Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda adj » giovedì 20 agosto 2009, 17:34

pierfe ha scritto:Oggi più che mai... concordo in pieno la nobiltà senza censo oggi fa ridere.
Pier Felice degli Uberti


Gentile Presidente,

certo, la nobiltà senza censo fa ridere ... anche se io preferirei dire che fa sorridere.

Ma certa nobiltà alla ribalta delle cronache televisive, cui è rimasto solo il censo, fa piangere.
adj
 

Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda pierfe » giovedì 20 agosto 2009, 18:03

adj ha scritto:
pierfe ha scritto:Oggi più che mai... concordo in pieno la nobiltà senza censo oggi fa ridere.
Pier Felice degli Uberti


Gentile Presidente,

certo, la nobiltà senza censo fa ridere ... anche se io preferirei dire che fa sorridere.

Ma certa nobiltà alla ribalta delle cronache televisive, cui è rimasto solo il censo, fa piangere.


Mi spiega la differenza fra il ridere di gusto (repubblicano) [clapping.gif] [jump.gif] :D e il sorridere? [king.gif] [euro.gif]
anche questa differenza è proprio un fenomeno di cultura, il ridere è riservato a coloro che non comprendono bene di cui si parla per mancanza ripeto di cultura, il sorridere è qualcosa che rimane dentro di noi perchè l'educazione impedisce l'esternazione. E quindi credo che il termine da usare fa ridere... [cheers.gif]
In ogni modo se vuole sapere il mio pensiero sulla nobiltà senza soldi voglio raccontarlo sinteticamente:
1) ho un carissimo amico molto più vecchi di me che è un bellissimo nome della nobiltà piemontese che ha perso 15 anni fa 15 miliardi di lire per ingenuità, io sono l'unico degli amici che non l'ha abbandonato perchè è mio vero amico, gli voglio bene, abbiamo relazioni da 500 anni, tutti gli altri "amici" ne parlano male e sono tutti della nobiltà.
Purtroppo non lo frequento più perchè credo che si senta imbarazzato a trovarsi fra i vecchi amici... è uno dei padri morali di tutto quello che voi vedete e che con i miei amici abbiamo fatto
Mi creda di questa nobiltà (parlo del mio amico), non rido proprio e penso che è sempre quello che era prima quando "aveva i soldi"
2) ci sono quelli che solo perchè si sentono nobili (e lo sono veramente) si credono superiori a tutti e trattano gli altri dall'alto in basso, non vedono la loro povertà economica e si credono ormai quello che non sono più... questi che cosa sono? Maleducati nonostante la nobiltà dei loro avi (ricordi ho scritto che per me la nobiltà è solo quella che è ancora viva ed iscritta nel Libro d'Oro (archivio centrale), questi sono i discendenti di coloro che erano nobili...
3) per fortuna oggi c'è l'abbattimento dei ceti e si va su e già ad una velocità che non vede neppure una generazione.

In merito alla sua ultima considerazione "fa piangere", la nobiltà non era una classe etereogenea ed è solo un sogno... la gente è la stessa geneticamente e fisicamente da quella plebea... quindi c ' è il buono e cattivo come ovunque.

I Romani e Napoleone avevano visto giusto: premiare il merito personale e non l'antichità o la discendenza... perchè proprio per quei miscugli che siamo, ad ogni generazione può venire fuori di tutto.

Mi spiace che non mi conosce personalmente perchè mi capirebbe di più
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda adj » giovedì 20 agosto 2009, 18:26

pierfe ha scritto:
adj ha scritto:
pierfe ha scritto:Oggi più che mai... concordo in pieno la nobiltà senza censo oggi fa ridere.
Pier Felice degli Uberti


Gentile Presidente,

certo, la nobiltà senza censo fa ridere ... anche se io preferirei dire che fa sorridere.

Ma certa nobiltà alla ribalta delle cronache televisive, cui è rimasto solo il censo, fa piangere.


