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Ordini Costantiniani.

MessaggioInviato: venerdì 24 marzo 2006, 16:44
da T.G.Cravarezza
Di recente il Ministero per gli Affari Esteri ha concesso l'autorizzazione ad alcuni cittadini italiani a fregiarsi delle decorazioni dello SMO Costantiniano che riconsoce come suo Gran Maestro l'Infante di Spagna Don Carlos. A questo momento quindi l'Italia cessa di autorizzare solamente gli insigniti dello SMO Costantiniano del ramo cosiddetto francese/napoletano.
Cordiali saluti

MessaggioInviato: venerdì 24 marzo 2006, 19:19
da g.iaia
Conosco direttamente la questione della doppia pretensione al Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano in quanto molti anni orsono ebbi modo di apprenderla dalla viva voce di don Achille di Lorenzo, allora "maggiordomo maggiore" della famiglia Borbone-Due Sicilie (ramo cosiddetto "napoletano").

Brevemente riassunta, la pretensione di due "candidati" deriva dalla interpretazione (e di conseguenza, dal "peso" da dare ad essa) di una "rinuncia" fatta nel 1900 dall'allora capo della Real Casa, SAR Don Carlo di Borbone delle Due Sicilie (1870-1949). In questa, denominata "Atto di Cannes", il principe rinunciava solennemente e per sempre, per sé e per i suoi eredi, "ad ogni diritto e ragione alla eventuale successione alla Corona delle Due Sicilie ed a tutti i Beni della Real Casa trovantisi in Italia ed altrove e ciò secondo le nostre leggi, costituzioni e consuetudini di Famiglia". Perse in questo modo ogni diritto sulla Real Casa delle Due Sicilie ed entrò a far parte della Real Casa di Spagna. Tale atto venne peraltro redatto seguendo le prescrizioni della "Prammatica" del Re Carlo III del 6 Ottobre 1759, volta a separare definitivamente le corone di Napoli e di Spagna.

Nell'atto non si menzionava l'Ordine Costantiniano né alcun altro Ordine cavalleresco. Le questioni da porsi a questo punto sono:

1. Se l'Ordine possa dirsi parte di quei "Beni" della Real casa citati nell'Atto di Cannes;
2. Se l'Ordine sia legato o no alla "Corona" delle Due Sicilie.

Posto che alla seconda domanda la risposta è negativa (diversamente, avendo perso il Regno, il Capo della Real Casa non avrebbe potuto più concederlo), resta da rispondere alla prima domanda. Ed è su questo punto che le posizioni divergono.

Infatti Alfonso, figlio di Carlo di Borbone-Due Sicilie, alla morte del padre, impugnò l'Atto di Cannes sostenendo che l'Ordine non poteva dirsi "bene di famiglia" bensì legato alla persona del legittimo discendente del Capo della Real Casa ed ai suoi discendenti. Da lui ha preso origine la cosiddetta "obbedienza spagnola" il cui Gran Maestro è attualmente don Carlos di Borbone-Due Sicilie, infante di Spagna.

La posizione opposta fu assunta dal cugino Ranieri (1883-1973), padre dell'attuale Gran Maestro Ferdinando.

Volendo essere "super partes", in effetti dal punto di vista cronologico la reale "primogenitura" dovrebbe essere quella di don Carlos, sebbene l'interpretazione dell'Atto di Cannes dovrebbe lasciar pensare al contrario, in quanto l'Ordine andrebbe considerato come "patrimonio" della famiglia Borbone (e di conseguenza avere come legittimo "possessore" don Ferdinando).

