e Manfredo Fanti.
Dal 1859 le croci dell’OMS vennero quindi assegnate solo per azioni in battaglia o operazioni contro il brigantaggio. Tra i più famosi decorati possiamo citare «l’eroe dei due mondi», il generale Giuseppe Garibaldi ed il suo luogotenente Nino Bixio. Per la lotta al banditismo, una vera e propria guerra, durata con fasi alterne per quasi vent’anni (1860-1880), ricordiamo il capitano dei Carabinieri Reali Chiaffredo Bergia, leggendario e spericolato cacciatore di briganti, decorato con la Croce di Cavaliere dell’OMS.
Di seguito queste decorazioni hanno premiato, se non tutti, molti dei protagonisti delle alterne vicende belliche della nostra Italia, alcune certamente gloriose, altre più controverse ed altre ancora infelici e molto dolorose: le guerre d’indipendenza, la guerra di Libia, la Grande Guerra, la guerra italo-etiopica e le operazioni di polizia coloniale, la guerra civile spagnola e la II Guerra Mondiale.
In particolare per la I G.M. si possono citare i due Generalissimi, Capi di Stato Maggiore e Comandanti dell’Esercito Italiano, prima Luigi Cadorna e poi Armando Diaz, il «somma poeta guerriero» Gabriele D’Annunzio ed il Maggiore Francesco Baracca, asso della nostra nascente forza aerea.
Il Ten. Col. Francesco De Pinedo ed il Gen. Umberto Nobile, tra le due guerre mondiali, furono decorati per gli eccezionali meriti acquisiti, rispettivamente per le crociere aeree effettuate in tutto il mondo nel 1925 e per la trasvolata artica nel 1926.
Un altro riconoscimento OMS venne assegnato anche al Gen. Emilio De Bono, triumviro del partito fascista e Vicerè in Libia, per la conquista di quella regione e per le operazioni di polizia coloniale svolte dal 1923 al 1932.
Lo stesso Benito Mussolini, «duce del fascismo», venne decorato dal Re con la massima decorazione OMS per la vittoria e la conquista dell’Etiopia e quindi dell’Impero.
Nel corso della II G.M. vennero concesse altre decorazioni a numerosi militari in particolare ai Comandanti, come i Generali Gazzera, Nasi ed Amedeo Guillet; quest’ultimo, ufficiale di cavalleria, indomabile protagonista di un’eroica epopea di resistenza agli Inglesi al comando di bande indigene a avallo in Africa Orientale, proseguita per circa un anno dopo la resa ufficiale italiana nell’Amba Alagi.
Ed ancora all’Ammiraglio Angelo Jachino, comandante della flotta italiana, per la guerra dei convogli in Mediterraneo ed ai Generali Ettore Bastico e Giovanni Messe, per il valore dimostrato come comandanti in diversi teatri operativi nei Balcani, in Russia ed in Africa.
Durante la guerra di Liberazione (1943-1945) furono assegnate altre decorazioni OMS al Gen. Umberto Utili per la campagna d’Italia, al Gen. Adolfo De Rienzi per la difesa di Roma, al Gen. Marco Guidelli del Corpo Volontari della Libertà ed al Ten. Col. pilota Guido Fanali, comandante di una speciale unità aerea.
Dal 1855 al 1983 per eventi accaduti sino all’ultimo conflitto mondiale furono quindi concesse 3.715 decorazioni, di cui oltre 700 a stranieri, divise per le diverse classi. Con la fine della II Guerra Mondiale e la proclamazione della Repubblica l’Ordine Militare di Savoia, «pur rimanendo inalterato lo Statuto», veniva riformato con apposito decreto legge del 2 gennaio 1947 ed assumeva la nuova denominazione di Ordine Militare d’Italia (OMI), poi riordinato con la legge 9 gennaio 1956, n. 25 che ne prevede la concessione:
- per «azioni distinte compiute in guerra» da unità o singoli militari;
- in tempo di pace alle sole «operazioni di carattere militare... strettamente connesse alle finalità per le quali le FF.AA. sono costituite» e quindi in particolare quelle di:
• polizia internazionale;
• imposizione e mantenimento della pace;
• concorso alla sicurezza interna e protezione civile.
La stessa legge stabilisce inoltre che:
• «Capo» dell’Ordine è il Presidente della Repubblica;
• il Consiglio dell’Ordine assicura un’«uguale rappresentanza delle tre (quattro) Forze Armate»;
• vengono confermate le cinque classi stabilite nel 1857.
La concessione delle diverse classi dell’OMI può quindi avvenire per le motivazioni
indicate nello specchio sottostante:
-Generale d’Armata Gran Croce :Servizi eminenti resi in funzioni di comando,con risultati tali da considerarlo benemerito della Nazione.
-Generale e Ammiraglio Grand’Ufficiale o
Commendatore: Capacità, valore, ardire, responsabilità assunta nell’impartire l’ordine, contribuendo al felice risultato.
-
Ufficiale Ufficiale o Cavaliere :Esercitando comando o incarico devoluto
a grado superiore, con intelligenza, perizia e coraggio, contribuendo alla
riuscita della missione.
-Militare di ogni grado Cavaliere: Durante azione di guerra, assumendo
comando superiore al proprio grado, dimostrando spiccata perizia e valor
militare, concorrendo a risolvere favorevolmente importante azione bellica alla presenza del nemico.
Il primo decorato per fatti estranei all’ultimo conflitto mondiale è stato il Generale dei Carabinieri, poi Prefetto, Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia insieme alla giovane moglie Emanuela nel settembre 1982 a Palermo.All’Ufficiale sono stati riconosciuti meriti straordinari «per la condotta di operazioni contro la criminalità eversiva» ed in particolare contro le Brigate Rosse.
L’effettiva rivitalizzazione dell’OMI avviene però a seguito delle missioni di pace svolte dall’Italia dal 1990 in poi. Le ambite decorazioni OMI in questi ultimi anni(86 dal 1983 al 2005) sono state assegnate ai Comandanti di ogni livello di tutte le FF.AA., distintisi in queste operazioni, alcune molto difficili e rischiose, e che hanno comportato talvolta anche dolorose perdite. Servono in definitiva ad ispirare,sollecitare ed incrementare le migliori qualità morali, spirituali, professionali e militari dei nostri Comandanti in pace ed in guerra, nelle situazioni più disparate e nelle imprese più complesse e delicate che oggi sono certamente quelle dirette al ristabilimento e mantenimento della pace internazionale.
Per dare maggior valore alle decorazioni mi pare indispensabile che l’Istituzione OMI sia rilanciata sotto il profilo mediatico e sia conosciuta soprattutto dai giovani, militari e non. Le decorazioni dovrebbero inoltre premiare indistintamente ed effettivamente i più meritevoli di ciascuna Forza Armata, tenendo conto delle peculiarità istituzionali di ciascuna di esse, evitando così difficili parificazioni, date le diverse caratteristiche e capacità operative, ma anche e soprattutto esclusioni che appaiono ingiustificate nel quadro dell’importante contributo e ruolo che tutte, proprio tutte, le Forze Armate (compresa quindi l’Arma dei Carabinieri) danno ed hanno dato nelle missioni di pace nel mondo.(M.C.)
Articolo a cura del Cav. Leonardo Leso .
Cordialmente
Francesco Chiarizia de Molise