Giuramento

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Messaggioda MMT » martedì 17 aprile 2007, 16:28

Il confine è molto semplice: le onorificenze che vengono indossate pubblicamente devono essere corredate di autorizzazione da parte del MAE (mi corregga il dott. Volpe). Se tale autorizzazione manca, specie per ordini di case ex regnanti tipo costantiniano e simili, si incorre nella sanzione pecuniaria.

Così non essendo autorizzato il porto delle insegne dell'Ordine dei Santi M&L, per i motivi che abbiamo visto prima, si incorre nella sanzione.
Il passaggio mi sembra chiaro e logico.

Poi che siano tollerati i raduni e le cerimonie dell'Ordine, è differente, anche perchè, come abbiamo già detto, è discutibile il fatto che l'Ordine sia stato sospeso da un'Ente che non ne era titolare.

Michele Tuccimei
MMT
 
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Messaggioda hermann73 » martedì 17 aprile 2007, 17:12

Gentile utente nicolad72,


ho apprezzato, in passato, i Suoi interventi. Mi rivolgo a Lei, così come ad altri eventuali utenti dubbiosi, poichè ritengo sia affetto da un piccolo vizio comune a tutti noi giovani cultori di diritto penale: "il panpenalismo", ovvero la tendenza di far rietrare qualsiasi singolo comportamento immediatamente ed astrattamente in una fattispecie di reato (prevista dal Codice o da una Legge speciale).
Nel mio intervento di ieri sera, ho tentato di astrarmi da questa tendenza, poichè non ho intenzione di rubricare in questa sede un'ipotesi di reato o di contestazione disciplinare.
Il mio tentativo è finalizzato a centrare l'obiettivo sui Valori Fondamentali di un Militare (ho sempre usato la maiuscola per distinguere il caporale di Totò dall'Uomo Militare). Alla base di ogni Uomo Militare vi sono dei valori (ad esempio Onestà, Lealtà, Imparzialità...) che trovano il loro fondamento nel Giuramento.
Siamo su un piano superiore al Diritto, o forse siano all'interno di quell'elemento soggettivo (l'Uomo) che con coscienza e volontà compie le Sue azioni (nello specifico presta liberamente Giuramento davanti alla Bandiera e al Comandante..e da quel giorno indossa le "Stellette", il vero simbolo dell'Essere Militare).
I non penalisti la chiamano Morale o Etica Militare, e, mi creda, tutti noi(da uomini veri, non solo da cittadini o militari) ne abbiamo sempre più bisogno!
Per questi motivi ho richiamato l'Art.9 del Regolamento di Disciplina Militare (Doveri attinenti al Giuramento), che volutamente riporto nuovamente con l'antico auspicio che ripetita iuvant :
1. Con il giuramento il militare di ogni grado si impegna solennemente ad operare per l'assolvimento dei compiti istituzionali delle Forze Armate con assoluta fedeltà alle istituzioni repubblicane, con disciplina ed onore, con senso di responsabilità e consapevole partecipazione, senza risparmio di energie fisiche, morali ed intellettuali affrontando, se necessario, anche il rischio di sacrificare la vita.
2. L'assoluta fedeltà alle istituzioni repubblicane è il fondamento dei doveri del militare.


Chi ha giurato può anche essere un uomo/caporale, ma non avrà mai la mia Stima!

cordialmente
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Messaggioda Fabio Gig » martedì 17 aprile 2007, 17:56

Cari amici,

ho l'impressione che quello di cui si sta discutendo ora non sia l'oggetto originale della discussione; infatti, forse per l'eccessivo desiderio di collezionare decorazioni, sono stati diversi gli interventi orientati sulla legittimità di ricevere o portare una decorazione.

Sulla legittimità non si discute, in questo caso non si può portare dette decorazioni; tuttavia, l'argomento in questione non trattava neppure la possibilità di ricevere una decorazione in quanto la domanda iniziale era chiara ed inequivocabile "come si fa ad ottenere quella tale decorazione?".

Ora, ognuno, come ben spiegato nell'intervento precedente, è libero di dare il proprio valore al proprio onore, tenendo ben presente che quest'ultimo non è governato da alcuna legge scritta.

Per concludere, vorrei riportare il tema quì trattato alla sue esatta genesi: è accettabile che un Militare della Repubblica Italiana, pur avendo giurato, possa richiedere una decorazione Sabauda (Casa Reale alternativa alla Repubblica Italiana) perchè "DEVOTO" a tale nobile Casato?

Un saluto a tutti
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Messaggioda nicolad72 » martedì 17 aprile 2007, 17:58

Chiariamoci bene e definiamo i confini della discussione. Nessuno mette in dubbio non si possano indossare le insegne Sabaude, in quanto non autorizzabili: il divieto "formale" inibisce e sanzione il porto, ma non l'accettare una onorificenza, nel caso sabauda.
Per quanto ho inteso nella discussione si dibatte se il militare o assimilato che accetti un onore sabauto venga meno ai propri doveri e al proprio giuramento.

