Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda cassinelli » giovedì 19 aprile 2012, 0:17

Consultando le tavole presenti in alcuni testi sei-settecenteschi, come:

"Historie van alle Ridderlyke en Krygs-Orders" di Adrian Schoonebeek (Amsterdam, 1697)

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oppure come:

"Ordinum Equestrium et Militarium Catalogus" di Padre Filippo Bonanni S.J. (Roma, 1740)

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sembrerebbe prevalere il colore bianco... però mi è difficile dare valenza scientifica a delle illustrazioni.


D'altronde in “Dissertazioni storiche e critiche sopra la cavalleria antica e moderna” di Honoré de Sainte Marie (père) (Brescia, 1761) alla pagina 450 è scritto che:

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tuttavia non posso raggiungere alcuna conclusione seria.
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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda Montenotte » giovedì 19 aprile 2012, 11:35

Buongiorno,
riporto da un articolo di Bernard Berthod:

Le blanc manteau apparaît tardivement; On connaît quelques portraits du XVIe siècle représentant des chevaliers ainsi vêtus, notamment le double portrait d'Antonio Moro conservé au Musée des Beaux-Arts de Berlin. Giovanni Paoli Pesenti dit avoir reçu en 1613, l'habit blanc avec les cinq croix rouges (*). Le seul manteau blanc timbré de la croix rouge connu est celui du chevalier Jacob Trapp, daté de vers 1561 et conservé au chateau de Churburg, en Autriche. La couleur blanche du manteau porté par quelques chevaliers du XVIe siècle est à mettre en rapport avec la couleur du linceul.


(*) Se è il Pesenti stesso a dirlo credo si debba ammettere che nel ritratto non indossi il mantello ufficiale dell’Ordine.

Aggiungerei che Jean van Scorel, canonico di Utrecht accolto nell’Ordine nel 1521, nei suoi ritratti presenta sempre i cavalieri in abiti civili con l’insegna della Croce classica al collo.


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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda cassinelli » giovedì 19 aprile 2012, 11:48

Questo è il mantello usato da Jakob Trapp nel 1560... che però viene definito Pilgermantel... c'è il rischio di confondere un mantello impiegato per un pellegrinaggio con quello utilizzato da un Cavaliere.

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http://www.graeupl.net/Neuigkeiten.html
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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda nicolad72 » giovedì 19 aprile 2012, 16:39

Rocky ha scritto:Non le risulta o non lo sa? Con Pio IX si ha la certezza perchè è tutto relativamente recente! Per quanto concerne la figura inserita da Cassinelli in chiaro/scuro debbo dire che anche se non uguale al ritratto vi è similitudine nella foggia ma non nei particolari (ex croce potenziata alla spalla e la catenella che regge l'insegna). Allo stato il buon senso suggerisce che vi possa essere qualcosa di disciplinato dal custode di terra santa autorità assoluta dei cavalieri sansepolcrini fino alla ricostituzione del Patriarcato Latino.Ciò supportato anche dal fatto che il custode già aveva interloquito in tema di precedenze disciplinandole quantomeno per l'interno della basilica. Caro Cassinelli chiedo la sua perizia e pazienza nel trovare questo documento, se esistente.



Atti a sostegno della sua tesi non ne esistono e/o non ne sono mai stati trovati ed i vari testi sul santo sepolcro non ne parlano. A ciò consegue che è ragionevole e verosimile ritenere che non esistano...

A chi sostiene il contrario dar prova della sua tesi.
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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda nicolad72 » giovedì 19 aprile 2012, 16:43

Montenotte ha scritto:

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Quella bianca par essere più una cotta che un mantello.
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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda Montenotte » giovedì 19 aprile 2012, 17:21

nicolad72 ha scritto:
Quella bianca par essere più una cotta che un mantello.


Sono d’accordo, ma questo è van Scorel e mi riferivo ai quattro cavalieri che seguono il canonico.
Piuttosto direi che anche nel ritratto di Mor, a cui si riferisce Berthod, non si tratta di mantelli, tuttavia mi pare tangibile che, a quell’epoca, ognuno si vestiva come gli pareva. E, d’altra parte, le stesse insegne dell’Ordine non erano codificate, come si vede dai ritratti di Pesenti e di Rocchetta e come giustamente sottolineato da De Gennes.

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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda nicolad72 » giovedì 19 aprile 2012, 17:23

Già già... la regola era "liberi tutti"
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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda Antesterione » giovedì 19 aprile 2012, 22:47

A questo link un'immagine completa
Una versione completa da album su flickr.

1650 il confratello Giovanni Paolo Pesenti, Eques Hyerosolimitanus (prima riga non visibile nell'immagine postata dal caro confratello).
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda Maurizio Cosentino » giovedì 19 aprile 2012, 22:58

