Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisano

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisano

Messaggioda contegufo » domenica 14 aprile 2024, 14:07

Notizie sull'Ordine di Santo Stefano e Spigolature sul patriziato pisano.

1. Introduzione.
Jean-Pierre Labatut ha definito la nobiltà quale «una qualità eminente che solo alcuni uomini possiedono»: anche i teorici italiani, portoghesi e francesi del Cinquecento avevano espresso, più o meno, lo stesso principio. Per quanto concerne la nobiltà toscana tra il Cinquecento e l’Ottocento è opportuno utilizzare un metodo diairetico, con il quale è possibile suddividere il genus rappresentato dalla nobilitas in due singole e differenti species: da un lato, infatti, è rinvenibile la nobiltà comunale, fondata sull’esercizio del potere politico; dall’altro, quella parte della nobiltà che faceva capo all’Ordine Cavalleresco di Santo Stefano, il quale venne costituito per mano di Papa Pio IV, con il patrocinio del governo mediceo, nel 1562, e venne affidato a Cosimo de’ Medici duca di Firenze, futuro Granduca di Toscana, per controbilanciare lo strapotere della vecchia aristocrazia.

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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda pierluigic » domenica 28 aprile 2024, 14:12

ciao Paolo

non condivido
E' una visione politica ed e' un sistema premiale

per la visione politica
conosci bene la storia del passaggio da Duca a Granduca e tutto il problema delle precedenze e .......

per il sistema premiale
E' un sistema per segnare il distacco tra il Principe e l'aristocrazia toscana
facendo di uno il premiante e degli altri i premiati : uno stimolo : la carota davanti all'asino

Dopo l'assassinio di Alessandro fu l'aristocrazia toscana a precipitarsi su Cosimo con l'idea di poterlo guidare , evitando nel contempo che Firenze fosse inglobata nei possessi spagnoli di Carlo V . Cosimo I si rivelo' una personalita' forte e fortunata . Vari gli attentati al suo potere . Riusci a ribaltare i rapporti di forza con l'aristocrazia e a trattare con Carlo V mantenendo l'indipendenza di Firenze anzi inglobando Siena e tentando d'inglobare la Corsica
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda Cawdor » martedì 17 settembre 2024, 7:57

l' Ordine di Santo Stefano, è ancora riconosciuto in italia? in austria?
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda contegufo » domenica 22 settembre 2024, 13:46

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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda contegufo » domenica 22 settembre 2024, 17:52

Domanda;

Mai cavalieri insigniti della prestigiosa onorificenza in tempi più o meno recenti dal "sedicente" Gran Maestro Asburgo Lorena, visto le cose come stanno, hanno restituito collare e mantello oppure il vecchio è sanato?

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Saluti
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda Accademista » lunedì 23 settembre 2024, 10:51

perchè sedicente?
sul registro ICOC mi sembra sia lui il titolare.

https://www.icocregister.com/wp-content ... R-2024.pdf
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda il-prof » lunedì 23 settembre 2024, 17:20

Riporto dalla voce di Wikipedia relativa a Pietro Ferdinando d'Asburgo-Lorena, figlio terzogenito di Ferdinando IV: "Il 20 dicembre 1866 suo padre Ferdinando IV di Toscana con tutti i suoi fratelli, figli di Ferdinando e della sua seconda moglie, rientrarono nella Casa Imperiale e la Casa di Toscana cessò di esistere come casa reale autonoma, venendo riassorbita da quella imperiale austriaca; a Ferdinando IV fu permesso di mantenere la sua fons honorum vita natural durante, mentre i figli divennero solo Principi Imperiali (Archiduchi/Arciduchesse d'Austria) e non più Principi/Principesse di Toscana: Ferdinando IV abdicò ai diritti dinastici al Granducato di Toscana (1870) a favore dell'Imperatore Francesco Giuseppe e pertanto anche i suoi discendenti persero ogni diritto dinastico sulla Toscana. Il Gran Magistero dell'Ordine di Santo Stefano cessò invece con la morte di Ferdinando IV. L’imperatore Francesco Giuseppe aveva infatti proibito, dopo la morte del granduca Ferdinando IV avvenuta nel 1908, di assumere i titoli di granduca o di principe o principessa di Toscana".

