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Parere su un sigillo e sull'uso dello stemma (1846)

MessaggioInviato: lunedì 19 ottobre 2009, 23:24
da Claudio di Renda
Gentili signori,
torno a completare un mio post pubblicato qualche tempo in cui chiedevo un vostro aiuto per interpretare le figure di uno stemma lasciate su nerofumo sulla copertina di un libro scritto da un mio antenato nel 1846. Pochi giorni fa ho avuto la grandissima fortuna di trovare tra i banchi di un antiquario il testo del mio antenato che avevo potuto consultare solo in biblioteca. In questa copia, ora in mio possesso, compare: una scritta che sto cercando di decifrare incisa sulla vecchia prima pagina che ora è incollata (la copertina attuale è posteriore), la firma del mio antenato indegnamente cancellata da qualcuno con un pennarello nero ed il famoso sigillo...al di sopra di esso vi è la firma dell'autore e questa scritta:

"la presente opera, è sotto la tutela del real decreto de' 5 febbraro 1828.Tutte le copie non munite della firma e bollo dell'autore, si sentono contraffate".

In questa copia, per mia fortuna lo stemma è più visibile, ancora non comprendo bene gli ornamenti(in particolare la corona) e neppure se lo stemma è inquartato (perlopiù sembra partito e poi a sinistra troncato ed a destra troncato ma con la linea di partizione più in alto rispetto alla metà sinistra dello scudo, in modo da non rendere lo stemma perfettamente inquartato). Le figure invece sono più nitide:

1° quarto al crescente sormontato da una stella a sei raggi
2° quarto al monte all'italiana di tre cime, sormontato (forse) da tre stelle (?)
3°quarto al monte all'italiana di tre cime
4° presenta quattro scaglioni

Ora ho 3 domande:
1° Qualcuno di voi conosce gli stemmi inseriti nei singoli quarti (sic)? L'autore era siciliano, la moglie dovrebbe chiamarsi Gagliotto o Galiotto con molta probabilità. E' figlio di benedetto li Chiavi e Maria Rosalia de Castro o, più raramente, lo Castro
2° Un nobile (nel libro è citato in copertina come Salvatore Le Chiave barone del Leone) che probabilmente aveva uno stemma di famiglia poteva assumere per timbrare la sua opera e forse farlo proprio uno stemma di sua invenzione? Vi era un obbligo di registrazione? doveva essere registrato o comunque comunicato ad un' autorità? Premetto che lo stemma in questione non ha nulla a che vedere con lo stemma della famiglia Li Chiavi che ho trovato nel libro d'oro del 1916-1919 ( a ragion del vero anche il mio trisavolo usavo per la sua industria un emblema diverso dallo stemma del libro d'oro)
3° da quale anno gli emblemi di un industria dovevano essere registrati? (è un post dentro il posto, in riferimento all'emblema di un industria del mio trisavolo)

Grazie mille per l'attenzione ;) .Con osservanza

Re: Parere su un sigillo e sull'uso dello stemma (1846)

MessaggioInviato: domenica 25 ottobre 2009, 23:44
da Claudio di Renda
Nessuno è a conoscenza di questi quarti? Avanzate ipotesi?

Re: Parere su un sigillo e sull'uso dello stemma (1846)

MessaggioInviato: lunedì 26 ottobre 2009, 19:13
da Antonio Pompili
Claudio di Renda ha scritto:1° quarto al crescente sormontato da una stella a sei raggi

Claudio di Renda ha scritto:Nessuno è a conoscenza di questi quarti? Avanzate ipotesi?

Il 1° quarto mi fa venire in mente lo stemma della famiglia Imperatore,
Blasone: d'azzurro, al crescente montante sormontato da una stella, il tutto d'oro.
Ma almeno le fonti di cui io dispongo (il Dizionario Storico-Blasonico del Crollalanza e Il Blasone in Sicilia di Palizzolo Gravina) non precisano a proposito della stella il numero dei raggi.
Ci sarebbe anche la famiglia Zafarana di Messina. Ma mentre il Palizzolo Gravina parla di un d'azzurro, al crescente montante d'argento sormontato da una stella d'oro, il Crollalanza al posto della stella indica una cometa.

Re: Parere su un sigillo e sull'uso dello stemma (1846)

MessaggioInviato: lunedì 26 ottobre 2009, 22:07
da Claudio di Renda
Grazie mille Antonio per la tua attenzione..una domanda il mio antenato se si è inventato questo stemma senza nessun collegamento con altre famiglie e dissimile da quello di famiglia poteva liberamente e pubblicamente farne uso? Si può dire che rappresenta un altro stemma d'uso della famiglia oltre a quello conosciuto? Grazie

Re: Parere su un sigillo e sull'uso dello stemma (1846)

MessaggioInviato: mercoledì 28 ottobre 2009, 14:50
da fra' Eusanio da Ocre
Claudio di Renda ha scritto:Grazie mille Antonio per la tua attenzione..una domanda il mio antenato se si è inventato questo stemma senza nessun collegamento con altre famiglie e dissimile da quello di famiglia poteva liberamente e pubblicamente farne uso? Si può dire che rappresenta un altro stemma d'uso della famiglia oltre a quello conosciuto? Grazie

...scusate se il vecchio frate si intromette...
...ma a suo parere, le risposte sono sì...

Bene :D valete

Re: Parere su un sigillo e sull'uso dello stemma (1846)

MessaggioInviato: mercoledì 28 ottobre 2009, 15:29
da Claudio di Renda
Gentilissimo Frate,
aspettavo da tempo le sue dotto "intromissioni". Allora potrei affermare che la famiglia aveva un altro stemma magari usata a titolo personale, se non erro gli stemmi non venivano registrati all'epoca (1844). Per caso erro?? Grazi mille.

p.s. Frà Eusanio non conosce nessuno di quei quarti?