Mi spiega la differenza fra il ridere di gusto (repubblicano) [clapping.gif] [jump.gif] :D e il sorridere? [king.gif] [euro.gif]
anche questa differenza è proprio un fenomeno di cultura, il ridere è riservato a coloro che non comprendono bene di cui si parla per mancanza ripeto di cultura, il sorridere è qualcosa che rimane dentro di noi perchè l'educazione impedisce l'esternazione. E quindi credo che il termine da usare fa ridere... [cheers.gif]
In ogni modo se vuole sapere il mio pensiero sulla nobiltà senza soldi voglio raccontarlo sinteticamente:
1) ho un carissimo amico molto più vecchi di me che è un bellissimo nome della nobiltà piemontese che ha perso 15 anni fa 15 miliardi di lire per ingenuità, io sono l'unico degli amici che non l'ha abbandonato perchè è mio vero amico, gli voglio bene, abbiamo relazioni da 500 anni, tutti gli altri "amici" ne parlano male e sono tutti della nobiltà.
Purtroppo non lo frequento più perchè credo che si senta imbarazzato a trovarsi fra i vecchi amici... è uno dei padri morali di tutto quello che voi vedete e che con i miei amici abbiamo fatto
Mi creda di questa nobiltà (parlo del mio amico), non rido proprio e penso che è sempre quello che era prima quando "aveva i soldi"
2) ci sono quelli che solo perchè si sentono nobili (e lo sono veramente) si credono superiori a tutti e trattano gli altri dall'alto in basso, non vedono la loro povertà economica e si credono ormai quello che non sono più... questi che cosa sono? Maleducati nonostante la nobiltà dei loro avi (ricordi ho scritto che per me la nobiltà è solo quella che è ancora viva ed iscritta nel Libro d'Oro (archivio centrale), questi sono i discendenti di coloro che erano nobili...
3) per fortuna oggi c'è l'abbattimento dei ceti e si va su e già ad una velocità che non vede neppure una generazione.

In merito alla sua ultima considerazione "fa piangere", la nobiltà non era una classe etereogenea ed è solo un sogno... la gente è la stessa geneticamente e fisicamente da quella plebea... quindi c ' è il buono e cattivo come ovunque.

I Romani e Napoleone avevano visto giusto: premiare il merito personale e non l'antichità o la discendenza... perchè proprio per quei miscugli che siamo, ad ogni generazione può venire fuori di tutto.

Mi spiace che non mi conosce personalmente perchè mi capirebbe di più
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Gentile Presidente,

sulla distinzione tra ridere e sorridere avevo in mente, tra le altre cose, la regola benedettina.
Non voleva solo essere ritegno a non ridere in faccia; pensavo a un sorriso "benevolo", non ironico o sarcastico.

Riguardo al suo comportamento verso il suo vecchio amico, non posso che riconoscere che Le fa onore (e non nutrivo dubbi sul fatto che Lei si sarebbe così comportato in una tale circostanza).

Sono anche pienamente d'accordo con Lei sull'idea di premiare i meriti personali, come presso i Romani (e ... tralascio Napoleone che mi è un po' meno simpatico e direi anche poco coerente [king.gif] )

Ma proprio perché la nobiltà nel senso stretto del termine non esiste più, sono decisamente poco incline nel collegarla al censo. Altrimenti, anziché il Libro d'Oro basterebbe la dichiarazione dei redditi (che oltetutto attesterebbe anche l'onestà contributiva ...)

Infine sono d'accordo con Lei che una conoscenza personale permette una comprensione molto migliore che non uno scambio di battute in un forum.

Cordiali saluti
Alberto Di Janni
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Fabio Gig » venerdì 21 agosto 2009, 11:35

pierfe ha scritto:Pensate poi che nel Regno Unito per essere ricevuti di grazia e devozione SMOM basta avere 3 generazione con lo stemma matricolato..


Scusate, ma esistono ancora degli Enti che immatricolano gli stemmi? Chi li riconosce? Soprattutto, su quali basi selezionano gli stemmi da immatricolare?
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda pierfe » venerdì 21 agosto 2009, 11:43

Fabio Gig ha scritto:
pierfe ha scritto:Pensate poi che nel Regno Unito per essere ricevuti di grazia e devozione SMOM basta avere 3 generazione con lo stemma matricolato..


Scusate, ma esistono ancora degli Enti che immatricolano gli stemmi? Chi li riconosce? Soprattutto, su quali basi selezionano gli stemmi da immatricolare?


Certamente in quei paesi dove esiste legislazione araldica per i particolari ovvero:
Inghilterra, Scozia, Irlanda, Canada, Sudafrida, Kenya dove ci sono uffici araldici (di stato per Sudafria, Canada, Kenia), tribunali araldici (Scozia), professionisti nominati dalla regina (Scozia, Inghilterra), biblioteca di stato (irlanda).

