Ordine di Malta

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Ordine di Malta

Messaggioda AIKIDO77 » lunedì 8 novembre 2010, 13:27

adj ha scritto:Gentile AIKIDO77,
non so peché ma tutte le volte che leggo i suoi interventi in questa campo provo un certo disagio.
Mi permetto di fare un esempio totalmente diverso.
Esiste un'associazione, il MENSA (e ne esistono altre di analoghe e ancor più selettive) che ammette come soci solo chi abbia un Q.I. superiore a quello del 98% della popolazione.
Non è richiesto, né è di alcuna utilità, essere nobili, essere ricchi, dimostrare il more nobilium, essere belli o fare volontariato.
Non mi interessa qui giudicare questa associazione, né valutare i criteri di attribuzione del Q.I.
Mi chiedo solo: secondo lei avrebbe senso che uno - privo dell'adeguato requisito del Q.I. - chiedesse di entrare perché nobile, o benestante, o superattivo nel volontariato?

Comprendo benissimo il Suo ragionamento, ma per il MENSA, il parametro obiettivo c'è, e si chiama Q.I. Qui si parla di "MORE NOBILIUM", ed il parametro valutativo mi pare sia tutt'altro che obiettivo.
Gentile adj, non capisco il perché del disagio, cerco solo di capire- e mi creda non mi riesce facile- come mai vi sono opinioni totalmente differenti all'interno degli stessi ambienti. Le faccio io una domanda: cos'è per Lei la more nobilium? Io ho già esternato il mio pensiero - e ha suscitato disagio in Lei- mi piacerebbe conoscere il Suo. A tal proposito però la pregherei di escludere i seguenti punti- non obiettivi-, vediamo cosa ne rimane:
1)La tradizione: L'evoluzione dagli ordini fa sì che non può essere chiamata in causa(ne ho già parlato nel precedente intervento);
2) Laurea: Oggi giorno sono pochissimi i non laureati(allora ammettiamo tutti purché laureati?);
3)Professione: Di avvocati, ingegneri, medici ec, cè ne sono tantissimi, e comunque è una professione comunissima(faccio un ordine di soli avvocati, medici, ingeneri ec. ec.)
Per esclusione, mi dica Lei quali sono i parametri di una obiettiva e razionale "More Nobilium"
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Re: Ordine di Malta

Messaggioda mareCP » lunedì 8 novembre 2010, 13:38

in un ordine si cerca di far entrare persone che hanno la possibilità di sostenere economicamente le sue attività (non ci trovo nulla di strano).
poi entrano anche i figli di papà e gli amici degli amici, non dimentichaimo l'umano esibizionismo, lo status simbol etcetera, etcetera.
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Re: Ordine di Malta

Messaggioda Pantheon » lunedì 8 novembre 2010, 13:42

...Riprendo le sagge parole tratte da una dispensa di Giovanni Scarabelli (viewtopic.php?f=2&t=10967&p=130424&hilit=scarabelli#p130424):
"[i]...Dobbiamo anzitutto ricordare come l'Ordine di San Giovanni sia fondamentalmente ed irrinunciabilmente un Ordine Religioso della Chiesa Cattolica. Sono un po' brutale: non è un onorificio, non è un meritificio, non è un elemento che entra nel curriculum carrieristico mondano, non è 'luogo' di autenticazione sociale, non è un ambiente in cui si realizza un cursus honorum. Mi direte che siete tutti convinti che non sia questo, ma tutti pensate - e non a torto purtroppo !- che comunque questa è la realtà per alcuni o forse anche molti che vi appartengono o che tentano di entrarvi. Dobbiamo essere previamente intimamente d'accordo sul fatto che entrare nell'Ordine Giovannita è entrare in un Ordine Religioso della Chiesa Cattolica, in qualunque ceto e con qualunque grado di appartenenza...[/i]"
Come si dice: repetita iuvant....o forse meglio in re ipsa perché credo che non ci sia altro (di serio e/o concreto) da aggiungere...
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Re: Ordine di Malta

Messaggioda Pantheon » lunedì 8 novembre 2010, 14:04

"2) Laurea: Oggi giorno sono pochissimi i non laureati(allora ammettiamo tutti purché laureati?);.."