Chiedo lumi.
il-prof
 

Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda contegufo » mercoledì 25 settembre 2024, 8:35

Mah, negli gli ani passati in occasione di eventi legati all'Ordine calava a Pisa l?Asburgo Lorena della situazione. Terminate le funzioni di irto nella chiesa dei Cavalieri di Santo Sefano il gruppo era ospitato in qualche bella proprietà.
Ricordo quella dei Niccolini di camugliano nei pressi di Ponsacco PI.
Poi quasi più nulla, forse perché il vero titolare del gran magistero è un alla persona?
Chi sa parli !

Saluti
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda RFVS » giovedì 26 settembre 2024, 14:37

Dal poco che so il Gran magistero dell'Ordine di Santo Stefano ha cessato di esistere nel 1908, ovvero con la morte dell'ultimo Granduca di Toscana, Ferdinando d'Asburgo Lorena (Ferdinando IV).
Nel 1870 invece era cessata ogni possibile pretesa al Granducato di Toscana a causa dell'abdicazione dello stesso Ferdinando IV.

A regola, quindi, dal 1908 l'ordine non esiste più e tutti i conferimenti fatti dopo tale data hanno valore di carta straccia poichè emessi solo da "sedicenti" Gran Maestri e sedicenti pretendenti al Granducato.
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda RFVS » giovedì 26 settembre 2024, 14:40

Ora ci si sono messi in mezzo anche i Medici di Ottajano a creare un bel guazzabuglio senza capo nè coda.
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda nicolad72 » lunedì 30 settembre 2024, 11:27

Vorrei ricordare che la Repubblica Italiana autorizza l'uso pubblico delle insegne dell'Ordine di Santo Stefano P&M conferite dall'Asburgo-Lorena, tale autorizzazione all'uso pubblico presuppone il riconoscimento da parte di uno stato sovrano (e non uno qualunque, ma quello successore del fu Granducato di Toscana) dell'esistenza dell'Ordine e della sua massima magistratura.
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda contegufo » mercoledì 2 ottobre 2024, 12:29

MARCELLA AGLIETTI

L’INVENZIONE DEL CAVALIERE
SIMBOLI, PRIVILEGI E VALORI DELLA NOBILTÀ STEFANIANA NELLA TOSCANA GRANDUCALE (XVI-XIX SECOLO) Ets 2009

https://unipi.academia.edu/MarcellaAglietti

leggo alla pag.35

"Dopo qualche anno ancora di relativo splendore, il 16 novembre 1859 il Go- verno della Toscana, «considerando che l’Ordine equestre di S. Stefano, mentre veramente non serve ad alcun oggetto di politica utilità, contrasta grandemente e nuoce a quelle massime di libertà economica e di civile eguaglianza per cui son proibite le primogeniture e i fidecommessi», ne decretò l’abolizione e il suo pa- trimonio fu disciolto.
L’intero patrimonio fondiario e immobiliare della Religione, tranne le com- mende patronali che tornarono di piena proprietà dei titolari legittimi, fu devolu- to al patrimonio generale dello Stato e passò all’amministrazione delle Regie pos- sessioni. Quanto agli ultimi cavalieri, od altrimenti insigniti dell’Ordine, avrebbe- ro conservato a vita il diritto di portare la decorazione e l’abito, e di goderne tut- te le onoreficenze e prerogative precedentemente conferite, a condizione però che non fossero contrarie alla «civile eguaglianza»118.

118 «Abolizione dell’Ordine equestre di S. Stefano», dato il 16 novembre 1859, controfirmato dal pre- sidente del Consiglio dei Ministri e ministro dell’Interno Bettino Ricasoli, il ministro degli Affari ecclesia- stici Vincenzo Salvagnoli e il ministro delle finanze, del commercio e dei lavori pubblici Busacca. Il testo è reperibile in Atti e documenti editi e inediti del Governo della Toscana, Firenze, 1860, t.III, pp. 66-68.
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda Accademista » mercoledì 2 ottobre 2024, 12:43

l'ordine di santo stefano è dinastico, non statuale.
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda Cronista di Livonia » domenica 6 ottobre 2024, 13:11

Sono anni che intervengo poco per motivi di tempo, ma mi sembra ci sia molta confusione riguardo all'Ordine di Santo Stefano Papa e Martire. Si tratta in primo luogo di un ordine religioso-militare, nato nel XVI secolo (con bolla pontificia del 1562) per lottare contro i pirati barbareschi, non ha quindi nulla dell'Ordine di merito statale.

