Mic ha scritto:Antesterione ha scritto:Anch'io mi sono posto spesso questi quesiti, come forse molti tra i frequentatori di questo forum e ovviamente tutti gli appartenenti dei rami costantiniani in questione.
La tesi dell'Avv. Alfonso Marini Dettina è nella sua analisi (che assume il peso di un'opera che resterà nella storia), onesta e completa, dal punto divista giuridico, pur a mio avviso cercando eccessivamente di riconoscere (sebbene riuscendovi brillantemente) una natura canonica "attuale" all'Ordine, che de facto, non è più riconosciuto, perdendo quelle prerogative degli Ordini Cavalleresco-religiosi riconosciuti dalla Santa Sede.
............
Andrea
Gentilissimo Andrea,
questo, Bolle, Brevi usi e consuetudini alla mano non è corretto.
L'Ordine Costantiniano checchè ne dicano alcuni è assolutamente riconosciuto ai sensi e per gli effetti del diritto canonico dallo S.C.V. esattamente come lo sono OESSG e SMOM.
Ricordo a tutti che una Bolla papali può essere disattesa solo da un medesimo atto di egual valore e peso giuridico.
Non conosco Bolle che disconoscano lo SMOCSG, se ne esistono vi chiedo di portarle alla mia attenzione cosicchè io eviti di cadere in errore.
Grazie.
Cordialmente
MIchele
Quanto dice è valido per OESSG e SMOM, in quanto ancora riconosciuti dalla Santa Sede. Le bolle che si riferiscono a questi due Ordini, tutt'oggi conservano i rispettivi "destinatari".
il SMOCSG non è contemplato tra gli Ordini Cavallereschi e neanche tra gli ordini religiosi. Semplicemente, non è riconosciuto. Per la Santa Sede, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio, quello che aveva un Cardinale Patrono, non è più una sua realtà in quanto tale e le bolle facenti riferimento a tale realtà a mio avviso cessano di avere effetto in quanto semplicemente l'oggetto è stato rimosso e non più tutelato. Che senso avrebbe far perdurare gli effetti di bolle papali, se i Pontefici non riconoscono più SMOCSG come Ordine? Le dichiarazioni della Santa Sede in merito sono limpide e non possono trarre in confusione, oltre agli Ordini di collazione diretta, solo Ordine del Santo Sepolcro e Ordine di Malta sono riconosciuti. Se si vuol affrontare queste questioni, si dovrebbe partire sempre da questa premessa tutt'altro che marginale. Lo stesso Presidente degli Uberti, più volte ha ribadito questo concetto. Se infatti la Santa Sede volesse in qualche modo garantire e custodire un Ordine, lo riconoscerebbe. Mi si consenta di far notare che oggi si fanno cadere bolle con Ordini tutt'oggi esistenti e fiorenti per desuetudine (questo sì senza alcun fondamento), e si fanno invece perdurare per Ordini non riconosciuti? Non le sembra un po' strano?
Ovviamente, non dico ciò per detrazione, in quanto amo profondamente la tradizione dell'Ordine Costantiniano. Ma ritengo che i radicali cambiamenti nel rapporto con la Santa Sede, cioè il cessare del riconoscimento (che non è poca cosa) non possa essere ignorato solo per spirito di appartenenza e amore per l'Ordine. E' un punto di partenza per un ulteriore capitolo della storia di quest'Ordine, che mi auspico un giorno rientri sotto la protezione della Santa Sede e da essa torni ad essere ufficialmente riconosciuto e al più presto, oserei aggiungere. Ignorare questi aspetti non aiuterà certo l'Ordine a tornare sotto la protezione dei Pontefici, anzi. Né fornirà maggiore peso alle tesi giuridiche espresse a favore o meno di una delle due parti. Anche l'Ordine della Mercede cerca in tutti i modi di far perdurare effetti e riconoscimenti del passato. Ma la Santa Sede lo riconosce solo come Ordine religioso-mendicante e in quanto tale lo tutela. IL Teutonico è riconosciuto come Ordine clericale e non più come Ordine Cavalleresco e come tale è tutelato. Il SMOCSG, l'OSSML invece, non sono più riconosciuti del tutto. questo deve pur avere un peso. Non si tratta della semplice assenza di un cardinal patronus. Ci vorrebbe anzi un atto invece formale, una bolla appunto, per
rigarantire una continuità con le realtà un tempo riconosciute, agli occhi della Santa Sede, per affermare che quelle bolle del passato continuino ad avere come destinatari i Cavalieri di oggi. Se la Santa Sede avesse deciso o riconosciuto con apposita bolla che tutti i Cavalieri dell'-Ordine- costantiniano avessero il privilegio di dirsi "cavalieri aurati", Conti Palatini ecc. Al cessare del conferimento, tali privilegi continuerebbero ad avere effetto? Dal punto di vista della Santa Sede certo no. AL contrario la fons honorum potrebbe decidere di garantire altri privilegi derivanti efficacemente dalle sue sole facoltà di Gran Maestro e fons honorum.
