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Un esempio da imitare

MessaggioInviato: venerdì 14 gennaio 2011, 21:06
da Guido5
Cari amici,
dal sito web della Diocesi di Alba trascrivo una nota che mi sembra un esempio da imitare.

Ciao a tutti!
Guido5

.......................................................................“Ordini Cavallereschi”:
...................................................................attenzione alle mistificazioni
Con una certa frequenza si ha notizia di inviti a iscriversi a numerosi cosiddetti Ordini cavallereschi – da tempo estinti o di nuova invenzione – in ogni caso non riconosciuti dalla Santa Sede.
“L’Osservatore Romano” (4 luglio 2002) ha precisato non una volta sola, la Santa Sede riconosce e tutela unicamente il Sovrano Militare Ordine di Malta e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, ma non eventuali pretesi altri “Ordini”; compresi quelli che si appropriano abusivamente persino di questi nomi con leggere modifiche.
Es. Santa Maria o Nostra Signora di Betlemme
San Giovanni d’Acri detto anche semplicitamente di San Giovanni Battista
San Tommaso
San Lazzaro
San Giorgio di Borgogna detto anche del Belgio o di Miolans
San Giorgio di Carinzia
Costantiniano Lascaride Angelico Ordine della Milizia Aurata
della Corona di Spine
del Leone della Croce Nera
di Sant’Uberto di Lorena o di Bar
della Concordia
di Nostra Signora della Pace …
A tutti questi e altri simili cosiddetti Ordini Cavallereschi con le annese Associazioni di Croce d’Oro, d’Argento, Azzurre ecc… più o meno internazionali, devono certamente aggiungersi quelli che con qualcuno degli appellativi su accennati hanno assunto il titolo:
dalla Mercede
da Santa Brigida di Svezia
da Santa Rita da Cascia
dalla Legion d’Onore dell’Immacolata
da San Giorgio d’Antiochia
da San Michele
da San Marco
da San Sebastiano
da San Guglielmo
dallo storico e non più esistente Ordine del Tempio
dall’Aquila Rossa di San Cirillo di Gerusalemme ecc…
Pertanto parroci, rettori di chiese e cappelle, responsabili di Istituti religiosi, sono vivamente esortati a non accogliere le richieste di uso delle loro chiese e cappelle presentate da “Ordini” che non siano quelli sopra citati – gli unici esplicitamente riconosciuti – e in particolar modo quelle concernenti celebrazioni – a volte anche eucaristiche – finalizzate alle cosiddette “investiture” di nuovi cavalieri e dame e i fedeli a non accettare inviti ad iscriversi.
Tali cerimonie svolte in una chiesa o cappella possono facilmente ingenerare la convinzione della legittimazione concessa dall’Autorità ecclesiastica a sedicenti “Ordini”, che tali si sono autoproclamati, mentre sono in contrasto con le esplicite indicazioni della Santa Sede stessa che formalmente nega loro qualsiasi riconoscimento.
.....................................................................................................................................................La Curia Vescovile di Alba

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: venerdì 14 gennaio 2011, 21:49
da Elmar Lang
Plaudite tympana, clangite classica, fides accinite, voces applaudite, choro et jubilo!

Elmar Lang

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: venerdì 14 gennaio 2011, 23:32
da Tilius
Lodevole precisazione.
Senonché gli ordini cosiddetti dinastici rimangono in un limbo (non sono infatti menzionati) alquanto imbarazzante.

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: sabato 15 gennaio 2011, 11:24
da Mario Volpe
Avvisi di questo tipo dovrebbero essere affissi (e fatti rispettare) in ogni chiesa d'Italia...

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: sabato 15 gennaio 2011, 12:22
da adj
Mario Volpe ha scritto:Avvisi di questo tipo dovrebbero essere affissi (e fatti rispettare) in ogni chiesa d'Italia...

