Cristiano Ciani ha scritto:Rimarco però il fatto che ora anche l'Ordine di Santo Stefano possa vantare un'organizzazione imitatrice. Il che non è poco, si intende.
pierluigic ha scritto:Restaurarlo ,chiunque lo restauri , avrebbe il sapore di una rievocazione storica. Chiunque sia a volerlo restaurare
E' giusto e sufficiente che ci sia un'istituzione che ne tramandi le memorie
.
Buonasera
Da qualche tempo sentivo la necessità di dire la mia su questo argomento quindi ringrazio
Cristiano Ciani e il caro
pierluigic per l'occasione!
Per prima cosa mi soffermerei sul fatto che "l'ordine ottajaneo" non riconosciuto dall'ICOC non per questo vada necessariamente discriminato. ICOC è un'istituzione privata, quanto da essa sancito è valido solo per i suoi membri che vogliono darne validità, non è una religione ne tantomeno un organo istituzionale dell'ONU o di uno stato sovrano. ICOC è una seria istituzione scientifica, su questo non ci piove. Ha avuto un passato travagliato, ma ricordo che tutti noi possiamo commettere errori, figuriamoci un'istituzione privata che è nata quando l'Europa era divisa in due dalla cortina di ferro, le informazioni viaggiavano lentamente e la non conoscenza delle lingue costituivano ostacoli immani. Tutto questo rendeva la distinzione dei falsi organi cavallereschi dai veri molto più complessa di adesso. Però come detto ICOC ha esclusivamente un influenza scientifica e morale, tipo quella del CNI. Gli unici in grado di pronunciarsi riguardo gli organi cavallereschi sono gli Stati mediante i loro organi preposti alla regolamentazione degli onori (che non sempre sono presenti o sufficientemente sviluppati). Dal mio punto di vista ICOC ha una visione rigorosa nel voler identificare per ogni ordine uno e un solo gran maestro. Il che è logico e scientificamente corretto. Tuttavia questa idea discriminate rischia di andare in crisi quando si studiano casi di dinastie dove ci sono più pretendenti. In questo caso ICOC resta fermo nel voler scegliere una solo fons honorum, mentre la Repubblica italiana alcune volte ha preferito riconoscere più "rami" di uno stesso ordine, cosa che scientificamente è illogica, ma da un punto di vista culturale riconosce più di un'evoluzione di uno stesso onore. Secondo me il comportamento dello stato italiano pur essendo promiscuo non è scorretto inquanto riconosce più possibilità di pretendenza (mi riferisco in particolare ai Borbone due Sicilie), tuttavia che vi piaccia o no esso è vincolante quanto al porto pubblico degli onori, ICOC no. Tutto questo lo dico non senza una certa amarezza, perché sto passando il tempo a formarmi su opere scritte da membri dell'ICOC e scrivendo questo mi sembra di star "uccidendo un padre". Però devo ammettere che certe volte tra XX e XXI secolo ammettere più pretendenti di dinastie già regnati mi sembra un passo avanti non da poco per lo stato italiano (che ha scelto di operare in tal senso dopo il 1960 per l'ordine costantiniano) e spero che un giorno anche ICOC possa cambiare (chiaramente solo per quei pochi e limitati casi in cui esistono più pretendenti con alle spalle
serie motivazioni storiche e culturali, io non ho mai scritto "si dovrebbero accettare tutte le organizzazioni cavalleresche").