Dato riferito al 2009 ...
....Italia in fondo alla classifica per numero di giovani laureati. Il responso arriva da Eurostat, l'ufficio statistico della Commissione europea, che in tema di lauree assegna anche la maglia nera ai giovani uomini italiani....
....L'Italia, nell'Unione europea a 27 paesi, per numero di giovani laureati si colloca alle ultime posizioni. Tra i connazionali di età compresa fra i 25 e i 34 anni, soltanto 19 italiani su 100 risultano in possesso di un diploma di laurea. La media europea si colloca attorno al 30 per cento, con Paesi come Francia, Spagna, Danimarca, Svezia e Regno Unito attorno al 40 per cento. Soltanto Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia fanno peggio di noi. ....

Ma a tirare in fondo alla classifica il Belpaese sono gli uomini che si beccano la maglia nera. In Italia si contano poco meno di 15 giovani laureati maschi, contro le 23 donne, su 100. A Cipro sono 42 su 100 i giovani uomini laureati. La situazione è bloccata proprio a livello sociale. I laureati fra i 25 e i 34 anni che provengono da famiglie "a basso livello di formazione", in Italia, sono soltanto il 9 per cento: un dato che colloca il nostro Paese al livello di Lettonia e Polonia....

Qui si scrive (art. di "Repubblica" del mag 2009) solo di quantità ma se poi tiriamo in ballo la tanto "invisa qualità".....Poveri noi !

Per quanto riguarda la tradizione si dovrebbe studiare di più e meglio la storia (basterebbe quella patria, va bene anche leggere con un po' di attenzione un testo per i licei....sarebbe già un buon inizio)....
Il punto 3) si richiama al punto 2) ergo la risposta vien da sé.....

Ma sto andando troppo off-topic....Devo curare di più la "netiquette".....
In sintesi credo che queste enumerate siano questioni secondarie....Così mi collego a quanto richiamato in precedenza che mi sembra l'aspetto focale se si vuole parlare seriamente di ammissioni al SMOM....
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Re: Ordine di Malta

Messaggioda adj » lunedì 8 novembre 2010, 14:13

AIKIDO77 ha scritto:A tal proposito però la pregherei di escludere i seguenti punti- non obiettivi-, vediamo cosa ne rimane:
1)La tradizione: L'evoluzione dagli ordini fa sì che non può essere chiamata in causa(ne ho già parlato nel precedente intervento);
2) Laurea: Oggi giorno sono pochissimi i non laureati(allora ammettiamo tutti purché laureati?);
3)Professione: Di avvocati, ingegneri, medici ec, cè ne sono tantissimi, e comunque è una professione comunissima(faccio un ordine di soli avvocati, medici, ingeneri ec. ec.)
Per esclusione, mi dica Lei quali sono i parametri di una obiettiva e razionale "More Nobilium"


Non vorrei assumere un tono troppo faceto, ma l'elenco delle sue esclusioni mi porta irresistibilmente alla memoria una barzelletta d'antan.
La moglie bruttina chiede al marito: ma se a BB (ho detto che è un po' datata...) togli i capelli biondi, gli occhi con le lunghe ciglia, il sorriso, la bocca sensuale, le gambe affusolate, le curve sinuose,... cosa rimane?
Risponde il marito: rimani tu, mia cara.


Fuor di metafora: mi pare che lei voglia definire una cosa dopo averne negato l'essenza.
Ribalto la domanda: quali requisiti Lei considerebbe saggi e appropriati per l'ammissione a un Ordine Cavalleresco? O ritiene che non ve ne debbano essere affatto? (perché il dubbio che viene è proprio questo)
adj
 

Re: Ordine di Malta

Messaggioda AIKIDO77 » lunedì 8 novembre 2010, 14:50

adj ha scritto:... mi pare che lei voglia definire una cosa dopo averne negato l'essenza. Ribalto la domanda: quali requisiti Lei considerebbe saggi e appropriati per l'ammissione a un Ordine Cavalleresco? O ritiene che non ve ne debbano essere affatto? (perché il dubbio che viene è proprio questo)