Sotto il profilo "formale" asserisco, ma è la mia opinione, che non vi sia alcun tipo di antigiuridicità nella condotta del militare che accetti un onore sabaudo, poichè non vi è alcun tipo di norma (a me conosciuta) che punisca tale condotta e che conseguentemente preveda la corrispondete sanzione. Questa non è frutto di alcuna deriva "panpenalista", ma semplicemente un principio di civiltà giuridica, sposato dal nostro ordinamento e valevole non solo per le condotte aventi rilevanza penale, ma anche in quell'universo parallelo che sono le sanzioni di carattere amministrativo (disciplinate per l'appunto dalla L. 689/81).

Sotto il profilo etico-militare o morale (ma attenzione ad usare tali termini, possono essere moooolto pericolosi, in quanto incerti nella portata semantica) ancora nessuno mi ha illustrato il passaggio logico in base al quale chi accetta una onorificenza sabauda si palesa infedele alle istituzioni repubblicane.

Eruditemi please! "Mi a nu 'ghe mio che zerbu!"
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Messaggioda ALEX » martedì 17 aprile 2007, 19:15

Per il Dott. Volpe: gli ordini cavallereschi non comportano alcun punteggio in sede di avanzamento di un militare, né in sede di redazione delle note caratteristiche. Danno punteggio le medaglie al valore e gli attestati di benemerenza rilasciati dal MInistro degli Interni. Questo con riguardo a Carabinieri e Guardia di Finanza. Come vede ho studiato a casa... :lol:

Con riguardo alla disputa se un militare possa accettare o meno una onorificenza sabauda, chiarito inequivocabilmente che non vi sono sanzioni penali e/o amministrative in caso di accettazione, mancando altresì il precetto su cui basare un'eventuale sanzione, concordo che si possano sollevare delle questioni morali...ma che tali sono e tali rimangono.

Cordialmente
:)
Alex
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Messaggioda Mario Volpe » martedì 17 aprile 2007, 22:53

ALEX ha scritto:Per il Dott. Volpe: gli ordini cavallereschi non comportano alcun punteggio in sede di avanzamento di un militare, né in sede di redazione delle note caratteristiche. Danno punteggio le medaglie al valore e gli attestati di benemerenza rilasciati dal MInistro degli Interni. Questo con riguardo a Carabinieri e Guardia di Finanza. Come vede ho studiato a casa...
Alex


Caro Alex, avevo premesso che non sono un esperto di queste faccende militari. Comunque, scartabellando tra i tanti bandi di concorso per assunzioni, ammissioni a concorsi interni, formazione professionale per passaggio a gradi superiori, ecc. - ampiamente disponibili online con una semplice ricerca - sia per i Carabinieri che per l'Esercito o per la Marina, viene sempre inserito un paragrafo sul tipo di quello seguente, che tra i criteri per la formazione della graduatoria finale di merito dei candidati prevede, tra le altre cose, l'attribuzione di punteggi per il possesso di:
"decorazioni e distintivi d’onore di cui agli allegati “C” ed “E” alla pubblicazione SMD-G 010 “REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE UNIFORMI” Edizione 2002, fino ad un massimo di 6000 punti, limitatamente a quelle riportate nell’allegato 3, tenendo presente che:
- per le medaglie e/o croci commemorative concesse per effettiva partecipazione in teatro d’operazioni a missioni militari, di pace o soccorso umanitario, il punteggio attribuibile per ciascuna missione è 700 (anche nel caso in cui siano state attribuite entrambe le onorificenze). In presenza di più missioni, tale punteggio potrà essere incrementato fino al massimo di 2.100 punti;
- in presenza di più decorazioni al merito per lungo comando, o per lunga navigazione e lunga navigazione aerea, viene attribuito il solo incrementale della decorazione di maggior rilevanza".
Ora, non so quali siano le decorazioni d'onore di cui agli allegati "C" ed "E" del Regolamento sulle Uniformi, probabilmente proprio le ricompense al valore, ma mi pare (e questo è solo un esempio generico) che il panorama delle decorazioni che possono influire sui punteggi di merito sia un pò più ampio di quello da lei indicato...

