Il Cavaliere è o ci fà?
Buonasera tutti
Entro nella questione pratica dell'esser oggi cavaliere; risponde alla necessità di continuare una abitudine famigliare (indossare mantello e collare), è l'alternativa sicura e di effetto per chi l'essere nobile è una fissazione da terapia psichiatrica, oppure siamo di fronte ad un volontario coi fiocchi !
Ho conosciuto alcune persone fra cui un giovane di 30 anni che hanno intrapreso la lunga marcia verso l'agognato collare.
Mi dicono che serve un attestato del Parroco, provate opere di carità e il pagamento di un tot per iniziare la scalata.
Allora, mi domando se la vera essenza che spinge un borghese o un nobile sia solo vanagloria destinata nel tempo a chiarire i reali motivi.
Non credo che SMOM come pure altri Ordini siano sostenuti da attempati gentiluomini nell'esser disponibili alle attività di assistenza ai malati. Gli aspiranti cavalieri fanno passerella ma chi veramente piega la gobba e si sporca le mani nel senso pratico del termine, sono i silenziosi militanti che i festivi e le altre feste comandate aiutano nel concreto. Fare l'infermiere richiede oltre che attitudine, forza fisica, teoria e pratica dell'assistenza ai degenti, qualità che si acquisiscono con una Laurea in Scienze Infermieristiche;gli improvvisatore o i dilettanti almeno sappiano come si spinge una carrozzella.
Infermiere non ci si improvvisa da cui ne deriva che "tanti i chiamati pochi gli eletti". Mi piacerebbe vedere Cavalieri e Dame di Onore e Devozione in Obbedienza, Cavalieri e Dame di Grazia e Devozione in Obbedienza, Cavalieri e Dame di Grazia Magistrale in Obbedienza piegati in due nel lavare i piedi ulcerosi di un vecchio diabetico oppure le impegnative medicazioni per lo sfortunato malato di Psoriasi della più deturpante o come affrontare l'Herpes zoster, o fuoco di Sant'Antonio. Non credo che ci sia la corsa per ricoprire questi ruoli. Chi fa nella realtà opera di volontariato riconosce a colpo d'occhio chi non si tira indietro da chi invece cerca di ottenere il massimo col minimo sforzo.
Credo che un Ordine serio prima di verificare la posizione araldico genealogica del postulante, verificare i quarti di nobiltà andando a ritroso nell'albero genealogico, compiacersi nel rilevare le significative elemosine fatte, abbia il dovere di fare un test psicioattudinario allo scopo di accertarsi della buona fede.
Giusto?


Entro nella questione pratica dell'esser oggi cavaliere; risponde alla necessità di continuare una abitudine famigliare (indossare mantello e collare), è l'alternativa sicura e di effetto per chi l'essere nobile è una fissazione da terapia psichiatrica, oppure siamo di fronte ad un volontario coi fiocchi !
Ho conosciuto alcune persone fra cui un giovane di 30 anni che hanno intrapreso la lunga marcia verso l'agognato collare.
Mi dicono che serve un attestato del Parroco, provate opere di carità e il pagamento di un tot per iniziare la scalata.
Allora, mi domando se la vera essenza che spinge un borghese o un nobile sia solo vanagloria destinata nel tempo a chiarire i reali motivi.
Non credo che SMOM come pure altri Ordini siano sostenuti da attempati gentiluomini nell'esser disponibili alle attività di assistenza ai malati. Gli aspiranti cavalieri fanno passerella ma chi veramente piega la gobba e si sporca le mani nel senso pratico del termine, sono i silenziosi militanti che i festivi e le altre feste comandate aiutano nel concreto. Fare l'infermiere richiede oltre che attitudine, forza fisica, teoria e pratica dell'assistenza ai degenti, qualità che si acquisiscono con una Laurea in Scienze Infermieristiche;gli improvvisatore o i dilettanti almeno sappiano come si spinge una carrozzella.
Infermiere non ci si improvvisa da cui ne deriva che "tanti i chiamati pochi gli eletti". Mi piacerebbe vedere Cavalieri e Dame di Onore e Devozione in Obbedienza, Cavalieri e Dame di Grazia e Devozione in Obbedienza, Cavalieri e Dame di Grazia Magistrale in Obbedienza piegati in due nel lavare i piedi ulcerosi di un vecchio diabetico oppure le impegnative medicazioni per lo sfortunato malato di Psoriasi della più deturpante o come affrontare l'Herpes zoster, o fuoco di Sant'Antonio. Non credo che ci sia la corsa per ricoprire questi ruoli. Chi fa nella realtà opera di volontariato riconosce a colpo d'occhio chi non si tira indietro da chi invece cerca di ottenere il massimo col minimo sforzo.
Credo che un Ordine serio prima di verificare la posizione araldico genealogica del postulante, verificare i quarti di nobiltà andando a ritroso nell'albero genealogico, compiacersi nel rilevare le significative elemosine fatte, abbia il dovere di fare un test psicioattudinario allo scopo di accertarsi della buona fede.
Giusto?