Gentilissimo adj, non nego che vi debbano essere dei parametri selettivi, semplicemente non credo che questi parametri debbano essere desunti a proprio piacimento e come meglio ci aggrada. Vede, nell'antica Roma il parametro per essere ammessi all'Ordo Equestre era la ricchezza- 1000.0000 di sesterzi-, oggi invece qual è il parametro? Gli stessi religiosi dell’Ordine affermano che l’appartenenza allo lo stesso non debba essere intesa quale sinonimo di scalata sociale, tanto meno buoni salotti per gente altolocata, Di contro invece abbia i sostenitori della More nobilium, una more nobilium astratta, alla mercé delle più disparate interpretazioni. Vogliamo parlare di more nobilium? Cominciamo allora con l’eliminare la Grazia Magistrale, d’altronde se gli ordini originariamente non erano per tutti non vedo perché oggi ebbano esserlo, ove per tutti si intende quella gente che non risponde ai requisiti di nobiltà familiare. Vede, quello che mi da fastidio è l’incoerenza di quella gente che da un lato dimentica la sua appartenenza quale grazia ricevuta, e dall’altro grida alla tradizione, tradizione questa che tra l’altro non lo vedrebbe inserito in certi consessi. Ma tornando alla more nobilium, a cosa vogliamo rapportarla? Alla ricchezza?, quella non guada in faccia né professione, né posizione sociale- almeno quando ricchi ci si diventa per fortuna-. Vogliamo parlare di laurea?, bene, anche quella non è direttamente proporzionale alla professione, posso essere un impiegato comunale ed avere tre lauree, a questo punto il titolo fa testo oppure no? Vogliamo parlare poi di professione, mi dica Lei dove sta la rarità- tale da catalogarla in un vivere in more nobilium- della professione di avvocato, di medico, di ingegnere ec. Vede caro adj, non è che io non sia d’accordo alla selezione, non sono d’accordo a quella selezione fatta da gente che andrebbe a sua volta selezionata, almeno se di more nobilium “stricto sensu” si vuole parlare.
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Re: Ordine di Malta

Messaggioda Pantheon » lunedì 8 novembre 2010, 15:18

Permanendo sulla "border line"....

"....all'Ordo Equestre era la ricchezza- 1000.0000 di sesterzi....."

....Interessante novella; se si potesse conoscere la fonte bibliografica anche perchè ero rimasto fermo ai patrizi che provvedevano autonomamente al mantenimento alle armi ed annessi (cavalli, rimonta, armature ecc...)
L'aspetto venale dell'ammissione riguardava forse più strettamente i "plebei" che, diversamente dai patrizi, dovevano fornire probabilmente ulteriori garanzie pecuniarie...(ma questa è una mia supposizione...) per essere ammessi negli equites ma non certo nel ceto più elevato (che era ereditario e riservato ai patrizi).... [hmm.gif]
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Re: Ordine di Malta

Messaggioda AIKIDO77 » lunedì 8 novembre 2010, 15:30

Pantheon ha scritto:...Riprendo le sagge parole tratte da una dispensa di Giovanni Scarabelli (viewtopic.php?f=2&t=10967&p=130424&hilit=scarabelli#p130424):
"[i]...Dobbiamo anzitutto ricordare come l'Ordine di San Giovanni sia fondamentalmente ed irrinunciabilmente un Ordine Religioso della Chiesa Cattolica. Sono un po' brutale: non è un onorificio, non è un meritificio, non è un elemento che entra nel curriculum carrieristico mondano, non è 'luogo' di autenticazione sociale, non è un ambiente in cui si realizza un cursus honorum. Mi direte che siete tutti convinti che non sia questo, ma tutti pensate - e non a torto purtroppo !- che comunque questa è la realtà per alcuni o forse anche molti che vi appartengono o che tentano di entrarvi. Dobbiamo essere previamente intimamente d'accordo sul fatto che entrare nell'Ordine Giovannita è entrare in un Ordine Religioso della Chiesa Cattolica, in qualunque ceto e con qualunque grado di appartenenza...[/i]"
Come si dice: repetita iuvant....o forse meglio in re ipsa perché credo che non ci sia altro (di serio e/o concreto) da aggiungere...


Concordo in toto, è quello che ho sempre sostenuto.
AIKIDO77
 

Re: Ordine di Malta

Messaggioda AIKIDO77 » lunedì 8 novembre 2010, 15:59

Pantheon ha scritto:Permanendo sulla "border line"....

"....all'Ordo Equestre era la ricchezza- 1000.0000 di sesterzi....."

