Templari riconosciuti?
Questa per me è nuova. C'é un gruppo (non so come altro definirlo) italiano dei Templari, riconosciuto (?) dal Vaticano, come sostiene un giornalista de il Giornale, e come riporta una agenzia di stampa. Voi ne sapete niente?
TRICOLORE - Agenzia Stampa © Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04 n. 4456 - 26 Aprile 2010
RITI, CAVALIERI E SCOMUNICHE:
È LA GUERRA DEI TEMPLARI ITALIANI
Solo nel nostro Paese esistono quaranta diversi ordini di adepti. E tutti dicono di essere gli originali
Sarà la moda del Codice Da Vinci, sarà il fascino dei misteri medioevali, sarà la
fregola di poter indossare ampi mantelli e maneggiare qualche spada, sarà la debolezza
per le processioni, i primi posti in chiesa e i riti dal sapore antico: in Italia si
moltiplicano a vista d'occhio sedicenti ordini templari che si rifanno alla tradizione
interrotta nel 1307 con la crudele persecuzione attuata da Filippo il Bello contro i
cavalieri del Tempio.
Ne spuntano in ogni città, sono già una quarantina, la metà dei quali nati nell'ultimo
decennio, e ogni gruppo sostiene di essere l'unico autentico. Ovviamente sono
quasi tutti in lotta tra di loro e si scomunicano a vicenda. Basta navigare qualche
ora nel Web per rendersene conto e visitare un mare di siti Internet con lo stesso
stemma cavalleresco, le stesse croci rosse e lo stesso motto «Non nobis Domine
» («Non a noi, Signore, ma al tuo nome dà gloria). Si sprecano gran maestri e
cerimonie d'investitura, si rincorrono per tutta la Penisola frati e vescovoni disposti
a celebrare una Messa per i cavalieri e a farsi immortalare al loro fianco, si invoca
l'autorità del Papa.
Tutti si definiscono cattolici, qualcuno «ecumenico», qualcun altro ammette che
tra i suoi affiliati vi sono «fratelli massoni», qualcuno assicura di possedere addirittura
l'autentico Santo Graal, la coppa usata da Gesù per l'ultima cena. C'è chi
esibisce documenti «antichissimi», chi si fregia di lettere della Presidenza della
Repubblica italiana, chi è orgoglioso di poter mostrare un riconoscimento dell'Onu.
Lo stop di Ruini
Il fenomeno ha assunto dimensioni tali che a Roma nei giorni scorsi è dovuto
scendere in campo il Vicariato guidato dal cardinale Camillo Ruini, che ha invitato
le chiese della capitale e della diocesi a non ospitare cerimonie dei cosiddetti
«Ordini templari» non riconosciuti dalla Santa Sede. «Per incarico del cardinale
vicario - si legge nella lettera del segretario generale del Vicariato, monsignor
Mauro Parmegiani - mi premuro di informarvi che, come più volte l'Osservatore
romano ha precisato, la Santa Sede riconosce e tutela solamente il Sovrano militare ordine di Malta e l'Ordine equestre
del Santo Sepolcro di Gerusalemme». Da qui l'invito a «lasciar cadere le richieste d'uso» presentate da «ordini non riconosciuti,
finalizzate alle cosiddette investiture di nuovi cavalieri».
Nel mirino del Vicariato c'è in particolare l'«Ordine templare dei poveri cavalieri di Cristo» del gran maestro Francesco
Dario Labbate, che nella chiesa romana di Santa Prisca «investiva» nuovi cavalieri a colpi di cento alla volta annunciando
di voler fare un «Parlamento delle religioni».
«Il Graal ce l'ho io!»
