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Donato di Onore e Devozione S.M.O.M.

MessaggioInviato: giovedì 28 dicembre 2006, 23:53
da cassinelli
Nel giugno 1939 mio nonno Colombo Cassinelli fu insignito, "motu proprio", della Croce di Donato di Onore e Devozione dal Gran Maestro del S.M.O. di Malta Ludovico Chigi Albani, in visita a Tripoli di Libia.

Ho notato che ora i Donati sono definiti "di Devozione" e non "di Onore e Devozione".

Qualcuno dei gentili frequentatori del Forum sa dirmi il perché di questa "mutazione"?

Grazie!

Alessio Cassinelli

MessaggioInviato: venerdì 29 dicembre 2006, 12:48
da T.G.Cravarezza
Egregio,
fino alla riforma costituzionale dell'Ordine nell'anno 1961 (e poi l'ultima del 1997) le classi di appartenenza dell'Ordine erano suddivise in modo differente da oggi e vi erano anche i donati di onore e devozione, cioè donati che dovevano sottoporsi anche alle prove nobiliari per la classe di onore e devozione.
Attualmente invece i donati, a differenza dei cavalieri e delle dame, sono stati "relegati" all'ultima classe, la terza, ed in un unico grado, cioè donato di devozione, senza ulteriori distinzioni.
Cordialmente

MessaggioInviato: venerdì 29 dicembre 2006, 13:56
da Francesco Lupo
Buongiorno,

mi consenta...che brutto termine "relegati" quasi quest'ultima classe, la terza , fosse un ghetto ove circoscrivere tutti coloro che non possono anelare ad andare oltre e dar loro un contentino...

MessaggioInviato: venerdì 29 dicembre 2006, 14:04
da sir Francis Drake
Gentile Signore,

mi permetta di osservare che il nostro Cravarezza sa ben usare le parole.

Dire "relegati" non sottintende certo alcun carattere dispregiativo... nè d'altronde potrebbe essere considerato che l'ammissione nel S.M.O di Malta, anche nell'ultimo ceto, è segno di raro onore.

saluti

sFD

MessaggioInviato: venerdì 29 dicembre 2006, 16:31
da T.G.Cravarezza
sir Francis Drake ha scritto:Gentile Signore,

mi permetta di osservare che il nostro dott. Cravarezza sa ben usare le parole.

Dire "relegati" non sottintende certo alcun carattere dispregiativo... nè d'altronde potrebbe essere considerato che l'ammissione nel S.M.O di Malta, anche nell'ultimo ceto, è segno di raro onore.

saluti

sFD

Ringrazio per la difesa :)
Ad ogni modo, ho infatti utilizzato le virgolette proprio per far comprendere il senso del termine. Non intendo assolutamente svilire il ruolo dei donati all'interno dell'Ordine, ci mancherebbe. Anzi, ritengo che l'attuale suddivisione delle tre classi sia più corretta e più confacente allo spirito religioso dell'Ordine rispetto a quella precedente il 1961.

MessaggioInviato: venerdì 29 dicembre 2006, 18:45
da Francesco Lupo
Stimo Cravarezza, Lo leggo con estremo interesse ed ho imparato tantissimo dai Suoi interventi, non vogliatemene, non era un appunto "tecnico", non mi permetterei, solo antipatia per il termine ,null'altro.

MessaggioInviato: venerdì 29 dicembre 2006, 20:02
da T.G.Cravarezza
Francesco Lupo ha scritto:Stimo Cravarezza, Lo leggo con estremo interesse ed ho imparato tantissimo dai Suoi interventi, non vogliatemene, non era un appunto "tecnico", non mi permetterei, solo antipatia per il termine ,null'altro.

Ci mancherebbe, avevo ben compreso il Suo giusto richiamo :)

MessaggioInviato: domenica 31 dicembre 2006, 18:21
da MMT
T.G.Cravarezza ha scritto:
sir Francis Drake ha scritto:Gentile Signore,

mi permetta di osservare che il nostro Cravarezza sa ben usare le parole.

Dire "relegati" non sottintende certo alcun carattere dispregiativo... nè d'altronde potrebbe essere considerato che l'ammissione nel S.M.O di Malta, anche nell'ultimo ceto, è segno di raro onore.

saluti

sFD

Ringrazio per la difesa :)
Ad ogni modo, ho infatti utilizzato le virgolette proprio per far comprendere il senso del termine. Non intendo assolutamente svilire il ruolo dei donati all'interno dell'Ordine, ci mancherebbe. Anzi, ritengo che l'attuale suddivisione delle tre classi sia più corretta e più confacente allo spirito religioso dell'Ordine rispetto a quella precedente il 1961.


Anticamente i donati erano gli scudieri dei cavlieri.
Io penso che sarebbe una buona cosa integrare in questa classe i giovani che già fanno parte magari delle varie Associazioni Maltesi e che poi entrerebbero nella classe cavalleresca.

Cordialità,
Michele Tuccimei

MessaggioInviato: lunedì 1 gennaio 2007, 1:57
da aristarco
Io penso che sarebbe una buona cosa integrare in questa classe i giovani che già fanno parte magari delle varie Associazioni Maltesi e che poi entrerebbero nella classe cavalleresca.


:shock: :shock: :shock: :shock: :shock:

MessaggioInviato: lunedì 1 gennaio 2007, 18:00
da Luca Marcarini
Anticamente i donati erano gli scudieri dei cavlieri.

