Tutto è possibile, caro Fabrizio. Ma la spiegazione potrebbe essere anche più facile.
Questo è il mantello, custodito nel Museo del Risorgimento di Milano, con il quale Napoleone fu incoronato Re d'Italia nel Duomo di Milano il 26 maggio 1805.

Come è noto la corona usata per la cerimonia, la Corona Ferrea, è invece custodita nel Duomo di Monza.
Tra l'altro è l'unico dei mantelli napoleonici sopravvissuto, che i nostri cugini francesi ci chiedono ogni qual volta vogliono organizzare una mostra sul Bonaparte... Del famoso mantello immortalato insieme all'Imperatore dal famoso quadro di J.L. David nessuno sa più niente!
Qui un particolare del ricco ricamo:

Ora, perchè quelle rose, se di rose si può esattamente parlare (nel mantello tra l'altro, a 4 petali)?
Intanto possiamo chiederci quali elementi decorativi si possano apporre su un mantello regale... Forse la "rosa" (chiedo scusa per il gioco di parole) di figure considerabili adatte non è così ampia... E forse un fiore come la rosa (o qualcosa che comunque gli somigli) poteva essere il sostituto più immediato per i "vecchi" gigli di cui si erano ammantati i sovrani della Francia prima della caduta della monarchia.
Di lì all'ingresso di quelle rose in qualche stemma civico italiano, con il campo dello stesso colore che le ospitava sul mantello del Re d'Italia, il passo non poteva essere lungo. Anche se quando è stato compiuto, almeno sicuramente per Brescia, di lì a poco (un anno o poco più) l'araldica napoleonica avrebbe cessato di esistere.
Il verde però ha avuto più fortuna dal momento che - come è noto - sostituiva già dai primi anni l'azzurro usato per le città francesi nel
quarto franco a destra caricato da una N sormontata da una stella a 5 punte il tutto d'oro tipico delle città di II classe.