Tornando ai Medici di Ottajano e agli Asburgo Lorena. Secondo me nessuno dei due pretendenti è scevro da contestazioni. Ricordo riassumendo che il granducato terminò con l'annessione al Regno di Sardegna e che dopo alcuni anni la casa degli Asburgo Lorena di Toscana fu assorbita nella casa d'Austria. Queste disposizioni dinastiche furono fatte dal sovrano di uno stato sovrano quando era sovrano, ovvero Francesco Giuseppe I, quindi sono decisioni incontrovertibili e incontestabili. Quindi il fatto che un discendente del ramo dei cessati granduchi si sia auto rinominato
fons honorum è un fatto grave, e il fatto che sia stato riconosciuto dalla Repubblica italiana è ancora più grave ma risulta
vincolante e legittimante. In definitiva il pretendente lorenese non è pretendente per diritto dinastico, sul quale può essere contestato, o per motivazioni storiche-morali, anch'esse contestabili, ma perché il nostro Stato lo riconosce tramite gli organi competenti, basta questo per me, inquanto cittadino italiano ossequioso delle leggi dello Stato. A tal proposito credo sia uscito un recente intervento del nostro presidente riguardo questa questione proprio qualche giorno fa, sicuramente lui saprà contestualizzare le vicende dinastiche e storiche meglio di quanto io possa fare.
Per quanto riguarda i Medici di Ottajano. Io partirei dal fatto che non si tratta dei soliti imitatori di ordini cavallereschi senza nessun legame con gli ordini storici. Questi sono una antica famiglia nobile riconosciuta dal Regno d'Italia, dal Regno delle due Sicilie e stati precedenti. Uno dei due rami dei Medici di Firenze ancora fiorenti. Ricordo come la famiglia, sebbene in linea agnatica non discenda da alcun signore, duca o granduca mantenga legami per via femminile con la stirpe di Cosimo de Medici e Giuliano del ramo popolano (
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questo fenomeno di endogamia medicea secondo me andrebbe studiato meglio in un post separato, che ne dite?). In altre parole mantiene forti legami storici, culturali e genealogici con i Medici di Toscana più forti di quelli dei principi lorenesi che pur discendendo dai Medici non sono agnati. Inoltre ricordo come la dinastia dei Medici di Ottajano abbia avuto stretti rapporti con la famiglia dell'ultimo granduca mediceo Gian Gastone, che pare tenne al battesimo assieme alla sorella un piccolo futuro principe di Ottajano. Questi stretti legami fecero si che la famiglia Medici di Ottajano dopo l'estinzione della linea granducale della famiglia aggiunse il predicato "di Toscana", privo di qualsiasi connotazione nobiliare e che figura solo in alcuni documenti (ad essere maligno), probabilmente in aperta protesta per il fatto di non essere stati chiamati alla successione toscana. Non è difficile immaginare un granducato che viene ereditato dalla loro famiglia se solo gli interessi delle grandi potenze non fossero intervenuti, ma appunto queste sono immaginazioni e pensieri di nessuna rilevanza storica. In definitiva i Medici di Ottajano hanno secondo me un diritto morale di mettersi in relazione con il territorio toscano, e su questo credo nessuno si possa opporre. Quanto al loro "Ordine di Stanto Stefano", io partirei dal fatto che si tratta di un organo religioso creato con bolla, e non mi sembra che la Santa Sede si sia espressa per un riconoscimento del loro ramo. La Repubblica italiana li riconosce solo come istituzione privata. Quindi non credo che si debba aggiungere altro. L'iniziativa sembrerebbe lasciare il tempo che trova. Tuttavia aggiungo solo che io penso che tutta questa voglia di voler fare "ordini" sia il problema di fondo, credo che se il ramo "ottajaneo" si trasformasse in un'associazione tipo "Associazione culturale di Santo Stefano medicea", laicizzando i suoi statuti, potrebbe diventare una seria "associazione di tipo cavalleresco" (tipo un Vitez per capirci), promuovendo la storia dei cavalieri, anche in accordo con l'Ordine di S. Stefano degli Asburgo Lorena, e lavorando per continuare culturalmente il legame tra i Medici e la Toscana. Tutto questo fenderebbe le cose più lineari. Con un solo Ordine che fa l'Ordine da una parte(Asburgo Lorena) e un associazione che promuove i Medici e la storia dell'Ordine dall'altra (il tutto non in antitesi ma in collaborazione).
Spero di essere stato chiaro, mi scuso per eventuali errori di battitura e per la lunghezza del messaggio.
Cordiali saluti
Matteo