Articolo del "Messaggero" su ordini sabaudi e Santa Sede
Oggi c'è nuovo capitolo sulla questione ordini cavallereschi dinastici.
Un articolo esplosivo su Il messaggero:
E' importante capire come finirà la questione. Se le cerimonie Savoia fossero autorizzate anche altre ex-case regnanti potrebbero richiedere la stesso trattamento..
Un articolo esplosivo su Il messaggero:
I cavalieri Savoia che imbarazzano la Santa Sede
di Franca Giansoldati
in “Il Messaggero” del 6 settembre 2013
IL CASO
Gli inviti in territorio vaticano fatti da Sua Altezza Reale Vittorio Emanuele (sul cartonicino c’è
scritto proprio così, Sua Altezza Reale) circolano al di là del Tevere da qualche giorno, nella
riservatezza più totale, sollevando però parecchia perplessità in curia perché di fatto contraddicono
disposizioni (ancora in vigore) emesse da Benedetto XVI nel 2012. Disposizioni fortemente volute
proprio per scongiurare «equivoci purtroppo possibili».
Per scongiurare strumentalizzazioni, ambiguità «anche a causa del rilascio illecito di documenti e
dell’uso indebito di luoghi sacri». I solenni inviti formali, con tanto di stemma coronato sovrastante,
sono stati spediti a mezzo mondo per convocare nella pontificia università Urbaniana e nella
cappella del Collegio Urbano tutti i membri dell’assemblea generale dei Cavalieri degli ordini
dinastici della “Casa Reale Savoia”. Un evento (presente Vittorio Emanuele) che sta sollevando un
gran polverone. Il dossier non poteva che finire sul tavolo di Francesco e chissà come andrà a finire
questa storia, considerando che il pontefice desidera costruire una Chiesa «povera per i poveri»,
pulita e trasparente. C’è chi dice che potrebbe intervenire e annullare la manifestazione di
investitura in programma, fissata per il 14 e il 15 di settembre prossimi.
LA CERIMONIA
Una cerimonia protocollare che prevede la rimessa dei diplomi e la benedizione dei "manti" ai
membri dell’ordine dei santi Maurizio e Lazzaro (un ordine che non è riconosciuto nemmeno dallo
Stato italiano). Insomma, un’altra zona grigia. Gli ordini equestri riconosciuti al di là del Tevere
sono solo quattro: ordine supremo del Cristo, ordine dello speron d’oro, ordine piano, ordine di san
Gregorio magno e ordine di san Silvestro Papa. Accanto queste onorificenze la Santa Sede tutela i
Cavalieri di Malta e l’Ordine del Santo Sepolcro. La lista finisce qui. Tutto il resto non è
riconosciuto.
DOPO LO SCANDALO
Il decreto emanato da Ratzinger ha visto la luce dopo l’ennesimo scandalo. Alcuni anni fa vi fu il
caso dell’ordine costantiniano di san Giorgio che travolse il defunto cardinale Pompedda, mettendo
nei guai anche il Vaticano che si ritrovò coinvolto, suo malgrado, in uno strano e remunerato
commercio di onorificenze. Stavolta ad avere concesso l’uso di una chiesa per la manifestazione dei
Savoia è stato il cardinale Filoni, presidente della Congregazione di Propaganda Fide. Eppure le
disposizioni in vigore sono ben chiare: «La Santa Sede conferma di non attribuire alcun valore ai
diplomi cavallereschi e alle relative insegne che siano rilasciati dai sodalizi non riconosciuti e di
non ritenere appropriato l’uso delle chiese e delle cappelle per le cosiddette cerimonie di
investitura». Il rischio è che il Vaticano si presti a strumentalizzazioni, alimentando un commercio
di diplomi cavallereschi. Un business. La questione ha già suscitato le prime reazioni. Durissime.
Come quella di Giovanni Volpi di Misurata che ha inviato una lettera direttamente al cardinale
Filoni chiedendogli di «disdire l’ospitalità al laicizzato ordine, assieme al divieto di sfruttare e
vantarsi in futuro di altre zone extraterritoriali del Vaticano. Si tratta – spiega - di impedire l’uso
indebito dei luoghi sacri e impedire che si possa recar danno a persone di buona fede. Bisogna
impedire gli abusi». Volpi di Misurata sottolinea che «purtroppo la disinformata benevolenza di
alcuni prelati aiuta i Savoia da anni a sfruttare invano il nome della Chiesa e della Santa Sede e
solamente per dar da intendere una propria legittimità». Il j’accuse prosegue pesantissimo: «Fin dal
2002, l’introduzione in Vaticano di Vittorio Emanuele, moglie e figlio sotto false spoglie dinastiche,
è stata una contraffazione della lobby gay, guida di una poco edificante e avida catena di
sant’ignoto. Con lucrosi effetti sia verso, che dagli abusivi ordini pseudo religiosi di Vittorio
Emanuele e figlio, che vivono di quello. I nomi sono a disposizione». Volpi è pronto a fornire a
Papa Francesco tutta la documentazione necessaria. La richiesta inoltrata a Filoni agli inizi di
agosto non ha ottenuto risposta, sicché il nobiluomo veneziano ha ripreso in mano la penna per
“richiedere” al cardinale lumi. «È inaccettabile il capitolo abusivo dell’ordine dei santi Maurizio e
Lazzaro all’Urbaniana». Ma ancora una volta silenzio. Mentre l’imbarazzo si fa strada al di là del
Tevere, è stato riattivato il sito http://www.realcasadisavoia.it in cui si spiegano le ragioni (e si forniscono
i documenti) perché gli ordini cavallereschi di Vittorio Emanuele dovrebbero essere messi alla
porta.
E' importante capire come finirà la questione. Se le cerimonie Savoia fossero autorizzate anche altre ex-case regnanti potrebbero richiedere la stesso trattamento..
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