Si tratta del pacchetto regalo che fu inviato nel Natale del 1914 (e proseguì negli anni di guerra successivi) alle truppe britanniche impegnate in patria e oltremare sui fronti della Prima Guerra Mondiale, grazie ad una raccolta pubblica di fondi che fu promossa personalmente nell’autunno del 1914 dall’allora diciassettenne Principessa Mary, figlia dei sovrani dell’Impero Britannico dell’epoca, George V e Mary di Teck.

La parte principale del pacchetto che ricevettero i soldati, i marinai (non esisteva ancora l’aeronautica) ed il personale sanitario al fronte era costituito da una scatola di ottone di circa 13 cm per 8,5, profonda circa 3 cm, con il coperchio apribile ed ornato in bassorilievo da una raffigurazione allegorica contenente il profilo della Principessa Mary circondato da una ghirlanda di alloro e affiancato dalla sua iniziale, e con ai lati una cornice rettangolare decorativa contenente i nomi delle nazioni alleate allora belligeranti (Francia, Russia, Belgio, Giappone, Serbia e Montenegro), il motto “Imperium Britannicum”, la scritta “Christmas 1914”, nonché la raffigurazione di una spada con relativo fodero e della prua di due navi da battaglia.

Il pacchetto regalo si distingueva nel contenuto e negli annessi alla scatola di ottone a seconda che il destinatario fosse fumatore o no, che appartenesse alle minoranze delle truppe indiane con particolari precetti religiorsi (come i Sikhs o i Gurkhas), oppure che fosse appartenente al corpo femminile delle infermiere. Ma anche se il contenuto poteva essere piuttosto variabile, furono soprattutto due le versioni che furono distribuite, la prima prevedeva la scatola di ottone con all’interno un pacchetto di venti sigarette ed un pacchetto di tabacco, una pipa, un accendino a stoppino, un biglietto di auguri in cartoncino con relativa busta ed una piccola foto della Principessa Mary in bianco e nero. La seconda prevedeva invece la scatola con all’interno una matita apribile a forma di pallottola, il biglietto di auguri e la foto. Per i non fumatori era anche prevista una piccola cartella in tela con carta da lettere, buste ed una matita, mentre per altri destinatari potevano essere inclusi piccoli pacchetti di “acid tablets”, dolciumi o spezie.

Per concretizzare il sogno della Principessa Mary di far giungere a tutti combattenti al fronte un piccolo presente natalizio, il “Christmas Gift Fund” ha raccolto un totale di oltre 162 mila sterline di allora e nel corso del conflitto furono prodotte oltre due milioni e mezzo di scatolette di ottone (per raggiungere il maggior numero possibile di combattenti, la distribuzione delle scatole regalo proseguì anche nel 1915 e negli anni successivi). E’ anche interessante ricordare che per raccogliere il grande quantitativo di ottone necessario per la produzione si dovette ricorrere ad ordinativi negli Stati Uniti, e che un consistente carico di ottone destinato alla fabbricazione delle scatole si inabissò nell’oceano con l’affondamento del Lusitania.

Se la maggior parte di queste scatolette è andata distrutta o perduta nel corso degli anni, alcuni esemplari sono invece sopravvissuti alla Grande Guerra ed ai decenni successivi (soprattutto quelle che i soldati spedirono a casa ai propri familiari o che conservarono per preservare oggetti personali, tabacco o fotografie), ed è ancora oggi possibile trovarne in circolazione. Sono divenute quindi oggetti da collezione da affiancare ad altre reliquie della Grande Guerra, con valutazioni che possono variare a seconda delle condizioni anche fino a un centinaio di Sterline (e immancabilmente, sono anche recentemente comparse delle riproduzioni moderne).
Certo, parlare oggi di mandare in regalo alle truppe impegnate in operazioni militari sigarette e tabacco, scatolette metalliche decorate, foto di principesse, matite a forma di proiettile e dolciumi, può sembrare assurdo, ma un secolo fa la mentalità dei nostri progenitori e le consuetudini della società occidentale erano evidentemente molto diversi. La scatoletta della Principessa Mary del 1914 ci offre proprio un tipico esempio di quello spirito d’altri tempi, e di quegli slanci di solidarietà che – seppure collegati al secolo più bellicoso della nostra storia - sembrano così lontani e distanti nella nostra materiale e consumistica realtà di oggi. Buon Natale a Tutti !
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