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Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: sabato 20 marzo 2010, 12:54
da mareCP
chiedo scusa, ma non sapevo dove postare questo video per chi ieri si fosse perso l'edizione serale del tg5
cordialità

http://www.video.mediaset.it/video/tg5/ ... 1-c1-o1-p1

Re:

MessaggioInviato: sabato 20 marzo 2010, 13:14
da sabaudo74
mareCP ha scritto:chiedo scusa, ma non sapevo dove postare questo video per chi ieri si fosse perso l'edizione serale del tg5


Un bel servizio che ho seguito con molto interesse [clapping.gif]. Mi corre l'obbligo rettificare la frase che ha detto la giornalista: " Un sigaro e una croce non si nega a nessuno " non la disse il Re Vittorio Emanuele III ma il Re Vittorio Emanuele II esattamente cosi: "un mezzo sigaro toscano e una croce di cavaliere non si negano a nessuno"

Re: Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: sabato 20 marzo 2010, 17:39
da L.A.S.
sabaudo74 ha scritto: " Un sigaro e una croce non si nega a nessuno " non la disse il Re Vittorio Emanuele III ma il Re Vittorio Emanuele II esattamente cosi: "un mezzo sigaro toscano e una croce di cavaliere non si negano a nessuno"


Essendo l'espressione molto e variamente citata, a parte la paternità giustamente come sopra rettificata, sarebbe interessante verificare le modificazioni o corruzioni intervenute nel tempo: mi pare - ad una lettura veloce e, quindi, molto parziale - che i testi della memorialistica più datati (ma non per questo meno autorevoli) vadano nel senso della prima.

Cordialmente,
Lorenzo

Re: Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: sabato 20 marzo 2010, 17:48
da Marcello G. Novello
E invece di far vedere gli onnipresenti e potenzialmente super esposti appartenti all'universo farlocco, l'intero servizio è stato corredato da immagini di gente che nulla c'entra, fino a prova contraria, a partire dalle incolpevoli Guardie d'Onore al Pantheon...

Re: Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: sabato 20 marzo 2010, 18:01
da dpascale
Marcello G. Novello ha scritto:E invece di far vedere gli onnipresenti e potenzialmente super esposti appartenti all'universo farlocco, l'intero servizio è stato corredato da immagini di gente che nulla c'entra, fino a prova contraria, a partire dalle incolpevoli Guardie d'Onore al Pantheon...


Stessa cosa che ho pensato anch'io... E quando verso la fine parla di "regni virtuali", si vede un ritratto di S.A.Em. fra' Andrew Bertie... Che dire, forse non si è fatta grande attenzione alla coerenza tra parole e immagini, con il rischio che chi non sapeva nulla dell'argomento possa aver equivocato alla grande. [hmm.gif]

Un caro saluto, :)


Daniele

Re: Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: sabato 20 marzo 2010, 18:36
da Goffredo di Buglione
Ma avete visto quell'Ufficiale di Cavalleria Porta bandiera con tanto di basco e fregio in evidenza??? Ma si puo' scadere nel ridicolo?

Goffredo di Buglione

Re: Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: sabato 20 marzo 2010, 18:39
da Marcello G. Novello
CVD [confused.gif]

Re: Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: sabato 20 marzo 2010, 20:37
da sabaudo74
Goffredo di Buglione ha scritto:Ma avete visto quell'Ufficiale di Cavalleria Porta bandiera con tanto di basco e fregio in evidenza??? Ma si puo' scadere nel ridicolo?

Se l' Ufficiale di Cavalleria era porta bandiera in qualità di Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon , per statuto è previsto portare il basco di appartenenza non si scade nel ridicolo a mio parere se si è Guardia d'Onore alle Tombe Reali, condivido invece la precedente considerazione: hanno fatto veder tante Guardie d'Onore confondendo una istituzione riconosciuta dal Ministero della Difesa al posto di far vedere quanti ordini farlocchi esistono in giro.

Re: Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: sabato 20 marzo 2010, 22:32
da Tilius
L.A.S. ha scritto:
sabaudo74 ha scritto: " Un sigaro e una croce non si nega a nessuno " non la disse il Re Vittorio Emanuele III ma il Re Vittorio Emanuele II esattamente cosi: "un mezzo sigaro toscano e una croce di cavaliere non si negano a nessuno"

Essendo l'espressione molto e variamente citata, a parte la paternità giustamente come sopra rettificata, sarebbe interessante verificare le modificazioni o corruzioni intervenute nel tempo: mi pare - ad una lettura veloce e, quindi, molto parziale - che i testi della memorialistica più datati (ma non per questo meno autorevoli) vadano nel senso della prima.

