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Cronista di Livonia ha scritto:Resta pero' un dubbio di fondo, ovvero "ma sarebbe poi cosi' difficile fare un semplice elenco degli Ordini delle Case regnanti e gia' regnanti europee post-Congresso di Vienna e dire questi si e tutti gli altri no?"

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Cronista di Livonia ha scritto:Mi proponevo pero' di rovesciare l'approccio avuto negli anni '50. All'epoca si fece una lista dei cattivi, dove il trovarsi costituisce onta (specie se per caso cattivi non si e'), ma una lista dei buoni (che di fatto gia' esiste, e' quella degli autorizzabili) avrebbe notevoli vantaggi. Chi non vi si dovesse trovare non potrebbe lamentarsi piu' di tanto (lo farebbe comunque, ma nessuno avrebbe scritto che e' cattivo) mentre chi vi si trovasse sarebbe in regola.

nicolad72 ha scritto:Sarebbe interessante coinvolgere le gerachie dei singoli ordini, magari con accordi di contingentamento... al fine di accrescere il prestigio degli ordini sia dinastici autorizzabili sia di quelli nazionali.
Non sarebbe male prevedere degli standard di qualità degli "aspiranti" (alla stregua degli ISO e soci), onde evitare e dissuadere le flotte di cacciatori .

nicolad72 ha scritto:Non sarebbe male prevedere degli standard di qualità degli "aspiranti" (alla stregua degli ISO e soci), onde evitare e dissuadere le flotte di cacciatori .
Francesco Lupo ha scritto:
La situazione mi ricorda la mitica scena del film "Il Marchese del Grillo" nella quale, al processo contro il povero Piperno, minacciato di essere condannato, comincia a fare l'interminabile elenco dei Prelati da condannare con lui.
Cordialmente.
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Tilius ha scritto: Ma soluzioni draconiane come quella proposta da Cossiga un paio d'anni orsono, non piacciono proprio a nessuno?
Il solo fatto che simili soluzioni scontentino un po' tutti é la prova più lampante della somma equità delle stesse.
![glasses [glasses3.gif]](./images/smilies/glasses3.gif)
...un elenco di requisiti (in ordine sparso), che oggi potrebbero indice di vita more nobilium:
- condotta esente da censure, o meglio buona fama indiscussa;
- posizione sociale distinta;
- censo idoneo;
- modi eleganti;
![confused [confused.gif]](./images/smilies/confused.gif)

Sono arrivati i commmmunisti anche lì? Cielo! Qualcuno ha avvertito il Santo Padre?Cronista di Livonia ha scritto:Gentile Signor Onorati,
ma allora e' veramente giacobino e commmmunista (alla prossima le metto la quinta "m"), ma non ha saputo che la Santa Sede dopo il Vaticano II non e' piu' la stessa? Le ripeto, per favore non mi faccia dire cose cattive su certi atteggiamenti della Santa Sede, che poi mi pento. Ho gia' citato precedenti, antichi, di diverso comportamento della stessa, si e' mai chiesto del perche' del mutato indirizzo?
Cronista di Livonia ha scritto:Il problema della proposta Cossiga, gia' ribadito piu' e piu' volte, ma pare che qui non lo si voglia sentire, e' che fa di tutta l'erba un fascio. L'Infante Don Carlo di Spagna (Gran Maestro SMOCSG Spagna) o l'Arciduca Otto d'Asburgo (gia' Gran Maestro Toson d'Oro - Austria) valgono il Principe Caio di Trebisonda-Bactria e Sogdiana? e lo stesso dicasi dei rispettivi Ordini?
Personalmente non mi sembra proprio. Certo il peso odierno di un SMOCSG o Toson d'Oro - Austria non e' certo quello di quando il Gran Maestro sedeva su di un trono, ma certo vale ben piu' di un Imperial sogdiano Ordine di San Eufrosio di Mirropoli.
Cronista di Livonia ha scritto:La proposta Cossiga apre del tutto la strada a qualsiasi truffatore, oggi almeno si puo' fare il distinguo autorizzabile/non-autorizzabile. Per favore non venite a dirmi che poi le Forze dell'Ordine provvederebbero in base alle piu' severe sanzioni a punire tutti i violatori, siamo in Italia e non in Francia. Oggi e' rarissimo veder punito un pataccaro ed accade solo in casi ecclatanti. Domani le cose non potranno cambiare solo per pie espressioni di qualcuno.
Il Cronista di Livonia

Cronista di Livonia ha scritto:En conséquence, l'article R. 173 (al. 2) du même Code prévoit : « sera punie d'une amende prévue pour les contraventions de 3ème classe (à savoir 450 euros), toute personne qui aura porté une décoration étrangère qui n'aurait pas été conférée par une puissance souveraine ».
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