Arciabate

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Arciabate

Messaggioda Antonio De Battisti » martedì 20 ottobre 2009, 19:30

La qualifica di Arciabate, allo stato attuale, mi risulta sussistere solo in pochi casi, in quanto capo di una Congregazione Benedettina (questa figura ha lasciato spazio, ormai, a quella di Abate Generale o Abate Presidente) :
- Arciabbazia territoriale di Pannonhalma (Ungheria)
- Arciabbazia di Beuron (Germania)
- Arciabbazia di S. Ottilia (Germania)

Pertanto, vorrei chiedere ai gentili frequentatori del Forum, se quanto sto per affermare possa essere considerato corretto :
1) L'insegna araldica dell' Arciabate prevede un cappello nero con 4 ordini di fiocchi, 1 in più di quelli spettanti all' Abate ?
2) Diversamente dall' Arcivescovo, non può accollare allo scudo la croce doppia, che è simbolo di esercizio giurisdizionale (metropolita), nè tantomeno il pastorale e la mitra ?
3) La differenza d'importanza fra Arciabate e Abate segue il criterio che distingue l' Arcivescovo dal Vescovo ?
4) Esistono, a tutt'oggi, altre Arciabbazie oltre a quelle da me elencate ?
5) Avete qualche immagine dei contrassegni di dignità di un Arciabate ?

http://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_te ... annonhalma
http://www.kozvetito.film.hu/it/index.php?m=2
http://web.axelero.hu/pellestamas/Tamas ... lma_ol.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Arciabbazia_di_Beuron
http://www.oecumene.radiovaticana.org/I ... p?c=144465

Arma di S. Ecc. Mons. Imre Asztrik VASZEGI, Vescovo e Arciabate di Pannonhalma

Immagine

Molte grazie
ADBdT
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Re: Arciabate

Messaggioda nicolad72 » martedì 20 ottobre 2009, 19:51

La dignità vescovile, essendo un grado (il più alto e completo) dell'Ordine Sacro, è comunque maggiore rispetto alla qualifica di Arciabate (che comunque può essere rivestita da un presbitero)

Quindi l'arciabate di Pannonhalma usa le armi vescovili essendo egli "vescovo", e solo i Vescovi accollano al loro scudo la croce a una traversa (i vescovi) o a due traverse (Arcivescovi, Patriarchi, Primati). Per quanto riguarda i Cardinali, invece, se questi sono anche Vescovi, Arcivescovi o Patriarchi, accollano al loro scudo la croce corrispondente al loro grado, mentre sono sono solo sacerdoti, timbrano il loro scudo con il solo galero cardinalizio (di rosso e due ordini di 15 fiocchi sui lati).
Gli abati, se non sono vescovi, accollano al loro scudo un pastorale con il sudario, indipendentemente dal fatto che siano abati o arciabati, o abati primati o abati presidenti e via dicendo.

Queste le insegne arciabbaziali di Notker Wolf, Abate primate della confederazione benedettina
Immagine

Altri semmi di abati arciabati e abazie sono visibili qua
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Re: Arciabate