Nessuno dei due "pretendenti" ha mai voluto "cedere le armi", sebbene vi siano anche state delle proposte in tal senso; lo SMOM ha sempre assunto una posizione "salomonica", affermando che i membri dell'Ordine giovannita entravano a far parte dell'Ordine Costantiniano (non importa di quale obbedienza) a titolo personale. La S. Sede ha da qualche tempo concesso al ramo "napoletano" un "cardinale-gran priore", lasciando però intendere (tra "le righe") che una nomina analoga potrebbe essere fatta anche a favore di coloro che riconoscono come Gran Maestro SAR don Carlos di Borbone. Lo Stato italiano ultimamente ha iniziato a riconoscere le concessioni "spagnole", come ha ben fatto rilevare T. G. Cravarezza, ma solo "a titolo personale" nei confronti degli insigniti, non entrando quindi nel merito della questione.

Se mi è permessa una sottolineatura assolutamente personale, ritengo che la soluzione andrebbe ritrovata all'interno delle "leggi, costituzioni e consuetudini" che costituiscono la peculiare unicità delle Famiglie Reali rispetto alle altre "famiglie storiche". In questo senso si è mosso anche SM il Re di Spagna, affermando che la questione può e deve essere risolta solo "all'interno della famiglia", intendendo la famiglia Borbone-Due Sicilie.

Scusatemi per la prolissità!

G. I.

MessaggioInviato: venerdì 24 marzo 2006, 20:31
da fra' Eusanio da Ocre
Un buon libro che tratti dell'argomento è il seguente:

Alfonso Marini Dettina, Il legittimo esercizio del Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2003, pp. 296, 17x24.

Bene :D vale

MessaggioInviato: venerdì 24 marzo 2006, 20:59
da Alessio Bruno Bedini
Complimenti per la qualità degli interventi :wink:

L'argomento è già stato trattato nei seguenti topic:

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=2222

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=458

MessaggioInviato: sabato 25 marzo 2006, 15:41
da Franz Joseph von Trotta
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Alfonso Marini Dettina, Il legittimo esercizio del Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2003, pp. 296, 17x24.

Bene :D vale


A mio parere il volume del Dettina affronta in modo rigoroso ed esemplare la "querelle" sul Magistero dei due rami dell'Ordine con una disamina degli aspetti tecnico-giuridici estremamente ben condotta e, alla fine (a mio giudizio), convincente.

Il volume a cura di B. Crispo sul Costantiniano ramo di Parma invece ha il pregio di aver affrontato in modo amplissimo la genesi dell'Ordine nel momento della sua nascita e formazione - sfrondata finalmente da ogni alone mitico che lascia il buon Costantino alla leggenda - ed il suo successivo “trasferimento“ alla dinastia farnesiana, momenti comuni a tutte le tre diramazioni attuali ("Spagna", "Napoli", "Parma").

Ritengo che i due testi siano abbinabili per una conoscenza completa della storia e delle vicende di questo illustre Ordine.

FJVT

ordine costantiniano

MessaggioInviato: sabato 25 marzo 2006, 20:51
da sabaudo74
Scusate , volevo sapere a chi rivolgere domanda di autorizzazione per il costantiniano ramo di Spagna,ho saputo che il Ministero degli Esteri abbia concesso a piu persone l'autorizzazione, era ora!
Ma in che termini redigere domanda? a quale indirizzo spedire?
Grazie delle gentili risposte

Re: ordine costantiniano

MessaggioInviato: sabato 25 marzo 2006, 23:13
da Marcello G. Novello
sabaudo74 ha scritto:Scusate , volevo sapere a chi rivolgere domanda di autorizzazione per il costantiniano ramo di Spagna,ho saputo che il Ministero degli Esteri abbia concesso a piu persone l'autorizzazione, era ora!
Ma in che termini redigere domanda? a quale indirizzo spedire?
Grazie delle gentili risposte


La domanda, alla quale va acclusa la copia autentica del diploma di concessione, va prodotta in bollo ed inoltrata, per il tramite dell'Ufficio Territoriale di Governo (già Prefettura) competente per territorio, al Ministero degli Affari Esteri - Cerimoniale Diplomatico della Repubblica - Piazzale della Farnesina n. 1 - 00100 Roma.