Il Magistero era affidato in perpetuo al Duca di Firenze/Granduca di Toscana e suoi successori. Il passaggio agli Asburgo Lorena fu confermato con successiva bolla pontifica. Quindi il Gran Maestro è in perpetuo un Asburgo-Lorena.
Il menzionato decreto del 1859 è un atto di un Governo laico ed ostile ad un ordine religioso e di altro Stato, e per l'Ordine in se ha valore di semplice proibizione dell'esercizio delle proprie attività e confisca dei beni, ma nulla più, ma anche ove anche gli si volesse dare un qualche valore sarebbe reso nullo dall'autorizzazione riconosciuta dall'attuale Governo italiano ai Cavalieri dell'Ordine di fregiarsi delle insegne dello stesso. Il Governo della Repubblica italiana è infatti il successore del Governo del Regno d'Italia, così come quello era il successore del Governo granducale toscano.
Tolto quindi di torno il Decreto del Rattazzi e preso atto del fatto che l'Ordine esiste ed ha un riconoscimento da parte del Governo italiano attuale con Gran Maestro Sigismondo di Asburgo-Lorena esaminiamo la questione della proibizione da parte dell'Imperatore Francesco Giuseppe all'utilizzo del titolo di Granduca. Al momento non ho modo di vederne i dettagli e devo prenderla per buona così come viene data, ma anche in questo caso cosa può comportare la mera e semplice proibizione all'uso del titolo di Granduca e non già quello di Gran Maestro. Inoltre potrebbe esserci la proibizione all'utilizzo del titolo, senza proibire la trasmissione della pretesa o il diritto alla stessa (ricordiamoci che nel 1908 Italia e Austria-Ungheria erano alleate e duna tale pretesa sarebbe stata vista come atto ostile da parte del Governo italiano).
Ma andiamo oltre, anche ammesso che la proibizione includesse anche il titolo di Gran Maestro e la trasmissibilità di questo agli eredi del Granduca, in tal caso a chi spetterebbe allora il titolo di Granduca e quello di Gran Maestro?
Risposta molto semplice, a chi era la fonte del titolo, il titolo tornava quindi alla Corona, ergo all'Imperatore e quindi il nuovo Granduca sarebbe stato l'Imperatore e quindi anche il nuovo Gran Maestro, salvo riconsegna del Gran Magistero alla Santa Sede, sarebbe stato l'Imperatore.
Non mi sembra che Carlo I, Otto o Carlo abbiamo mai esercitato o preteso di esercitare il Gran Magistero dell'Ordine, né tantomeno mi risulta abbiano mai cercato di impedire l'esercizio del Gran Magistero di quest'Ordine al ramo Asburgo-Lorena-Toscana, quindi restano legittimi Gran Maestri gli questi ultimi e oggigiorno Sigismondo.

Le pretese di chiunque altro non possono avere base legale.
Molto cordialmente,

Il Cronista di Livonia
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda il-prof » domenica 6 ottobre 2024, 15:59

Mi limito a riportare questo documento:
Rivista Araldica, anno 1913, volume 11, pagina 381, Roma, Collegio Araldico: "Da informazione ufficiale assunta a Vienna togliamo quanto segue «A Sua Altezza I. R. il defunto Granduca Ferdinando IV di Toscana era stato permesso dall'Impero austro-ungarico e dagli Stati dell'Impero germanico, di conferire i tre Ordini toscani, inerenti alla Sovranità, che anche spodestato, rimase all'Augusto principe fino alla sua morte. Il titolo di Principe di Toscana fu solo autorizzato ai membri della famiglia granducale nati prima del 1866. Dopo la morte del Granduca (1908) tutti gli augusti figli del defunto dovettero solennemente rinunciare ad ogni qualsiasi diritto di cui personalmente ed eccezionalmente godeva il padre. Quindi il Gran Magistero dell'Ordine di S. Stefano per volontà di S. M. l'Imperatore e Re è terminato col defunto granduca, né più sarebbe accettato dagli augusti principi lorenesi"
il-prof
 

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