Uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Qohelet » sabato 22 agosto 2009, 15:48

Le ho risposto per messaggio privato.

A.
Andrea
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Cronista di Livonia » domenica 23 agosto 2009, 10:29

Egregio Signor Onorati,

ci vuole cortesemente spiegare cosa c'entrano tutte queste "notizie di cronaca" (ed uso un eufemismo) in una discussione sul porto di decorazioni ed eventuale relativa autorizzazione. E' forse in cerca di querele per diffamazione? (non certo da me, ma magari da parte dell'interessato)

Se lei ci avesse semplicemente detto che suo padre aveva avuto modo di conoscerlo e vedere che non aveva cittadinanza italiana all'epoca non vi sarebbero stati problemi, ma le ulteriori aggiunte sanno tanto di pettegolezzo del villaggio. (Comunque essendo nato in Italia profgo da Paese comunista dubito avesse la cittadinanza del Paese d'origine, forse avrà avuto quella austriaca, comunque dopo il 1990 sono cambiate molte cose e possono essere cambiate anche le cittadinanze).

Lei le ha lette le frasi tratte dalle telefonate registrate? Sa che si parlava di una proposta per un accordo elettorale (come se ne fanno migliaia in tutta Italia)? Lo sa che il tribunale di Roma ha smontato praticamente tutto l'impianto del Woodcock dicendo che non vi era uno straccio di prova, ma solo "smargiassate da amici al bar"? (Certo l'unico giornale ad aver dato spazio a ciò è stato Libero, con un articolo a tutta pagina, pagina 10 od 11, mentre quasi tutte le altre testate hanno taciuto o quasi la cosa, quindi forse le può essere sfuggito)

Lo sa che si può fallire od essere indebitati anche se santi (bastano soci ladri, crisi finanziarie come quella attuale poco fiuto negli affari e quant'altro nessuna delle quali costituisce reato o macchia)?

Personalmente non conosco il Gentiluomo di Sua Santità in questione, ma la sua uscita poco felice che sembra fatta solo per gettare fango (e che getta fango anche su chi lo ha scelto come Gentiluomo, non ci ha pensato?), mi ha spinto a scrivere quanto sopra. Ci rifletta.
Cordialmente,

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » domenica 23 agosto 2009, 21:13

Gentile Cronista,
come ho detto in privato al gentile Qohelet, mi sono limitato a riportare quanto è già stato pubblicato su giornali come il Corriere della Sera e Repubblica e mantenendo l'anonimato del personaggio.
Si è parlato tanto di lui, tessendone solo le lodi, che ho voluto far conoscere a tutti "l'altro lato della medaglia". Comunque, volendo credere a quanto mi ha scritto in privato lo stesso Qohelet, pare che il Nostro sia stato successivamente scagionato da tutti gli addebiti a suo carico.
Inoltre, io non sono entrato nel merito delle intercettazioni come ha fatto Lei; ho parlato di altri fatti di cronaca finanziara, relativi al crack di quella che era, come ho già detto, la banca più grande e antica del Sud.
Riguardo poi al gettare fango sulla Santa Sede, non era mia intenzione; questa persona ha evidentemente anche degli altissimi meriti verso il Vaticano e non solo; perciò è stato nominato Gentiluomo di Sua Santità. Questo è quanto.
Buona serata.
Fructum affert in patientia
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 24 agosto 2009, 3:57

Egregio Signor Onorati,

prendo atto del suo intento e del suo chiarimento. Come lei stesso ha fatto notare le notizie di cronaca da lei riportate hanno condotto ad una assoluzione (suppongo per non aver commesso il fatto?), quindi riportare una notizia del genere basata su sentenza non passata in giudicato non e' sempre il massimo, fa tanto stampa scandalistisca e poco informazione.

