Per chi sono nate le medaglie?

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Messaggioda Lord Acton » lunedì 21 gennaio 2008, 1:03

Marcello G. Novello ha scritto:La cedono, usata ma in buone condizioni, per meno di 11 euro. Penso di prenderla.

Prendila senza dubbi... ti troverai molto contento dell'acquisto... non immagini la miriade di notizie che vi troverai...

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Messaggioda Marcello G. Novello » lunedì 21 gennaio 2008, 1:20

Presa! Se non fosse per i vostri suggerimenti... :2:
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militari e civili

Messaggioda Fulvio Poli » lunedì 21 gennaio 2008, 14:04

forse per noi è più difficile capire, ma nel mondo antico (in particolare a Roma e nella Grecia Classica) i cittadini validi erano soldati, e militare era un dovere ma soprattutto un diritto.

anche nel mondo germanico che plasmò la cavalleria solo i guerrieri erano degni di rispetto e quando i costi dell'equipaggiamento e delle cavalcature costrinsero la società a separare i bellatores dai pauperes ciò fu vissuto come un dramma ed una violazione dei diritti dei singoli a portare le armi

i nobiles erano bellatores od oratores (numerosi con le armi in mano comunque) ed i laboratores erano ben poca cosa

negli ordini religioso-militari non tutti potevano essere ammessi come milites, entrando nella categoria dei servientes, distinguendo quelli di mestiere (lavoratori) da quelli d'arme, combattenti sia a piedi sia a cavallo, ma con status ben diverso

i bergenses arrivarono dopo, con problemi vari, fra i quali quello degli onori
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i soliti Francesi

Messaggioda Fulvio Poli » lunedì 21 gennaio 2008, 15:54

scusate se insisto e perdonatemi se appaio classista, ma gli ordini professionali e specialistici della Repubblica Francese erano assolutamente spettacolari

ritengo fossero appropriati a premiare i meriti nelle diverse realtà produttive e scientifiche e tali da mantenere i massimi onori del Paese destinati ad una sola elevatissima elite


PS

un po' di gossip

sapete quali onorificenze ha ricevuto il Presidente Bertinotti nel suo tour latinoamericano?
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Re: i soliti Francesi

Messaggioda Mario Volpe » lunedì 21 gennaio 2008, 16:10

Fulvio Poli ha scritto:scusate se insisto e perdonatemi se appaio classista, ma gli ordini professionali e specialistici della Repubblica Francese erano assolutamente spettacolari
ritengo fossero appropriati a premiare i meriti nelle diverse realtà produttive e scientifiche e tali da mantenere i massimi onori del Paese destinati ad una sola elevatissima elite


... però De Gaulle non la pensava così, e li soppresse quasi tutti in blocco per sostituirli con il "generico" Ordre Nationale du Mérite...
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Messaggioda Lord Acton » lunedì 21 gennaio 2008, 16:22

Però... giustamente... a volte potevano essere utili per premiare specifiche speciali benemerenze... io ho avuto in collezione una Stella da Ufficiale al Merito Postale e, insieme all'onorificenza, trovai anche il diploma e una vasta documentazione che mi ha fatto risalire ai motivi del conferimento ad un alto funzionario delle Poste Italane... e devo dire... che in effetti aveva dato un contributo speciale allo sviluppo delle attività delle Poste Francesi per cui un merito specifico non ci stava affatto male... ritengo che sarebbe giusto che, almeno sui diplomi, dell'OMRI, e di tutti gli altri Ordini al merito di uno Stato, ci fosse una sintetica formula di motivazione.

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Messaggioda equites » lunedì 21 gennaio 2008, 16:30

adj ha scritto:Paul Hieronymussen: Orders. medals and decorations of Britain and Europe in colour, Blandford press, (prima ediz. 1967, quella in mio possesso è la ristampa del 1975 della seconda ediz., del 1970)


Avendo letto in ritardo questi interventi ho trovfato in rete, sul noto sito, solo un'edizione del 1970 ed una del 1967... :|
Che dite aspetto o le prendo? 8)
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de gaulle

Messaggioda Fulvio Poli » lunedì 21 gennaio 2008, 16:45

non oso certo paragonarmi al generalissimo.......però......

a mio avviso il rischio è svilire gli ordini principali, premiando guitti, saltimbanchi e professionisti varii

insisto:
sapete quali ordini abbia ricevuto Bertinotti in sudamerica?
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Messaggioda Marcello G. Novello » lunedì 21 gennaio 2008, 17:07

equites ha scritto:Avendo letto in ritardo questi interventi ho trovfato in rete, sul noto sito, solo un'edizione del 1970 ed una del 1967... :|
Che dite aspetto o le prendo? 8)


Gent.mo Equites,

le ho mandato un MP con i riferimenti del sito dove ho trovato quel volume.