Signori, la paternità della frase non é stata rettamente rettificata.
Infatti venne pronunciata da Giolitti. ;)

Tutti i sovrani di Casa Savoia avevano fortissimo il senso di appartenza dinastica, proprio e dei propri ordini.
Ergo ipotizzare che VEII ironizzasse su questi ultimi é pura fantascienza. Immagine

Re: Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: sabato 20 marzo 2010, 23:36
da sabaudo74
Tilius ha scritto:Signori, la paternità della frase non é stata rettamente rettificata.
Infatti venne pronunciata da Giolitti. ;)

Tutti i sovrani di Casa Savoia avevano fortissimo il senso di appartenza dinastica, proprio e dei propri ordini.
Ergo ipotizzare che VEII ironizzasse su questi ultimi é pura fantascienza. Immagine


La sua considerazione è molto corretta, tutti i sovrani di Casa Savoia sentivano in modo forte l'appartenenza dinastica e degli ordini dinastici, evidentemente la paternità della frase citata fu trasferita ai sovrani direttamente all'epoca ed è rimasta ancora oggi, infatti facendo ricerche su internet ho trovato riferimenti della frase attribuita al Re V.E. II.

Re: Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: domenica 21 marzo 2010, 0:41
da L.A.S.
sabaudo74 ha scritto:
Tilius ha scritto:Signori, la paternità della frase non é stata rettamente rettificata.
Infatti venne pronunciata da Giolitti. ;)

Tutti i sovrani di Casa Savoia avevano fortissimo il senso di appartenza dinastica, proprio e dei propri ordini.
Ergo ipotizzare che VEII ironizzasse su questi ultimi é pura fantascienza. Immagine


La sua considerazione è molto corretta, tutti i sovrani di Casa Savoia sentivano in modo forte l'appartenenza dinastica e degli ordini dinastici, evidentemente la paternità della frase citata fu trasferita ai sovrani direttamente all'epoca ed è rimasta ancora oggi, infatti facendo ricerche su internet ho trovato riferimenti della frase attribuita al Re V.E. II.


Il sentimento dell'appartenenza dinastica, che non v'è motivo di metter in dubbio, nulla toglie rispetto alla paternità di una frase, quale quella sopra ricordata, che la storiografia, la memorialista e l'aneddotica rimandano per lo più concordemente - a parte alcune sfumature, ad esempio sigaro vs mezzo sigaro, sigaro vs toscano - al re in questione: del resto la frase è attestata ben prima che Giolitti diventasse... Giolitti.

Cordialmente,
Lorenzo

Re: Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: domenica 21 marzo 2010, 1:22
da sabaudo74
L.A.S. ha scritto:
sabaudo74 ha scritto:
Tilius ha scritto:Signori, la paternità della frase non é stata rettamente rettificata.
Infatti venne pronunciata da Giolitti. ;)

Tutti i sovrani di Casa Savoia avevano fortissimo il senso di appartenza dinastica, proprio e dei propri ordini.
Ergo ipotizzare che VEII ironizzasse su questi ultimi é pura fantascienza. Immagine


La sua considerazione è molto corretta, tutti i sovrani di Casa Savoia sentivano in modo forte l'appartenenza dinastica e degli ordini dinastici, evidentemente la paternità della frase citata fu trasferita ai sovrani direttamente all'epoca ed è rimasta ancora oggi, infatti facendo ricerche su internet ho trovato riferimenti della frase attribuita al Re V.E. II.


Il sentimento dell'appartenenza dinastica, che non v'è motivo di metter in dubbio, nulla toglie rispetto alla paternità di una frase, quale quella sopra ricordata, che la storiografia, la memorialista e l'aneddotica rimandano per lo più concordemente - a parte alcune sfumature, ad esempio sigaro vs mezzo sigaro, sigaro vs toscano - al re in questione: del resto la frase è attestata ben prima che Giolitti diventasse... Giolitti.

Cordialmente,
Lorenzo


Era quello che pensavo, infatti non capivo la paternità giolittiana....... per il sottoscritto la frase sopra ricordata è sicuramente e senza alcun dubbio del Padre della Patria [king.gif] , infatti ricordavo i famosi sigaro, mezzo sigaro, e sigaro toscano. :)

Re: Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: domenica 21 marzo 2010, 1:44
da L.A.S.
sabaudo74 ha scritto:Era quello che pensavo, infatti non capivo la paternità giolittiana....... per il sottoscritto la frase sopra ricordata è sicuramente e senza alcun dubbio del Padre della Patria [king.gif] , infatti ricordavo i famosi sigaro, mezzo sigaro, e sigaro toscano. :)


Va detto comunque che la tesi dell'attribuzione a Giolitti non è nuova, ma scaturisce - sia pure in un secondo tempo - da una frase mal interpretata dello statista, che stava citando V.E. II. L'errore poi si è perpetuato, nei modi e termini che la filologia ben spiega, per lo più in ambito giornalistico-letterario. Se ben ricordo, la frase è contenuta in un epistolario proprio di V.E. II. Oltretutto, rispetto a quella che ricordiamo noi, credo sia incompleta. C'era forse pure una pedata?