Cordialmente,

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Mario Volpe » lunedì 24 agosto 2009, 9:46

Al di la della piega che ha preso questa discussione negli ultimi interventi, decisamente fuori tema e inopportunamente direttasi verso le vicende personali di un individuo che, non essendo qui presente, è bene che mantenga l'anonimato (nonchè la completa proprietà dei fatti suoi), ho comunque trovato molto interessanti alcuni spunti scaturiti dal topic.
Topic che, avviatosi sul tema dell’arrogazione di un titolo cavalleresco non autorizzabile, si è poi gradualmente spostato verso considerazioni di tipo statistico sui conferimenti delle onorificenze nel nostro Paese.
Le cifre fornite dai nostri preparatissimi frequentatori nel corso della discussione, hanno inevitabilmente finito per stimolare in me alcuni semplici ragionamenti sull’argomento, portandomi a considerare come l’Italia sia veramente il Paese della cuccagna per quanto riguarda la distribuzione degli onori (e credo che al mondo ci siano ben poche nazioni che possono offrire altrettanto in questo settore).
Dunque, riepilogando, nonostante i numeri siano tutt’altro che completi e che le nostre informazioni andrebbero integrate con diverse cifre ancora mancanti, possiamo affermare che nel nostro Paese vengono attualmente assegnate le seguenti tipologie di onorificenze:

Ordini ed onorificenze nazionali italiane

OMRI – circa 6000 conferimenti annui (attuali), circa 150/180.000 membri attivi;
OSSI – circa 600 conferimenti annui (attuali), circa 7.000 membri attivi;
OML – circa 25 conferimenti annui, circa 718 membri attivi;
OMI – circa 25 conferimenti annui, circa 750 membri attivi;

Ordini ed onorificenze di stati indipendenti nel contesto italiano

ORDINI DELLA SANTA SEDE – circa XXX conferimenti annui, circa XXX membri attivi;
ORDINI DI S. MARINO – circa XXX conferimenti annui, circa XXX membri attivi.

Ordini ed onorificenze non nazionali (indipendenti, semi-indipendenti, dinastiche preunitarie)

SMOM – circa XXX conferimenti annui, circa 12.500 membri attivi (di cui XX% in Italia);
OESSG – circa XXX conferimenti annui, circa 23.000 membri attivi (di cui XX% in Italia);
SMOCSG – circa XXX conferimenti annui, circa 4.500 membri attivi (entrambi i rami);
OSSML – circa XXX conferimenti annui, circa 2.700 membri attivi;
OMS – circa XXX conferimenti annui, circa 1.100 membri attivi;
ALTRI PREUNITARI – circa XXX conferimenti annui, circa XXX membri attivi;
NON NAZ. ESTERI – circa XXX conferimenti annui, circa XXX membri attivi.

Ordini ed onorificenze estere

Settore assai difficile da quantificare, date le assai diversificate motivazioni che possono veder interessati dei connazionali. Considerando l’esistenza di una vasta comunità italiana presente nel mondo (con svariati milioni di cittadini italiani o di origine italiana residenti o comunque attivi all’estero), il crescente coinvolgimento delle nostre Forze Armate e delle nostre componenti umanitarie, assistenziali o di protezione civile in operazioni e missioni internazionali, l’elevato numero di imprese italiane che operano all’estero, nonché l’enorme varietà delle distinzioni internazionali esistenti nel mondo, i conferimenti di onorificenze straniere a connazionali si possono comunque quantificare in svariate diecine l’anno con svariate centinaia di membri attivi.

Ordini ed onorificenze illegittime

Qui è veramente impossibile ipotizzare delle cifre, essendo questo settore totalmente incontrollabile. Ritengo comunque che annualmente i conferimenti possano aggirarsi sulle svariate diecine di cavalierati e che i membri attivi comprendano diverse centinaia di persone.