Cordialmente,

Mario Volpe
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Messaggioda Renato Carlini » mercoledì 18 aprile 2007, 14:09

Confermo che l'appartenenza ad Ordini Cavallereschi non costituisce titolo per l'avanzamento né tantomeno per la redazione dei documenti caratteristici. Devo constatare però, con amarezza, che molti miei colleghi fanno la "corsa al nastrino", per il solo gusto di impreziosire (?) il petto e senza aver la minima idea di cosa significhi lo spirito cavalleresco. La maggior parte di loro poi, "dimentica" di pagare le quote annuali (per gli Ordini che le prevedono), per non parlare della mera partecipazione alle attività organizzate dagli Ordini stessi, siano esse di carattere caritatevole od assistenziale o solo riunioni più o meno conviviali (Sante Messe periodiche, assemblee, conferenze, cerimonie, pellegrinaggi), o della donazione di beni (mobili e/o immobili).
Per quanto riguarda invece le decorazioni e i distintivi di onore (medaglie e croci al valore ed al merito le prime, feriti e/o mutilati in servizio ed in guerra, promozioni per meriti di guerra o per motivi eccezionali i secondi) mi sembra ovvio, oltre che giusto, che costituiscano titolo sia per gli avanzamenti sia per i concorsi per titoli ed esami.
Ten.Col. Renato Carlini
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Messaggioda Mario Volpe » mercoledì 18 aprile 2007, 14:36

Grazie Magg. Carlini per le sue precisazioni.

Cordialmente,

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Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 18 aprile 2007, 14:49

Renato Carlini ha scritto:Confermo che l'appartenenza ad Ordini Cavallereschi non costituisce titolo per l'avanzamento né tantomeno per la redazione dei documenti caratteristici. Devo constatare però, con amarezza, che molti miei colleghi fanno la "corsa al nastrino", per il solo gusto di impreziosire (?) il petto e senza aver la minima idea di cosa significhi lo spirito cavalleresco. La maggior parte di loro poi, "dimentica" di pagare le quote annuali (per gli Ordini che le prevedono), per non parlare della mera partecipazione alle attività organizzate dagli Ordini stessi, siano esse di carattere caritatevole od assistenziale o solo riunioni più o meno conviviali (Sante Messe periodiche, assemblee, conferenze, cerimonie, pellegrinaggi), o della donazione di beni (mobili e/o immobili).
Per quanto riguarda invece le decorazioni e i distintivi di onore (medaglie e croci al valore ed al merito le prime, feriti e/o mutilati in servizio ed in guerra, promozioni per meriti di guerra o per motivi eccezionali i secondi) mi sembra ovvio, oltre che giusto, che costituiscano titolo sia per gli avanzamenti sia per i concorsi per titoli ed esami.


Ringrazio anche io il Magg. Carlini per la precisazione. Ho sempre pensato che la ricezione in ordini cavallereschi (di merito o Religioni) desse luogo ad un qualche "punteggio". Questo perchè ritengo che essere insigniti di un'onorificenza di un ordine cavalleresco di uno stato sovrano sia indice di un qualche merito (si spera) o di una qualche partecipazione ad attività connesse. Per tale motivo ritengo corretto un suo peso nelle note caratteristiche di un militare o in un curriculum di un civile.
Da un lato sono però contento che non vengano presi in considerazione poichè ci sarebbe una maggiore caccia al nastrino che nulla ha a che vedere con il vero spirito cavalleresco.
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Messaggioda hermann73 » sabato 21 aprile 2007, 0:00

Gentili Forumisti,

intervengo nuovamente sia perché credo fermamente in ciò che ho scritto, sia principalmente perché è mia intenzione dare, alle domande poste, una risposta, che non sarà solo giuridica, poiché siamo ospiti di un forum frequentato anche da giuristi, ma principalmente da appassionati, a vario titolo, di determinate materie, che condividono i principi dell’ICOC/IAGI/AIOC.

Prima di procedere anche ad un’analisi giuridica del fenomeno, è opportuno comprendere cosa sia l’Onore nella nostra società oggi nel 2007: cosa meglio quindi che capirne il significato che ne da il dizionario Zingarelli/Zanichelli ed. 2007 (uno dei più popolari in Italia): 1.Integrità di costumi, costante rispetto e pratica di principi morali propri di una comunità, su cui si fonda la pubblica stima. 2. Consapevolezza della propria dignità personale e volontà di mantenerla intatta come si conviene. 3. Consapevolezza della dignità e del valore altrui e conseguente stima.
Ritengo che il dizionario, nel darci il significato del termine, ha sufficientemente illustrato cosa sia l’Onore, per qualsiasi Uomo.
Quanto detto, è utile anche al giurista per comprendere il significato sociale negativo che vi è dietro ad una scelta “non onorevole”, percezione sociale peggiore per un militare/caporale, in quanto intacca il prestigio (disciplinarmente rilevante) dell’Istituzione, cui tantissimi, invece, con l’uniforme, si Onorano di rappresentare.

