Il Cavaliere è o ci fà?

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Il Cavaliere è o ci fà?

Messaggioda contegufo » sabato 27 dicembre 2025, 23:32

Buonasera tutti

Entro nella questione pratica dell'esser oggi cavaliere; risponde alla necessità di continuare una abitudine famigliare (indossare mantello e collare), è l'alternativa sicura e di effetto per chi l'essere nobile è una fissazione da terapia psichiatrica, oppure siamo di fronte ad un volontario coi fiocchi !
Ho conosciuto alcune persone fra cui un giovane di 30 anni che hanno intrapreso la lunga marcia verso l'agognato collare.
Mi dicono che serve un attestato del Parroco, provate opere di carità e il pagamento di un tot per iniziare la scalata.
Allora, mi domando se la vera essenza che spinge un borghese o un nobile sia solo vanagloria destinata nel tempo a chiarire i reali motivi.
Non credo che SMOM come pure altri Ordini siano sostenuti da attempati gentiluomini nell'esser disponibili alle attività di assistenza ai malati. Gli aspiranti cavalieri fanno passerella ma chi veramente piega la gobba e si sporca le mani nel senso pratico del termine, sono i silenziosi militanti che i festivi e le altre feste comandate aiutano nel concreto. Fare l'infermiere richiede oltre che attitudine, forza fisica, teoria e pratica dell'assistenza ai degenti, qualità che si acquisiscono con una Laurea in Scienze Infermieristiche;gli improvvisatore o i dilettanti almeno sappiano come si spinge una carrozzella.
Infermiere non ci si improvvisa da cui ne deriva che "tanti i chiamati pochi gli eletti". Mi piacerebbe vedere Cavalieri e Dame di Onore e Devozione in Obbedienza, Cavalieri e Dame di Grazia e Devozione in Obbedienza, Cavalieri e Dame di Grazia Magistrale in Obbedienza piegati in due nel lavare i piedi ulcerosi di un vecchio diabetico oppure le impegnative medicazioni per lo sfortunato malato di Psoriasi della più deturpante o come affrontare l'Herpes zoster, o fuoco di Sant'Antonio. Non credo che ci sia la corsa per ricoprire questi ruoli. Chi fa nella realtà opera di volontariato riconosce a colpo d'occhio chi non si tira indietro da chi invece cerca di ottenere il massimo col minimo sforzo.
Credo che un Ordine serio prima di verificare la posizione araldico genealogica del postulante, verificare i quarti di nobiltà andando a ritroso nell'albero genealogico, compiacersi nel rilevare le significative elemosine fatte, abbia il dovere di fare un test psicioattudinario allo scopo di accertarsi della buona fede.
Giusto?


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Re: Il Cavaliere è o ci fà?

Messaggioda Sagittario » domenica 28 dicembre 2025, 15:52

Il problema si risolverà da solo quando le massime gerarchie degli Ordini cavallereschi non offriranno più i posti riservati in prima fila nelle chiese, cesseranno le foto insieme all’alto prelato di turno e le agapi sfarzose in cravatta bianca.
La mancanza di “distinzione” farà scemare di molto le schiere dei volontari, nobili e non.
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Re: Il Cavaliere è o ci fà?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 28 dicembre 2025, 16:01

Caro Contegufo, mi spiace leggere un simile commento: esso dimostra, purtroppo, che non conosci affatto la realtà quotidiana e lo spirito profondo dello SMOM.
La tua analisi si ferma alla superficie dei mantelli e delle cerimonie, ignorando ciò che accade quando le luci dei riflettori si spengono e inizia il vero Obsequium Pauperum (il servizio ai poveri).

Ecco alcuni punti per approfondire la realtà che forse ti sfugge:
1. Hai citato il lavoro "sporco" e faticoso: sappi che nell'annuale pellegrinaggio internazionale a Lourdes, il servizio più umile, fisico e delicato — quello alle piscine, dove i malati vengono spogliati, immersi e assistiti — è affidato per tradizione e scelta proprio ai Delegati, ai membri di alto livello e ai Cavalieri di Onore e Devozione.
Non è raro vedere una Gran Croce o un alto dignitario dell'Ordine, privo di ogni insegna, con le maniche rimboccate, intento a sollevare il corpo di un sofferente.
Lì non esiste araldica, esiste solo il servizio. La gerarchia dell'Ordine si inverte: più alto è il grado, più pesante deve essere il carico del servizio.