Dunque, pur mancando ancora diversi dati per completare il nostro piccolo e ipotetico riepilogo statistico (ma qui faccio comunque affidamento sui possibili contributi che i nostri informatissimi frequentatori possono ancora fornirci), possiamo senz’altro concludere che allo stato attuale gli italiani in possesso di un qualche tipo di titolo onorifico (legittimo o meno che sia) sono diverse centinaia di migliaia di persone.
Ma soprattutto, possiamo affermare che ogni anno gli italiani che ancora non ci sono riusciti, possono aspirare ad ottenere un qualche tipo di onorificenza scegliendo tra le svariate migliaia di migliaia di possibilità che il panorama onorifico oggi disponibile nel nostro Paese può loro offrire (con buona pace per quelli che ancora si lamentano delle difficoltà di raggiungere un tale obiettivo).
E’ inoltre interessante notare, tornando al discorso dei limiti esistenti sulle possibilità di conferimento e di utilizzo delle onorificenze nel nostro Paese (sulla base di quanto sarebbe previsto dall’ormai arcinota normativa vigente), che coloro che si preoccupano di mettersi in regola (e per ovvi motivi sono soprattutto i militari) sono in realtà veramente pochini…
Infatti, a parte i conferimenti che non necessitano di autorizzazioni al fregio (Ordini nazionali italiani e SMOM), i cittadini che ogni anno si attivano per ottenere le prescritte autorizzazioni non superano in media i 300/350 individui per le onorificenze della S. Sede e dell’OESSG (Presidenza del Consiglio), e in media i 200/250 individui per gli ordini esteri e non nazionali (MAE).
Ciò conferma, se ancora ce ne fosse stato bisogno, come nel nostro Paese ci sono sicuramente centinaia di persone che ogni anno ricevono un’onorificenza che sarebbe sottoposta al regime autorizzativo, e che però non si preoccupano minimamente di metterne in regola il relativo fregio.
Non c’è che dire, l’Italia è veramente il Paese della cuccagna nel settore degli onori, sia nel contesto della "produzione" che in quello del “consumo”. Parafrasando Giolitti: "nell'Italia di oggi è più difficle fumare un sigaro toscano (visti anche gli ormai onnipresenti divieti) che fregiarsi di una croce da cavaliere" ;)
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 24 agosto 2009, 10:35

Cito: "OMRI – circa 6000 conferimenti annui (attuali), circa 150/180.000 membri attivi"...

E questo, ricordando che la riforma dell'Ordine al Merito della Repubblica era anche tesa a superare l'"alluvione" di conferimenti, caratteristica del passato.

E poi, vediamo che si cercherà di rendere più "accessibile" anche l'Ordine Militare d'Italia, che era l'ultima onorificenza italiana il cui prestigio risiedeva anche nella rarità dei conferimenti, oltre che per l'onore di chi ne era decorato.

Si vede che va bene così.

Poi però, non prendiamo più in giro i conferimenti di tipo sovietico, eh!

A presto,

Enzo
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Qohelet » lunedì 24 agosto 2009, 10:43

Mah, probabilmente avrò una percezione errata, ma 6.000 conferiemnti annuali per quello che è, di fatto, il solo ordine al merito della Repbubblica, spalmati su 60.000.000 di cittadini e vieppiù spezzettato in cinque classi non mi paiono un' enormità. Io personalmente mi infastidisco perchè non vedo mai una rosetta al bavero della giacca, sia per il direttore della mia banca sia per personaggi illustri e in vista. Questo molto mi dispiace. Cordialmente

Andrea
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 24 agosto 2009, 11:54

Beh, 6.000 conferimenti all'anno, mi paiono tantini, anche perché i 60milioni di abitanti d'Italia comprendono anche i neonati, i minorenni, i carcerati, i non meritevoli tout-court.

Nei 60milioni di abitanti, ci sono anche milioni di persone oneste, che onestamente lavorano e compiono il loro dovere di cittadini. Ragione a mio avviso non sufficiente per essere decorati.

La concessione di un'onorificenza dev'essere un ambitissimo traguardo, non la normalità.

Bello, il motto del Toson d'Oro (austriaco): "PRÆTIVM NON VILE LABORVM"...

E.L.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » lunedì 24 agosto 2009, 12:04

Gentili frequentatori del Forum,
io aggiungerei anche i 1000 Maestri del Lavoro nominati ogni anno con 20-25.000(?) membri attivi; inoltre, i membri degli ordini sabaudi dovrebbero essere, come affermato più sopra, circa 4000 per l'Ordine Mauriziano e circa 1500-2000 per l'Ordine al Merito di Savoia; infatti, riguardo all'affermazione del Cronista di Livonia, secondo cui quasi tutti i cavalieri al Merito di Savoia sarebbero anche cavalieri mauriziani, personalmente conosco molte persone, anche in questo forum, insignite del primo, ma non del secondo ordine.
Buona giornata
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Qohelet » lunedì 24 agosto 2009, 12:13