Per comprendere il valore giuridico del comportamento in questione, occorre partire dalla Costituzione. Non parto dalle disposizioni transitorie e finali, ma dall’art.1 (“l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro…) e principalmente dall’ articolo il 139 “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”. Sono l’Alfa e l’Omega della Nostra Carta. L’assemblea costituente, siamo tra il 1946 e il 1947, ha disegnato uno strumento definito tecnicamente “rigido”, ovvero difficilmente modificabile, ma su un unico punto immodificabile: siamo e saremo una Repubblica! Un ragazzo nato nel 1973, come me, non può comprendere la decisa volontà fatta dai Padri della Repubblica, ma è indubbio (ed i forumisti meno giovani confermeranno) che la scelta è stata netta, ovvero negare la possibilità che un re possa mai più tornare sul trono d’Italia (vi rendete conto quale percezione sociale possa oggi avere una posizione monarchica – politicamente ormai ridotta a pochissimi che non hanno una distinta rappresentanza pubblica).
Oltre quindi ad una generica, ma ferma affermazione della Repubblica, l’Assemblea Costituente prese, nelle disposizioni transitorie e finali, alcune decisioni rilevanti (poi parzialmente modificate come noto nel 2002) nei confronti dell’ex famiglia reale, i Savoia. Nello specifico nostro campo la XIV disposizione tratta dell’ordine in parola, stabilendo che “l’ordine Mauriziano è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge”.
Da un punto di vista costituzionale, la situazione è chiara: mai più una monarchia in Italia e l’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro cessa di esistere come ordine dinastico dei Savoia, per essere mantenuto, come Ordine Mauriziano, quale ente ospedaliero (è un vero ritorno alle origini, alle Crociate, quando i cavalieri di San Lazzaro curavano i malati di lebbra).
E’ chiaro quindi che parlare di Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro concesso da un discendente di Casa Savoia ha, costituzionalmente parlando, un valore giuridico negativo, poiché si tratterebbe di contrastare la Carta Costituzionale. Il militare/caporale ha formalmente giurato di esserne fedele.

Per quanto riguarda le Leggi, ritengo fondamentale la nota Legge 3 Marzo 1951, n. 178, che, per quanto riguarda gli ordini dinastici di Casa Savoia, in particolare all’art.9, sancisce: “L’Ordine della SS.Annunziata e le relative onorificenze sono soppressi. L’Ordine della Corona d’Italia è soppresso e cessa il conferimento delle onorificenze dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. E’ tuttavia consentito l’uso delle onorificenze già conferite, escluso ogni diritto di precedenza nelle pubbliche cerimonie. Per gli altri Ordini ed onorificenze, istituiti prima del 2 giugno 1946, si provvederà con separata legge.” Inoltre la L. 5-11-1962 n. 1596 “Nuovo ordinamento dell'Ordine Mauriziano in attuazione della quattordicesima disposizione finale della Costituzione” sancisce all’art. 1 che “L'Ordine Mauriziano è conservato come ente ospedaliero, con gli altri suoi compiti in materia di beneficenza, di istruzione e di culto, da esercitarsi in conformità della presente legge” ed all’art.2 che “L'Ordine Mauriziano ha personalità giuridica di diritto pubblico, è posto sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica e la vigilanza del Ministro per l'interno”.
Dal combinato disposto della Costituzione e della Legge 178/1951, nonché della Legge 1596/1962, appare evidente che l’Ordine dei SS.Maurizio e Lazzaro sia stato giuridicamente trasformato in un ente di diritto pubblico chiamato Ordine Mauriziano; e la relativa cessazione del conferimento delle sue onorificenze dimostra chiaramente che l’attuale Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, concesso dai discendenti di casa Savoia, sia illegittimo.
Quindi è logico desumere che far parte di un ordine illegittimo è contrario sicuramente al solenne impegno del militare di “osservare la Costituzione e le Leggi”.

Il giuramento non è vincolato ad una norma penale di esclusivo stampo sanzionatorio. Quando facevo rilevare ciò, in un precedente intervento, intendevo chiaramente sottolineare che, per un militare, davanti al Giuramento (un atto di impegno particolarissimo) non è possibile immaginare che vi sia una specifica violazione penale per ogni comportamento. Inoltre, anche per le norme di diritto penale militare, è necessario un dolo (coscienza e volontà) che nei casi del militari/caporali, ove non indossino il nastrino sull’uniforme, presumo ("pro reo") mancare.
Comunque ritengo che il comportamento de quo sia disciplinarmente rilevante, e, in particolare, durante il relativo procedimento, è possibile carpire le reali volontà del soggetto.