La maggior parte degli ordini templari, nati come funghi negli ultimi anni in Italia, si richiama ad organizzazioni internazionali
che hanno avuto origine negli anni della Rivoluzione francese, dunque in epoca illuminista, quando le società
massoniche sentirono il bisogno di riallacciarsi alle tradizioni cavalleresche. Quasi tutti si rifanno alla ricostruzione dell'Ordo
Templi avvenuta a Parigi nel 1804, da parte di Fabré-Palaprat (il quale si proclamava successore non solo di San
Giovanni, ma dello stesso Gesù Cristo!). Una successiva registrazione avvenne nel 1932 e quindi nel 1976 in Svizzera.
Attraverso scissioni e sotto-scissioni, divisioni in gruppi e gruppuscoli, questi sedicenti «ordini» sono proliferati. Un
ceppo romano - che si riallaccia a una branca brasiliana dei templari - è rappresentato dal «S.M.T.H.O.» («Supremus
Militaris Templi Hierosolymitani Ordo»), guidato da Rocco Zingaro, fondatore di una Libera Università Comunitaria
Templare. Zingaro sostiene di essere in possesso del Santo Graal, che gli sarebbe stato regalato in occasione delle sue
nozze dal professor Antonio Ambrosini, il quale a sua volta l'avrebbe scoperto in un monastero egiziano.
Le «templaresse» venete
In Veneto, i templari di filiazione portoghese aprono alle donne, e sono guidati, a Padova, dal gran priore Leda Paola
Tonon. Mentre l'«O.S.M.T.J.», gran priorato in lingua italiana, guidato dal Alberto Zampolli, rivendica una paternità
nostrata addirittura all'antico e originale ordine templare: secondo questo gruppo, infatti tra i nove cavalieri che nel 111-
8 fondarono l'ordine, c'era un italiano. Si chiamava Ugone de Pagani, ma è conosciuto come Hugues de Payns. In realtà
questa tesi, che ovviamente i protagonisti sostengono essere comprovata da documenti antichissimi, è piuttosto ardua. I
fondatori dei templari erano infatti tutti nobili francesi e per di più imparentati tra di loro. In una dichiarazione ufficiale,
presente sul loro sito, Zampolli afferma che non esiste relazione fra il suo ordine e la massoneria, ma conferma la presenza
di affiliati alle logge tra i suoi adepti: «Sicuramente fra i nostri Chevaliers ne saranno presenti, ma esattamente
come nei Rotariani, Lyons o Boy Scouts». Fra gli amici di questi ordini c'è anche l'ex nunzio apostolico Alberto Tricarico.
I «templari cattolici»
C'è poi un gruppo di templari che ci tengono a definirsi cattolici. Si rifanno al movimento templare nato in Francia nel
1690. Sono l'«Ordine Sovrano dei Cavalieri del Tempio Italiano», rimasto «riservato» fino all'anno 2000 e poi uscito
alla luce. Sono guidati dal priore di Santo Stefano Fra' Mauro Giorgio Ferretti e nei loro statuti scrivono di svolgere
«attività contro i satanisti». Sul loro sito si possono ammirare moltissime foto che ritraggono questi templari durante
funzioni celebrate per loro da vari presuli italiani: dal vescovo di Fidenza Maurizio Galli all'ausiliare di Bologna Ernesto
Vecchi. C'è poi l'ordine di Muggia (Trieste), guidato dal gran priore Walter Grandis, a sua volta fuoriuscito da un
altro gruppo, che definisce il proprio «l'unica filiazione legittima presente in Italia di quel bicentenario ordine del 180-
4». Il problema è dato dal fatto che, essendo stati i templari sciolti da una bolla papale di Clemente V nel 1312, nessuno
può rifarsi a quella tradizione, né tantomeno a suggestive fantomatiche filiazioni sotterranee di gran maestri che avrebbero
mantenuto viva l'organizzazione.
Riconosciuti e osteggiati
C'è però in Italia un unico ordine templare che ha ottenuto il riconoscimento canonico della Chiesa cattolica.
