Cavalieri del Santo Sepolcro e Conti Palatini

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Ordine del Santo Sepolcro e conti palatini

Messaggioda guelfo » martedì 22 marzo 2005, 20:12

Gentile Sig. Ritter,

grazie del suo utilissimo contributo , spero di riuscire a consultare alcuni dei testi da Lei consigliati.

Cordialità

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Messaggioda Mauri » martedì 22 marzo 2005, 23:38

Egregi Frequentatori,
condivido quello scritto dal Dott. degli Uberti anche se bisognerebbe fare alcune precisazioni, la materia è complessa e non si può limitare a due righe, quindi non volendo tediare tutti i partecipanti rimango a disposizione con posta eventualmente privata per chiarire dubbi sulla Nobiltà e Prerogative dei Cavalieri dell'OESSG.
Cordialmente :D :D
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Messaggioda MMT » mercoledì 23 marzo 2005, 2:54

A titolo informativo riporto un aneddoto familiare sul caso conti-santosepolcro.

Durante il pontificato di SS. Pio IX viveva il mio trisavolo Giuseppe Augusto. In breve: essendo per fede e tradizione consolidata attaccato alla Santa Sede e al Romano Pontefice ricevette prima il cavalierato del Santo Sepolcro di Gerusalemme (purtroppo non conosco le precise date) e poi quella di San Gregorio Magno. Era anche Guardia Nobile.
Comunque sia: alla sua morte (1915) in un necrologio uscito su di un giornale si raccontava che egli rifiutò il titolo di conte.
Io questo l'ho riportato alla questione di cui si tratta e sono giunto a questa conclusione: probabilmente prima o durante il suo cavalierato venne abolito il prvilegio comitale da Pio IX e di conseguenza il trisavolo preferì non usare alcun titolo comitale magari rispondendo a qualcuno che glielo chiedeva con modestia, conoscendo bene la sua personalità.
Allora potrebbe essere che già allora tale privilegio si sentisse meno a causa della soppressione del Papa e che comunque vi era a chi questo non andava giù e cercava di mettersi corone un po' troppo grandi per la propria testa.


Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda Mauri » mercoledì 23 marzo 2005, 23:08

Egregi Frequentatori,
non mi sembra di ricordare che il Breve del 6 gennaio 1928 "Decessores Nostri" del Pontefice Pio XI abolisse nulla, ricordo solo che unì l'OESSG con l'Opera della Preservazione della Fede in Palestina.
Cordialmente :D
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Messaggioda alfabravo » martedì 19 aprile 2005, 20:11

Egregi frequentatori del forum,

ho avuto uno scambio epistolare con il Luogotenente dell'Italia Settentrionale dell'OESSG e mi ha confermato che i cavalieri di questo ordine non godono di privilegi comitali perchè aboliti dal Papa Pio VII.
Infatti, da ricerche da me ulteriormente effettuate ho trovato che Pio VII nel 1814, al suo ritorno in Roma dalla prigionia napoleonica, tolse l'unione del cavalierato col titolo di conte palatino, riservando solo a sè il conferimento di tale dignità.
Anche nell'ultimo statuto dell'Ordine (emesso nel 1996) non si accenna minimamente a conferimenti di titoli nobiliari.

Distinti saluti da Ritter
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Cavalieri dell'OESSG