Infatti, per quanto finora scritto e dopo un logico studio della fattispecie in esame, ritengo che un militare che accetti un’onorificenza dell’Ordine dei SS.Maurizio e Lazzaro, ordine illegittimo, si pone in chiaro contrasto, per la natura del sodalizio (ordine dinastico di un erede dei Savoia), con l’art.9 del R.D.M. (“Doveri attinenti al Giuramento”), in particolare col dovere di ASSOLUTA FEDELTA’ ALLE ISTITUZIONI REPUBBLICANE. Ove sia necessario, ricordo che il termine ASSOLUTO, ripetuto due volte nell’articolo, va quanto mai interpretato nel senso più ampio ed incondizionato possibile; quindi nel significato più restrittivo per il militare in questione. Considerato che oggi l’ordine in esame è non più che un’associazione, interviene anche l’art.31 del Regolamento di Disciplina, che, al secondo comma, recita “i militari non possono aderire ad associazioni considerate segrete a norma di legge ed A QUELLE INCOMPATIBILI CON I DOVERI DERIVANTI DAL GIURAMENTO PRESTATO”. Ritengo che il sodalizio in trattazione sia incompatibile, perché richiama in modo netto l’ultima dinastia regnante in Italia (ovvero la relativa forma monarchica, come visto negata dai Padri Costituenti).

Per il comportamento esaminato, avendo violato gli artt. 9 e 31 del Regolamento di Disciplina Militare, il militare è sanzionabile con la più grave delle sanzioni disciplinari di corpo, la Consegna di Rigore, come previsto al n.1 dell’Allegato C del Regolamento di Disciplina Militare.
Dopo la contestazione, il militare ed il suo difensore dovranno presentare delle giustificazioni al Comandante di Corpo: e qui nascono due opzioni.
1. Ove il militare, per evitare una grave punizione, dimostri di aver capito, allontanandosi dall’ordine, il Comandante di Corpo sicuramente sarà logicamente propenso ad sanzionare il comportamento con una punizione non eccessiva.
2. Se però il militare/caporale, dimostrando “anomalo coraggio”, dichiari la sua “ferma devozione alla causa sabauda”(come affermato all’inizio di questa discussione) allora rischia non solo il massimo della punizione, ma la sua dichiarazione di devozione sarà sicuramente utile per un procedimento di stato, con possibile (e logicamente ovvia) cessazione del rapporto di impiego con l’Amministrazione non solo Militare, ma anche pubblica.

Sono sicuro che il militare/caporale non sarà mai così folle!
In realtà, come giustamente detto dal Maggiore Renato Carlini (che saluto con fraterno affetto essendo un ex della Nunziatella – 202), il militare/caporale ha semplicemente fatto la "corsa al nastrino", per il solo gusto di impreziosire (?) il petto e senza aver la minima idea di cosa significhi lo spirito cavalleresco. Ben più grave, nel caso esaminato, il suo comportamento poiché ha evidenziato di non aver capito nulla del Giuramento, dimostrando di aver messo il suo onore personale sotto i tacchi …l’Onore Militare non sa dove risiede o forse non sa cosa sia!

Cordialmente


P.S.
Invito tutti i frequentatori di questo forum a consigliare la procedura disciplinare indicata a tutti i Comandanti di Corpo che conoscono. Inoltre sono disponibile, tramite mail, a consulenze specifiche.
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Messaggioda adj » sabato 21 aprile 2007, 22:59

A mio avviso il punto discutibile è proprio questo: che al militare è richiesto un giuramento di fedeltà non tanto alla Patria, quanto alla forma di governo attualmente in vigore.
Se la monarchia fosse stata altrettanto rigida, intansigente e (lasciatemelo pur dire) miope, la novella repubblica italiana si sarebbe trovata senza un solo militare.
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Messaggioda nicolad72 » domenica 22 aprile 2007, 15:24

Gentile Herman 73
Ancora non mi ha elencato la norma che sanziona nello specifico l'accettazione dell'OSSML.
E' inutile che si affanni a cercare qualcosa che non esiste, in quanto eventualmente ne verrebbe sanzionato il porto...
Cosa assai strana è che dal 1958 ad oggi, anche il porto non è mai stato sanzionato.
Il diritto è una cosa seria, ma soprattutto, è cosa da professionisti.
Lei afferma che l'OSSML sia un ordine illegittimo: per favore mi renda conto di tale affermazione in quanto, nel suo intervento non ha citato la ben che minima fonte che potesse essere idonea a suffragare la sua tesi.
Lei continua, in forma decisamente tautologica, a declamare che l'accettazione dell'OSSML costituisca atto di infedeltà alle istutizioni repubblicane, senza ancora chiarire, come le ho più volte, gentilmente, richiesto, il passggio logico attraverso il quale giunge a tale conclusione. Aggiungo che il fatto che si tratti di un ordine appartenente alla patrimonio della Casa di Savoia non è assolutamente sufficiente, anzi è del tutto insufficiente, in quanto non si tratta di un Ordine il cui conferimento sia legato alla causa monarchica e quindi tutti i tentativi di proporre tale associazione di idee sono falsificati dall'ontologia stessa dell'OSSML che mi risulta essere un ordine religioso-cavalleresco che persegua scopi di ordine caritativo-assistenziale.
Non mi riuslta altresì che la Casa di Savoia pretenda o persegua, quantomeno in forma ufficiale o ufficiosa, un sovvertimento dell'ordine costituzionale-repubblicano, altrimenti non si spiegerebbe la recente modifica alle disposizione transitorie e finale che ha posto finie al poco onorevole, ovviamente per la Repubblica, esilio degli eredi dei sovrani.
Vorrei ricordare, in conclusione, un antico ma sempre attuale principio del nostro diritto: nullum crimen sine iniura. Affichè vi sia una condotta che possa essere degna di sanzione (di qualunque natura) è necessario che tale condotta sia foriera di una lesione ad un bene giuridicamente tutelato, o quantomento sia in grado di porre concretamente in pericolo uno di tali beni.
In base alla nostra Carta Fondamentale, questo è uno dei principi immutabili (rientranti nell'Ordinamento Repubblicano) e che in virtù del principio di bilanciamento degli interessi è preminente rispetto a quello tutelato dalla disposizione transitoria e finale indicata e delle sue leggi attuative.