L.A.S.

Re: Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: domenica 21 marzo 2010, 10:23
da Tilius
sabaudo74 ha scritto:Era quello che pensavo, infatti non capivo la paternità giolittiana....... per il sottoscritto la frase sopra ricordata è sicuramente e senza alcun dubbio del Padre della Patria [king.gif] , infatti ricordavo i famosi sigaro, mezzo sigaro, e sigaro toscano. :)

Questa poi ce la spiega, sì?
Non si capisce infatti come la storica confusione che ha via via modificato la versione (da toscano a sigaro a mezzo sigaro a mezzo toscano) possa raffermare qualcuno nelle sue convinzioni: "Ehi, non solo non si sa chi l'abbia pronunciata, 'sta frase, ma non si sa nemmeno come era esattamente scritta, 'sta frase! Ma allora é sicuramente e senza alcun dubbio del Re!". [hmm.gif]

Vabò.

Se qualcuno fosse del pari in grado di fornire riferimenti bibliografici e/o archivistici concreti (il famoso epistolario citato a corredo, che spesso ho sentito chiamare in causa ma i cui riferimenti nessuno é in grado precisarmi... :o ) che comprovino la paternità reale (al pari del fatto che 'sta frase sarebbe stata in uso ben prima di Giolitti... [hmm.gif] ) sarò ben lieto di ricredermi sulla attribuzione a Giolitti, che al momento ritengo comunque la più valida per i motivi storici e filologici menzionati in precedenza. ;)

Re: Tg5 del 19 marzo

MessaggioInviato: domenica 21 marzo 2010, 11:50
da L.A.S.
Tilius ha scritto:

Se qualcuno fosse del pari in grado di fornire riferimenti bibliografici e/o archivistici concreti (il famoso epistolario citato a corredo, che spesso ho sentito chiamare in causa ma i cui riferimenti nessuno é in grado precisarmi... :o ) che comprovino la paternità reale (al pari del fatto che 'sta frase sarebbe stata in uso ben prima di Giolitti... [hmm.gif] ) sarò ben lieto di ricredermi sulla attribuzione a Giolitti, che al momento ritengo comunque la più valida per i motivi storici e filologici menzionati in precedenza. ;)



Sì, ma quali sarebbero i motivi storici e filologici menzionati in precedenza? Se - come crediamo entrambi - la filologia si fa, appunto, con libri e documenti alla mano, e non su ipotesi che, per quanto apparentemente plausibili e suggestive, non sono suffragate da fonti, quali di esse ne attribuiribbero al Giolitti la paternità? Ve ne sono, è vero, ma ben successive al primo filone e, forse del pari, senza poggiarsi su documenti. Ecco perché nel mio primo post ponevo l'interesse per una storia degli studi che ne (di)mostrasse le fondamenta e le (eventuali) mutazioni.

Ora, la bibliografia sull'addebito della frase al re in questione è abbastanza corposa e continuativa nel tempo. Per cui mi limito - ne spiego in seguito le ragioni - ai seguenti due:

- Rinaldo de Sterlich, Il re Vittorio Emanuele nella sua vita intima. Bozzetti, Roma 1878.

- Benedetto Croce, Storia d'Italia dal 1871 al 1915, Bari 1928 e successive.

Sterlich dovrebbe essere stato il primo o fra i primi a raccontarla, nel bozzetto Un sigaro ed una croce (1), compreso nel volume citato: è stato un testimone di primo piano dei fatti politico-diplomatici e finanche "salottieri" e quindi, soggiungerei, una fonte autorevole per il caso in esame.

Croce, soprassedendo dal peso che ha avuto sulla cultura italiana, è stato - peraltro - ministro con Giolitti: non si comprenderebbe allora perché, conoscendo il primo ministro, abbia inteso addebitare la frase al re.

(1) Ecco la frase: "In questo basso mondo non bisogna mai negare ad un brav'uomo nè un Sigaro nè una Croce".

Poi, naturalmente, si può discutere all'infinito sul senso e sul contesto.
Cordialmente,
Lorenzo