È la «Milizia del Tempio» fondata dal conte Marcello Cristofani, che ha sede in una piccola magione medioevale di
Poggibonsi, in provincia di Siena. L'ordine, fondato nel maggio 1979, non vanta alcuna filiazione con gli antichi templari
né tantomeno con i gruppi sorti nell'età illuminista. I cavalieri della Magione seguono in modo ferreo l'antica regola
di San Bernardo e da quell'anno, ogni giorno, recitano insieme i Vespri nella piccola chiesa di Poggibonsi, che è stata
consacrata nel 1987 dal vescovo ausiliare di Siena. La «Milizia del Tempio», che segue la liturgia antica concessa dall'indulto
di Giovanni Paolo II, compie attività di beneficenza e anima un gruppo di scouts cattolici, ed è stata riconosciuta
come «associazione privata di fedeli laici» dall'allora arcivescovo Mario Castellano e nel 1990 l'arcivescovo Bonicelli
ne ha approvato la regola. Due cardinali, Silvio Oddi e quindi Edouard Gagnon, sono diventati «patroni» della
Milizia, che ha pure ottenuto dalla Penitenzieria apostolica vaticana il dono dell'indulgenza plenaria per i cavalieri nel
giorno della loro professione e negli anniversari. Il fatto che questo gruppo sia l'unico con un riconoscimento della
Chiesa cattolica (l'atto della Diocesi di Siena ha valore canonico, anche se di per sé il Vaticano in quanto tale tutela ufficialmente
soltanto l'Ordine di Malta e i Cavalieri del Santo Sepolcro) è attestato nel nono volume del Dizionario degli
Istituti di Perfezione (Edizioni Paoline, 1997) e in un libro di recente pubblicazione, Templari. Il martirio della memoria
scritto da Mario Iannaccone con la prefazione di Franco Cardini (Sugarco editore).
Curiosamente proprio i cavalieri della Milizia della Magione sono osteggiati dalla Segreteria di Stato vaticana, che probabilmente
non gradisce il loro attaccamento alla liturgia preconciliare.
Andrea Tornelli
Il Giornale, 1 luglio 2005
Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
“Per Aspera Ardua”
“Quando arrivi in Vetta ad un Monte, non fermarti, continua a salire”
TRICOLORE - Agenzia Stampa © Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04 n. 4456 - 26 Aprile 2010
RITI, CAVALIERI E SCOMUNICHE:
È LA GUERRA DEI TEMPLARI ITALIANI
Solo nel nostro Paese esistono quaranta diversi ordini di adepti. E tutti dicono di essere gli originali
Sarà la moda del Codice Da Vinci, sarà il fascino dei misteri medioevali, sarà la
fregola di poter indossare ampi mantelli e maneggiare qualche spada, sarà la debolezza
per le processioni, i primi posti in chiesa e i riti dal sapore antico: in Italia si
moltiplicano a vista d'occhio sedicenti ordini templari che si rifanno alla tradizione
interrotta nel 1307 con la crudele persecuzione attuata da Filippo il Bello contro i
cavalieri del Tempio.
Ne spuntano in ogni città, sono già una quarantina, la metà dei quali nati nell'ultimo
decennio, e ogni gruppo sostiene di essere l'unico autentico. Ovviamente sono
quasi tutti in lotta tra di loro e si scomunicano a vicenda. Basta navigare qualche
ora nel Web per rendersene conto e visitare un mare di siti Internet con lo stesso
stemma cavalleresco, le stesse croci rosse e lo stesso motto «Non nobis Domine
» («Non a noi, Signore, ma al tuo nome dà gloria). Si sprecano gran maestri e
cerimonie d'investitura, si rincorrono per tutta la Penisola frati e vescovoni disposti
a celebrare una Messa per i cavalieri e a farsi immortalare al loro fianco, si invoca
l'autorità del Papa.
Tutti si definiscono cattolici, qualcuno «ecumenico», qualcun altro ammette che
tra i suoi affiliati vi sono «fratelli massoni», qualcuno assicura di possedere addirittura
l'autentico Santo Graal, la coppa usata da Gesù per l'ultima cena. C'è chi
esibisce documenti «antichissimi», chi si fregia di lettere della Presidenza della
Repubblica italiana, chi è orgoglioso di poter mostrare un riconoscimento dell'Onu.
