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Cavaliere del lavoro di Vittorio Veneto

MessaggioInviato: mercoledì 19 settembre 2012, 8:26
da zialela
Buongiorno a tutti!
Mio nonno, classe 1888, era Cavaliere del lavoro di Vittorio Veneto. Mi piacerebbe avere delle informazioni a riguardo; come si acquisiva tale onorificienza? Quali requisiti occorreva avere? Ricordo l'attestato appeso in casa dei miei nonni, attestato che "sparì" ancora diversi anni fa.. Secondo voi, è possibile averne una copia? A chi la dovrei richiedere?
Grazie in anticipo.
Emanuela.

Re: Cavaliere del lavoro di Vittorio Veneto

MessaggioInviato: mercoledì 19 settembre 2012, 9:01
da nicolad72
I Cavalieri del Lavoro sono una cosa, i Cavalieri di Vittorio Veneto un'altra... è possibile che un soggetto sia stato sia Cavaliere del Lavoro sia Cavaliere di Vittorio Veneto, ma i Cavalieri del Lavoro di Vittorio Veneto non sono mai esistiti.

L'Ordine Cavalleresco di Vittorio Veneto fu un ordine (oggi non esistono più cavalierei di Vittorio Veneto essendo tutto morti - l'ultimo il Sig. Delfino Borroni morì se ben ricordo nel 2010 - e la legge regolatrice dell'Ordine è stata abrogata) che dava un premio a tutti coloro che mobilitati nel corso della Prima Guerra mondiale avessero conseguito i titoli per essere insigniti di una croce al merito di guerra e che fossero ancora invita al momento delle entrata in vigore della legge istitutiva (1968).

L'Ordine al Merito del Lavoro (in oggi esistente) è un ordine cavalleresco che premia i capitani di industria (e quindi gli imprenditori di una certa importanza) che molto abbiano innovato nel loro settore industriale, che esercitino questa attività da almeno (mi pare) 25 anni e che siano sempre stati in regola con gli adempimenti fiscali e previdenziali. Ne vengono creati solamente 25 ogni anno (e i Cavalieri del Lavoro sono davvero pochissimi: tra i nomi più noti Berlusconi (lo chiamano il Cavaliere perché è cavaliere del lavoro), Della Valle - giusto per dare l'idea le tiro e dei requisiti per la nomina in quest'ordine).

Re: Cavaliere del lavoro di Vittorio Veneto

MessaggioInviato: mercoledì 19 settembre 2012, 12:13
da zialela
Grazie per la risposta più che esauriente!
Però ora sono un po' in confusione.. Io ricordo benissimo l'attestato appeso in casa dei miei nonni e ricordo che mio nonno era Cavaliere di Vittorio Veneto. Però, nonostante abbia fatto la grande guerra, non potè aver ricevuto tale onorificienza in quanto morì nel 1963, mentre chi conseguì questi titoli, doveva essere ancora in vita nel 1968.
In famiglia tutti ricordano che era "Cavaliere del lavoro" di Vittorio Veneto.. Mi domando a questo punto quale onorificienza avesse conseguito mio nonno..
Ormai i miei zii, figli di mio nonno, sono anziani e non ricordano nulla di più. Dove posso reperire notizie che mi possano aiutare a capire con precisione quale onorificienza avesse mio nonno?

Re: Cavaliere del lavoro di Vittorio Veneto

MessaggioInviato: mercoledì 19 settembre 2012, 12:21
da nicolad72
Essere cavaliere del lavoro = aver conseguito meriti nel mondo del lavoro come imprenditore.
Essere cavaliere di vittorio veneto = aver conseguito meriti durante la prima guerra mondiale come soldato.

Probabilmente è stato insignito dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana per ragioni legati alla sua attività professionale (che sovente viene confuso con il Cavaliere del Lavoro, che invece è e continua ad essere cosa assai differente)...



La domanda di concessione del Cavalierato di Vittorio Veneto doveva essere proposta dagli interessati tramite il comune di residenza, quindi gli interessati per poter far validamente la domanda dovevano essere in vita. Interessato è colui che ha i requisiti per essere insignito dell'onorificenza non il nipote o il fratello o qualsivoglia altro parente o affine o vicino di casa.

Re: Cavaliere del lavoro di Vittorio Veneto

MessaggioInviato: mercoledì 19 settembre 2012, 15:22
da Lord Acton
Potrebbe anche essere che fosse "Maestro del Lavoro"... che è una onorificenza diversa.

