Onorificenze ai Donatori di Sangue
Esistono due PdL (C 1564 e C 1489) che mirano all’istituzione di benemerenze volte ad attribuire un giusto riconoscimento ai donatori di sangue.
I relativi testi e i lavori parlamentari sono reperibili presso:
http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori ... p?pdl=1564
http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori ... p?pdl=1489
Il nostro ordinamento prevede già delle benemerenze relative al settore della Sanità Pubblica.
Le Medaglie ai benemeriti della salute pubblica ed al merito della sanità pubblica.
Con RD 28 agosto 1867, n. 3872, venivano istituite le ricompense ai benemeriti dell’igiene e della salute pubblica. La ricompensa era destinata “a premiare le persone che si rendono in modo eminente benemerite in occasione di qualche morbo epidemico pericoloso, sia prodigando personalmente cure ed assistenze agli infermi, sia provvedendo ai servigi igienici ed amministrativi, ovvero ai bisogni materiali o morali delle popolazioni travagliate dal morbo, e massimamente quando non ne correva loro per ragione d’ufficio o di professione un obbligo assoluto e speciale.”
La medaglia è coniata, secondo i gradi di merito, in oro, argento e bronzo. Essa ha il diametro di tre centimetri e porta, sul verso, lo stemma della Repubblica, e nel recto, una corona di quercia circondata dalla leggenda “Ai benemeriti della salute pubblica”. La medaglia è appesa ad un nastro di color cilestro orlato di nero. La larghezza del nastro è di trentasei millimetri, quella degli orli è mi millimetri sei ciascuno.
Successivamente, con D. Lgt. Del 7 luglio 1918, n. 1048, veniva istituita una medaglia al merito della sanità pubblica, “destinata a premiare le persone, gli enti, i corpi, gli ufficiali che abbiano resi con cospicue elargizioni e con prestazioni segnalati servigi nel campo delle opere che interessano la igiene e la sanità pubblica”, specificando che le circostanze dovessero essere diverse da quelle per le quali poteva avere luogo il conferimento della ricompensa ai benemeriti della salute pubblica.
Questa medaglia è coniata, secondo i gradi di merito, in oro, argento e bronzo. Essa ha il diametro di tre centimetri e porta, sul verso, lo stemma della Repubblica e, sul recto, il bastone di Esculapio entro una corona di quercia circondata dalla leggenda “Al merito della sanità pubblica”. La medaglia è appesa ad un nastro in seta, della larghezza di trentasei millimetri, a undici righe verticali di uguale larghezza alternate di colore cilestro e nero.
Queste ricompense sono conferite con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro della Salute, sentito il parere di una Commissione centrale permanente incaricata di esaminare il merito delle azioni da premiare.
La Commissione, ha sede presso il Ministero della Salute ed è nominata con decreto del Ministro della Salute e si rinnova ogni triennio.
Ne fanno parte:
a) un consigliere di Stato che la presiede;
b) il segretario generale presso il Ministero della Salute;
c) il direttore generale dell’Istituto superiore di sanità;
d) il direttore generale dei servizi medici ed il direttore generale dei servizi veterinari del Ministero della Salute o i loro delegati;
e) un ufficiale generale medico dell’Esercito;
f) un ufficiale generale medico della Marina;
g) un ufficiale generale medico dell’Aeronautica.
Le funzioni di segretario sono disimpegnate da un funzionario direttivo del Ministero della Salute.
Sulla banca dati della Presidenza della Repubblica, gli insigniti di tali benemerenze, nei tre gradi, oro, argento e bronzo non superano i 2000. Emerge quindi una certa parsimonia nei conferimenti che è indice del prestigio dell’onorificenza.
Chiedo venia per la lungaggine delle premesse, ma mi sembravano dovute per inquadrare, quantomeno nei tratti essenziali, l’oggetto della discussione.
(A) E’ secondo voi opportuno istituire ex novo delle onorificenze per i donatori di sangue (altri ordinamenti lo hanno fatto)? Oppure (B) è sufficiente quanto già esiste e si dovrebbero utilizzare le medaglie al merito (immagino) della Sanità Pubblica per chi ha effettuato cospicue e segnalate donazioni di sangue?
A mio giudizio esiste una terza ipotesi, ossia (C) prevedere l’istituzione, all’interno del sistema premiale nel campo della Sanità Pubblica (così come fu fatto nel 1918 per distinguere i benemeriti dai meritevoli) appositi riconoscimenti per i donatori di sangue.
Personalmente propendo per l’ipotesi (C) perché:
1) rientra e si innesta nel patrimonio di un sistema premiale già esistente acquisendone il prestigio e portando al “sistema” maggior lustro;
2) non comporta un incremento (che in questo caso sarebbe notevole) dei conferimenti delle altre onorificenze, mantenendone inalterato il valore ed il prestigio di queste.
