Gent.mo AIKIDO77,
vorrei porre l'accento sul fatto che le categorie di persone non si dividono in nobili e non nobili (nella quale confluirebbero dai notabili ai mendicanti, i "comuni mortali"). Pertanto l'evoluzione, in taluni casi auspicabile, visto che oggi si fanno "i salti mortali" per rientrare nelle categorie nobiliari, non la vedrei come una cosa necessariamente negativa (vedasi anche la situazione dello SMOM in America). Peraltro le distinzioni di categoria le fa anche la Santa Sede con i suoi criteri di conferimento delle onorificenze, senza mai menzionare la nobiltà...
C'è sempre stato un modo, una classe politica, una carica, gesti altamente meritevoli, il "more nobilium" che ha distinto alcuni dagli altri, permettendo loro di accedere alla classe nobiliare da un precedente status. Questa classe, si apriva e si chiudeva ciclicamente a seconda delle epoche, pertanto in alcune fasi essa ammetteva in condizioni più "facili", in altre si chiudeva rendendo più rigidi o pressocché impossibili gli accessi. Oggi in Italia e in molte realtà del nostro mondo, tale accesso è chiuso... qualcosa di più del semplice restringimento degli accessi, bensì una condanna a morte di questo ceto, che difatti ancor oggi, riscontra diverse difficoltà a causa della mancanza di tutela che si risolve nel non poter rappresentare quanto rappresentasse in passato... Quanto meno in quelle realtà territoriali che con le loro normative e leggi vogliono asfissiarne l'eredità.
A rappresentare ancora un legame con tali tradizioni e cultura vi sono alcuni ordini cavallereschi (che come per lo SMOM sono diventati un po' troppo il refugium di tutti coloro che volessero salvare dall'oblio le proprie memorie di famiglia...). E' anche vero, infatti, che vi sono molti non nobili che superano in prestigio, e per cariche sociali ecc. ecc. gli eredi attuali di alcune famiglie dell'aristocrazia europea. Con altissima probabilità questi signori borghesi, in epoca differente, avrebbero ottenuto l'accesso o il riconoscimento del loro status con un qualche titolo nobiliare. Oggi semplicemente non se ne curano, in quanto il possesso o meno di tali titoli è ininfluente ai fini dell'accesso alla classe dirigente.
Se la nobiltà vive un periodo storico di grande difficoltà, non così potrebbe essere per gli ordini cavallereschi militari. Essi rappresentano un legame forte con l'antica nobiltà e pertanto è giusto che vi vengano ricevuti personaggi che, secondo i criteri di oggi ne risultino meritevoli.
Una persona illustre che porta al bavero la rosetta di un ordine, onora il suo ordine dal quale è a sua volta onorato. In linea di massima, dall'ingresso di un individuo in un ordine dovrebbe derivarne in proporzione differente (è evidente) un reciproco onore. O almeno così dovrebbe essere.
Detto ciò, alcuni ambienti, quali quello ecclesiastico e militare, costituiscono un legame storico forte con la tradizione degli ordini equestri, pertanto non potremo classificare allo stesso livello un Cardinale (Principe di Santa Romana Chiesa) ad un Prete "novello" (seppure quest'ultimo rientrerebbe di diritto nella categoria degli "Ufficiali"). Pertanto è inutile bendarsi e voler ignorare che, almeno per quanto riguarda queste istituzioni, il proprio rango possa essere valutato in modo netto valutando la posizione nella "scala gerarchica".
Ciò permetterà, a buon diritto, di distinguere il Generale dall'Appuntato... due figure che non fanno parte del medesimo "insieme" dei "comuni mortali", per riutilizzare la sua espressione.
Lo dico senza alcun pregiudizio per le qualità umane ed intellettuali di ciascuno, ma tentando, come altri in questa discussione, di trasmettere il senso di queste differenziazioni nell'ambito delle onorificenze di più antica tradizione, che deve spingere l'individuo a fare meglio e non ad abbassare verso di sé il mondo degli onori.
Per quanto attiene ai Donati, mi trova concorde.
Ci sono tanti giovanissimi tra i donati, appunto perché viene dato loro il tempo e le possibilità (eventuali) di maturare il giusto merito o la giusta posizione per la ricezione come Cavaliere, senza alcuna garanzia che ciò avvenga ovviamente.
Certo... non per questo tutti i sottufficiali e la truppa potranno chiederne l'accesso, non le sembra? E invece, qui rientra l'aspetto negativo di una corrente di pensiero dominante tra i "militari": "a parità di grado e di requisiti, tutti siamo meritevoli".... A quel punto tutti i sottufficiali e la truppa pretenderanno l'accesso all'ordine di Malta come Donati per il solo fatto di essere "sottufficiali o truppa".... non le sembrerebbe di svilire la figura del "Donato"?
Ho Donato qualcosa degno di essere donato? Oppure ho accaparrato un nastrino in più? E quel nastrino non perderebbe immediatamente di valore? A quel punto, nasceranno nuovi argomenti per distinguere i più meritevoli dei sottufficiali dagli altri... e si tenterà l'assalto al Cavalierato di Grazia Magistrale... e così via. D'altronde ciò è successo per le Croci al Merito...
Non le sembra, onestamente, che sia proprio questo sistema a danneggiare il mondo delle onorificenze?

Che un po' di restringimento degli accessi non possa che fare bene al mondo degli onori? In tempi di crisi come questi, un sottufficiale può considerarsi una persona fortunata... se non potrà accedere ad un ordine cavalleresco non credo che ne avrà grave perdita.
C'è più dignità nel fare il proprio dovere al massimo, ottenendo riconoscimenti per quanto fatto nel proprio lavoro che non cercare l'onore nelle onorificenze...