Cronista di Livonia ha scritto:Egregio Presidente,
non trovo nulla di polemico nel suo intervento, però non vi trovo nemmeno un elemento giuridico che contesti l'opinione da me espressa in precedenza.
Tutti i dipendenti pubblici (esclusi i soli docenti universitari) sono tenuti a prestare giuramento alla Repubblica (per il pubblico impiego si chiama "promessa solenne", ma non differisce sostanzialmente dal giuramento militare).
La Costituzione garantisce a tutti la libertà d'associazione e religiosa (posso "aderire" ad un Ordine cavalleresco sia per associarmi tra monarchici che per particolare devozione a San Maurizio, Lazzaro, Giorgio ecc ecc). Queste libertà godono di garanzia costituzionale, non basterebbe eventualmente una semplice circolare del Ministero della Difesa a privarne un cittadino, servirebbe come minimo una legge di rango costituzionale.
L'unico partito proibito in Italia è il disciolto PNF, l'Italia repubblicana ha ammesso sempre i partiti monarchici e questi hanno avuto dei rappresentanti in Parlamento, tutti hanno giurato fedeltà alla Repubblica che non vi ha mai visto nulla di male (sono dipendenti pubblici anche loro).
Se la Repubblica ammette dei monarchici ai suoi vertici (Presidente della Repubblica ? Enrico De Nicola, Luigi Einaudi, entrambi monarchici dichiarati; Senatori a vita ? Luigi Pininfarina, Senatori eletti ? Domenico Fisichella, Deputati eletti ? On. Tajani e Trantino) come può adottare il discorso dei due pesi e delle due misure ? Non può certo proibire ad un maggiore del genio quello che consente (a livello di libertà personali) al Presidente della Repubblica.
Concordo perfettamente con Lei, la parola data (anche se estorta) è una e non si può rinnegare, ma tra fare la Rivoluzione monarchica ed accettare una decorazione ce ne corre, questo lo sa benissimo anche la Repubblica.
Proprio per questo ribadisco con convinzione quanto già espresso, qualora però Lei avesse elementi giuridici (sentenze, precedenti od altro) che smentiscano questa mia affermazione sono più che disposto ad esaminarli insieme. Ad oggi, su queste basi, io la mia scelta la ho fatta.
Cordiali saluti,
Il Cronista di Livonia
Nessuno discute sulla libertà di associazione in Italia.
Ma la invito a pensare su quanto è scritto nel giuramente di fedeltà dove è scritto: ""Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana,
di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni".
Non mi addentro a discorsi giuridici qui inutili ma solo al rispetto della costituzione e delle leggi.
La invito anche qui a leggere la XIV disposizione transitoria e finale della costituzione e la legge 3 marzo 1951, n° 178 dove agli articoli:"omissis...
7. I cittadini italiani non possono usare nel territorio della Repubblica onorificenze o distinzioni
cavalleresche loro conferite in Ordini non nazionali o da Stati esteri, se non sono autorizzati con
decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri.
I contravventori sono puniti con la sanzione amministrativa sino a lire 2.500.000 (5).
L'uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche della Santa Sede e dell'Ordine
Equestre del Santo Sepolcro continua ad essere regolato dalle disposizioni vigenti (6).
Nulla è parimente innovato alle norme in vigore per l'uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni
cavalleresche del Sovrano Militare Ordine di Malta.
... omissis ...
9. L'Ordine della SS. Annunziata e le relative onorificenze sono soppressi.
L'Ordine della Corona d'Italia è soppresso e cessa il conferimento delle onorificenze dell'Ordine dei
Santi Maurizio e Lazzaro (9). È tuttavia consentito l'uso delle onorificenze già conferite, escluso ogni
diritto di precedenza nelle pubbliche cerimonie.
Per gli altri Ordini ed onorificenze, istituiti prima del 2 giugno 1946, si provvederà con separata legge".
Per le note vada al sito:
http://www.quirinale.it/Onorificenze/fo ... omri1.html
Quindi penso che a questo punto da solo può valutare quanto precedentemente avevo espresso.
Lei è libero di fare quello che vuole, nella Repubblica Italiana c'è ancora la libertà, la sua coscienza è l'unico arbitro in questa materia, da parte mia penso che la coerenza con il giuramento prestato impedisca di accettare le onorificenze sabaude... ma forse questo eccessivo rispetto alla parola data è anche un rimasuglio genetico ereditato dagli eroi del Risorgimento della mia famiglia che hanno contribuito lasciando la propria vita a fare questa Italia.
Pier Felice degli Uberti