... e spediti in ogni Diocesi... [angel]

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: sabato 15 gennaio 2011, 13:46
da Elmar Lang
"...et sie esso editto affisso financo in omne municipio et chasa communale; sie esso pur letto chon voce altissima et strillo, dal publico trombetta, per l'intelligentia et cognitione di tucte genti.".

E.L.

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: sabato 15 gennaio 2011, 15:21
da GENS VALERIA
Tilius ha scritto:Lodevole precisazione.
Senonché gli ordini cosiddetti dinastici rimangono in un limbo (non sono infatti menzionati) alquanto imbarazzante.


Concordo teco

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: sabato 15 gennaio 2011, 16:28
da Franz Joseph von Trotta
GENS VALERIA ha scritto:
Tilius ha scritto:Lodevole precisazione.
Senonché gli ordini cosiddetti dinastici rimangono in un limbo (non sono infatti menzionati) alquanto imbarazzante.


Concordo teco


Tranquilli amici: già me lo immagino il "Bando di Alba" a sbarrar la porta ai Cardinali Ravasi o Castrillon Hoyos vietando loro l'ingresso a San Giorgio al Velabro per la celebrazione del pontificale Costantiniano... :D :D :D
Suvvia...

F.

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: sabato 15 gennaio 2011, 17:38
da nicolad72
Martino ... è il prelato dell' "altro Costantiniano"... quello francese

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: lunedì 17 gennaio 2011, 0:59
da AndreaSperelli
GENS VALERIA ha scritto:
Tilius ha scritto:Lodevole precisazione.
Senonché gli ordini cosiddetti dinastici rimangono in un limbo (non sono infatti menzionati) alquanto imbarazzante.


Concordo teco


E come mai non sono nominati nemmeno gli altri Ordini Pontifici ?

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: lunedì 17 gennaio 2011, 1:50
da Tilius
AndreaSperelli ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto:
Tilius ha scritto:Lodevole precisazione.
Senonché gli ordini cosiddetti dinastici rimangono in un limbo (non sono infatti menzionati) alquanto imbarazzante.


Concordo teco


E come mai non sono nominati nemmeno gli altri Ordini Pontifici ?


Perché gli "altri ordini pontifici" sono ordini DI MERITO e in quanto tali non hanno necessità di celebrare funzioni in chiesa.

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: lunedì 17 gennaio 2011, 15:09
da Pantheon
Baiché Arba !
;)

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: lunedì 17 gennaio 2011, 15:30
da Elmar Lang
Il giorno in cui fosse finalmente stabilito che è autorizzato il porto delle sole onorificenze cavalleresche, al valore ed al merito conferite dallo stato italiano e dagli stati sovrani riconosciuti, con l'eccezione dell'Ordine di Malta e la Croce Rossa Internazionale, ecco, forse sarebbero risolte tante incertezze.

E.L.

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: lunedì 17 gennaio 2011, 18:17
da spinnaker
Elmar Lang ha scritto:Il giorno in cui fosse finalmente stabilito che è autorizzato il porto delle sole onorificenze cavalleresche, al valore ed al merito conferite dallo stato italiano e dagli stati sovrani riconosciuti, con l'eccezione dell'Ordine di Malta e la Croce Rossa Internazionale, ecco, forse sarebbero risolte tante incertezze.

E.L.


Sottoscrivo.

Re: Un esempio da imitare

MessaggioInviato: lunedì 17 gennaio 2011, 19:26
da Guido5
Elmar Lang ha scritto:... e dagli stati sovrani riconosciuti, con l'eccezione dell'Ordine di Malta e la Croce Rossa Internazionale...

Caro amico,
che io sappia, per la Repubblica italiana - così come per altri 103 Paesi - l'Ordine di Malta è uno Stato sovrano riconosciuto, con il quale intrattiene relazioni diplomatiche: secondo te, dunque, niente SMOM (e niente CICR)?

Ciao a tutti!
Guido5