Non mi trovo d'accordo con questa affermazione del pur sempre molto preciso Michele Tuccimei di Sezze.
Fin dalle origini dell'Ordine di San Giovanni i Donati (insieme alla poi scomparsa categoria dei "Confratres") erano persone ricevute nell'Ordine per meriti speciali verso il medesimo oppure per la donazione che essi facevano sia delle loro persone che di parte o di tutti i loro beni all'Ordine.
Sovente essi venivano ricevuti in questa categoria perchè - per svariate ragioni - non potevano essere ricevuti nella classe dei cavalieri.
Ai Donati peraltro fu concesso - a partire dal secolo XIV - anche di amministrare precettorie e commende dell'Ordine.
Del resto indossarono la croce di Donati, proprio agli esordi della storia melitense, anche alte personalità, tutt'altro che qualificabili come scudieri. Tra essi ricordo, solo a titolo di esempio, re Andrea II di Ungheria (1175-1235) il quale fu ricevuto nell'Ordine quale Donato nel 1218 poco prima di lasciare San Giovanni d'Acri dove aveva guidato una spedizione militare.
Notizie molto precise, documentate ed interessanti sui Donati, comprese quelle da me sopra riportate, sono rinvenibili nell'opera del prof. Lorenzo Tacchella "I Donati nella storia del Sovrano Militare Ordine di Malta", edito nel 1986 a cura della Delegazione Granpriorale di Verona dello SMOM.
Anche oggi i Donati - membri a tutti gli effetti dell'Ordine Sovrano - partecipano a pieno titolo alla vita dell'Ordine. L'ammissione in questa classe, considerati anche gli elevati ed indiscussi meriti verso l'Ordine e la Chiesa Cattolica richiesti a coloro che aspirano alla Croce di Donato, costituisce un indubbio onore per l'investito nonchè, per lo stesso, una seria prospettiva di un maggiore e continuativo impegno personale nelle opere caritatevoli ed assistenziali che l'Ordine Sovrano svolge da oltre nove secoli. Sebbene vi siano Donati delle età più svariate e sebbene sia un dato di fatto che è più facile trovare persone giovani tra i Donati (e le Donate) che tra i Cavalieri e le Dame, mi pare un po' riduttivo integrare "d'ufficio" i giovani impegnati nelle Associazioni Melitensi in tale classe, come fosse semplicemente propedeutica a quella cavalleresca. Ciò dal punto di vista storico non è corretto e, negli intenti delle vigenti Costituzioni dell'Ordine, non lo è neppure dal punto di vista attuale.
Cordialità
Luca Marcarini

MessaggioInviato: lunedì 1 gennaio 2007, 18:16
da aristarco
Un esempio fra tutti: alcuni sovrani bosniaci della casa dei Kotromanic furono ricevuti nell'Ordine di Malta quali donati (è nota la devozione verso l'ordine della beata Katarina Tomashevic, regina di Bosnia, donata della religione melitense e terziaria francescana).
E' difficile che sovrani di rango reale, quali i Kotromanic erano riconosciuti dalla Cattolicità, accettassero di essere ricevuti nell'Ordine in qualità di scudieri: ritengo quindi discutibile la tesi del sig. Michele Tuccimei.
Concordo, invece, pienamente con l'analisi dell'avv. Luca Marcarini, con il quale mi congratulo per il suo recente ingresso nella Religione Giovannita (ricordo di aver letto il suo nome nel novero dei confratelli che hanno ricevuto l'investitura nel mese di dicembre, in Milano).

MessaggioInviato: martedì 2 gennaio 2007, 22:11
da Fiore
Le utlime due analisi sono ineccepibili da qualunque punto le si guardi e confermano quanto sostenuto dal signor Lupo, un Donato non è assolutamente un confratello di serie B.

Cordiali saluti.

MessaggioInviato: sabato 10 febbraio 2007, 21:04
da Giorgio Aldrighetti
E sul perchè la croce melitense del Donato figui mutilata del braccio superiore?

MessaggioInviato: lunedì 12 febbraio 2007, 12:46
da Luca Marcarini
Non mi pare (ma potrei sbagliarmi) siano mai state chiarite le origini della particolare conformazione della Croce di Donato, mancante del braccio superiore. E’ però un dato di fatto che l’uso di tale simbolo sia antico quasi quanto quello della Croce ottagona “completa” dei Cavalieri, dal momento che di una “media Crux” - solitamente “aurea” - conferita quale insegna propria dei Donati parlano espressamente alcuni tra i più antichi documenti di investitura, risalenti al primo secolo di esistenza dell’Ordine di San Giovanni. Tale uso continuò senza interruzione per gli anni a venire e fu consacrato espressamente, unitamente all’uso dell’abito e agli altri privilegi via via concessi ai Donati, nei diversi statuti dell’Ordine, in ultimo dal Codice di Rohan.
Da un punto di vista puramente interpretativo, si può facilmente ipotizzare che la mezza Croce voglia simboleggiare da un lato l'appartenenza all’Ordine dei Donati (che, tra l’altro, nella maggior parte dei casi professavano i voti monastici) ma parimenti evidenziare “ictu oculi” sull’abito conventuale la loro non-appartenenza alla classe dei Cavalieri (cui erano riservati diritti e doveri, a partire da quelli di governo dell'Ordine, preclusi ai Donati).
Cordialità
Luca Marcarini

MessaggioInviato: lunedì 12 febbraio 2007, 14:26
da Mic
In realtà la parte superiore non è del tutto mancante, è di colore diverso (dorata) per distinguerla meno nitidamente

http://tkfiles.storage.msn.com/x1p0AcoYcEifUO8ZUsYk91os0R3zfqBOcDu1OXBgNYLmpjEiIuRrbu2ddbtHqU_GXBMemaaIdDfoGyb7CxZXfcV4Fhk-gmLaqVo-kNXXKEFpBs-iX4Z6OaHRLWaDEOQTam1hIxaILm7J2uXl2J9Yk4C7A

qui trovate le decorazioni.

Saluti