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nicolad72 ha scritto:Dopo il 1861 l'ordine dei Santi Maurizio e Lazzare di religioso ha solo il nome, le sostanziali riforme apportate agli statuti durante la monarchia italica hanno di fatto eliminato ogni riferimento religioso all'ordine se non il nome. Ha sicuramente un prestigioso passato quale ordine cavalleresco-religioso, ma si è novato in qualcosa di assolutamente nuovo che di religioso ha ben poco, se non il nome e la tradizione.


Alessio Bruno Bedini ha scritto:Però, ciò che oggi l’Ordine sembra voler riaffermare (almeno nelle forme, nei riti e nella narrativa pubblica) è proprio una certa continuità ideale con le sue origini spirituali.
In questa ottica, la figura del Gran Maestro non può che essere anche simbolica, rappresentativa di quei valori che, sebbene non più vincolanti per statuto, vengono ancora evocati.
Qui nasce la tensione o se vogliamo la contraddizione.
Se si riprende l’iconografia, il linguaggio e perfino la liturgia cattolica, ma si rinuncia a esigere dai vertici una vita coerente con quei medesimi valori, il rischio è quello di cadere in una forma di estetismo cavalleresco: bella da vedere, ma priva di autentico fondamento etico o spirituale.
D'altro canto, se si accetta apertamente che l’OSSML è oggi un ordine dinastico onorifico, svincolato da obblighi religiosi, allora non ha senso misurare il Gran Maestro con parametri di coerenza cattolica.
A questo punto, credo che la domanda più urgente sia questa: quale immagine e quale funzione l’Ordine vuole oggi davvero avere?
E finché questa identità resterà ambigua, oscillando tra revival spirituale e realtà dinastica moderna, sarà inevitabile che le scelte personali del Gran Maestro suscitino interrogativi.
Matt ha scritto:... Con questo non metterei Emanuele Filiberto nei "bassi", secondo me sconta semplicemente il fatto di aver ereditato dal padre un ordine gestito in modo anomalo, indebolito tra l'altro da una seria disputa dinastica ecc...
il-prof ha scritto:Sulla parte finale, quella citata, mi permetto di dissentire, in maniera amabile naturalmente: che l'Ordine dei Santi Murizio e Lazzaro sia indebolito, francamente non mi pare.
Si tratta di un Ordine che, nonostante il mancato riconoscimento da parte dello Stato Italiano, svolge in molte regioni, in particolare in Lombardia, attività di beneficenza e di carità piuttosto "consistenti".
Quanto alla "seria disputa dinastica", be'...diciamo che per quanto possa valere il mio sommesso parere, personalmente non la vedo in questi termini. E non sono il solo.
Matt ha scritto:Purtroppo OSSML sconta il fatto di non essere riconosciuto per legge in Italia come Ordine dinastico, restando legalmente una semplice associazione, quindi già solo per questo è più debole di altri Ordini dinastici (es. il costantiniano di Parma)
Matt ha scritto:Inoltre la disputa tra Savoia e Savoia-Aosta non è stata affatto banale
Matt ha scritto: Intendevo solo sottolineare questo, in un contesto più generale di scetticismo nei confronti delle modalità di espressione di tipo religioso dell'Ordine (non contro l'Ordine stesso).
HidalgoFuero ha scritto:La stessa questione si potrebbe porre su altri gran maestri di altri ordini dinastici. Vorrei informare che SAIR Karl d'Asburgo-Lorena, capo della Casa Imperiale d'Austria-Ungheria è divorziato da molti anni, così come SAIR Sigismondo d'Asburgo-Toscana, che è gran maestro dell'Ordine di Santo Stefano Papa e Martire, ordine la cui connotazione religiosa è molto forte. Ciò non ha impedito loro di concedere i loro ordini anche ad autorità religiose cattoliche come i Gran Maestri dell'Ordine di Malta. Ci sarebbero altri esempi, come il capo della Casa di Georgia, ma mi dilungherei troppo.
La questione, pur rilevante per un cattolico praticante, non trova peraltro riscontro in alcuna norma, che sia essa canonica o civilistica. Infatti NESSUN ordine dinastico è riconosciuto dalla Chiesa Cattolica (che come sapete riconosce e tutela soltanto lo SMOM e l'OESSG) e nemmeno dalla Repubblica Italiana, che concede soltanto AUTORIZZAZIONE A FREGIARSI delle insegne di alcuni ordini senza entrare nel merito di eventuali dispute dinastiche (esempio lampante è il fatto che siano autorizzabili entrambi i rami dello SMOC).
Nel caso specifico dell' OSSML, così come evidenziato in alcuni messaggi precedenti, gli Statuti hanno da tempo perso qualsiasi riferimento o vincolo di condotta secondo la dottrina della Chiesa per chi vi aderisce. Un principio di apertura che oggi si può riscontrare anche in altri prestigiosi ordini cavallereschi come il Most Venerable Order of St. John, di collazione della Corona Britannica, che viene concesso anche a persone di religione diversa dal cristianesimo.
Con i miei migliori saluti a tutti
Hidalgo


Alessio Bruno Bedini ha scritto:Non si tratta di escludere, né di giudicare le vicende personali di nessuno, che meritano rispetto, ma di chiedersi con franchezza se oggi l’Ordine voglia essere:
1) Un’istituzione cavalleresca aperta a tutti, indipendentemente da fede, condotta e coerenza con l’etica cattolica (alla stregua di altri ordini di merito europei o britannici, come giustamente ricordato),
2) Un'istituzione che, pur nella carità e nella misericordia, intende ancora proporre un modello di vita cristiana, cavalleresca, ispirata all’ideale del servizio, della testimonianza e della coerenza personale.
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