A pareggiare il conto vanno anche i conferimenti protocollari, quelli ex officio, quelli per così dire automatici a funzionari, impiegati di alto livello, gerarchi gerarchini e gerarchetti come si diceva una volta: tenga presente che spesso, specie in diplomazia, è gente che "ruota" e non passa vent' anni nello stesso Stato. Sono gli inconvenienti di avere, di fatto, un solo ordine al merito: non per nulla il Gran Cordone (ma non sarà anche 'sto nome? [jump.gif] ) non si avvicina lontamanente, quanto a prestigio, alla Giarrettiera o al Toson d' Oro (Spagna ovviamente, stiamo parlando di ordini statuali). Vi sono poi casi nei quali l' OMRI è francamente fuoriluogo: mi viene in mente il caso di un mio congiunto, cavaliere OMRI perchè ha iniziato un' impresa, la dirige da molti anni avendola portata ad un livello di eccellenza riconosciuto anche all' estero, tuttavia non risponde ai rigidi requisiti per il Cavalierato del Lavoro (numero di dipendenti eccetera). In questo caso l' esclusività del cavalierato del lavoro ha fatto declinare verso l' OMRI. Non credo sia un caso isolato. Condivido con Lei che 6.000 conferimenti all' anno non siano pochi, ma non sono neppure moltissimi specie se consideriamo i criteri di assegnazione. Ma è solo la mia opinione. Cordialmente

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 24 agosto 2009, 12:29

A dire il vero, noi non abbiamo un solo ordine al merito...

1) Ordine al Merito della Repubblica Italiana: per premiare i meriti verso lo Stato;
2) Ordine "Stella della Solidarietà Italiana": per premiare chi tiene alto il nome d'Italia all'Estero;
3) Ordine dei Cavalieri del Lavoro: per premiare i massimi esponenti dei vari rami dell'industria;
4) Ordine Militare d'Italia: per premiare eccezionali meriti militari.

Il termine "Gran Cordone", con cui è definita la massima classe dell'OMRI, ovvero il Collare, è un termine "antico", con cui si soleva definire la massima classe di un ordine cavalleresco.

Come vediamo, l'Italia, unitamente alle varie (tante) decorazioni al Valore ed al Merito, è assai ben fornita quanto ad onorificenze atte a premiare ogni specifica virtù.

Ho citato il Toson d'Oro austriaco (che so non potrebbe essere ora autorizzato in Italia), solo per il suo bel motto, e lo cito anche per l'altro motto, che appare al retro della Halsdekoration: "NON ALIVD".

A proposito di Toson d'Oro del ramo austriaco: possono essere riconosciuti gli ordini delle dinastie preunitarie, perché questo no? in fondo, gli Asburgo sono stati anche re del Lombardo-Veneto che era uno degli stati preunitari.

Solo una curiosità personale, considerato che come noto io vorrei riconoscibili solo gli ordini cavallereschi conferiti da stati sovrani.

A presto,

Elmar Lang
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 24 agosto 2009, 12:45

Egregio Signor Onorati,

conosco personalmente parecchi Cavalieri degli Ordini sabaudi che appartengono ad entrambi gli Ordini, ma se desidera forse i nomi temo di non poterla accontentare.

Naturalmente non arrivano nemmeno a 100, ma la percentuale tra i miei amici e conoscenti e' significativa.

Inoltre per Casa Savoia era una volta d'obbligo ricevere prima la Corona d'Italia e dopo un certo numero di anni l'OSSML, oggi non e' piu' esattamente cosi, ma una parte di tale uso e' rimasta.

Infine e' sicuro che quel 3912 dell'intervista si riferisse solo ed esclusivamente all'OSSML e non a tutti i Cavalieri sabaudi nel loro complesso (intesi in senso lato come "mauriziani", anche perche' la stampa piu' o meno nemmeno sa cosa sia l'OMS).
Cordialmente,

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda giubileum73 » lunedì 24 agosto 2009, 20:16

Il rilascio dell'onorificenza OSSML a seguito di una OMS non può avvenire prima di tre anni dal rilascio.
Naturalmente sempre che si sia degni di ricezione della stessa.
Il tutto carpito da voci di corridoio nell'ultimo Capitolo di Ginevra 2009.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Mario Volpe » martedì 25 agosto 2009, 10:49

Beh ? nessuno vuol contribuire ad integrare il riepilogo degli onori assegnati in Italia con le cifre ancora mancanti ? credo che sarebbe interessante riuscire a quantificare nel modo più completo possibile quanti sono nel nostro Paese i possessori di un titolo cavalleresco e quanti sono i titoli che vengono assegnati ogni anno...