....Interessante novella; se si potesse conoscere la fonte bibliografica anche perchè ero rimasto fermo ai patrizi che provvedevano autonomamente al mantenimento alle armi ed annessi (cavalli, rimonta, armature ecc...)
L'aspetto venale dell'ammissione riguardava forse più strettamente i "plebei" che, diversamente dai patrizi, dovevano fornire probabilmente ulteriori garanzie pecuniarie...(ma questa è una mia supposizione...) per essere ammessi negli equites ma non certo nel ceto più elevato (che era ereditario e riservato ai patrizi).... [hmm.gif]


Certamente. La fonte è: Storia giuridica di Roma, "Principato e Dominato", di Francesco Ancaria, Stefano Gigli, Orazio Licandro ec., pag.34

Parliamo del saeculum Augustum, ove per essere cavalieri occorreva un censo di 400.000 sesterzi- in seguito 1.000.000-, nascita libera da almeno tre generazioni, oltre ovviamente ad una professione onorevole- in quei tempi erano ben poche-.
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Re: Ordine di Malta

Messaggioda adj » lunedì 8 novembre 2010, 17:03

AIKIDO77 ha scritto:Ma tornando alla more nobilium, a cosa vogliamo rapportarla? Alla ricchezza?, quella non guada in faccia né professione, né posizione sociale- almeno quando ricchi ci si diventa per fortuna-. Vogliamo parlare di laurea?, bene, anche quella non è direttamente proporzionale alla professione, posso essere un impiegato comunale ed avere tre lauree, a questo punto il titolo fa testo oppure no? Vogliamo parlare poi di professione, mi dica Lei dove sta la rarità- tale da catalogarla in un vivere in more nobilium- della professione di avvocato, di medico, di ingegnere ec.


Sul fatto che non sia facile determinare dei criteri precisi per definire una condizione more nobilium credo che siano tutti d'accordo.
D'altra parte anche un confine preciso, tipo il milione di sesterzi da lei citato, lascia sempre un margine di ingiustizia (pensi a che diversità di status possono determinare pochi sesterzi in più o in meno del fatidico milione...)
1) Lei dice che la ricchezza non basta. Pienamente d'accordo, anche perché di burini arricchiti - magari anche in modo disonesto - ce ne sono assai. E comunque, anche se fossero pochi, getterebbero comunque il discredito su ogni Ordine in cui riuscissero a entrare. Però un certo livello minimo di agiatezza è necessario, altrimenti si rientra non fra chi fa opere di beneficienza, ma fra chi deve trarne vantaggio. Fermo restando che possono esserci persone di ricchezza non particolarmente elevata più generose di altre ben più fornite di mezzi economici.
2) Lei dice che il titolo di studio non basta. Verissimo, basta guardarsi attorno e osservare il livello di educazione e anche culturale di molti laureati. Però questo non significa che chi laureato non è possa vantare titoli di merito per l'ammissione a un Ordine. Anche perché se non basta una laurea a rendere un individuo almeno "presentabile", c'è da chiedersi quale possa essere - salve le dovute eccezioni - il livello di chi neanche ce l'ha.
3) Lei dice che la professione non basta. Vero anche questo. Altrimenti anziché nell'ordine degli avvocati o dei medici potremmo automaticamente inserirli tutti in qualche Ordine cavalleresco. ;) Però ci sono professioni con diverso grado di dignità sociale, che piaccia o meno (e se non piace, allora logica chiederebbe che si chiedesse non l'accesso agli, ma l'abolizione degli Ordini cavallereschi). E così, per fare un esempio, un netturbino - magari anche laureato, come accade ultimamente - svolge un servizio socialmente utile, ha la medesima dignità personale di ogni altro cittadino, può perfino aspirare a entrare in Parlamento (e quindi a decidere delle sorti della nazione; piccolo inciso: sarà un caso che anche in Parlamento, dove pur si entra tramite democratiche elezioni e non per selezioni arbitrarie, siedano un gran numero di avvocati e professionisti in genere?). Ma troverà molto difficile accedere anche al cavalierato meno "classista" di tutti, quello dell'OMRI.
4) Aggiungerò di mio, che neanche la nobiltà è sufficiente. Per rendersene conto basta far mente locale alle squallide comparsate televisive di alcuni rampolli della nobiltà. D'altra parte non mi risulta che il semplice essere nobile garantisca il diritto d'accesso a Ordini che - tra le altre cose - richiedono una coerente condotta cristiana. Ma il discorso sulla nobiltà, specie in paesi come l'Italia dove non esiste più una fonte nobilitante, ci porterebbe lontano.