Sempre saluti a tutti!
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 22 aprile 2007, 20:19

nicolad72 ha scritto:Gentile Herman 73
Ancora non mi ha elencato la norma che sanziona nello specifico l'accettazione dell'OSSML.
E' inutile che si affanni a cercare qualcosa che non esiste, in quanto eventualmente ne verrebbe sanzionato il porto...
Cosa assai strana è che dal 1958 ad oggi, anche il porto non è mai stato sanzionato.
Il diritto è una cosa seria, ma soprattutto, è cosa da professionisti.
Lei afferma che l'OSSML sia un ordine illegittimo: per favore mi renda conto di tale affermazione in quanto, nel suo intervento non ha citato la ben che minima fonte che potesse essere idonea a suffragare la sua tesi.
Lei continua, in forma decisamente tautologica, a declamare che l'accettazione dell'OSSML costituisca atto di infedeltà alle istutizioni repubblicane, senza ancora chiarire, come le ho più volte, gentilmente, richiesto, il passggio logico attraverso il quale giunge a tale conclusione. Aggiungo che il fatto che si tratti di un ordine appartenente alla patrimonio della Casa di Savoia non è assolutamente sufficiente, anzi è del tutto insufficiente, in quanto non si tratta di un Ordine il cui conferimento sia legato alla causa monarchica e quindi tutti i tentativi di proporre tale associazione di idee sono falsificati dall'ontologia stessa dell'OSSML che mi risulta essere un ordine religioso-cavalleresco che persegua scopi di ordine caritativo-assistenziale.
Non mi riuslta altresì che la Casa di Savoia pretenda o persegua, quantomeno in forma ufficiale o ufficiosa, un sovvertimento dell'ordine costituzionale-repubblicano, altrimenti non si spiegerebbe la recente modifica alle disposizione transitorie e finale che ha posto finie al poco onorevole, ovviamente per la Repubblica, esilio degli eredi dei sovrani.
Vorrei ricordare, in conclusione, un antico ma sempre attuale principio del nostro diritto: nullum crimen sine iniura. Affichè vi sia una condotta che possa essere degna di sanzione (di qualunque natura) è necessario che tale condotta sia foriera di una lesione ad un bene giuridicamente tutelato, o quantomento sia in grado di porre concretamente in pericolo uno di tali beni.
In base alla nostra Carta Fondamentale, questo è uno dei principi immutabili (rientranti nell'Ordinamento Repubblicano) e che in virtù del principio di bilanciamento degli interessi è preminente rispetto a quello tutelato dalla disposizione transitoria e finale indicata e delle sue leggi attuative.


Sempre saluti a tutti!


Cerchiamo di fare chiarezza una volta per tutte:

In base alla Legge 3 marzo 1951, n. 178 art. 9 "L'Ordine della Corona d'Italia è soppresso e cessa il conferimento delle onorificenze dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. E' tuttavia consentito l'uso delle onorificenze già conferite, escluso ogni diritto di precedenza nelle pubbliche cerimonie."

Dunque per lo stato Italiano non esistono le concessioni dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro post 1951.

Sempre in base alla Legge 3 marzo 1951, n. 178 art. 7 "I cittadini italiani non possono usare nel territorio della Repubblica onorificenze o distinzioni cavalleresche loro conferite in Ordini non nazionali o da Stati esteri, se non sono autorizzati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri. "

Dunque non è possible usare nel territorio dello Stato Italiano le onorificenze dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro conferite post 1951.

