O.M.R.I. meglio prima o dopo ?
Non so se l’argomento sia stato già trattato nel Forum, ma credo che a distanza di qualche anno dall’introduzione delle importanti modifiche che sono state adottate nel 2001 alle insegne dell’ “Ordine al Merito della Repubblica Italiana”, sarebbe interessante conoscere il parere degli amici frequentatori sulla nuova immagine che ha assunto il più importante ordine nazionale italiano.
Come certamente già tutti sanno, a partire dalla fine degli anni novanta è stata avviata, sotto l’impulso dell’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, un’importante azione di riforma e di rilancio del nostro sistema premiale.
Perno centrale della suddetta riforma è stata la progressiva riduzione dei conferimenti annui dell’ “Ordine al Merito della Repubblica Italiana” - O.M.R.I. (passati dagli oltre 20.000 del periodo precedente al Presidente Cossiga, ai soli 8.000 attuali per tutte e cinque le classi), la riattivazione dell’ “Ordine della Stella della Solidarietà Italiana” - O.S.S.I. (dopo oltre un ventennio di completa desuetudine), nonché il rilancio dei conferimenti dell’ “Ordine Militare d’Italia” – O.M.I., le cui assegnazioni sono state incrementate nel corso degli ultimi anni.
Ma è solo a partire dal 2001 che la riforma ha raggiunto il suo culmine tramite l’approvazione di due importanti provvedimenti (i D.P.R. n. 173 del 30 marzo 2001 e n. 385 del 21 settembre 2001), che hanno radicalmente modificato il disegno delle insegne dell’O.M.R.I. e dell’O.S.S.I., cambiando completamente l’immagine “pubblica” che queste due onorificenze avevano mantenuto per i primi cinquant’anni della nostra storia repubblicana (vedi immagini allegate).
Ora, se nel caso dell’O.S.S.I. la decisione di riattivare l’Ordine adottando delle nuove insegne decisamente più eleganti rispetto alla precedente versione (che era totalmente priva di smalti e che ricordava molto una “stella da sceriffo”), può senz’altro considerarsi un’iniziativa ben riuscita, nel caso dell’O.M.R.I. la risposta del pubblico all’introduzione delle nuove insegne è stata piuttosto difforme.
Una parte del pubblico, si è infatti schierata in favore delle modifiche adottate, mentre un’altra parte, più “nostalgica”, continua ancora a considerare migliori le vecchie decorazioni.
Le principali differenze tra le due versioni, chiaramente visibili nelle immagini allegate, possono essere così riassunte:
- nella vecchia versione l’insegna era costituita da una croce piana (in smalto bianco), pomellata alle estremità, accantonata da quattro aquile imperiali ad ali spiegate e caricata al centro da una stella a cinque punte in rilievo, il tutto era sospeso ad una corona turrita o rostrata (entrambe i lati della decorazione erano identici).


- Nella nuova versione invece, la croce (anch’essa in smalto bianco, ma solo a partire dalla classe di commendatore in su) è potenziata e con le estremità convesse (assai simile a quella dell’Ordine della Corona d’Italia del periodo monarchico), è accantonata da una corona di ulivo e quercia dorata ed è caricata da un medaglione circolare centrale, recante al recto lo stemma repubblicano e al verso la raffigurazione della donna turrita, personificazione dell’Italia. Nel cerchio in smalto azzurro che circonda il medaglione sono riportati da un lato i versi in latino ripresi dal Vittoriano “Patriae Unitati” e “Civium Liberati” e dall’altro la scritta “Al Merito della Repubblica” (le nuove insegne, contrariamente al precedente sistema, prevedono anche delle decorazioni specifiche per le dame).


Mi piacerebbe conoscere l’opinione degli amici frequentatori in merito ai cambiamenti adottati nelle suddette insegne. Secondo voi erano migliori le vecchie o sono più "consone" quelle attuali ?
Cordialmente,
Mario Volpe
Come certamente già tutti sanno, a partire dalla fine degli anni novanta è stata avviata, sotto l’impulso dell’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, un’importante azione di riforma e di rilancio del nostro sistema premiale.
Perno centrale della suddetta riforma è stata la progressiva riduzione dei conferimenti annui dell’ “Ordine al Merito della Repubblica Italiana” - O.M.R.I. (passati dagli oltre 20.000 del periodo precedente al Presidente Cossiga, ai soli 8.000 attuali per tutte e cinque le classi), la riattivazione dell’ “Ordine della Stella della Solidarietà Italiana” - O.S.S.I. (dopo oltre un ventennio di completa desuetudine), nonché il rilancio dei conferimenti dell’ “Ordine Militare d’Italia” – O.M.I., le cui assegnazioni sono state incrementate nel corso degli ultimi anni.
Ma è solo a partire dal 2001 che la riforma ha raggiunto il suo culmine tramite l’approvazione di due importanti provvedimenti (i D.P.R. n. 173 del 30 marzo 2001 e n. 385 del 21 settembre 2001), che hanno radicalmente modificato il disegno delle insegne dell’O.M.R.I. e dell’O.S.S.I., cambiando completamente l’immagine “pubblica” che queste due onorificenze avevano mantenuto per i primi cinquant’anni della nostra storia repubblicana (vedi immagini allegate).
Ora, se nel caso dell’O.S.S.I. la decisione di riattivare l’Ordine adottando delle nuove insegne decisamente più eleganti rispetto alla precedente versione (che era totalmente priva di smalti e che ricordava molto una “stella da sceriffo”), può senz’altro considerarsi un’iniziativa ben riuscita, nel caso dell’O.M.R.I. la risposta del pubblico all’introduzione delle nuove insegne è stata piuttosto difforme.
Una parte del pubblico, si è infatti schierata in favore delle modifiche adottate, mentre un’altra parte, più “nostalgica”, continua ancora a considerare migliori le vecchie decorazioni.
Le principali differenze tra le due versioni, chiaramente visibili nelle immagini allegate, possono essere così riassunte:
- nella vecchia versione l’insegna era costituita da una croce piana (in smalto bianco), pomellata alle estremità, accantonata da quattro aquile imperiali ad ali spiegate e caricata al centro da una stella a cinque punte in rilievo, il tutto era sospeso ad una corona turrita o rostrata (entrambe i lati della decorazione erano identici).


- Nella nuova versione invece, la croce (anch’essa in smalto bianco, ma solo a partire dalla classe di commendatore in su) è potenziata e con le estremità convesse (assai simile a quella dell’Ordine della Corona d’Italia del periodo monarchico), è accantonata da una corona di ulivo e quercia dorata ed è caricata da un medaglione circolare centrale, recante al recto lo stemma repubblicano e al verso la raffigurazione della donna turrita, personificazione dell’Italia. Nel cerchio in smalto azzurro che circonda il medaglione sono riportati da un lato i versi in latino ripresi dal Vittoriano “Patriae Unitati” e “Civium Liberati” e dall’altro la scritta “Al Merito della Repubblica” (le nuove insegne, contrariamente al precedente sistema, prevedono anche delle decorazioni specifiche per le dame).

Mi piacerebbe conoscere l’opinione degli amici frequentatori in merito ai cambiamenti adottati nelle suddette insegne. Secondo voi erano migliori le vecchie o sono più "consone" quelle attuali ?
Cordialmente,
Mario Volpe