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Matt ha scritto:
2) Non è possibile vincolare stati non rappresentati al Congresso ad eventuali sue decisioni, infatti vediamo ad oggi che in materie ben più serie, tipo gli arsenali nucleari, che gli stati che non firmano i trattati non si sentono logicamente vincolati a seguire regole che non hanno sottoscritto.
3) Anche ammesso che esistano articoli e leggi internazionali inerenti agli ordini cavallereschi di dinastie presenti al Congresso di Vienna e successivamente deposte il meccanismo di riconoscimento non sarebbe applicabile a quelle dinastie africane, asiatiche e americane deposte successivamente e non rappresentate a Vienna. Il che è molto eurocentrico.

Dantes ha scritto:Mi permetta la franchezza, ma sta dicendo delle assolute castronerie.
Se fosse come dice lei, le immunità diplomatiche di cui al diritto internazionale (sviluppatosi in via embrionale prima con la pace di Westfalia, e poi con il Congresso di Vienna) non esisterebbero.
Le consuetudini internazionali (tra cui rientrano per l'appunto le immunità diplomatiche, cosi come la fons honorum delle c.d. case ex regnanti) vincolano tutta la comunità internazionale, quindi anche gli Stati che non esistevano all'epoca del formarsi di esse.
in primo luogo esiste il diritto internazionale
…poi le sue eventuali specializzazioni, quali il diritto internazionale islamico, il diritto internazionale dle mare ecc e in caso il diritto internazionale degli ordini cavallereschi…
Punto secondo, ma secondo lei il Congresso di Vienna nasce prima delle consuetudini internazionali e le crea oppure le consuetudini internazionali esistevano prima e lo hanno influenzato loro? La risposta e' ovviamente la seconda, ma lei sembra insistere nel volerlo ignorare. Su queste basi certo che prende cantonate.
Nessuna cantonata, io non sto negando quanto lei dice, sto solo facendo notare che non si applica agli ordini cavallereschi di dinastie già deposte da secoli!
Alcune consuetdine sono molto antiche, certo oggi esiste una convenzione (Convenzione di Vienna del 1961) sulle relazioni diplomatiche che include gli agenti diplomatici, ma il fatto che questi fossero in qualche modo garantiti anche prima e' un fatto consuetudinario antichissimo e cio' dimostra che se la consuetudine puo' cambiare non ha scadenza temporale (ancora la Convezione sul diritto del mare di Montego Bay e' abbastanza recente, mi sembra anni '80, ma un diritto del mare esisteva anche prima).
Io non ho negato il peso della consuetudine delle relazioni internazionali, ho solo fatto notare che non c’è consuetudine relativa al “diritto internazionale degli ordini cavallereschi” di casate deposte da secoli.
Poi, mi consenta, ma 2 su 193 lo dice lei, ha per caso intervistato il Minsitero degli Esteri di Sao Tome o Nauru? E quanti altri ancora? Io no, ma cito due esempi positivi, comunque se lei ha i dati li fornisca pure.
Sul punto tre siamo parzialmente d'accordo. Gli ordini dinastici o di merito sono riconosciuti da alcuni governi e non da altri a seconda del loro sentire politico. In passato ci sono stati e forse c'e ancora da qualche parte qualche caso, diversi Governi in esilio, in particolare quello polacco a Londra dal 1939 in poi per diversi decenni oppure la Francia libera del Generale de Gaulle, che disputavano al sovranita' dell'altro governo nel loro Paese, che aveva dominio effettivo sul territorio (e nel primo caso, Polonia, dopo il 1945 era pure sostenuto da un paese almeno teoricamente alleato). Questi governi, si badi bene repubblicani, potevano concedere medaglie ed onorificenze riconosciute,a lmeno per un certo periodo di tempo, dai loro amici e disconsciute dai loro nemici. Come vede il Congresso di Vienna c'entra ben poco, ma questo avrebbe dovuto esserle chiaro da prima vista la mia citazione, con le relative date, degli Stuart e la menzione della vicenda dello SMOCSG anch'essa ben precedente al Congresso. Si tratta essenzilamente di una accettazione politica di una pretesa con tutto cio' che ne consegue.
Lo sa che la Cina nazionalista ufficialmente come Stato non esiste per cirac 170+ Paesi al Mondo, eppure governa l'isola di Taiwan e intrattiene una sorta di relazioni, ufficialmente non diplomatiche, ma in sostanza tali e quali con quasi tutti gli Stati del Mondo (immagino esclusa la sola Cina popolare e forse pochi altri)? Come la mettiamo? Al confronto un rionoscimento limitato a un pretendnete ed a un mero ordine dinastico e' una sciocchezza, non le pare?
in primo luogo esiste il diritto internazionale
Perché ho forse io scritto il contrario?
…poi le sue eventuali specializzazioni, quali il diritto internazionale islamico, il diritto internazionale dle mare ecc e in caso il diritto internazionale degli ordini cavallereschi…
Bene allora mi indichi trattati che riguardano questo “diritto internazionale degli ordini cavallereschi” visto che io ho già dimostrato che non possiamo parlare di consuetudini.
Secondo me nel diritto internazionale gli ordini cavallereschi sono in genere, e con le due eccezioni di cui sopra, strumento ausiliario della espressione della sovranita', effettiva o pretesa, di qualcun altro nell'ambito del diritto internazionale.
Sul punto 3, senza copiare tutto il brano, quanti Stati servono perche ' una consuetudine sia valida? Uno? Due? Cento? E' una domanda la cui risposta e' difficile da dare, diciamo che dovrebbe essere una prassi riconosciuta da una larga maggioranza, ma d'altronde ci avvicina al caso del riconoscimento degli Stati, per questo ho citato vari esempi quali il Governo polacco in esilio (riconosciuto man mano da sempre meno Stati, fino al ritiro del riconoscimento vaticano nel 1972), la Francia libera e Taiwan. Un sinolo Stato (SCV) riconosceva ancora il governo polacco in esilio fino al 1972, questo esisteva o no? e poi ha smesso di esistere? La Cina nazionalista oggi e' riconosciuta da 12 Stati su 193, ma allora non esiste? Uno Stato con dominio effettivo su un territorio ragguardevole, con circa 26 milioni di abitanti, una rilevanza politica ed economica non trascurabile, non e' riconosicuto da quasi nessuno (12 su 193 non e' molto diverso da 2 su 193) e qundi non esiste? Suvvia.
L'analogia e' uno strumento valido nell'ambito del diritto, quindi perche' non applicarlo ad un eventuale questione dei riconoscimenti degli ordini cavallereschi.
Il punto pero', che direi abbiamo entrambi perso un poco di vista, e' che si tratta riconoscimenti interni di uno Stato, che al proprio interno fa cio' che vuole. Non sono atti di diritto internazionale.
Tornando a un ben noto gentiluomo austriaco, se stava a un metro a ovest di un dato confine era quantomeno Otto Erzherzog von Habsburg-Lothringen, se invece stava un metro a est dello stesso confine era Herr Otto Habsburg-Lothringen, questo perche' sono questioni interne degli Stati. Il fatto che la Germania riconosca i titoli nobiliari come parte del nome non puo' costringere l'Austria a farlo, ne' viceversa.
Certo, le consuetudini posso cadere in desuetudine e scomparire, ma finatnto che eistono esistono e non basta che la maggiornaza sia contraria o non le applichi, magari semplicemnte ignorandole.
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