Per rispondere al nostro Elmar Lang sull'eccessivo numero dei conferimenti OMRI (nonostante le forti riduzioni degli ultimi anni), vorrei fare presente che i numeri italiani sono oggi piuttosto in linea con quello che avviene in altri Paesi europei.
Prendiamo ad esempio la Francia, che dispone, oltre ai due ordini principali di merito generico (Legion d'Onore e Merito Nazionale), anche di una consistente serie di onorificenze specializzate, che certamente portano il numero complessivo delle assegnazioni annue ben al di sopra di quelle italiane.
Sono convinto che anche in Germania e Austria, che dispongono invece di un solo ordine nazionale al merito generico (ma che hanno anche svariate onorificenze regionali), i conferimenti sono allineati in proporzione con quelli effettuati da noi (e vorrei ricordare che il fregio del Toson d'Oro non è consentito nemmeno in Austria, e non è quindi un' "esclusiva" solo italiana ;) ).
In altri Paesi nei quali si è conservato un regime monarchico, sono convinto che le cose vadano anche meglio, se non altro considerando l'ampio numero di ordini ed onorificenze che taluni di questi possono oggi vantare nei propri sistemi premiali. La Spagna ad esempio (a parte il Tosone), dispone di una dozzina di ordini cavallereschi principali e di un buon numero di onorificenze specializzate e settoriali, che allargano certamente il numero delle assegnazioni totali ben al di sopra di quelle italiane. Situazione analoga in Gran Bretagna, dove magari per vedere qualche investitura della Giarrettiera o dell'Ordine del Bagno bisogna attendere occasioni veramente speciali, ma il gran numero di ordini e titolature cavalleresche disponibili mi lascia supporre che anche nella vecchia Inghilterra le cifre complessive non siano poi così basse (e c'è da considerare anche tutto il resto del Commonwealth).
Repubbliche come il Portogallo e la Grecia, credo presentino in proporzione situazioni assai simili all'Italia, mentre nelle "nuove" nazioni balcaniche come la Romania, la Bulgaria o la Serbia - benchè la situazione si sia certamente ridimensionata rispetto alla munificenza dei tempi socialisti - sono convinto che la distribuzione di onorificenze non sia affatto inferiore alla nostra.
Forse, le nazioni che assegnano un numero sensibilmente inferiore di onorificenze ogni anno sono soprattutto quelle del nord Europa, come le monarchiche Svezia, Danimarca e Norvegia (che hanno praticamente un solo ordine), I Paesi Bassi e il Belgio (che ne hanno invece diversi) oppure la Finlandia e le Repubbliche baltiche (che dispongono di due o tre ordini). Ma si tratta di Paesi con una popolazione che corrisponde solo ad una frazione di quella italiana ;) ...
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Antesterione » martedì 25 agosto 2009, 12:06

Mi permetto di esprimere una visione alternativa rispetto all'andamento di questo topic. Credo infatti che non abbia molto senso proseguire (con un certo voyerismo) la discussione in questi termini per poi produrre giudizi approssimativi sull'istituzione cavalleresca in generale. Anzi, certe discussioni fanno pensare che sarebbe bene che tutti i veri cavalieri tornassero al silenzio per lasciare gli appassionati a fantasticare sulla "lontana" cavalleria...


Sembra più un'indagine che andrebbe fatta da appositi uffici che non dati da diffondere su un forum (molti statuti e regolamenti interni di ordini cavallereschi infatti indurrebbero a non diffondere informazioni sulla propria istituzione, cosa al quale sono autorizzati solo le autorità competenti di tali sodalizi): Basati a loro volta su articoli internet o dichiarazioni più o meno lontane nel tempo se non su "auto-determinazionI" che potrebbero non corrispondere alla realtà. Penso ad esempio a cali repentini nelle affermazioni riguardanti il numero di membri di almeno un paio di ordini presi in esame nella presente, che solo pochissimi anni fa (uno o due anni fa) riportavano cifre di alcune ( o molte) migliaia superiori a quelle dichiarate oggi, beninteso, senza che ciò intaccasse la loro immagine. Per esempio lo Smom, 18-19000 membri (sotto il Gran Magistero di Andrew Bertie) inspiegabilmente ridotti a 12500 nelle ultime dichiarazioni... (Saranno esclusi i donati visto che si sottolinea "Cavalieri e Dame"?). Non è importante per il sottoscritto, perché invariato resta l'amore per i veri ordini di cavalleria, ma è solo un esempio.