In definitiva tutti questi requisiti, presi singolarmente, non sono sufficienti per valutare positivamente la possibilità di ammissione a un Ordine (e forse la loro singola mancanza non lo è per stabilirne l'incompatibilità).
La loro contemporanea presenza però, in minore o maggior grado, e insieme ad altre caratteristiche (impegno, cortesia, educazione,... cose altrettanto difficili se non impossibili da quantificare) è una delle poche possibilità per cercare una valutazione quanto più possibile equa.
Fermo restando che la parola ultima per l'ammissione in un qualsivoglia Ordine appartiene all'Ordine stesso e a chi al suo interno è delegato a vagliare i possibili futuri membri: tutte le qualità descritte sopra entreranno quindi a far parte di un processo valutativo ben più ampio e complesso, dove il fattore umano - tanto in chi valuta quanto in chi è valutato - è determinante, inclusi possibili errori o spiacevoli ingiustizie.
adj
 

Re: Ordine di Malta

Messaggioda AIKIDO77 » lunedì 8 novembre 2010, 19:56

adj ha scritto:... tutti questi requisiti, presi singolarmente, non sono sufficienti per valutare positivamente la possibilità di ammissione a un Ordine (e forse la loro singola mancanza non lo è per stabilirne l'incompatibilità).
La loro contemporanea presenza però, in minore o maggior grado, e insieme ad altre caratteristiche (impegno, cortesia, educazione,... cose altrettanto difficili se non impossibili da quantificare) è una delle poche possibilità per cercare una valutazione quanto più possibile equa.
Fermo restando che la parola ultima per l'ammissione in un qualsivoglia Ordine appartiene all'Ordine stesso e a chi al suo interno è delegato a vagliare i possibili futuri membri: tutte le qualità descritte sopra entreranno quindi a far parte di un processo valutativo ben più ampio e complesso, dove il fattore umano - tanto in chi valuta quanto in chi è valutato - è determinante, inclusi possibili errori o spiacevoli ingiustizie.

Gentile Sig-.adj, mi rallegra che almeno stavolta non Le ho arrecato disagio, e pare che in qualcosa ci sia un punto d’incontro: che non sia facile determinare dei criteri precisi per definire una condizione in more nobilium. Mi piacerebbe conoscere il Suo punto di vista in merito alle parole tratte da una dispensa di Giovanni Scarabelli (http://www.iagiforum.info/viewtopic.php ... li#p130424):
"...Dobbiamo anzitutto ricordare come l'Ordine di San Giovanni sia fondamentalmente ed irrinunciabilmente un Ordine Religioso della Chiesa Cattolica. Sono un po' brutale: non è un onorificio, non è un meritificio, non è un elemento che entra nel curriculum carrieristico mondano, non è 'luogo' di autenticazione sociale, non è un ambiente in cui si realizza un cursus honorum. Mi direte che siete tutti convinti che non sia questo, ma tutti pensate - e non a torto purtroppo !- che comunque questa è la realtà per alcuni o forse anche molti che vi appartengono o che tentano di entrarvi. Dobbiamo essere previamente intimamente d'accordo sul fatto che entrare nell'Ordine Giovannita è entrare in un Ordine Religioso della Chiesa Cattolica, in qualunque ceto e con qualunque grado di appartenenza..."
AIKIDO77
 

Re: Ordine di Malta

Messaggioda Cristiano Ciani » martedì 9 novembre 2010, 0:45

Malta, Malta, sogno proibito di molti, segnacolo di perfezione, di prestigio, di servizio.
Per me è sogno inarrivabile e per questo forse ne vivo senza complessi la superiorità. Io non vivo a mo' dei nobili, nè mai lo farò, anche perchè ne conosco fin troppi affogati nei debiti e preferisco il mio modesto decoro.
Bando alle quisquilie, noto una certa amarezza ed insoddisfazione nei molti che vorrebbero ma non possono...
E dove sta scritto che per essere bravi cristiani si debba rivestire il manto con la croce ottagona? Lo ripeterò fino alla morte: la cavalleria incarna al massimo grado valori che non le sono esclusivi.
Vedete amici miei, la mia terra m'avrebbe offerto il modo di collaborare fin dall'estrema giovinezza con le iniziative dello SMOM. Eppure il giovinetto preferì la Misericordia. Così oggi non vesto il nero manto giovannita, ma l'altrettanto nera cappa della Misericordia. Se faccio un pellegrinaggio non mi danno una medaglia, ma mi dicono "Iddio Te ne renda merito".
Non sono cavaliere, questo no, eppure amo la cavalleria.
Sono un ossimoro? Non lo credo. Credo piuttosto, e torno al more nobilium, che le circostanze della vita determinino scelte e anche status. Per questo ho rispetto di tutto e di tutti, dell'anziano principe nella sfavillante uniforme maltese e anche della ragazzina in t shirt alla mensa La Pira. Entrambi servono Dio secondo i diversi carismi ricevuti.
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Re: Ordine di Malta