2. Tu distingui tra i "silenziosi militanti" e i "cavalieri in passerella". Questa distinzione nello SMOM è falsa. Il Cavaliere è un militante.
La divisa di servizio (la giubba grigia o rossa del corpo di soccorso) viene indossata molto più spesso del mantello da chiesa.
Chi entra nell'Ordine con l'idea della "fissazione nobiliare" viene rapidamente espulso dalla realtà dei fatti: i pellegrinaggi, le mense per i poveri e i centri di assistenza non lasciano molto spazio ai narcisisti.
Chi cerca solo la decorazione non dura molto.

3. Hai ragione nel dire che l'infermiere richiede una laurea. Ma il compito del Cavaliere o della Dama non è sostituirsi alla scienza medica, bensì colmare quel vuoto di umanità e dignità che spesso la tecnica trascura.
Spingere una carrozzina, preparare i pacchi alimentari per i bisognosi o anche dare solo un sorriso gentile a un povero non sono atti meccanici, ma gesti di fratellanza.
Lo SMOM non cerca "dilettanti della medicina", ma "professionisti della carità" che sanno stare accanto al malato e al povero come si starebbe accanto a un Signore (da qui il termine I nostri Signori Malati o Signori Poveri).

4. Dici che servirebbe un test psicoattitudinale? In realtà esiste già ed è il periodo di formazione e di prova.
Prima di ricevere l'abito, il postulante deve dimostrare sul campo, per anni, la propria dedizione.
Chi è mosso da vanagloria solitamente si stanca molto prima di arrivare alla cerimonia di investitura.
Le "significative elemosine" di cui parli non sono un "prezzo d'acquisto", ma il contributo necessario per mantenere ospedali, ambulatori e corpi di soccorso in tutto il mondo.

Per concludere vorrei dirti che la nobiltà nello SMOM oggi non è un reperto archeologico per "attempati gentiluomini", ma un impegno d'onore.
Se la decorazione è un omaggio alla storia, la fatica sotto il sole di Lourdes o nelle mense cittadine è la prova del presente.

Se vuoi approfondire le mie parole contatta la Delegazione a te più vicina, frequentala e osserva ciò che fanno.
Se puoi parti per un pellegrinaggio, per guardare chi carica le barelle: potresti scoprire che quel "borghese" o quel "nobile" che critichi sta facendo proprio quel lavoro che tu ritieni riservato a pochi eletti.
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Re: Il Cavaliere è o ci fà?

Messaggioda Romegas » domenica 28 dicembre 2025, 19:18

Concordo con Alessio e mi fa specie che Contegufo non sia ben documentato in merito a quello che dice. Anche il sottoscritto ha fatto tutte quelle pratiche che un buon ospitaliere e' tenuto a fare. Basta fare dei corsi, poi il medico fara' il medico, l'infermiere l'infermiere ed il soccorritore il soccorritore. Prima di scrivere un post bisogna documentarsi seriamente.
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Re: Il Cavaliere è o ci fà?

Messaggioda contegufo » domenica 28 dicembre 2025, 20:07

Io sono un malato di Parkinson con evoluzione da letteratura nonostante vada in palestra (l'esercizio fisico è importante quanto i farmaci), guidi la macchina, vada a far la spesa senza passare avanti agli altri.
II lungo periodo del non ritorno è segnato da esborsi notevoli (lo Stato passa qualcosa quando "si è incapaci nello svolgere le attività essenziali della vita" il resto richiede la vendita della casa + lo stipendio e si finisce col saldo uguale a ZERO se si è bravi, altrimenti ........
A più di €3000 al mese la faccenda è insostenibile e i cosiddetti badanti o caregiver (roba da terzo mondo) perchè non lo fanno i Cavalieri al di là dell' Ordine cui appartengano?
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Re: Il Cavaliere è o ci fà?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 29 dicembre 2025, 15:54

Caro contegufo,
mi permetto una battuta: non mi ci vedo in cocolla a casa tua mentre cerco di passare l'aspirapolvere.
Sarebbe uno spettacolo più comico che caritatevole. ;)

Scherzi a parte, la tua provocazione coglie il punto: la cavalleria oggi non può essere un'agenzia di "badanti a domicilio" sostitutiva dello Stato.
La tua è una battaglia quotidiana contro un nemico che non rispetta le regole della cavalleria e che, purtroppo, prosciuga non solo le forze ma anche i conti correnti.

Hai ragione, il "fango" della quotidianità domestica è molto più ostico di quello delle piscine di Lourdes.
Ma se un Cavaliere può darti una mano a spingere quella carrozzina o a farti sentire meno solo in questa "guerra", è già un piccolo inizio.
Per il resto, temo che nemmeno il più nobile dei piumaggi possa nulla contro le carenze del sistema sanitario nazionale.

Un caro saluto, con sincero rispetto per la tua tempra.
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