Lo stop di Ruini
Il fenomeno ha assunto dimensioni tali che a Roma nei giorni scorsi è dovuto
scendere in campo il Vicariato guidato dal cardinale Camillo Ruini, che ha invitato
le chiese della capitale e della diocesi a non ospitare cerimonie dei cosiddetti
«Ordini templari» non riconosciuti dalla Santa Sede. «Per incarico del cardinale
vicario - si legge nella lettera del segretario generale del Vicariato, monsignor
Mauro Parmegiani - mi premuro di informarvi che, come più volte l'Osservatore
romano ha precisato, la Santa Sede riconosce e tutela solamente il Sovrano militare ordine di Malta e l'Ordine equestre
del Santo Sepolcro di Gerusalemme». Da qui l'invito a «lasciar cadere le richieste d'uso» presentate da «ordini non riconosciuti,
finalizzate alle cosiddette investiture di nuovi cavalieri».
Nel mirino del Vicariato c'è in particolare l'«Ordine templare dei poveri cavalieri di Cristo» del gran maestro Francesco
Dario Labbate, che nella chiesa romana di Santa Prisca «investiva» nuovi cavalieri a colpi di cento alla volta annunciando
di voler fare un «Parlamento delle religioni».
«Il Graal ce l'ho io!»
La maggior parte degli ordini templari, nati come funghi negli ultimi anni in Italia, si richiama ad organizzazioni internazionali
che hanno avuto origine negli anni della Rivoluzione francese, dunque in epoca illuminista, quando le società
massoniche sentirono il bisogno di riallacciarsi alle tradizioni cavalleresche. Quasi tutti si rifanno alla ricostruzione dell'Ordo
Templi avvenuta a Parigi nel 1804, da parte di Fabré-Palaprat (il quale si proclamava successore non solo di San
Giovanni, ma dello stesso Gesù Cristo!). Una successiva registrazione avvenne nel 1932 e quindi nel 1976 in Svizzera.
Attraverso scissioni e sotto-scissioni, divisioni in gruppi e gruppuscoli, questi sedicenti «ordini» sono proliferati. Un
ceppo romano - che si riallaccia a una branca brasiliana dei templari - è rappresentato dal «S.M.T.H.O.» («Supremus
Militaris Templi Hierosolymitani Ordo»), guidato da Rocco Zingaro, fondatore di una Libera Università Comunitaria
Templare. Zingaro sostiene di essere in possesso del Santo Graal, che gli sarebbe stato regalato in occasione delle sue
nozze dal professor Antonio Ambrosini, il quale a sua volta l'avrebbe scoperto in un monastero egiziano.
Le «templaresse» venete
In Veneto, i templari di filiazione portoghese aprono alle donne, e sono guidati, a Padova, dal gran priore Leda Paola
Tonon. Mentre l'«O.S.M.T.J.», gran priorato in lingua italiana, guidato dal Alberto Zampolli, rivendica una paternità
nostrata addirittura all'antico e originale ordine templare: secondo questo gruppo, infatti tra i nove cavalieri che nel 111-
8 fondarono l'ordine, c'era un italiano. Si chiamava Ugone de Pagani, ma è conosciuto come Hugues de Payns. In realtà
questa tesi, che ovviamente i protagonisti sostengono essere comprovata da documenti antichissimi, è piuttosto ardua. I
fondatori dei templari erano infatti tutti nobili francesi e per di più imparentati tra di loro. In una dichiarazione ufficiale,
presente sul loro sito, Zampolli afferma che non esiste relazione fra il suo ordine e la massoneria, ma conferma la presenza
di affiliati alle logge tra i suoi adepti: «Sicuramente fra i nostri Chevaliers ne saranno presenti, ma esattamente
come nei Rotariani, Lyons o Boy Scouts». Fra gli amici di questi ordini c'è anche l'ex nunzio apostolico Alberto Tricarico.