Gli altri utenti del forum sul punto cosa pensano?
Saluti a tutti!
I relativi testi e i lavori parlamentari sono reperibili presso:
http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori ... p?pdl=1564
http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori ... p?pdl=1489
Il nostro ordinamento prevede già delle benemerenze relative al settore della Sanità Pubblica.
Le Medaglie ai benemeriti della salute pubblica ed al merito della sanità pubblica.
Con RD 28 agosto 1867, n. 3872, venivano istituite le ricompense ai benemeriti dell’igiene e della salute pubblica. La ricompensa era destinata “a premiare le persone che si rendono in modo eminente benemerite in occasione di qualche morbo epidemico pericoloso, sia prodigando personalmente cure ed assistenze agli infermi, sia provvedendo ai servigi igienici ed amministrativi, ovvero ai bisogni materiali o morali delle popolazioni travagliate dal morbo, e massimamente quando non ne correva loro per ragione d’ufficio o di professione un obbligo assoluto e speciale.”
La medaglia è coniata, secondo i gradi di merito, in oro, argento e bronzo. Essa ha il diametro di tre centimetri e porta, sul verso, lo stemma della Repubblica, e nel recto, una corona di quercia circondata dalla leggenda “Ai benemeriti della salute pubblica”. La medaglia è appesa ad un nastro di color cilestro orlato di nero. La larghezza del nastro è di trentasei millimetri, quella degli orli è mi millimetri sei ciascuno.
Successivamente, con D. Lgt. Del 7 luglio 1918, n. 1048, veniva istituita una medaglia al merito della sanità pubblica, “destinata a premiare le persone, gli enti, i corpi, gli ufficiali che abbiano resi con cospicue elargizioni e con prestazioni segnalati servigi nel campo delle opere che interessano la igiene e la sanità pubblica”, specificando che le circostanze dovessero essere diverse da quelle per le quali poteva avere luogo il conferimento della ricompensa ai benemeriti della salute pubblica.
Questa medaglia è coniata, secondo i gradi di merito, in oro, argento e bronzo. Essa ha il diametro di tre centimetri e porta, sul verso, lo stemma della Repubblica e, sul recto, il bastone di Esculapio entro una corona di quercia circondata dalla leggenda “Al merito della sanità pubblica”. La medaglia è appesa ad un nastro in seta, della larghezza di trentasei millimetri, a undici righe verticali di uguale larghezza alternate di colore cilestro e nero.
Queste ricompense sono conferite con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro della Salute, sentito il parere di una Commissione centrale permanente incaricata di esaminare il merito delle azioni da premiare.
La Commissione, ha sede presso il Ministero della Salute ed è nominata con decreto del Ministro della Salute e si rinnova ogni triennio.
Ne fanno parte:
a) un consigliere di Stato che la presiede;
b) il segretario generale presso il Ministero della Salute;
c) il direttore generale dell’Istituto superiore di sanità;
d) il direttore generale dei servizi medici ed il direttore generale dei servizi veterinari del Ministero della Salute o i loro delegati;
e) un ufficiale generale medico dell’Esercito;
f) un ufficiale generale medico della Marina;
g) un ufficiale generale medico dell’Aeronautica.
Le funzioni di segretario sono disimpegnate da un funzionario direttivo del Ministero della Salute.
Sulla banca dati della Presidenza della Repubblica, gli insigniti di tali benemerenze, nei tre gradi, oro, argento e bronzo non superano i 2000. Emerge quindi una certa parsimonia nei conferimenti che è indice del prestigio dell’onorificenza.
Chiedo venia per la lungaggine delle premesse, ma mi sembravano dovute per inquadrare, quantomeno nei tratti essenziali, l’oggetto della discussione.
(A) E’ secondo voi opportuno istituire ex novo delle onorificenze per i donatori di sangue (altri ordinamenti lo hanno fatto)? Oppure (B) è sufficiente quanto già esiste e si dovrebbero utilizzare le medaglie al merito (immagino) della Sanità Pubblica per chi ha effettuato cospicue e segnalate donazioni di sangue?
A mio giudizio esiste una terza ipotesi, ossia (C) prevedere l’istituzione, all’interno del sistema premiale nel campo della Sanità Pubblica (così come fu fatto nel 1918 per distinguere i benemeriti dai meritevoli) appositi riconoscimenti per i donatori di sangue.
Personalmente propendo per l’ipotesi (C) perché:
1) rientra e si innesta nel patrimonio di un sistema premiale già esistente acquisendone il prestigio e portando al “sistema” maggior lustro;
2) non comporta un incremento (che in questo caso sarebbe notevole) dei conferimenti delle altre onorificenze, mantenendone inalterato il valore ed il prestigio di queste.
Gli altri utenti del forum sul punto cosa pensano?
Saluti a tutti!
