Accademista ha scritto:Comunque vorrei porre questa domanda: non molto spesso ho visto un drago presente in stemmi araldici italiani. è una figura che fa parte della nostra tradizione, o magari è stata importata da tradizioni extra-italiane? che significato può assumere un drago nell'araldica?
grazie mille delle risposte e cordiali saluti
Direi semplicemente che il drago è presente nel panorama araldico italiano in modo altrettanto significativo che in altri contesti nazionali. Anche se non è sempre facile proporre una statistica circa la maggiore o minore presenza di una figura araldica in un preciso ambito geografico-politico.
Alcuni stemmi con draghi sono diventati giustamente famosi: basti pensare a quello di papa Paolo V (Camillo Borghese) che campeggia sul timpano della facciata della Basilica Vaticana progettata dal Maderno. E a Roma non è difficile imbattersi in qualche drago (come figura dello stemma papale e/o come figura a sé) rappresentato su fontane, palazzi e monumenti vari come testimonianza del pontificato di questo papa che fu amante e protettore dell'arte. Per non parlare del
drago reciso dello stemma della famiglia Boncompagni che pure diede alla Chiesa e alla storia un pontefice (Gregorio XIII). Ma tante altre famiglie italiane innalzano il drago (o più draghi) nella loro arma... tanto per citarne alcune: Del Drago (Roma), Arnaldi (Vicenza), Vannozzi (Pistoia), Ansaldi (Pisa), Controni (Lucca)... e ne potremmo aggiungere moltissime. Il drago non è raro neanche nell'araldica civica del nostro Paese: basti pensare tra gli altri allo stemma comunale di Bagnoregio (VT), o di Chitignano (AR); o di Bene Vagienna (CN). Quest'ultimo in particolare presenta un
San Giorgio armato di tutto punto e a cavallo opprimente con una lancia un drago coricato e rivoltato: un tipo di raffigurazione abbastanza diffusa quella in cui il drago compare accanto ad altre figure provenienti dal mito o dalla religione alle cui vicende l'animale fantastico è legato dalla leggenda.
Noto a miti e leggende di ogni tempo e paese, e caricato dal punto di vista simbolico dalle più diverse valenze (tanto negative quanto positive), il drago non potrebbe dunque essere molto facilmente indicato come più originario dell'araldica di un determinato paese piuttosto che dell'altro. Faceva parte, come tanti altri animali reali e fantastici, dell'immaginario e, quindi, un po' della vita quotidiana di tutta l'Europa cristiana madievale.