Ma gli italiani possono ottenere la registrazione solo in Sudafrica (Paese del Commonwealth) e Kenya (idem)

I criteri sono diversi a secondo dei Paesi in ogni modo la registrazione, immatricolazione e concessione è sempre solo personale.
E' troppo lunga da spiegare
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Antesterione » venerdì 21 agosto 2009, 11:47

Nel caso del Sudafrica, ho letto nella loro documentazione che vi sia una garanzia anche per i discendenti maschi. Si parla proprio di eredità del diritto all'uso della stemma per l'armigere e i suoi discendenti per primogenitura fornendo documentazione.

Addirittura si parla di aggiungere elementi che differenzino lo stemma nel caso di provata parentela ma in grado non tale da poter utilizzare nei paesi del commonwealth, lo stemma registrato dal primo armigere.

Queste informazioni le avevo ricevute direttamente dall'ufficio dell'Araldo e da un amico araldista via e-mail, alcuni mesi fa. Non so se nel frattempo sia cambiato.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda pierfe » venerdì 21 agosto 2009, 12:03

Antesterione ha scritto:Nel caso del Sudafrica, ho letto nella loro documentazione che vi sia una garanzia anche per i discendenti maschi. Si parla proprio di eredità del diritto all'uso della stemma per l'armigere e i suoi discendenti per primogenitura fornendo documentazione.

Addirittura si parla di aggiungere elementi che differenzino lo stemma nel caso di provata parentela ma in grado non tale da poter utilizzare nei paesi del commonwealth, lo stemma registrato dal primo armigere.

Queste informazioni le avevo ricevute direttamente dall'ufficio dell'Araldo e da un amico araldista via e-mail, alcuni mesi fa. Non so se nel frattempo sia cambiato.


Tutti gli uffici araldici registrano (o per Scozia e Inghilterra immatricolano) lo stemma dei discendenti della persona che ha ottenuto lo stemma.
E ogni stemma al difuori del Capo della Famiglia è brisato. Il primogenito alla morte del padre eredità l'arma piena (io ho ottenuto lo stemma registrato da mio padre dopo la sua morte... ci sono voluti circa 2 anni).
Attenzione in Sudafrica è una registrazione di uno stemma esistente o assunto. In Scozia, Inghilterra, Canada, Irlanda puà essere anche una concessione ex novo.
Negli ultimi anni ci sono state famiglie italiane che hanno registrato in Sudafrica direi 3-4 all'anno.
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Antesterione » venerdì 21 agosto 2009, 12:19

pierfe ha scritto:
Tutti gli uffici araldici registrano (o per Scozia e Inghilterra immatricolano) lo stemma dei discendenti della persona che ha ottenuto lo stemma.
E ogni stemma al difuori del Capo della Famiglia è brisato. Il primogenito alla morte del padre eredità l'arma piena (io ho ottenuto lo stemma registrato da mio padre dopo la sua morte... ci sono voluti circa 2 anni).
Attenzione in Sudafrica è una registrazione di uno stemma esistente o assunto. In Scozia, Inghilterra, Canada, Irlanda puà essere anche una concessione ex novo.
Negli ultimi anni ci sono state famiglie italiane che hanno registrato in Sudafrica direi 3-4 all'anno.
Pier Felice degli Uberti


Grazie per le precisazioni, molto utili.

Buona giornata,
Andrea
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » venerdì 21 agosto 2009, 12:29

Gentili frequentatori del Forum,
vorrei porre una domanda, attinente con la discussione, su una questione che non mi è del tutto chiara:
Una persona che oggi venga ammessa nel Sovrano Militare Ordine di Malta per Onore e Devozione o per Grazia e Devozione, può considerare la stessa ammissione come implicito riconoscimento di nobiltà della sua famiglia oppure no?
Grazie anticipatamente.
Fructum affert in patientia
Pasquale M. M. Onorati
 
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda pierfe » venerdì 21 agosto 2009, 12:40

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Gentili frequentatori del Forum,
vorrei porre una domanda, attinente con la discussione, su una questione che non mi è del tutto chiara:
Una persona che oggi venga ammessa nel Sovrano Militare Ordine di Malta per Onore e Devozione o per Grazia e Devozione, può considerare la stessa ammissione come implicito riconoscimento di nobiltà della sua famiglia oppure no?
Grazie anticipatamente.