Messaggioda Mauri » venerdì 22 aprile 2005, 18:45

Egregio Sig. Ritter,
non credo che il Papa PIO VII abolendo il Titolo di Conte Palatino come Lei afferma si riferisse ai Cavalieri dell'OSSG, non metto in dubbio che il Luogotenente per l'Italia Settentrionale sia in buona fede quando afferma che attualmente agli appartenenti all'Ordine non spetta alcun titolo, come daltro canto agli appartenenti ad altri Ordini Cavallereschi (Malta, Costantiniano etc), siamo nel 2005 e mi sembra chiaro che questi Ordini debbano stare al passo con i tempi.
Comunque per Sua informazione Le scrivo il testo di un processo verbale di conferimento del Cavalierato datato anno 1904 quindi ben dopo il 1814, a Lei la conclusione.
"Giovanni Battista Scalabrini della Santità di N.S. prelato domestico ed assistente al Soglio Pontificio per Grazia di Dio e della S.Sede Apostolica Vescovo di Piacenza e Conte alla stessa S.Sede immediatamente soggetto.
Vista la lettera a Noi diretta dall'Ecc.mo Mons. Lodovico Piavi, Patriarca di Gerusalemme in data 4 Giugno 1903, colla quale viene a Noi concessa per speciale Delegazione della Santa Sede Apostolica, la facoltà di procedere all'ordinazione dell'Ill.mo e Rev.mo Sig.Prev. D. Giovanni Busi a Cavaliere del Santo Sepolcro.
Vista la Bolla etc, etc.(taglio per motivi di spazio)
Col tenore delle presenti facciamo fede e attestiamo che il prefatto Ill.mo e Rev.mo Pre.D Giovanni Busi fu in questo giorno da Noi ordinato Cavaliere del S.Sepolcro, e che nelle nostre mani ha pure prestato i richiesti giuramenti. Lo stesso Sig Prevosto quindi d'ora innanzi potrà fregiarsi del titolo di Cavaliere del Santo Sepolcro e di Conte Lateranense ed avrà quindi tutti i privilegi e gli onori che a tale titolo onorifico appartengono.Dalla Basilica del S.Sepolcro questo giorno solenne del Titolare 17 aprile 1904. Gio.Battista, Vescovo D.A. Sac. Lod. Mondini, Segretario:"
:D
Rimango a disposizione.Cordiali saluti
PS.
Mi può dire cortesemente il nome del Luogotenente per l'Italia Settentrionale.
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Messaggioda alfabravo » lunedì 25 aprile 2005, 18:20

Egregio Signor Mauri,

il suo messaggio non è stato per me una sorpresa. Quel che cita è scritto nel libro di Arrigo Pecchioli "I cavalieri del Santo Sepolcro", edizioni "I libri del Graal", Roma 1991, articolo di Temistocle Bertucci "La nobiltà dell'ordine", pubblicato nel 1925.
Ai tempi di Benedetto XIV (Papa dal 1740 al 1758) i titoli di cavaliere del Santo Sepolcro e di conte palatino erano inscindibili, come per decreto di fra Bonifacio di Ragusa del 1553.
Con la riforma di Pio VII del 1814, il papa ha tolto l'unione del cavalierato con il titolo di conte palatino, riservando a sè il conferimento di tale dignità. Si è sempre discusso se i cavalieri del Santo Sepolcro, ma anche quelli dello Speron d'Oro e i camerieri segreti di Sua Santità godano per privilegio personale del titolo di conte del Sacro Palazzo Lateranense. In una lettera inviata il 23 giugno 1904 al conte Ferruccio Pasini Frassoni, il cardinale Cagiano de Azevedro, maggiordomo dell'allora Papa Pio X, dichiarava che i privilegi concessi dal Sommo Pontefice non si riferivano al ceto ma agli individui nominati nei singoli brevi. Il professore Giacomo Leoni, con un articolo pubblicato sulla rivista del Collegio Araldico nel 1907 risolse definitivamente la questione in conformità alla lettera del cardinale Cagiano de Azevedo.
Che don Giovanni Busi, oltre il cavalierato ottenne anche il titolo comitale, non lo dubito, ma lo avrà avuto solo con approvazione pontificia, così come nel 1951, nulla impedì a Pio XII di nominare conte il cavaliere bresciano Antonio Folonari, ma solo lui, e non tutti gli altri cavalieri della delegazione di Brescia o della sezione lombarda.
I termini "con tutti i privilegi e gli onori" figurano ancora oggi nei diplomi dell'Ordine, ma le assicuro che con l'investitura si diventa cavalieri e basta; anche nell'ultimo statuto dell'Ordine del 1996 e nel rescritto del Papa Giovanni Paolo II del febbraio 1996 che eleva l'Ordine a persona giuridica della Santa Sede, non sono contemplati conferimenti di titoli nobiliari ai cavalieri.