Messaggioda Milesxpi » martedì 9 novembre 2010, 0:52

Ho sempre pensato al "More nobilium" più come una predisposizione dello spirito dell'aspirante cavaliere che come un agiatezza materiale.
D'altronde vorrei ricordare le parole del mistico catalano Raimondo Lullo:

"Vennero a mancare nel mondo la carità, la lealtà, la giustizia e la verità; presero piede l’inimicizia, la slealtà, l’ingiuria e la falsità; e da ciò ebbe origine l’errore e il disordine nel popolo di Dio, che fu creato perché gli uomini amassero, conoscessero, onorassero, servissero e temessero Dio. Dopo che iniziò nel mondo il disprezzo della giustizia, essendo venuta meno la carità, si convenne che la giustizia tornasse ad essere onorata per mezzo del timore; e per questo tutto il popolo fu diviso in migliaia di uomini e di ogni mille ne fu scelto uno, il più amabile, il più saggio, il più forte e quello d’animo più nobile, di miglior portamento ed educazione fra tutti gli altri.

Per quello che riguarda l'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni (oggi conosciuto come SMOM), bisogna ricordare che non è solo un ordine cavalleresco, ma in realtà un ordine religioso militare, cioè monastico cavalleresco.
Un tempo l'ingresso nell'Ordine non era appannaggio dei soli figli cadetti della nobiltà europea, ma assieme all'Ordine dei Pauperes Milites Templi, convogliava tutti quei "milites", intendendo i guerrieri cristiani di rango cavalleresco (che non era ancora sinonimo di nobiltà di sangue), che per nobiltà d'animo e vocazione religiosa rinunciavano alla vita secolare per difendere come monaci in armi la Fede ed i luoghi santi.
Questi pronunciavano i quattro voti: cioè i tre voti monastici (povertà, obbedienza e castità) più quello di combattere fino alla morte in difesa della Chiesa Cristiana.
Alla missione del cavaliere secolare (amministrazione della giustizia, difesa dei deboli, dei poveri e degli oppressi) si coniugava la figura nuova del monaco guerriero in difesa della Fede.
Cosa rimane oggi di tutto questo?
Lo SMOM è diventato un Ordine prettamente nobiliare, ma è pur sempre un ordine religioso ed i veri cavalieri, in linea con la tradizione, sono quelli del primo ceto.
Gli altri diventano cavalieri per nascita o per cooptazione , ma sempre se dimostrano quelle famose "virtù melitensi" che dovrebbero costituire il vero requisito di chi vuole far parte di tale tradizione millennaria...
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Re: Ordine di Malta

Messaggioda Fabio Gig » martedì 9 novembre 2010, 11:09

Milesxpi ha scritto: ... i veri cavalieri, in linea con la tradizione, sono quelli del primo ceto.
Gli altri diventano cavalieri per nascita o per cooptazione , ma sempre se dimostrano quelle famose "virtù melitensi" che dovrebbero costituire il vero requisito di chi vuole far parte di tale tradizione millennaria...


Tutto vero. Oltre al fatto che l'esclusiva ammissione previo prove nobiliari si verificò nel periodo delle Signorie e non all'origine dell'Ordine, è bene ribadire che l'investitura cavalleresca, quella che comprende l'addobbamento, la spada e gli speroni, avviene solo con il primo ceto.

Tuttavia altri Ordini oggi effettuano investiture che comprendono la benedizione della spada e degli speroni. A questo punto occorrerebbe cogliere il significato di tale cerimonia negli Ordini diversi dal SMOM, in quanto non penso minimamente che gli investiti di tali Ordini abbiano più dignità cavalleresca dei cavalieri SMOM del secondo e terzo ceto.
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Re: Ordine di Malta

Messaggioda nicolad72 » martedì 9 novembre 2010, 11:23

Cristiano Ciani ha scritto:la cavalleria incarna al massimo grado valori che non le sono esclusivi.


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Non posso che concordare.
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