:D
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Messaggioda Guido5 » lunedì 21 gennaio 2008, 18:49

Fulvio Poli ha scritto:... insisto: sapete quali ordini abbia ricevuto Bertinotti in sudamerica?
Caro Colonnello,
alla lista ne mancano almeno un paio (Perù e Venezuela) ma posso citare:
Bolivia - Gran Croce dell’Ordine al Merito civile del “libertador” Simon Bolivar;
Ecuador – “Huésped ilustre” del Municipio di Quito;
ma soprattutto la laurea “honoris causa” all’Università cattolica di Quito dove ha tenuto una “lectio magistralis” su “Partecipazione popolare come antidoto alla crisi della politica”.

Ciao a tutti!
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Messaggioda equites » lunedì 21 gennaio 2008, 22:59

Marcello G. Novello ha scritto:
equites ha scritto:Avendo letto in ritardo questi interventi ho trovfato in rete, sul noto sito, solo un'edizione del 1970 ed una del 1967... :|
Che dite aspetto o le prendo? 8)


Gent.mo Equites,

le ho mandato un MP con i riferimenti del sito dove ho trovato quel volume.

:D


Letto e risposto! Grazie ancora! :D
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Messaggioda miss hompesch » lunedì 28 gennaio 2008, 12:44

Solo ora e con molto ritardo leggo l'intervento del signor Poli sui bellatores, oratores et laboratores.
Vorrei chiedere al signor Poli dove ha letto tali notizie e in base a quale principio afferma che una classe sociale è inferiore o superiore ad un'altra, ed ancora, vorrei sapere cosa il signor Poli intende per oratores e, ancora, chi sono i bergenses.
Mi sovviene in mente il famoso apologo di Menenio Agrippa ...
miss hompesch
 

Messaggioda Fulvio Poli » lunedì 28 gennaio 2008, 13:47

Gentilissima Miss Hompesch,

tra la metà del X secolo e la metà dell'XI i tre grandi propugnatori della dottrina tripartitica furono Abbone, abate di Fleury, e i vescovi Adalberone di Laon e Girardo di Cambrai.
Può trovare maggiori informazioni nelle opere di G. Duby, J Flori e F Cardini
gli oratores erano i chierici e i monaci

mentre i bUrgenses, mi scuso per l'errore, erano ovviamente i membri della nascente borghesia

non sostengo io una inferiorità fra le classi, ma chi la immaginò e codificò
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Messaggioda miss hompesch » lunedì 28 gennaio 2008, 14:08

In realtà le mie perplessità nascevano da altro tipo di affermazione e cioè quando dice che solo i guerrieri erano degni di rispetto.
Questo sicuramente non era il pensiero di papa Urbano II nel concilio di Clermont dell'ottobre del 1095.
Il pontefice soffermava la propria attenzione sulle tante guerre, sui combattimenti feroci e sui saccheggi che i cavalieri compivano solo per la gloria e per i guadagni. Essi, così facendo, mettevano a rischio la vita eterna: Dio - diceva il papa – ha trovato per questi uomini un mezzo di salvezza adatto al loro mestiere. I cavalieri pur continuando ad esercitare la professione guerriera e senza indossare il saio, potevano combattere in nome di Dio .
Insomma dalla militia mundi essi sarebbero dovuti passare verso l’unico cammino salvifico, la militia Christi.
E' in questo contesto ideologico e fervore spirituale che nascono gli Ordini monastico-cavallereschi.
Nessuna classe è superiore o inferiore alle altre: tutte insieme collaborano affinchè la società civile progredisca.

E ancora papa Urbano aggiungeva: “Dio ha istituito, nel nostro tempo, sancta praelia, affinché ordo equestris et vulgus che, a imitazione degli antichi pagani, si uccidevano l’un l’altro, vi trovino un mezzo di salvezza di nuovo genere”.
La fonte di riferimento è Gilberto di Nogent.
miss hompesch
 

RISPETTO

Messaggioda Fulvio Poli » lunedì 28 gennaio 2008, 14:25

la mia affermazione era riferita al mondo germanico PAGANO che tanta influenza ha avuto sulla nascita e sviluppo della cavalleria

Papa Urbano cercava appunto di cristianizzare un mondo che si basava su molti aspetti paganeggianti
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