P. S. Non sono autorizzato a divulgare nomi di appartenenti all'OESSG ma se va sul sito http://www.oessg-gm.net alla voce luogotenenze troverà tutti i recapiti della Luogotenenza Italia Settentrionale. Se invia una email, credo che Le risponderanno.

Distinti saluti da Ritter
alfabravo
 
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Messaggioda Mauri » domenica 1 maggio 2005, 16:00

Egregio Signor Ritter,
ho letto con attenzione quanto da Ella affermato e, seppur con un poco di ritardo (i classici impedimenti dovuti al lavoro) vorrei cercare di esporLe il mio pensiero;
sono contento che Lei abbia citato e penso letto il libro del Pecchioli, mi sembra sicuramente esaustivo e capace di condensare in poche pagine quello che bisogna sapere sull’OESSG, Le garantisco però che, il processo verbale cui mi sono riferito io è stato, da me ricopiato da un documento originale e naturalmente più antico del libro cui Ella si riferisce (documento conservato nel mio archivio, questo per dovere di cronaca).
Non Le nascondo di essere stato sorpreso nel leggere le Sue parole riguardo al titolo di Conte Palatino, risuonavano nella mia mente come un qualcosa di già esposto , frugando tra le mie carte ho scovato un bel saggio di Silvio Mannucci proprio sull’argomento da Lei così egregiamente presentato, devo dirLe però che sicuramente i dati riportati da Lei e dal Mannucci sul Breve di Pio VII datato 1841 sono veritieri ma, se leggiamo con attenzione il documento Papale, ci renderemmo conto che due sono gli scopi voluti, primo,rende materia esclusiva del Papa il rilascio del Titolo di Conte Palatino, in quanto come ben noto alcune Famiglie dell’alta nobiltà romana e vari particolari Collegi potevano conferire detto Titolo anzi, tantissimi sono stati i titoli rilasciati da loro creando così una inflazione di Conti Palatini, secondo il Papa ha voluto sì regolamentare il collegamento tra il suddetto titolo nobiliare e ordini cavallereschi ma solo per gli ordini appartenenti alla Santa Sede, infatti, essendo l’OESSG di subcollazione Vaticana mai è stato (a quel che ho potuto constatare) menzionato nel famoso Breve perciò penso che debba essere escluso dal provvedimento. Ho scritto troppo e non voglio annoiare i frequentatori del forum ma devo esternare alcuni miei pensieri;
ritengo che sia stato un errore abolire le prove nobiliari permettendo così, l’accesso in qualsiasi categoria dell’OESSG a persone sì, appartenenti ad una particolare classe sociale (ottima condizione economica) ma sicuramente non dotati di quella necessaria cultura cavalleresca di cui ogni membro di Ordini Cavallereschi necessita, per continuare a custodire al meglio i secolari principi cui l’Ordine è depositario, bene quindi fanno in Spagna a mantenere le prove di nobiltà almeno centenaria per le due famiglie ascendenti del pretendente , sicuramente l’OESSG ha vissuto negli anni settanta e ottanta specialmente in Italia alcuni momenti non troppo felici essendo stato screditato grazie alla cronaca giornalistica (P2, Licio Gelli etc) , ora però grazie all’opera di persone veramente capaci (ne conosco tanti) sta tornando a occupare il posto che merita all’interno della Chiesa e della Società. Le riporto ora un sunto di un articolo di commento riguardante l’OESSG ( i privilegi) pubblicato nel Marzo del 1910 su “La Cronaca d’Oro” Rivista Mensile dell’Alta Società .
“Basato su documenti, solo da spiriti superficiali ed imbevuti nei democratici e positivisti metodi moderni, contestati ma non mai distrutti; il chiarissimo Autore compendia quanto si riferisce ai privilegi nobiliari di questo insigne Ordine, che sia per l’antica e nobile sua origine, sia per gli innumerevoli privilegi, dei quali fu arricchito da’ Sommi Pontefici, Re ed Imperatori, non ha, può dirsi l’eguale sopra la terra. Questi privilegi non furono mai abrogati, anzi in varie occasioni, anche recentemente, riconfermati, per il che i Cavalieri dell’Ordine Militare del S. Sepolcro, a pieno titolo possono usare del titolo di Conti Palatini o Lateranensi. Era necessario un tale schiarimento sui privilegi , sulla dignità e nobiltà di tale Sacro Ordine Gerosolimitano , per il che noi pure conveniamo, che il saggio Autore colle sue giustificate prove di ragionamento, rese un bagliore inaspettato ed ardito, all’OESSG, e con ciò stesso ai membri di esso, che in gran numero con lusinghieri attestati d’encomio, si congratularono col giovane Autore, al quale noi pure inviamo i nostri rallegramenti.”

