adj ha scritto:pierfe ha scritto:Oggi più che mai... concordo in pieno la nobiltà senza censo oggi fa ridere.
Pier Felice degli Uberti
Gentile Presidente,
certo, la nobiltà senza censo fa ridere ... anche se io preferirei dire che fa sorridere.
Ma certa nobiltà alla ribalta delle cronache televisive, cui è rimasto solo il censo, fa piangere.
Mi spiega la differenza fra il ridere di gusto (repubblicano)

e il sorridere?
anche questa differenza è proprio un fenomeno di cultura, il ridere è riservato a coloro che non comprendono bene di cui si parla per mancanza ripeto di cultura, il sorridere è qualcosa che rimane dentro di noi perchè l'educazione impedisce l'esternazione. E quindi credo che il termine da usare fa ridere...
In ogni modo se vuole sapere il mio pensiero sulla nobiltà senza soldi voglio raccontarlo sinteticamente:
1) ho un carissimo amico molto più vecchi di me che è un bellissimo nome della nobiltà piemontese che ha perso 15 anni fa 15 miliardi di lire per ingenuità, io sono l'unico degli amici che non l'ha abbandonato perchè è mio vero amico, gli voglio bene, abbiamo relazioni da 500 anni, tutti gli altri "amici" ne parlano male e sono tutti della nobiltà.
Purtroppo non lo frequento più perchè credo che si senta imbarazzato a trovarsi fra i vecchi amici... è uno dei padri morali di tutto quello che voi vedete e che con i miei amici abbiamo fatto
Mi creda di questa nobiltà (parlo del mio amico), non rido proprio e penso che è sempre quello che era prima quando "aveva i soldi"
2) ci sono quelli che solo perchè si sentono nobili (e lo sono veramente) si credono superiori a tutti e trattano gli altri dall'alto in basso, non vedono la loro povertà economica e si credono ormai quello che non sono più... questi che cosa sono? Maleducati nonostante la nobiltà dei loro avi (ricordi ho scritto che per me la nobiltà è solo quella che è ancora viva ed iscritta nel Libro d'Oro (archivio centrale), questi sono i discendenti di coloro che erano nobili...
3) per fortuna oggi c'è l'abbattimento dei ceti e si va su e già ad una velocità che non vede neppure una generazione.
In merito alla sua ultima considerazione "fa piangere", la nobiltà non era una classe etereogenea ed è solo un sogno... la gente è la stessa geneticamente e fisicamente da quella plebea... quindi c ' è il buono e cattivo come ovunque.
I Romani e Napoleone avevano visto giusto: premiare il merito personale e non l'antichità o la discendenza... perchè proprio per quei miscugli che siamo, ad ogni generazione può venire fuori di tutto.
Mi spiace che non mi conosce personalmente perchè mi capirebbe di più
Pier Felice degli Uberti