MARCELLA AGLIETTI
L’INVENZIONE DEL CAVALIERE
SIMBOLI, PRIVILEGI E VALORI DELLA NOBILTÀ STEFANIANA NELLA TOSCANA GRANDUCALE (XVI-XIX SECOLO) Ets 2009
https://unipi.academia.edu/MarcellaAgliettileggo alla pag.35
"Dopo qualche anno ancora di relativo splendore, il 16 novembre 1859 il Go- verno della Toscana, «considerando che l’Ordine equestre di S. Stefano, mentre veramente non serve ad alcun oggetto di politica utilità, contrasta grandemente e nuoce a quelle massime di libertà economica e di civile eguaglianza per cui son proibite le primogeniture e i fidecommessi», ne decretò l’abolizione e il suo pa- trimonio fu disciolto.
L’intero patrimonio fondiario e immobiliare della Religione, tranne le com- mende patronali che tornarono di piena proprietà dei titolari legittimi, fu devolu- to al patrimonio generale dello Stato e passò all’amministrazione delle Regie pos- sessioni. Quanto agli ultimi cavalieri, od altrimenti insigniti dell’Ordine, avrebbe- ro conservato a vita il diritto di portare la decorazione e l’abito, e di goderne tut- te le onoreficenze e prerogative precedentemente conferite, a condizione però che non fossero contrarie alla «civile eguaglianza»118.
118 «Abolizione dell’Ordine equestre di S. Stefano», dato il 16 novembre 1859, controfirmato dal pre- sidente del Consiglio dei Ministri e ministro dell’Interno Bettino Ricasoli, il ministro degli Affari ecclesia- stici Vincenzo Salvagnoli e il ministro delle finanze, del commercio e dei lavori pubblici Busacca. Il testo è reperibile in Atti e documenti editi e inediti del Governo della Toscana, Firenze, 1860, t.III, pp. 66-68.