Maestro del Lavoro

Cavaliere del Lavoro

Probabilmente la particolare denominazione ricordata "di Vittorio Veneto" deriva dal fatto che il nonno aveva fatto la Grande Guerra e dato che tutti coloro che vi avevano combattuto ricevettero questo titolo, gli venne "affettuosamente assegnato" nella tradizione familiare anche se poi, nella pratica, non lo aveva mai ricevuto.
Magari in qualche discussione uno dei suoi zii avrà detto "Mio padre ha fatto la Grande Guerra..." e qualcun altro, non sapendo che il nonno era già deceduto nel 1968 o a digiuno di normative, gli avrà risposto "Allora era Cavaliere di Vittorio Veneto..." e questa discussione si sarà perpetuata nel ricordo familiare, anche se noi, che sappiamo del decesso nel 1963 ed esperti di normative, oggi possiamo dire che non può esser stato così...

Lord Acton

Re: Cavaliere del lavoro di Vittorio Veneto

MessaggioInviato: domenica 23 settembre 2012, 8:49
da zialela
Buongiorno a tutti.
Chiedo venia per tutta la confusione creata..
Molto probabilmente mio nonno era "Cavaliere del lavoro di Re Vittorio Emanuele".
L'attestato appeso in casa dei nonni materni lo ricordo benissimo, ma per quanto riguarda quello che vi era scritto sopra, ricordo solo che era Cavaliere.. Il passare del tempo e l'età (dei figli di mio nonno, ma anche mia [confused.gif] ) hanno fatto il resto!
Chiedo ancora scusa a tutti.
Mi piacerebbe sapere una cosa: dal momento che tale attestato è "scomparso", è possibile richiederne una copia? E se fosse possibile, a chi potrei rivolgermi?
Grazie ancora .
Emanuela.

Re: Cavaliere del lavoro di Vittorio Veneto

MessaggioInviato: domenica 23 settembre 2012, 9:45
da nicolad72
Prima è opportuno capire di quale "cavalierato" fosse insignito suo nonno...

per essere cavaliere del lavoro (anche ai tempi di Vittorio Emanuele III) si doveva essere Industriali di successo per almeno 20 anni... suo nonno godeva di questo requisito?
Cavalieri del lavoro famosi al tempo della monarchia Ricordo Giovanni Agnelli (il nonno dell'Avvocato Giovanni Agnelli che tutti ricordiamo, anch'esso cavaliere del Lavoro) nominato nel 1907, o Cesare Zanichelli (il famoso editore anch'esso nominato cavaliere nel 1907, la cui casa editrice esiste ancor oggi)... giusto per fare altri nomi famosi di Cavalieri del Lavoro.

Come le ho scritto via MP nessun Cavaliere del Lavoro porta il cognome di suo nonno.

Re: Cavaliere del lavoro di Vittorio Veneto

MessaggioInviato: mercoledì 26 settembre 2012, 12:16
da Cristiano Ciani
sicuramente Nicola l'avrà già resa edotta di questo, ma una ricerca è possibile sul sito del quirinale

Re: Cavaliere del lavoro di Vittorio Veneto

MessaggioInviato: mercoledì 26 settembre 2012, 14:36
da nicolad72
il sito del quirinale non riporta il nominativo in parola...

Re: Cavaliere del lavoro di Vittorio Veneto

MessaggioInviato: mercoledì 26 settembre 2012, 14:51
da Mario Volpe
Non so perchè ma ho la sensazione che il nonno della nostra frequentatrice, come molti dei nostri nonni a lui coevi, sia stato semplicemente insignito dell'Ordine della Corona d'Italia (la più diffusa onorificenza nazionale fino alla fine del Regno).
Facile comunque accertarlo rivolgendosi all'Archivio Storico Mauriziano di Torino che, come diverse volte già ricordato, conserva registri e documentazione sui decorati sia dell' OSSML che dell' OCI...

Archivio Storico Mauriziano
Via Magellano, 1
10128 - TORINO
Tel: 011 5082507 - 5082242
email: archstor@mauriziano.it

Re: Cavaliere del lavoro di Vittorio Veneto

MessaggioInviato: mercoledì 26 settembre 2012, 18:52
da Tilius
Mario Volpe ha scritto:Non so perchè ma ho la sensazione che il nonno della nostra frequentatrice, come molti dei nostri nonni a lui coevi, sia stato semplicemente insignito dell'Ordine della Corona d'Italia (la più diffusa onorificenza nazionale fino alla fine del Regno).


Sensazione condivisissima dal sottoscritto, caro Mario.
Il 99.99% dei cavalieri d'antan erano CdI.

Ma, a parte questa fortissima suggestione per così dire "statistica", basta una dicitura mai esistita come
"Cavaliere del lavoro di Re Vittorio Emanuele"

o analoghe similari, del pari mai esistite,
per capire come il ricordo, distorto dai tramandi generazional-familiari, porti, in assenza di documentazione scritta, a indicazioni non solo fuorvianti, ma anche risolvibili, per le marchiane contradditorietà intrinseche, solo a livello di mera ipotesi.
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