Cordialissimi Saluti

autorizzazione

MessaggioInviato: domenica 26 marzo 2006, 0:05
da sabaudo74
Grazie della gentile risposta, vorrei solo sapere a quanto ammonterebbe la relativa marca da bollo? Non sono esperto molto di ciò, ringrazio della gentilezza.

Re: autorizzazione

MessaggioInviato: domenica 26 marzo 2006, 11:04
da Marcello G. Novello
sabaudo74 ha scritto:Grazie della gentile risposta, vorrei solo sapere a quanto ammonterebbe la relativa marca da bollo? Non sono esperto molto di ciò, ringrazio della gentilezza.


Io ho applicato una corrente Marca da Bollo da €. 14,62 ed altrettanto ho fatto sulla copia autentica del Diploma di conferimento, stavolta su richiesta dei cortesi funzionari del mio Comune di residenza.

A questo proposito vorrei riportare un aneddoto che mi riguarda: la circoscrizione comunale del mio quartiere mi ha rifiutato l'autentica della copia fotostatica perchè, a loro dire, il testo del Diploma è in lingua straniera.

Mi sono permesso di dissentire sul fatto che la lingua latina sia considerata lingua straniera :shock: ma il risultato non è cambiato. Il giorno dopo mi sono recato alla sede centrale degli uffici municipali dove il cortese impiegato mi ha opposto lo stesso rifiuto continuando anch'egli nella teoria che vede il latino come lingua straniera (poveri antichi professori miei...).

Sempre a loro dire avrei dovuto recarmi presso il Tribunale dove sarei stato messo in contatto con un Traduttore Giurato il quale, immagino dietro compenso, mi avrebbe rilasciato una versione italiana del testo da autenticare.

Ho dovuto lungamente insistere sul fatto che nè a me nè a loro doveva interessare il testo, ma la sovrapponibilità delle due copie, fossero stati anche disegni di mia figlia di sei anni. Alla fine li ho convinti lasciando probabilmente in loro l'impressione, e me ne dispiaccio, di aver avuto a che fare con un testardo...

Ma ora mi domando... e se avessero avuto ragione loro? Esiste questa norma? E' obbligatorio che il funzionario che autentica la copia debba essere anche in grado non già di giudicarne l'identicità, ma di leggerne anche il contenuto? Mi si opporrà l'osservazione che solo leggendo le due copie (specialmente se in lingua.... straniera) se ne può giudicare la corrispondenza, ma allora, mi domando, non è superabile semplicemente assumendo loro stessi l'incombenza della fotocopia? Non autenticherebbero pertanto una copia prodotta di parte, ma una scansione prodotta a loro cura e della cui autenticità e sovrapponibilità il funzionario sarebbe certo.

Mi rendo conto che forse l'intervento è, come dicono quelli che sanno l'inglese (senza bisogno di traduttore giurato), "Off topic", ma forse qualcuno dei cortesi frequentatori del forum che ci ospita avrà avuto interesse a leggere delle mie disavventure.

Cordialissimi saluti

ordine costasatiniano

MessaggioInviato: domenica 26 marzo 2006, 13:17
da sabaudo74
Sono senza parole!!!! E pensare che il latino è la lingua che i nostri padri ci hanno tramandato nei testi più belli della letteratura, nelle scritte presenti in tantissimi monumenti!!!! Da giovane ragazzo prima , e da ex studente di liceo classico, trovo vergognoso se in effetti esiste una legge che ne vieta l'autentica presso gli uffici per le autentiche di comuni o enti preposti e stia tranquillo, che , nel caso mi venga fatto lo stesso problema durante l'autentica che dovrò effettuare per il diploma costantiniano ,scritto in latino, sentiranno non solo la mia voce ma sono pronto a farne venire uno scandalo anche davanti a televisioni nazionali.
Grazie della gentile risposta.