Posso dare il mio personale pensiero sull'argomento, ma che non ha nessun valore [cheers.gif]
1) Nobiltà riconosciuta durante il regno d'Italia: NON ha bisogno di entrare nello SMOM per vedere riconosciuta al sua nobiltà
2) Nobiltà non riconosciuta durante il regno d'Italia: l'ammissione attuale nello SMOM in categorie nobiliari ha requisiti diversi da quelli che erano richiesti al tempo delle leggi nobiliari del regno d'Italia, e quindi è un riconoscimento diverso non allineato alle leggi nobiliari del tempo del regno
3) La nobiltà riconosciuta dallo SMOM ha valore solo per lo SMOM e logicamente (come è sempre stato ad eccezione del regno d'Italia quando c'era) non è riconoscita da altri Paesi del mondo, anche se viene dato un trattamento di cortesia senza entrare nel merito (come sei io scrivessi ad un'autorità con un titolo nobiliare e ricevessi la risposta con l'indicazione di quel titolo).

In conclusione sarebbe ora di sfatare dei miti e ritornare all'essenza: il SMOM è un ordine religioso!
Purtroppo molti lo "usano" per cercare un riconoscimento nobiliare che se ci pensiamo bene è completamente vuoto.
Che peccato... non dobbiamo mai dimenticare che lo SMOM fa opere di carità com um ampliezza tale che non c'è confronto con opere similari cattoliche nel mondo, davanti a questa GRANDEZZA come è piccola cosa parlare ancora di nobiltà nel 2009!
Pier Felice degli Uberti
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Fabio Gig » venerdì 21 agosto 2009, 12:42

Non credo.

Nei precedenti Stauti si evinceva che l'Ordine era nobilitante, ora questa prerogativa è stata esculsa. Tuttavia, è possibile che, dopo tre generazioni, il pronipote (allo stesso tempo, nipote e figlio) di un Cavaliere di Grazia Magistrale possa essere ricevuto nell'Ordine nel ceto di Grazie e Devozione, ma mai con il titolo di nobile.

Il Gran Maestro è libero di nominare mp un Cavaliere nel ceto che gli aggrada, senza per questo farlo nobile.
Fabio Gig
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » venerdì 21 agosto 2009, 12:43

Gentile Pierfe,
grazie per la risposta, chiara e precisa come sempre.
Condivido in tutto.
Buona giornata.
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 12 settembre 2009, 12:00

pierfe ha scritto: Il ramo napoletano è stato coerente con un altissimo grado che è nella categoria di grazia magistrale SMOM gli ha dato anche il collare ma non ha cambiato la categoria di grazia.


Gentile Pierfe,
per caso si riferisce all'ambasciatore Antonio Benedetto Spada, Gran Tesoriere degli Ordini dei Borbone delle Due Sicilie, ramo francesce? Buona giornata.
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Morello » lunedì 14 settembre 2009, 10:11

Scrivendo degli Organi o Istituti che registrano stemmi, non si è fatto cenno al Cronista Re d'Armi di Castiglia e Leon. Nel frattempo è cambiato qualcosa?
Grazie per ogni informazione e precisazione.
Morello
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Re: Ordini e Nobiltà (di cortesia)

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 14 settembre 2009, 12:20

pierfe ha scritto:Oggi più che mai... concordo in pieno la nobiltà senza censo oggi fa ridere.
Pier Felice degli Uberti


Caro Degli Uberti

La Sua conclusione così "tranchant" ad osservazioni molto più articolate e, per buona parte, da me condivise mi ha un po' lasciato perplesso.

Io ho la sensazione che, al contrario, proprio oggi, la "nobiltà senza censo" non solo non faccia ridere - che il tentare di onorare con decoro le tradizioni degli avi in condizioni avverse sarebbe semmai motivo di ammirazione - ma sia e sarà sempre di più la condizione normale in un mondo ove le passate agevolazioni di cui godeva il ceto nobiliare non esistono più (e da molto tempo!). Questo ha portato da molti decenni - ma già nell'Ottocento - a svolgere professioni ordinarie e a "declinare" verso condizioni socio-economiche da più o meno dotato "ceto medio" se non peggio.

Se quindi la "nobiltà" è un evidente retaggio storico definito da un punto di vista giuridico (ormai storico anch'esso, ovviamente), nulla nuoce da questo punto di vista ad esponenti di illustri stirpi nobiliari che oggi magari si ritrovino ad abitare un quadrilocale in una periferia di Milano o Roma, a svolgere un lavoro o professione comune, o ad avere un conto in banca non così florido.

Un saluto cordiale.

FJVT
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Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
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