Cronista di Livonia ha scritto:Concordo pienamente. Gli allergici alla "questione nobiliare" sono pregati di rivolgersi a ONLUS varie o almeno a semplici Ordini religiosi, magari mendicanti, ove potranno entrare come terziari.
Cari amici, vorrei anzitutto premettere che la vostra risposta è pienamente legittima.
Siamo però sicuri che sia la giusta risposta al processo di secolarizzazione che da decenni affligge la Nostra Chiesa nella sua interezza?
Io non credo.
La Nostra Chiesa è chiamata oggi a vincere sfide complesse in questa società complessa.
Abbiamo nelle nostre parrocchie se va bene il 2% dei battezzati che viene a messa la domenica.
Nella mia parrocchia su 5000 residenti alle messe della domenica siamo circa 200.
Abbiamo una crisi di vocazioni senza precendenti.
Nella diocesi di Roma sono più preti stranieri che non italiani.
Africani, indiani, messicani, c'è di tutto.
Nella mia diocesi in Calabria da molti anni abbiamo un prete africano che sta sradicando tutte le tradizioni a partire dalla solenne processione del Venerdì Santo.
Credete davvero che la questione nobiliare sia il primo dei problemi?
Anche per gli Ordini Cavallereschi però bisogna porgersi i medesimi interrogativi.
Una risposta del tipo "cosi o vai da un altra parte" non credo sia la migliore.
il dibattito che vorrei alimentare è quello su quale sia il giusto compromesso tra passato e presente.
Credo però che molti di voi si siano arroccati in uno sterile e inconcludente conservatorismo.
La visione di un Ordine Cavalleresco dovrebbe essere invece di lunga gittata e non solo al presente.
Credete davvero che si possa continuare a stare chiusi nel proprio orticello a dire "quanto siamo fighi"?
Credete davvero che gli ordini cavallereschi cattolici possano continuare altri decenni in questo modo?