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 20 ottobre 2009, 23:11

Converrà ricordare che l'araldica ecclesiastica - almeno a livello di una chiara legislazione a riguardo - non conosce differenze tra gli abati de regimine: gli abati primati, gli abati generali, gli arciabati e gli altri abati che abbiano ricevuto la benedizione abbaziale e, con essa, l'uso delle insegne pontificali. A parte il fatto che, in generale, nessun decreto attualmente detta norme riguardo agli stemmi degli abati, per le prerogative araldiche dei quali sempre le varie consuetudini hanno trovato il loro fondamento nell'analogia con le norme per vescovi e prelati minori. Comunque anche Mons. Heim nel suo fondamentale trattato, L'araldica nella Chiesa Cattolica, non fa minima menzione di qualsivoglia differenza tra gli stemmi degli abati, eccezion fatta per l'arma degli abati nullius che a motivo della loro giurisdizione episcopale possono fare uso di un cappello vescovile.
Nondimeno un timbro caratteristico almeno per l'abate primate potrebbe avere qualche aspetto di ragionevolezza e come tale essere ammissibile. L'abate primate è infatti colui che presiede a tutte le congregazioni di un Ordine confederato (mentre l'abate generale è a capo di una congregazione monastica). L'introduzione di questa figura nell'Ordine benedettino è piuttosto recente. La nomina di un abate primate fu stabilita sotto papa Leone XIII. E anche se l'unificazione in una confederazione non portò alcuna modifica nella dignità abbaziale e le varie congregazioni poterono conservare la loro autonomia, l'abate primate ha precedenza su tutti gli altri abati, godendo di poteri suoi caratteristici.
Sembra dunque fondato - anche se tutt'altro che obbligatorio - almeno per l'abate primate (ma forse anche per l'abate generale, che pure gode di una certa autorità circa l'ordinaria e la straordinaria amministrazione nella congregazione) l'uso di un segno distintivo proprio che potrebbe essere costituito dalla presenza di un ordine di fiocchi in più nel cappello prelatizio, così come possiamo osservare nell'immagine sopra postata e in altre realizzazioni araldiche similari di recente esecuzione. Probabilmente si tratterà - anche se solo i decenni avvenire potranno dirlo - di uno di quegli usi che imponendosi da se stessi, sono poi diventati modello di consuetudine comunemente accolta e riproposta. Come tale l'uso, potrebbe un giorno divenire oggetto di una chiara codificazione.
Per quanto ne sappia, il titolo di arciabate ha invece oggi un valore puramente onorifico, e come tale non può essere accompagnato da speciali prerogative araldiche.
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Re: Arciabate

Messaggioda Antonio De Battisti » mercoledì 21 ottobre 2009, 18:18

Innanzi di principiare, mi preme ringraziare per le solerti e particolareggiate risposte, Nicolad72 e Don Antonio Pompili.

Sì, in effetti, concordo pure io che la dignità di Arciabate sia più onorifica che altro, anche perchè non mi consta che le pochissime arciabbazie oggi esistenti abbiano alle loro dipendenze abbazie suffraganee.

In ultima analisi, sono del pari convinto che il titolo di Arciabate prescinda dalla persona che lo porta e che debba, per ciò stesso, essere collegato esclusivamente al monastero governato, il quale può ragionevolmente avere assunto tale distinzione per la sua importanza strettamente religiosa (es : comunità particolarmente numerosa, oppure per essere la sede del capo della Congregazione).

Leggendo la risposta di Don Antonio, mi è sovvenuto a posteriori dell' emanazione nel 1968 dell' Istruzione " Pontificalia Insignia " di S.S. Paolo VI, Istruzione nella quale, oltre ad altre figure ecclesiastiche, viene soppressa nello stemma dell' Arciabate in questione, la riproduzione del pastorale e della mitra.
http://www.vatican.va/holy_father/paul_ ... t.html#top

P.S. : Mi risulta che Dom Pietro VITTORELLI, attuale 191°Abate dell'abbazia territoriale di Montecassino, conservi la qualifica di Arciabate.
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Re: Arciabate

Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 21 ottobre 2009, 19:03

Antonio De Battisti ha scritto:P.S. : Mi risulta che Dom Pietro VITTORELLI, attuale 191°Abate dell'abbazia territoriale di Montecassino, conservi la qualifica di Arciabate.

Certo! Il titolo si applica ad abati a capo di abbazie insigni per la loro antichità. E la grandiosa abbazia fondata da San Benedetto verso l'anno 529 non potrebbe non essere tra queste.
Non conosco lo stemma dell'attuale arciabate di Montecassino (se egli ne fa uso), ma in quanto egli è ordinario di un'abbazia territoriale, e gode di giurisdizione episcopale, può - abbandonato il cappello nero - porre un cappello vescovile verde sopra il suo scudo con sei fiocchi pendenti per lato, oltre ad usare il pastorale (munito di velo, il che però non sarebbe strettamente obbligatorio, soprattutto oggi in cui la croce si è imposta come emblema episcopale e perciò non è più così necessaria una distinzione araldica per il pastorale dello stemma di un abate sacerdote che abbia ricevuto la benedizione abbaziale). Se poi dovesse un giorno essere consacrato vescovo, come fu nel maggio del 2004 per il suo predecessore S. Ecc. Rev.ma Mons. Fabio Bernardo D'Onorio oggi Arcivescovo di Gaeta, potrà usare la croce in luogo del pastorale.
Immagine
Dom Pietro Vittorelli al momento della Benedizione Abbaziale
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