da Lord Acton » mercoledì 15 agosto 2007, 23:32
Ho trovato di che si tratta...
"Nel 1933 Il Mattino d'Italia, quotidiano fascista degli italiani immigrati in Argentina, lanciò un referendum tra i suoi lettori. Dovevano rispondere alla domanda: "Cosa direste a Mussolini se aveste l'occasione di parlargli ?". Fu un successo straordinario, risposero in 44.000."
Così inizia un articolo di Giovanni Maria Bellu che è uscito su Repubblica qualche mese fà...
E nell'articolo si racconta anche che: (per semplicità copio testualmente)
"Il 21 dicembre 1933 - quando ancora il "referendum" è ancora in corso - un giornale radicale "CRITICA" irrompe nelle edicole con un titolo perentorio "Mussolini è argentino". Uno scherzo ? una beffa ai danni dei più fanatici tra gli ammiratori sudamericani del duce ? Pare di no. "CRITICA" dà credito alla notizia. Spiega di averla appresa attraverso la telefonata di un informatissimo lettore secondo il quale il capo del fascismo e suo fratello Arnaldo sono nati nella "Fattoria dei Negretti" a Puan, in provincia di Buenos Aires, dall'unione tra tale Giovanni Mussolini, un genovese emigrato in Argentina nel 1865 e rimasto vedovo pochi anni dopo, e Merilla Mattaldi, giovane italiana di singolare bellezza.
L'inviato di "CRITICA" raggiunge Pues e svolge un'inchiesta.
Non trova la "Fattoria dei Negretti", nè alcuna traccia del Duce. L'unico riscontro il il racconto di un collega di un foglio locale il quale gli dice di aver intervistato, poco prima che morisse, un tale Alessandro Mussolini, figlio maggiore di Giovanni e quindi fratellastro di Benito e Arnaldo. Questi gli avrebbe confermato parola per parola il racconto del lettore. Tutto qua. Un pò poco, in effetti. Ma "CRITICA" ugualmente (e qua, forse, l'inchiesta fallita diventa consapevole beffa) conclude che l'"argentinità" di Mussolini può essere considerata provata in modo definitivo.
Non solo. Incrociando le norme italiane (jus sanguinis) e quelle argentine (jus soli) in tema di acquisizione della nazionalità, afferma a caratteri cubitali che il capo del fascismo è sia italiano, sia argentino."
Il tutto è raccontato anche in un saggio di Vanni Blengino, noto ricercatore e studioso dell'emigrazione italiana in Sudamerica.
Davvero una storia molto curiosa.
Lord Acton
Amiamo il servizio straordinario... le imprese giudicate assurde o impossibili (A. Dumas)