Infine sempre in base alla Legge 3 marzo 1951, n. 178 art. 8 "Salvo quanto è disposto dall'art. 7, è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati. I trasgressori sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire duecentocinquantamila a lire cinquecentomila.
Chiunque fa uso, in qualsiasi forma e modalità, di onorificenze, decorazioni o distinzioni di cui al precedente comma, anche se conferite prima dell'entrata in vigore della presente legge, è punito con l'ammenda da lire cinquantamila a lire trecentocinquantamila.
La condanna per i reati previsti nei commi precedenti importa la pubblicazione della sentenza ai sensi dell'art. 36, ultimo comma, del Codice penale.
Le disposizioni del secondo e terzo comma si applicano anche quando il conferimento delle onorificenze, decorazioni o distinzioni sia avvenuto all'estero.
"

Dunque vi piaccia o no, far uso delle onoreficenze dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, conferite post 1951, è un reato.

Mi sembra che non ci sia molto altro da aggiungere, tranne che per chi vuole continuare a sognare di essere un "cavaliere" tramite una medaglietta (e spesso patacca) sull'uniforme .. :roll:
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Messaggioda hermann73 » domenica 22 aprile 2007, 21:40

Gentile utente nicolad72,

preliminarmente mi auguro che la nostra discussione possa continuare sui toni cordiali tipici di questo forum.

Condivido che il Diritto è cosa (meglio disciplina?) Seria (in quanto è, in primis, espressione di una società:ubi societas, ibi ius). Condivido anche che è materia da Esperti (professionisti lo sarebbero in tanti e trovo la definizione intellettualmente riduttiva), ma conviene che sicuramente non è materia da “mestieranti” (o “azzeccagarbugli” di manzoniana memoria).

“Evidentemente non mi sono spiegato bene…”, poichè in altri interventi ho positivamente valutato le sue posizioni, proverò con diverso linguaggio, citando sempre la Norma, ad illustrarle l’iter logico/giuridico che ho usato nel precedente intervento.
Spero sia chiaro che il comportamento per il militare è disciplinarmente rilevante, e che la “ferma devozione alla causa sabauda” assume determinati e preoccupanti connotati giuridici.

Il diritto italiano vigente ha le sue basi sulla Costituzione.
In particolare, per comprendere la posizione giuridica dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (con Gran Maestro un discendente dei Savoia), occorre leggere il terzo comma della XIV Disposizione Transitoria e Finale:
“L’Ordine Mauriziano è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge”

Inoltre, la successiva Legge 3 marzo 1951, n. 178, all’art. 9 (Norma vigente) sancisce:
“L’Ordine della SS. Annunziata e le relative onorificenze sono soppressi. L’Ordine della Corona d’Italia è soppresso e cessa il conferimento delle onorificenze dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. E’ tuttavia consentito l’uso delle onorificenze già conferite, escluso ogni diritto di precedenza nelle pubbliche cerimonie. Per gli altri Ordini ed onorificenze, istituiti prima del 2 giugno 1946, si provvederà con separata legge.”E’ legittimamente logico ritenere, pertanto, che il Legislatore Repubblicano, sopprimendo due importanti ordini dinastici dei Savoia (SS. Annunziata e Corona d’Italia), ha inteso trasformare l’OSSML in un ente pubblico ospedaliero. Pertanto ritengo che l’OSSML sia stato un’istituzione cavalleresca, che appartiene ad un distinto passato, ma che oggi non abbia alcuna legittimità nel diritto italiano vigente.

Ad ulteriore conferma di tale affermazione, vi è la Legge 5 Novembre 1962 n. 1596 “Nuovo ordinamento dell'Ordine Mauriziano in attuazione della quattordicesima disposizione finale della Costituzione”, che all’art. 1 (Norma vigente) sancisce:
“L'Ordine Mauriziano è conservato come ente ospedaliero, con gli altri suoi compiti in materia di beneficenza, di istruzione e di culto, da esercitarsi in conformità della presente legge”
Inoltre all’art. 2 (Norma vigente) è previsto che:
“L'Ordine Mauriziano ha personalità giuridica di diritto pubblico, è posto sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica e la vigilanza del Ministro per l'interno”.

Volendo procedere per tappe successive, augurandomi di essere stato per ora chiaro, le chiedo cosa sia, in termini giuridici, l’Ordine Mauriziano e quale sia la sua posizione giuridica nel vigente ordinamento italiano.

Inoltre se, per volontà del Legislatore Costituzionale, è cessato il conferimento di un’onorificenza, che valore giuridico può avere il successivo e conseguente atto dell’accettazione?