MessaggioInviato: domenica 26 marzo 2006, 13:43
da T.G.Cravarezza
Gentili Signori,
per quanto anche io sia un amante del latino, devo ammettere che al giorno d'oggi è ormai scomparso dalla nostra mentalità e per la maggior parte degli italiani è considerato lingua straniera al pari di inglese, francese o tedesco e con la discriminante che, non essendo più parlato, lo si riesca a comprendere ancora meno delle suddette lingue straniere. Per questo motivo, se esiste una legge che prevede che i documenti vengano anche compresi da chi li deve autenticare, è inevitabile che un documento in latino sia da cosiderarsi come un docuemnto in inglese, francese o tedesco e quindi debba essere accompagnato da una traduzione.
Più che con la singola legge o con il singolo funzionario,m sarei irritato nei confronti del sistema culturale italiano che ha permesso negli ultimi decenni l'abbandono di uno studio più approfondito della lingua madre dell'Europa.
Cordialmente

costantiniano

MessaggioInviato: domenica 26 marzo 2006, 15:14
da sabaudo74
Appunto per questo motivo che Lei esprime ,non mi fermerò a verificare la semplice legge ma a farne scoppiar un bel caso nazionale ,se è il caso, sono molto indignato e chi scrive è un giovane.Certo modernismo la si deve smettere di inserirlo ovunque, anche all'interno della cultura!

MessaggioInviato: domenica 26 marzo 2006, 16:03
da Guido5
T.G.Cravarezza ha scritto:... se esiste una legge che prevede che i documenti vengano anche compresi da chi li deve autenticare, è inevitabile che un documento in latino ... debba essere accompagnato da una traduzione

La legge italiana - per quel che so - pretende la traduzione giurata anche di un certificato di nascita in inglese. Il bello è che il funzionario consolare che deve autenticare la traduzione non è tenuto a capire il documento originale: basta che il traduttore sia accreditato come tale presso il consolato stesso...

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: domenica 26 marzo 2006, 18:40
da Mic
Il Ministero degli Esteri sta ritirando tutte le concessioni fatte all'Ordine che fa capo al ramo spagnolo.
E' stato un disguido burocratico che è già in fase di riparazione.
Inoltre informo che lo stesso Carlo di Borbone Re di Spagna ha chiuso qualsiasi diatriba in merito, riconoscendo al ramo Napoletano delle Due Sicilie la sovranità sull'Ordine.

MessaggioInviato: domenica 26 marzo 2006, 19:49
da g.iaia
Il Ministero degli Esteri sta ritirando tutte le concessioni fatte all'Ordine che fa capo al ramo spagnolo.
E' stato un disguido burocratico che è già in fase di riparazione.
Inoltre informo che lo stesso Carlo di Borbone Re di Spagna ha chiuso qualsiasi diatriba in merito, riconoscendo al ramo Napoletano delle Due Sicilie la sovranità sull'Ordine.


Sono da anni membro dell'Ordine Costantiniano "napoletano", ma mi permetto di far notare - in tutta umiltà - che il tono usato nel post in questione (almeno dal mio punto di vista) non è molto "cavalleresco". Personalmente non ho mai gioito della diatriba ma semmai sofferto, considerando che il primo scopo dell'Ordine dovrebbe essere non quello di formare "popoli l'un contro l'altro armati" ma solo dei buoni cristiani.

Vero è che occorrerà prima o poi trovare una soluzione alla annosa questione; trovo però disdicevole che il Ministero degli Esteri possa aver deciso di ritirare delle concessioni fatte (non potendo entrare in una questione di natura squisitamente dinastica e non certo di sua competenza).

Consapevole che non si finisce mai di apprendere, potrei per cortesia sapere dove ha desunto la notizia del riconoscimento della sovranità "napoletana" sull'Ordine da parte di SM il Re di Spagna? E' questa una notizia nuova della quale ero completamente ignaro.....

Scusandomi per il tono di questa mia, saluto tutti i membri del Forum.

G. I.[/quote]