I «templari cattolici»
C'è poi un gruppo di templari che ci tengono a definirsi cattolici. Si rifanno al movimento templare nato in Francia nel
1690. Sono l'«Ordine Sovrano dei Cavalieri del Tempio Italiano», rimasto «riservato» fino all'anno 2000 e poi uscito
alla luce. Sono guidati dal priore di Santo Stefano Fra' Mauro Giorgio Ferretti e nei loro statuti scrivono di svolgere
«attività contro i satanisti». Sul loro sito si possono ammirare moltissime foto che ritraggono questi templari durante
funzioni celebrate per loro da vari presuli italiani: dal vescovo di Fidenza Maurizio Galli all'ausiliare di Bologna Ernesto
Vecchi. C'è poi l'ordine di Muggia (Trieste), guidato dal gran priore Walter Grandis, a sua volta fuoriuscito da un
altro gruppo, che definisce il proprio «l'unica filiazione legittima presente in Italia di quel bicentenario ordine del 180-
4». Il problema è dato dal fatto che, essendo stati i templari sciolti da una bolla papale di Clemente V nel 1312, nessuno
può rifarsi a quella tradizione, né tantomeno a suggestive fantomatiche filiazioni sotterranee di gran maestri che avrebbero
mantenuto viva l'organizzazione.
Riconosciuti e osteggiati
C'è però in Italia un unico ordine templare che ha ottenuto il riconoscimento canonico della Chiesa cattolica.
È la «Milizia del Tempio» fondata dal conte Marcello Cristofani, che ha sede in una piccola magione medioevale di
Poggibonsi, in provincia di Siena. L'ordine, fondato nel maggio 1979, non vanta alcuna filiazione con gli antichi templari
né tantomeno con i gruppi sorti nell'età illuminista. I cavalieri della Magione seguono in modo ferreo l'antica regola
di San Bernardo e da quell'anno, ogni giorno, recitano insieme i Vespri nella piccola chiesa di Poggibonsi, che è stata
consacrata nel 1987 dal vescovo ausiliare di Siena. La «Milizia del Tempio», che segue la liturgia antica concessa dall'indulto
di Giovanni Paolo II, compie attività di beneficenza e anima un gruppo di scouts cattolici, ed è stata riconosciuta
come «associazione privata di fedeli laici» dall'allora arcivescovo Mario Castellano e nel 1990 l'arcivescovo Bonicelli
ne ha approvato la regola. Due cardinali, Silvio Oddi e quindi Edouard Gagnon, sono diventati «patroni» della
Milizia, che ha pure ottenuto dalla Penitenzieria apostolica vaticana il dono dell'indulgenza plenaria per i cavalieri nel
giorno della loro professione e negli anniversari. Il fatto che questo gruppo sia l'unico con un riconoscimento della
Chiesa cattolica (l'atto della Diocesi di Siena ha valore canonico, anche se di per sé il Vaticano in quanto tale tutela ufficialmente
soltanto l'Ordine di Malta e i Cavalieri del Santo Sepolcro) è attestato nel nono volume del Dizionario degli
Istituti di Perfezione (Edizioni Paoline, 1997) e in un libro di recente pubblicazione, Templari. Il martirio della memoria
scritto da Mario Iannaccone con la prefazione di Franco Cardini (Sugarco editore).
Curiosamente proprio i cavalieri della Milizia della Magione sono osteggiati dalla Segreteria di Stato vaticana, che probabilmente
non gradisce il loro attaccamento alla liturgia preconciliare.
Andrea Tornelli
Il Giornale, 1 luglio 2005
Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
“Per Aspera Ardua”
“Quando arrivi in Vetta ad un Monte, non fermarti, continua a salire”
, e per verificare la rispondenza al vero, ho scritto il post.