Ad oggi infatti, la Santa Sede certamente non prenderebbe provvedimenti nel caso in cui nel SMOCSG, una delle sue Bolle fosse disattesa; ad esempio, se un cambiamento degli statuti, per assurdo, tollerasse in categorie tradizionalmente cattoliche, delle persone di altra religione. La stessa questione in oggetto non è stata presa in considerazione dalla Santa Sede, mentre in passato, fu grazie ad essa che il passaggio del magistero alla dinastia attuale fu legittimato, privando di valore qualsiasi altra pretesa avanzata da altre parti. La Santa Sede non solo non si esprime, facendosi garante della sopravvivenza di tale istituzione, ma evidentemente non se ne cura in quanto l'Ordine in oggetto non è da essa riconosciuto.
Al contrario è riconosciuto come onorificenza dalla Repubblica italiana nei suoi "tre" rami ormai affermatisi e in generale, dalle associazioni nobiliari-cavalleresche.
---
Cosa distingue un'associazione inventata (ad esempio, un Ordine pseudo-templare) da un Ordine autentico ma non riconosciuto? La Fons Honorum che nel secondo caso è valida e a tutti gli effetti garante della continuità e della legittimità dell'onore conferito.
Per la Santa Sede, invece, non esistono né la prima, né la seconda associazione. La fons honorum che garantisce la continuità storico-onorifica è contemplata nel diritto canonico come possibile garante di un'istituzione non più riconosciuta?
Mettiamo il caso di un istituto un tempo riconosciuto composto da X membri ancora viventi che non siano stati Ordinati Presbiteri, cessasse di essere riconosciuto come Ordine religioso per esplicita dichiarazione della Santa Sede, tali membri potrebbero continuare a considerarsi in continuità con l'istituto non più riconosciuto?
Certo, si potrebbe sottolineare la differenza tra soppressione di un Ordine e cessazione di riconoscimento. Ma dal punto di vista del diritto canonico, a vostro avviso, cambia qualcosa? Se ci fosse anche in minima parte una forma di riconoscimento, non cercherebbe la Santa Sede forse di guidare tale realtà e meglio integrarla nella vita ecclesiale piuttosto che ignorarla?
Condivido invece una delle brillanti conclusioni di Alfonso Marini Dettina. Il Diritto Canonico attuale non contempla efficacemente gli Ordini Cavallereschi. Ci sarebe bisogno di un'integrazione di questo istituto.
Basti pensare che la situazione non è chiara neanche per l'Ordine di Malta... figuriamoci per gli Ordini non riconosciuti.
Fraternamente,
Andrea
P.S.: Per farsi un'idea approssimativa bisognerebbe pensare agli Ordini Equestri odierni (ovviamente limitatamente a quelli che furono ordini cavallereschi o religioso-cavallereschi per la Santa Sede), come Ordini Religiosi, come i Cappuccini, I minori, I benedettini ecc.
Alcuni sono ancora riconosciuti da essa, altri si sono estinti, sono stati soppressi o non più riconosciuti.
La differenza (che distingue qualitativamente i non riconosciuti legittimi dagli illegittimi) sta nel fatto che per gli Ordini Equestri dinastici e un tempo religioso-cavallereschi, vi è ancora una fons honorum e una continuità di Gran Maestri che ne tutela l'aspetto laico-onorifico;ovviamente legittimato anche da stati e sovrani. E' solo grazie a loro ed al loro orientamento, che i membri di tali realtà continuano a dover vivere secondo principi retti e far parte della vita ecclesiale. Potrebbero da un giorno a l'altro sopprimere la loro realtà, cessarne i conferimenti, cambiare religione nei requisiti e la Santa Sede nulla farebbe per evitarlo. Potrebbero anche decidere di imporre ad i rispettivi membri una preghiera eretica e la Santa Sede probabilmente nulla farebbe e/o potrebbe per impedirlo, se non con iniziative private, che avrebbero come oggetto l'eresia ed i singoli membri e non l'Ordine. Questo prestigioso Ordine, che seppur un tempo religioso-cavalleresco è ora esclusivamente dinastico è dunque appeso alle sole sorti della vicenda dinastica e da tale vicenda i membri non possono prendere le distanze come si trattasse di una disputa tra presidenze, in quanto il Cavalierato e l'Ordine stesso poggia sui rispettivi Gran Maestri e non trova altri garanti per il momento, che permettano ad esso di godere di un'autonomia da questa vicenda. Solo il Pontefice potrebbe super partes, reintegrare e stabilire il Gran Magistero di detto Ordine, e non è detto che uno dei due Rami accetterebbe di buon cuore un'eventuale soluzione finale. (Inoltre mi pare che fosse previsto che in assenza di discendenti, il Gran Magistero sarebbe andato per elezione tra gli altissimi dignitari dell'Ordine, ripeto, se non erro, questo punto sarebbe interessante discuterlo per semplice curiosità).
La soluzione interna che si rifarebbe ai diversi livelli di magistero tradizionalmente presenti nell'Ordine, è l'unica che potrebbe riorganizzare i due rami come unica realtà. Non è infatti così automatico (anzi per nulla) ritenere che il SMOCSG sia stato esclusivo patrimonio della _corona_ del Regno delle Due Sicilie (affatto). L'attività che concerne la corona, riguarda invece soprattutto Ordini come l'Insigne Ordine di S. Gennaro e non il Costantiniano.
Ovviamente la questione non si pone se si prova (come è accaduto...) l'invalidità dell'atto di Cannes.