Cordialmente


P.S. Ricevuta una sintetica e chiara risposta a queste due domande, continuerò nei prossimi giorni ad illustrarle l’iter logico\giuridico che ho usato nei miei precedenti interventi, con l’augurio che il mio scrivere sia stato sufficientemente chiaro e nella certezza che nel Diritto, come nella vita, non esistono mai posizioni nette ed inamovibili.
hermann73
 
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Messaggioda nicolad72 » domenica 22 aprile 2007, 22:37

Vorrei premettere che non appartengo a nessun ordine sabaudo, ed allo stato non ho alcun interesse a petire tali onori.
Dibatto solo per mero gusto di dottrina, e contesto quello che a me sembra un pregiudizio, riferito ad un Ordine Religioso-Cavalleresco importante, solo perchè tale ordine fa parte del patrimonio della fu dinastia sovrana d'Italia.
L'OSSML è un ordine dinastico, in quanto legato alla Famiglia di Savoia, ma è al tempo stesso erede di un importante tradizione di cavalleria e di tutti i valori che da ciò conseguono, alla stregua dello SMOM, dell'OESSG.
La sua esistenza non è legata alla Corona d'Italia, ed esso non viene conferito per premiare i sostenitori della causa monarchica, o coloro che hanno acquisito benemerenze nei confronti della Real Casa di Savoia.
A mio giudizio qui risidede quello che io ritengo l'errore (ma come sempre è la mia opiniome) di alcuni utenti del forum.
ad esempio Herman73 ha scritto:
Spero sia chiaro che il comportamento per il militare è disciplinarmente rilevante, e che la “ferma devozione alla causa sabauda” assume determinati e preoccupanti connotati giuridici

Io, tenendo presente i valori che risiedono nell'Ordine Mauriziano, non ritengo, anzi, nego con forza che l'adesione a tali valori costituisca o possa costituire ferma devozione alla causa sabauda. L'OSSML perora la casua dei sofferenti dei bisognosi e dei malati, non quella dei principi di Casa Savoia a riprendersi un trono che non esiste più.
Potrei capire (e forse condividere) un tal posizione per l'ordine al merito civile di savoia (tra l'altro non elencato nella lista ICOC) o se venisse conferito l'Ordine della Corona d'Italia (cosa che non avviene più da decenni).

Per rispondere alle sue domande, io reputo che la locuzione "L’Ordine Mauriziano è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge" tenda a spogliare L'OSSML della sua veste pubblica, per ridurlo a istituzione "privata" (uso le virgolette in quanto non reputo perfettamente idonea l'espressione ma al momento non mi sovviene quella più adatta), in ragione anche del mutamento istituzinale avventuo in Italia.

L'espressione "cessa il conferimento" la trovo una espressione infelice.
Allo stato l'OSSML viene trattato alla stregua dell'Annunziata e dell'Ordine della Corona di Italia, i quali però sono stati soppressi, mentre il Mauriziano no, quindi vi deve essere, necessariamente, visto il differente lessico una conseguente differenza di trattamento.

Provo ad avanzare una ipotesi (forse un po' originale lo confesso, ma comunque suggestiva). Nei 3 anni che passano tra il 1948 e 1951 si verteva in una spece di limbo... la Repubblica non sapeva se acquisire nel suo patrimonio araldico (come è avvenuto per l'Ordine Militare di Savoia - divenuto Militare d'Italia - e l'Ordine al Merito del Lavoro) anche l'OSSML o meno. Una tale opzione avrebbe tristemente violentato la natura stessa dell'Ordine, il quale è a tutti gli effetti una Religione, non un Ordine di merito.
La legge del 51 ha quindi disposto e sancito il definitivo superamento del ruolo pubblico dell'OSSML facendolo tornare alla sua originaria missione e funzione, quella di Ordine Ospedaliero-Assitenziale, privo di ogni rilevanza pubblica.

Vorrei, far notare come le insegne dell'OMRI (prima versione) fossero decisamente simili a quelle dell'OSSML, nastro verde (con la differenza dei pali rossi) croce bianca (non di San Maurizio ma pomata) e le quattro aquile con le ali spiegate in vece della croce di San Lazzaro. Sarà una coincidenza, ma io trovo una forte similitudie tra le due insegne.

Non so spiegare altrimenti la scelta del Legislatore del 51 di non sopprimere anche questo ordine.

In effetti è da tempo che cerco di mettere le mani sui lavori parlamentari... (i quali sul punto porebbero essere decisamente chiarificatori) ma dovrei recarmi in pellegrinaggio agli archivi delle Camere a Roma, e far delle ricerche... ma non me ne è mai capitata l'occasione.

Per rispondere alla seconda domanda avanzata da Herman73... bhè se aderissi all'interpretazione da questi data come si può accettare qualcosa che non può essere validamente conferito? Quindi l'accettazione di qualcosa di inesistente è essa stessa inesistente e conseguentemente inidonea a produrre qualsivoglia effetto giuridico (anche negativo).

Saluti a tutti...!


P.S.
La questione è interessante anche sotto il profilo della dottrina... sarebbe un peccato far cadere il discorso. Un confronto SERIO sarà sicuramente fecondo e foriero di frutti.
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nicolad72
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