Il Cavaliere Gian Paolo Pesenti, indossa semplicemente l'abito del tempo, portando le insegne dell'Ordine di cui è ornato secondo le consuetudini dell'epoca in quei paesi che avevano un forte legame con la Spagna. In quel periodo, "...spariscono anche i colli steccati nelle rigide gorgiere: morbidi e ampi colletti di pizzo bianco (detti “alla svedese”) si stendono sulle spalle aperti sul davanti. Gli uomini più maturi preferiscono sfoggiare su un semplice abito nero il più austero “rabat”, il colletto formato da due grosse pezze di lino bianco che sopravvive ancora oggi negli abiti del clero protestante. Il tutto viene completato da un raffinato soprabito portato spesso appoggiato su una sola spalla. Senza le gorgiere i gentiluomini possono farsi crescere i capelli e portarli con i modernissimi “codenettes”, vezzosi codini sfoggiati dal maresciallo Codenet...". In quegli anni, le insegne dell'Ordine erano coniate in oro e smaltate di Rosso, pendevano al collo da una catena d'oro, ma la catena poteva essere sostituita da un nastro o da un cordone nero, altresi potevano pendere da una catena d'oro più massiccia portata a bandoliera. Molti ritratti di Cavalieri Spagnoli del periodo 1600/1670 mostrano simili caratteristiche: Santiago: D. Rodrigo Pacheco 1602, D. Lope Diez de Aux y Armendariz 1605, D. Francisco Gomez de Quevedo 1618, D. Francisco Fernandez de la Cueva 1635, D. Gregorio de Silva Mendoza y Sandoval 1666 (magnifico). Calatrava: D. Pedro de Berberana 1630. Alcantara: D. Gaspar de Guzman y Pimentel 1624, D. Antonio Sebastian de Toledo 1626, D. Tomas de la Cerda 1653.
...sed sunt quoque qui scire volunt ut aedificent / et charitas est. / Et item qui scire volunt ut aedificentur, / et prudentia est.
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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda Rocky » venerdì 20 aprile 2012, 18:41

Sulle succitate dissettazioni della cavalleria si evince che nel 1761 effettivamente per i cavalieri vigeva la sola regola dell'abito di colore bianco e dell'insegna della croce di "gerusalemme " così come ordinato da Baldovino I. Tale prescrizione essendo così blanda era "flessibile" e ciò spiega perchè tutti potevano indossare quello che ritenevano opportuno senza fattori vincolanti per la moda nelle varie epoche tant'è che sotto quest'aspetto anche oggi risulta essere attuale. Probabilmente il custode di terra santa non è mai intervenuto oltre data l'altissima fonte da cui era stata promanata: il fondatore dell'ordine.
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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda Tilius » martedì 8 maggio 2012, 9:59

In generale: giudicare il colore reale di qualcosa da una incisione (dove gli unici apporti cromatici solo il bianco del foglio e il nero dell'inchiostro), é operazione velleitaria, dipendendo la resa chiaroscurale della stampa tanto dall'estro artistico dell'incisore, dalla di lui abilità tecnica, dalla tecnica/maniera incisoria adottata.
Nemmeno il chiaro può essere considerato a priori chiaro, né lo scuro, scuro.
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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda Tilius » martedì 8 maggio 2012, 10:12

Nello specifico: visitata la mostra di Bergamo sul Ceresa in data sabato 5 maggio.
I ritratti di membri della famiglia Pesenti sono 3, tutti databili allo stesso periodo, tutti con lo stemma d'argento alla stadera di nero, al capo dell'Impero (solo quello di Giovanni Paolo Pesenti reca il quarto di Gerusalemme, ovviamente).
Ebbenne, al di là del fatto che l'abito indossato é palesemente un abito civile (alla moda del tempo), con mantello in tinta portato su una sola spalla (alla moda del tempo), tale abito (e relativo mantello) NON é di colore nero.
E non si tratta di alterazioni cromatiche dovute al trascorrere del tempo.
Lo stato di conservazione dei ritratti é più che discreto, e tutti e 3 raffigurano abiti di colore diverso (di cui uno nero, ma non é quello del cavaliere).
Nel ritratto di Giovanni Pesenti (mezza figura, fratello minore di GPP, zio di PMP) l'abito scurissimo é, ad una attenta osservazione, di colore blu.
Nel ritratto di Giovanni Paolo Pesenti, Cavaliere Gerosolimitano (mezza figura, fratello maggiore di GP, zio di PMP), l'abito scurissimo é, ad attenta osservazione, di colore marrone-rossastro.
Nel ritratto di Pietro Maria Pesenti (figura intera, nipote di GP e GPP) l'abito scurissimo é, ad una attenta osservazione, di colore nero (l'unico dei tre).
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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda Tilius » domenica 20 maggio 2012, 10:15

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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda cassinelli » domenica 20 maggio 2012, 11:52

Bellissimi e utilissimi ingrandimenti!

Accanto al libro dedicato al pellegrinaggio, sembrerebbe essere posto il diploma, piegato e corredato di sigillo...

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Dietro, poi, spunterebbe qualcosa che non riesco ad identificare con certezza... potrebbe forse assomigliare all'elsa di una spada... cosa ne pensate?

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Re: Ritratto di un Cavaliere del Santo Sepolcro - 1650

Messaggioda Romegas » domenica 20 maggio 2012, 22:59

Penso anch'io si tratti dell'elsa di una spada e del diploma di nomina a cavaliere. Comunque nel catalogo della mostra "Cavalieri.Dai Templari a Napoleone" che si è svolta a Torino nel 2009-2010, a pag.321 vi è il ritratto di questo Gian Paolo Pesenti, ovvero quello qui raffigurato, con un commento di Danilo Comino dove si dice quello di cui sopra e si sostiene che il libro posto sotto la mano destra sia una opera da lui composta dal titolo "Pellegrinaggio a Gerusalemme".

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