nicolad72 ha scritto:T.G.Cravarezza ha scritto: ho precisato nel mio prolisso intervento
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che laddove il codice abbia eliminato delle categorie presenti nel passato (o semplicemente non le prenda più in considerazione viste le minime dimensioni del fenomeno come nel caso dell'ambito delle Religioni cavalleresche che si limitano essenzialmente a 1 unità) sarà comunque diritto e dovere di quell'ente stabilire dei rapporti con la Santa Sede e le competenti Congregazioni per mantenere attuale e riconosciuto il suo status con, ovviamente, lo stabilirsi di comune accordo precisi provvedimenti che produrranno diritti/doveri da ambo le parti.
Qual'è la norma canonica che stabilisce questo dovere... perché giuridicamente parlando è un abominio
Non esiste una norma, ma semplicemente il buon senso.
Mettiamolo giù pratico. Nel 1300 il Re Pinco Pallo fonda un ordine cavalleresco-religioso, richiede alla Santa Sede l'approvazione degli statuti che prevedono reciproci diritti/doveri (ad esempio la vigilanza del vescovo locale piuttosto che la nomina di un cardinale protettore o la richiesta di approvazione della Santa Sede per ogni singola modifica futura agli statuti approvati et cetera). La Santa Sede all'epoca ha norme precise a riguardo tali ordini e magari ha una congregazione apposita a cui compete la loro supervisione.
Il tempo passa, la Chiesa cambia alcune norme, il fenomeno piano piano diminuisce e magari il gran maestro di turno del 1800 decide, in autonomia e senza rispettare le norme stabilite dalla bolla di fondazione, di modificare gli statuti, cambiare norme anche rilevanti a riguardo della vita dell'ordine e fa tutto questo senza richiedere il parere della Santa Sede che, ricordiamo, era ed è la garante, per la parte religiosa, di un ordine cavalleresco che si definisce cattolico e, ancor di più, che è nato come religioso. A questo punto tu non mi puoi venire a dire: "Io sono un ordine cavalleresco militante cattolico, non ho necessità di alcun riconoscimento da parte della Chiesa locale o Universale, non devo rispettare il CJC vigente perché sono nato secoli prima e il CJC non può delineare la mia situazione, senza contare che ho nel cassetto dello studio la bolla del Papa del 1200 che mi riconosce come ordine religioso cavalleresco e tanto basta". Perdonami, ma trovo assurda tale convinzione.
Io non chiedo che gli ordini dinastici debbano obbligatoriamente essere inquadrati in una norma dell'attuale CJC (del resto non lo è lo SMOM e anche lo stesso OESSG, almeno per la caratteristica equestre, non ha uno specifico inquadramento normativo se non provvedimenti ad hoc della Santa Sede). Ma chiedo solo che se un ordine cavalleresco si definisce cattolico e si vuole mantenere in linea storica e morale con la sua fondazione religiosa, deve avere un rapporto normativo con la Santa Sede e il vescovo locale (per normativo non intendo per forza un inquadramento nelle norme dell'attuale CJC, ma anche solo dei rapporti specifici con la Santa Sede, con il vescovo locale con dei provvedimenti da ambo le parti che stabiliscano diritti/doveri come quando l'ordine era pienamente inquadrato nel seno della Chiesa). Ma non accetto la tesi per cui un ordine dinastico, solo perché approvato da una bolla di 800 anni prima, oggi si possa considerare pienamente dentro la Chiesa, pienamente cattolico, pienamente religioso (con tanto di investiture durante la santa Messa) e pienamente in linea con l'ordine del 1200 approvato dalla bolla in questione senza però che quest'ordine, OGGI, rispetti quei doveri imposti dalla bolla dell'epoca e che nel frattempo abbia modificato in autonomia i suoi statuti e viva la sua vita quotidiana senza che la Chiesa, locale o universale, abbia la benché minima coscienza della sua stessa esistenza. Mi dispiace, ma per me quest'ordine non ha valenza religiosa e riconoscimento ecclesiastico e non può essere considerato, dal punto di vista religioso, in linea con il suo passato e con quell'ordine che fu approvato da quella specifica bolla (dal lato cavalleresco ovviamente la continuità e legittimità è mantenuta perfettamente dalla fons honorum della Casa già Reale). Tutto qui.