Mi viene in mente solo il Libro dell'Ordine della Cavalleria ove fu scritto che per ogni migliaio di persone, uno solo ne fu scelto per essere Cavaliere. Dunque mancherebbero al mondo molte migliaia di cavalieri per stare alle proporzioni ritenute corrette da persone che la cavalleria militare l'hanno vissuta realmente e che patirono il martirio per la fede.
Oggi si pensa alla cavalleria come il consesso di poche cariatidi che non abbiano alcuna funzionalità se non quella di onorarsi della propria condizione. Ognuno stabilisce i propri criteri di ammissibilità soggettivi e spesso autoreferenziali.

Nella mia città non so quanti cavalieri della repubblica ci siano in tutto. Ne conosco pochissimi e... sulle dita di una mano (non di più) conto i cavalieri di ordini cattolici o di tradizione cattolica. A fronte di migliaia di abitanti, piccoli o grandi imprenditori, dottori e professionisti. Sono decisamente molti di più i membri dei club service ed in molti casi, molti dei rispettivi membri per requisiti non potranno entrare a far parte della cavalleria nonostante abbiano l'opportunità di frequentare veri Cavalieri.

Non mi pare che per strada si incontrino così tanti cavalieri, anzi, è ancora un ristrettissimo numero di persone, una vera élite. Si trovano un'infinità di dottori, avvocati e chi più ne ha più ne metta, ma cavalieri decisamente no. Certo è più facile incontrare un cavaliere al merito della repubblica che un qualsiasi cavaliere del Santo Sepolcro, dello SMOM o della SantA Sede (per i dinastici bisogna considerare che non tutti hanno interesse a farvi parte... dipende anche dal legame con la dinastia in oggetto e soprattutto, in molti casi, dalla condizione di "autorizzabilità" degli stessi), ma nonostante il copiosissimo numero di cavalieri al merito della Repubblica sono ancora delle eccezioni nell'ambiente sociale. Si pensi dunque al limitatissimo numero degli altri ordini presi in esame. Mi sembra che si valuti il fenomeno come se l'italia o il mondo fossero popolate da 500.000 persone.... !!!

Oggi è anche cresciuto il numero di persone benestanti, di buona posizione sociale dovuta ad un innalzamento sociale, professionale, che il Cavalierato costituisce ancor di più un titolo raro e molto ambito (certo se si fa parte dell'ambiente, se ne conoscono tanti... ma è questo il punto). Non è affatto vero che chiunque possa raggiungerlo... I requisiti ci sono e le pratiche vengono prese in esame in ogni ordine a fronte delle finalità e della natura dei medesimi, ed il censo è ancora un importantissimo elemento. L'epoca del Signore Feudatario e dei contadini è lontana. Oggi sono molte le famiglie che possono vantare uno status dignitoso e che non debbono invidiare altri per cultura e condizione, e a fronte di queste famiglie che han raggiunto magari dottorati e professioni anche prestigiose, il cavalierato resta un'eccezione. Certo, in molti non si preoccupano di ottenerlo, molto spesso è un traguardo che si raggiunge per vicinanza all'ambiente in questione o per cultura personale. Ma è giusto che sia così... Si pensi agli Ospitalieri del tempo delle crociate o i templari...

Questo dimostra ancor più il desiderio di nobiltà che regna in questo paese... tale da voler vedere nel cavaliere l'erede dell'antica aristocrazia e per questo qualcosa di irragiungibile e mitico.

In questo ristretto forum, ovviamente, siamo in tanti ad appartenere ad istituzioni cavalleresche, è evidente, per il semplice fatto che al momento rappresenti uno dei pochi spazi in cui si tratta in modo specifico della materia confrontandosi con veri appartenenti e ciò può far indurre a ritenere che al mondo siam tutti cavalieri. Questo è un forum dove possono aver qualcosa da dire solo i cavalieri e gli appassionati, anche se le informazioni di prima mano e dunque quelle su cui è più facile approfondire, conseguentemente verranno in molti casi dagli appartenenti ai vari sodalizi. Ciò non deve indurre a pensare che ogni 2 persone, 1 sia cavaliere. In questo forum magari è così, ma è ben diversa la condizione nel mondo.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
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