Per amore della verità, bisogna ammettere che non si definiscono come "ordine cavalleresco". Infatti nello statuto non si fa cenno all'essere ordine cavalleresco né al fatto che i soci dell'associazione siano "cavalieri" o "dame". Lo statuto presenta l'organizzazione come una normalissima associazione senza fare riferimento a terminologie cavalleresche o investiture e per l'ingresso dei nuovi soci specifica che
Il Consiglio Direttivo è incaricato di organizzare pubbliche cerimonie, in occasione dell’ammissione di nuovi Soci nell’Associazione. Tali cerimonie che - se effettuate in Chiesa non dovranno svolgersi durante la celebrazione della Santa Messa - ricorderanno, sul piano di una libera ricostruzione storica, aspetti relativi agli antichi Cavalieri di San Marco ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia.
Insomma, a differenza di tante organizzazioni che millantano ridicole pretese di continuità con ordini cavallereschi del passato e che si considerano veri e propri ordini cavallereschi con cerimonie di investitura e conferimenti di titoli et similia, questa associazione ha il buon senso e gusto di evitare improbabili agganci con il vero e passato ordine dei cavalieri di san Marco (se non a livello di ideali).
Per buon gusto e per evitare equivoci non corretti sul piano storico e morale, avrebbe potuto evitare l'uso di mantelli e decorazioni che fanno il verso agli ordini cavallereschi e conferire ai soci un semplice diploma di appartenenza e magari un distintivo da bavero indicante il logo dell'associazione (che avrebbe potuto denominarsi "Associazione San Marco", evitando il "cavalieri"). Però il mantello e una croce al collo sono più attraenti ed è difficile rinunciarvi
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In definitiva, tra le tante organizzazioni para-cavalleresche che imperversano in Italia, questa associazione ha maggiore senso della realtà, fatto salvo la mia precedente critica sull'uso di mantelli e decorazioni che avrebbero potuto essere evitati.