Ora non La tedio veramente più.(se non richiesto)
Cordiali Saluti :D





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Messaggioda Antesterione » martedì 3 ottobre 2006, 2:39

Nonostante risollevi antiche questioni già dibattute, essendo io nuovo di questo forum, volevo sottolineare quanto fossi in pieno accordo con l'ultimo intervento del Gent.mo Sig.Mauri in merito ai privilegi di suddetto Ordine.
In merito al fatto che non solo i cavalieri di S.Sepolcro, ma anche i cavalieri di altri insigni ordini ignorino completamente le proprie radici racimolando le briciole di una consapevolezza solo contemporanea ed incompleta circa l'Ordine di cui sono stati investiti, ho già fornito un accenno del mio personale avviso in altri topic affrontati. L'ignoranza andrebbe quantomeno e "basicamente" sanata durante gli anni (più o meno ovunque obbligatori) di aspirantato, se il candidato non può attingere ad un'educazione familiare e ad una cultura personale in merito a questioni cavalleresche.

Affidarsi, per così importanti questioni, alle "sentenze" di qualche studioso per decretare la veridicità o meno di elementi non marginali della storia gloriosa di un Ordine, è un esercizio che pensando ai criteri di Verificabilità e di falsificabilità, ci porterebbero a discutere a lungo e senza raggiungere un accordo.
Fatto è che se in Spagna si conservano i frutti di tali privilegi, vigendovi ancora diritto nobiliare, appartenendo quei cavalieri alla Chiesa Universale cui appartengono anche i cavalieri italiani, ed essendo l'autorità ecclesiastica ma anche un'autorità dinastica un importante scandaglio circa la veridicità di tali privilegi, allora direi di lasciar da parte, moderni preconcetti nei confronti di un tanto insigne ordine. Che per correggere alcune affermazioni fatte all'inizio di questo topic, era investito anch'esso di tutti i privilegi dell'antica Cavalleria Aurata.

E' vero anche che non vi è alcun documento che annulla definitivamente quei benefici più volte riconfermati, menzionando esplicitamente l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Si pensi poi a quanti illustri uomini facciano uso di titolature scomparse appartenute ad un passato non più rinnovatosi, eppure riconosciute. Si pensi a come sia terribile cancellare la storia di un Ordine per l'ignoranza di alcuni dei suoi membri e l'"umile arroganza" di decretare quanto la storia non ha sancito.

Come lessi in altro forum, il fatto che un Cavaliere del S.Sepolcro non voglia fregiarsi di quanto è in suo diritto non significa che ciò sia stato cancellato nell'atto dell'investitura, quel conferimento anche di nobiltà personale che per consuetudine nulla a che fare con la "nobiltà del cavalierato" (In merito al quale, fa quasi sorridere star lì a specificare se vi è o no, poiché all'origine, il Cavaliere era nobile e chi non lo era, con il Cavalierato acquisiva quella nobiltà e quelle insegne che necessariamente un cavaliere doveva portare, ma poiché gli uomini per questioni sociali e politiche han bisogno di Ordine, di parificare o di differenziare tale consuetudine si alterò).

Ad ogni modo ben diversa è la nobiltà che scaturisce dal cavalierato di S.Sepolcro, in merito al qualche come già detto, non vi è nessun documento (che ne abbia l'autorità ed il potere)) che nello specifico e dichiaratamente annulli, ritratti questo antico beneficio. E se anche -si volesse- annullare il diritto alla "dignità" comitale palatina, non si potrebbe certo farlo nei confronti della nobiltà per se e per i propri discendenti.
Certo molti appartenenti ad Ordini che tali privilegi non ebbero potrebbero, a mio avviso, solo per intima conflittualità con l'O.E.S.S.G, revocare dall'alto della propria persona i privilegi di un Ordine che ricordiamo, aveva (e non gli fu revocato mai se non dall'ignorare, e da superficiali consuetudini), il diritto alla precedenza su tutti tranne che sullo Speron D'Oro.

Tanto si potrebbe dire, se basti un'élite nobiliare a stabilire cosa oggi nobiliti e cosa no (sarebbe interessante se l'avessero fatto con gli antenati di qualcuno di lorsignori). Tanto si potrebbe dire circa le esigenze della nobiltà in questo mondo e conseguentemente del suo rinnovamento. Tanto si potrebbe dire del valore di queste disquisizioni in uno Stato che non riconosce alcun titolo se non proprio il cavalierato simpliciter nelle sue decorazioni... previa autorizzazione. Ma resta il fatto che nessuno abrogò quel privilegio di nobiltà personale e per i propri discendenti in nessun atto, nessuno revocò "tutti i privilegi" annessi all'Ordine di S.Sepolcro, nessun Papa lo fece e non può certo farlo un uomo oggi, anche se insigne studioso. Il fatto che l'ignoranza abbia fatto "atrofizzare" l'uso di tali privilegi meriterebbe attenta ed acuta riflessione nel mondo cavalleresco e nobiliare. Ma l'ignoranza nei discendenti di famiglie decadute, cancella forse per sempre la loro nobiltà se di questa i loro antenati fecero dono seppur ignorandola? Così l'ignoranza di Cavalieri anche di alto lignaggio può forse cancellare i meriti altissimi dei propri confratelli e della storia dell'Ordine che per un qualche motivo fu insignito di così tanti privilegi? O forse oggi valgono solo le eredità della nobiltà civile, che non ha nulla a che fare con quella nobiltà morale patrocinata dalla Chiesa in nome di Cristo Nostro Signore. Vale forse più un ordine nato in un salotto letterario che un ordine per cui uomini perirono? Vale forse più la nostra ignoranza per cancellare un'uniforme, vale più la nostra arroganza da ordini concorrenti a voler mettere sotto banco l'altissima dignità di un Ordine Equestre Crociato e Cristiano?

O certo, se si dovesse prendere una posizione ufficiale su questi argomenti sarebbe molto difficile esporsi, viene prima un Ordine di sub collazione o uno stato sovrano? Viene prima il cavaliere di onore e devozione, o la classe unica di un Ordine che può vantare privilegi non solo storici? Quando tra qualche secolo, si saranno estinti coloro che oggi possono con tanta durezza d'animo disprezzare chi innalza la dignità della propria storia con gesti di rilievo per amore della propria di discendenza e per unico moto di realizzazione del proprio fine immanente, allora forse si riaffronteranno questi argomenti in modo ben più aperto e spero più autentico.

Non voglio credere che sia un diploma come quello scolastico a dover attestare la nobiltà di un cavaliere di Santo Sepolcro. Non lo faceva a quanto pare in passato, perché dovrebbe farlo oggi? Dovrebbe un cavaliere aspirare ai ranghi di altri ordini che riconoscono taluni piuttosto che altri come nobili sulla base di documentazioni e "sanatorie"? Dovrebbe abbassare quella nobiltà sua propria ai giudizi e le attestazioni di Ordini che tali privilegi non ebbero, ma che ne ebbero certo altri non meno degni di attenzione e rispetto?
Meglio allora sarebbe restar coerenti con le antiche appartenenze, e restare nel proprio Ordine, vivendo al meglio i doni spirituali che da esso derivano con l'auspicato proposito di farsi degno ogni giorno dell'essenza del Cavaliere, che supera, permettetemi, in utilità morale, quella anche di un titolo imperiale. al giorno d'oggi e nel contesto odierno. Conscio che ciò potrebbe far storcere il naso a qualcuno, desideravo esprimere quantunque il mio parere personalissimo, scaturito solo da personali ed intime riflessioni.
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